C'è una legge, la 162 Gribaudo sulla parità salariale, che la ministra Roccella conosce molto bene che prevede strumenti premiali che, se applicati, possono contribuire a ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo lavorativo. I dati dell'ultimo rendiconto dell'INPS sono veramente impietosi: tra uomini e donne si registrano ancora differenze fino al 50% sul fronte retributivo per le posizioni dirigenziali e il dato occupazionale non è migliore, visto che le donne hanno carriere più precarie e più discontinue e questo incide anche sulla loro pensione. Ricordo anche alla ministra che noi siamo il Paese che ha la più bassa partecipazione delle donne in Europa nel mercato del lavoro. Per correggere queste storture la legge 162 istituisce la certificazione della parità di genere e l'obbligo della consigliera nazionale di parità di presentare al Parlamento la relazione con il monitoraggio sulla situazione della legge. La consigliera per le pari opportunità avrebbe dovuto rendicontare entro il 30 giugno 2024 sull'andamento delle certificazioni per la parità di genere, ma siamo a marzo 2025 e ancora non è stato presentato niente. Allora ministra Roccella, siccome tra poco sarà l'8 marzo e durante questa ricorrenza ci ricordiamo tutti dei diritti delle donne, questo sarebbe un modo non solo per fare retorica ma per mettere in campo azioni concrete.
Così la deputata del Pd Simona Bonafè, intervenendo in Aula durante il Question Time alla Camera sulla parità salariale di genere.