• 07/05/2026

"È una situazione grottesca: il ministro Urso usa la crisi nel Golfo Persico e il blocco dello Stretto di Hormuz per fare propaganda sul nucleare a un convegno, mentre il suo stesso governo viene bocciato in Parlamento proprio sulla nomina di chi dovrebbe garantire la sicurezza nucleare del Paese. Non è energia, è teatrino". Lo dichiara Alberto Pandolfo, capogruppo PD in commissione Attività produttive alla Camera, commentando le dichiarazioni del ministro delle Imprese Adolfo Urso sul nucleare.

"Urso - aggiunge l’esponente dem - dice che la crisi nel Golfo dimostra l'urgenza del nucleare per l'indipendenza energetica dell'Italia. Ma la crisi energetica che viviamo oggi è reale e immediata: prezzi alle stelle per famiglie e imprese, bollette insostenibili, industria in difficoltà. E la risposta del governo qual è? Convegni, annunci e un piano nucleare che nel migliore dei casi produrrà risultati tra vent'anni, ammesso che qualcuno riesca a gestirlo, visto che la maggioranza non trova nemmeno i voti per nominare chi dovrebbe vigilare sulla sicurezza degli impianti".

"È - conclude Pandolfo - un cortocircuito politico che certifica il caos interno alla destra: parlano di nucleare come priorità strategica e poi vanno sotto in commissione su una nomina indicata direttamente dall'esecutivo, 28 voti invece dei 31 necessari. Un esecutivo allo sbando, diviso, senza una linea credibile su un tema che per il Paese è decisivo. La strada giusta non è quella ideologica del nucleare a tutti i costi, ma investire davvero sulle energie rinnovabili, sull'efficienza energetica e sulla diversificazione degli approvvigionamenti. Queste sono le risposte concrete all'instabilità geopolitica, non i proclami di chi usa ogni crisi internazionale per giustificare scelte già decise a tavolino e già dimostratesi fallimentari alla prova dei fatti".