• 31/03/2026

“Da tempo in tanti si esercitano su questo tema. Come diceva De André, la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio… Mi sfugge però il cuore del ragionamento: se si premette che Schlein è una delle figure che più ha contribuito al successo del No, perché mai l’esito dovrebbe essere un suo passo indietro? Fino a ieri Conte veniva dipinto come un alieno populista con simpatie putiniane e ora viene indicato come più attrattivo per i moderati? Ho sempre pensato che sia stato un ottimo premier e l’ho difeso da chi descriveva l’agenda Draghi come le nuove ‘tavole della legge’. Ora invece sembra che vada bene tutto purché non sia Schlein. Perché è fuori del giro? Troppo autonoma? Un motivo in più per sostenerla”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, intervistato dal Manifesto.