“E’ abbastanza stupefacente che Just eat a Firenze sanzioni I lavoratori attraverso l’algoritmo perché evidentemente non riescono a portare le pizze a una velocità di 26,3 km orari. La velocità stabilita dall’algoritmo per questo tipo di mestiere. Ad agosto, con un caldo torrido come denuncia la Filt oggi. Eppure è successo e l’azienda ha deciso di comminare delle multe senza tenere minimamente conto delle condizioni atmosferiche e delle pause di lavoro necessarie. Siamo davanti a qualcosa di incredibile. Nonostante la reazione del comune di Firenze - che ha istituito il progetto della Casa del Rider - a queste sanzioni, l’azienda ha deciso di confermarle. Appaltano all’algoritmo - senza alcun criterio di trasparenza - i tempi di lavoro delle persone. Presenteremo alla ripresa un’interrogazione per capire cosa sta accadendo”. Lo dichiara Arturo Scotto capogruppo PD in commissione lavoro di Montecitorio.
Brunetta venga in commissione a riferire
“Leggiamo su un grande quotidiano nazionale di ipotetiche proposte di riforma delle pensioni avanzate dal CNEL al Governo in vista della prossima legge di bilancio. Che se venissero messe in atto allungherebbero ulteriormente i tempi di accesso alla pensione. Siamo praticamente al bis del Salario Minimo. Quando Meloni pur di non decidere sulla proposta avanzata dalle opposizioni e sostenuta dalla maggioranza degli italiani appalto’ ogni orientamento politico al CNEL. Si torna insomma sul luogo del delitto. Ancora una volta non è chiaro quale sia il ruolo della Calderone, per l’ennesima volta scavalcata da decisioni prese altrove. Chiederemo a questo punto al Presidente Brunetta di poter conoscere il merito di queste proposte chiedendone un’audizione in Commissione Lavoro. Se hanno deciso di commissariare la Ministra sono fatti loro. Non accetteremo invece commissariamenti del Parlamento”. Lo dichiara Arturo scotto capogruppo PD in commissione Lavoro di Montecitorio.
Solidale con Bersani. Singolare una giustizia per cui un omosessuale sarebbe anormale. Dare del coglione a un generale che sdogana frasi aberranti non è un giudizio di merito. Ma una constatazione oggettiva. E come tale va giudicata. Concessione di medaglia al valore inclusa.
Così sui social il deputato del Pd Arturo Scotto.
“Ieri un altro bracciante è morto nelle campagne di Latina. Stroncato da caldo perché nessuno dovrebbe lavorare nei campi a quaranta gradi all’ombra. Si chiamava Dalvir Singh e aveva 54 anni. Dunque, non va tutto bene, checchè ne dica la Ministra Calderone. Non basta qualche retata episodica per certificare l’irregolarita’ di alcune aziende a risolvere questa emergenza nazionale. Serve una strategia più efficace contro il caporalato e contro lo sfruttamento. Quella che manca a un Governo che sta allargando le maglie della precarietà e che continua con una politica di bassi salari e di competizione sfrenata sul costo del
lavoro. Non è accettabile che a due mesi dall’omicidio di Satnam Singh siamo di nuovo punto e daccapo. Gli spot che durano l’arco di un paio di servizi al Tg vengono purtroppo smentiti dalla realtà che è tragica e ingiusta. Chiediamo alla Ministra di riferire al Parlamento lo stato delle politiche di contrasto all’insicurezza sul lavoro nei campi. Non può più sottrarsi come ha fatto in tutti questi mesi” così il capogruppo del Pd nella Commissione e lavoro della Camera, Arturo Scotto.
Italia unico paese dove salari non crescono
Consiglierei alla presidente Meloni meno trionfalismi sui dati OCSE. L’incremento del primo trimestre 2024 del reddito reale delle famiglie non risolve il tema sollevato dalla stessa OCSE appena due settimana fa: l’Italia è l’unico paese dell’area Ocse che non ha visto crescere i salari reali rispetto all’inflazione dal prepandemia. Sette punti ancora sotto. A differenza di Germania, Francia e Spagna. Vuol dire che servono misure più nette e incisive per garantire una ripresa reale del potere d’acquisto dei lavoratori. A partire dal rinnovo di tutti i contratti - pubblico impiego compreso - garantendo il recupero di quello che l’inflazione si è mangiato nel corso degli anni, da un cuneo contributivo strutturale e non una tantum e dal salario minimo che la destra ha colpevolmente affossato. Con meno di questo, dubito che l’Italia tornerà a crescere. Una rondine - senza misure strutturali - non fa primavera. Altrimenti è solo propaganda.
Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera.
“Abbiamo apprezzato la scelta della maggioranza in commissione Lavoro di accantonare, su nostra richiesta, l’emendamento al Collegato presentato da Cecilia Guerra e firmato da Pd, M5s e Avs. L’emendamento reintroduce l’obbligo di badge nei cantieri in appalto e subappalto. Chiediamo al governo di ritornare sui suoi passi e accogliere la nostra proposta. Dietro il mantra della semplificazione normativa talvolta si aprono praterie per un Far West delle regole che rischiano di danneggiare la parte più debole ovvero i lavoratori e le lavoratrici. La sicurezza sul lavoro è un’emergenza che non può essere oggetto di forme di deregolamentazione”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Chiediamo da tempo che si apra una stagione di lotta al caporalato seria, al di là degli slogan del governo. Innanzitutto va fatto funzionare il tavolo sul caporalato e coinvolge seriamente le parti sociali. Leggiamo che Coldiretti nell’incontro con i ministri Calderone e Lollobrigida propone di superare nei fatti il decreto flussi e garantire al lavoratore che denuncia il caporale il permesso di soggiorno. Un passo in avanti. Si faccia un decreto che dia un reale segnale di svolta. Noi proponiamo di superare la legge Bossi-Fini che produce clandestinità e vere e proprie forme di schiavismo. Senza una svolta netta avremo altri Satnam Singh”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Il Ministro Urso intervenga per affrontare la grave crisi occupazionale del Gruppo NOVA e tutelare i lavoratori coinvolti per evitare ulteriori licenziamenti. In Lombardia la situazione è drammatica, con la chiusura di diversi punti vendita e centinaia di lavoratori che hanno perso il posto di lavoro, in alcuni casi senza nemmeno ricevere lo stipendio di giugno”.
E’ quanto chiedono i deputati Silvia Roggiani, Segretaria regionale Pd Lombardia, i capogruppo Pd in Commissione Attività produttive e Lavoro Vinicio Peluffo e Arturo Scotto e tutti deputati lombardi del Partito Democratico in una interrogazione rivolta al Ministro delle Imprese e del Made in Italy riguardo la grave crisi occupazionale che sta colpendo il Gruppo NOVA, operante sotto il marchio Euronics, con una significativa presenza in Lombardia.
“Chiediamo se il Ministro – aggiungono i deputati lombardi del Partito democratico - intenda promuovere un tavolo di confronto tra le parti interessate per discutere soluzioni alternative ai licenziamenti e se intenda attivarsi per fornire incentivi e forme di sostegno economico immediato ai lavoratori. Il Partito Democratico non può accettare che il governo di destra continui a ignorare le difficoltà dei lavoratori, scaricando sulle famiglie le conseguenze di una crisi gestionale e industriale. È tempo che il Ministro delle Imprese e del Made in Italy assuma le proprie responsabilità e agisca con maggiore decisione per proteggere i posti di lavoro e sostenere le famiglie colpite da questa crisi”.
“5 dicembre 2023 la Camera boccia il salario minimo, trasformandolo in delega al Governo. Scadenza: sei mesi. Oggi è 5 agosto. Trascorsi esattamente 8 mesi e la delega persa nel porto delle nebbie. Mai incardinata al Senato. Obiettivo chiaro: non parlarne più. Non ci riusciranno”.
Così sui social il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Puzza fascismo non si cancella con una grisaglia
“Mollicone era tra gli squadristi che alla Camera aggredì deputato Donno. Non stupiscono dunque le frasi sulla strage di Bologna. Meraviglia che presieda ancora una Commissione. Forse è più chiaro perché non rinunciano alla fiamma. La puzza di fascismo non si cancella con una grisaglia”.
