“Dopo la sconfitta referendaria e i 15 milioni di italiani che hanno detto no al governo, siamo di fronte a un esecutivo in evidente difficoltà che non riesce a fermarsi, ammettere gli errori e cambiare strada. È la quarta volta che intervengono sullo stesso tema: se i tre provvedimenti precedenti hanno fallito, perché questo dovrebbe funzionare, visto che ripete la stessa strategia? Introducono nuovi reati, norme bandiera che non garantiranno più sicurezza e, nel frattempo, comprimono i diritti dei cittadini” Lo afferma Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, intervistato sui canali social dei deputati dem, a margine dei lavori sul decreto Sicurezza.
“Pensiamo al fermo preventivo prima di una manifestazione: non è accettabile. A questo – prosegue l’esponente dem - si aggiungono norme palesemente incostituzionali. Siamo di fronte a una deriva clamorosa, mentre il Parlamento viene mortificato: a difendere il valore dell’Aula restano solo le opposizioni, con la maggioranza che diserta i lavori. Sul bonus agli avvocati per i rimpatri, voglio essere netto: è uno scandalo. L’avvocatura, in una democrazia, è libera e indipendente, non è al servizio delle politiche del governo di turno. Qui si pretende di pagare un avvocato se raggiunge l’obiettivo del rimpatrio di un immigrato: è incompatibile con lo Stato di diritto ed è palesemente incostituzionale. Lo dimostra il fatto che, mentre questa norma non è ancora in vigore, il governo sta già intervenendo per modificarla. Siamo al paradosso: una bandiera dell’assurdo che sarebbe comica, se non riguardasse diritti fondamentali”.
“C’è – conclude Gianassi - un tentativo di banalizzare tutto questo. Non ammettono il pasticcio: hanno fatto un decreto e contemporaneamente lavorano per cambiarlo. È molto più di un errore, è un’azione legislativa gravissima che viola principi costituzionali. Il Governa riconosca gli sbagli, chieda scusa e si fermi. Andare avanti mette a rischio i diritti dei cittadini”.