• 18/04/2026

Stop al “panpenalismo”, più prevenzione e più agenti sul territorio. È questa la linea del Partito Democratico, che ha depositato circa 300 emendamenti al decreto legge sicurezza per cambiare profondamente il provvedimento. L’obiettivo, spiegano i dem, è chiaro: meno norme punitive “a effetto” e più interventi concreti per la sicurezza reale dei cittadini. Tra le proposte, una riduzione delle nuove fattispecie di reato e pene più proporzionate, per evitare un uso eccessivo del diritto penale.
Al centro anche la difesa dei principi costituzionali. Il Pd chiede di eliminare le norme che rischiano di introdurre responsabilità “automatiche”, come nel caso delle sanzioni ai genitori per i reati dei figli minori, ribadendo che la responsabilità deve restare personale. Un capitolo importante riguarda i giovani: meno repressione e più prevenzione. Gli emendamenti puntano a rafforzare servizi sociali, scuole e interventi educativi, con l’obiettivo di affrontare le cause del disagio e ridurre la recidiva.
Sulla sicurezza, i dem chiedono più presenza dello Stato: aumento delle assunzioni nelle forze di polizia, miglior trattamento economico e previdenziale, e migliori dotazioni.
Nel mirino anche le norme sulla sicurezza urbana, introducendo regole più chiare e controlli più rigorosi. Infine, la tutela del diritto di manifestare: il Pd propone di modificare le norme ritenute troppo restrittive, garantendo la possibilità di protestare pacificamente senza comprimere il dissenso democratico.
“Più sicurezza vera e meno propaganda”, è la sintesi politica degli emendamenti.