Così sui social il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La ministra Calderone, in nome di una presunta semplificazione, si appresta a un altro condono per le aziende sulla sicurezza sul lavoro allentando i controlli e concedendo 20 giorni per sanare le piccole irregolarità. Così facendo umilia ancora di più il difficile lavoro degli ispettorati del lavoro. Un ignobile gioco elettorale che viene definito ‘errore scusabile’ in nome di una visione dello Stato che alza le pene ai poveracci e sana gli errori dei potenti. Il Governo predica bene e razzola male, senza mai assumersi una responsabilità davanti al paese, rifilando un codicillo all’interno dell’articolo 6 del decreto semplificazione. Sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non si scherza, la nostra opposizione sarà durissima fino a quando non ritireranno questa oscena sanatoria”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Parte stagione dei diritti del Pd di Schlein
“La proposta sulla settimana corta, così come quella sulla disconnessione, sono parte della missione del Partito Democratico di Elly Schlein, che in questo anno è riuscita a parlare a una generazione che più di tutti ha subito gli effetti sulla qualità del lavoro sul livello di sfruttamento della pandemia. Il prossimo anno dovrà essere caratterizzato da questa straordinaria mobilitazione per i diritti. Settimana corta, diritto alla disconnessione, lotta ai contratti precari e intermittenti, salari dignitosi come il salario minimo, congedi paritari: è arrivato il tempo della qualità del lavoro. È la sfida dei prossimi anni del nostro Paese. Sulla settimana corta, in particolare, entro metà settembre si aprirà il termine gli emendamenti in commissione Lavoro e verrà finalmente adottato un testo base. Noi puntiamo perché vada a ottobre in Aula, trovando una sintesi con i tre testi depositati dalle opposizioni. Stringere i tempi è stato importante per evitare che il ddl entrasse nel porto delle nebbie delle indecisioni e dei ritardi della maggioranza. Il centrodestra è in piena confusione rispetto a temi molto rilevanti quando si parla di lavoro”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, in un’intervista a Fanpage.
“Dopo sette mesi dall’affossamento del salario minimo alla Camera dei Deputati da parte della destra non è stato fatto nulla per intervenire sul potere d’acquisto. Solo chiacchiere propagandistiche. La delega che il governo si è presa con un emendamento che cancellava la nostra legge non è stata mai calendarizzata in Senato. Eppure ne andavano fieri e ci spiegavano che avrebbero corso come un treno. Vorrei sommessamente chiedere al Presidente Rizzetto, firmatario dell’emendamento, che fine ha fatto quella delega che ha umiliato l’autonomia del Parlamento e azzerato una misura che parlava a quattro milioni di lavoratori poveri? Qualcuno può darci una risposta politica o dobbiamo andare a chi l’ha visto?”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Il governo ha il dovere di risolvere immediatamente la questione delle indennità di servizio nei municipi. Da aprile infatti, tanti assessori municipali non percepiscono le indennità di funzione. Sono settimane che regnano incertezza e rimpallo burocratico. Ad oggi non conosciamo con esattezza quale sia il motivo per cui si sia fermato tutto e non abbiamo nessuna risposta ufficiale dal governo, nei confronti di chi ogni giorno si assume la responsabilità di rispondere alle esigenze dei cittadini nel proprio territorio. Chiediamo ancora una volta che il Governo faccia una operazione verità, che sia trasparente con questi amministratori e risolva finalmente questo problema” così i deputati democratici Marco Sarracino e Arturo Scotto.
“E’ molto importante che il comitato ristretto della commissione Lavoro della Camera abbia stabilito che entro metà settembre verrà adottato un testo base sulla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Il Pd auspica un atteggiamento costruttivo della maggioranza per portare a casa una legge sulla settimana corta che in tutta Europa è ormai realtà. Noi lavoreremo con le altre opposizioni per avanzare una sola proposta che istituisca innanzitutto un fondo per agevolare la contrattazione collettiva tra le parti sociali per ridurre orario di lavoro. Così come è emerso anche da tutto il ciclo di audizioni che abbiamo svolto in questi mesi. Non si può tornare indietro”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.