• 14/05/2026

“Il diritto alla mobilità è il diritto dei diritti da cui dipendono l’accesso al lavoro, alla salute, allo studio e a tutti gli altri diritti garantiti dalla Costituzione. Per questo il tema dei trasporti deve tornare a essere una priorità politica nazionale”. Lo ha dichiarato Andrea Casu intervenendo al congresso nazionale della UIL Trasporti.

 

“Viviamo una fase delicatissima, in cui si stanno ridisegnando equilibri economici e geopolitici globali, con conseguenze dirette sul futuro del lavoro e delle politiche industriali europee. Dentro questa sfida il settore dei trasporti e della logistica è strategico e le vertenze aperte devono essere affrontate dentro una visione comune”, ha aggiunto Casu.

 

Nel suo intervento il vicepresidente della Commissione Trasporti ha ringraziato il segretario Verzari e la UIL Trasporti “per il lavoro quotidiano svolto sui territori e nelle aziende”, richiamando le principali emergenze del settore: sicurezza dei lavoratori, rinnovi contrattuali, innovazioni tecnologiche, caro energia, crisi del trasporto pubblico locale e tutela delle libertà sindacali.

 

“Le promesse tradite dalla Presidente Meloni e dal Ministro Salvini non possono essere pagate dai lavoratori. Penso al rinnovo del contratto del TPL se un accordo è stato firmato deve essere rispettato: non possono essere lavoratrici e lavoratori a subire le conseguenze dei passi indietro dell’esecutivo”, ha affermato Casu, aggiungendo che “visti i rincari energetici e il rischio che i costi ricadano ancora una volta sulle imprese del settore del trasporto pubblico locale, che devono fronteggiare già i tagli della manovra sul fondo nazionale, e dell’autotrasporto, che è stato addirittura penalizzato dagli ultimi interventi, è indispensabile che il Governo adotti subito misure adeguate alla gravità della situazione.”

 

Casu ha infine denunciato “l’attacco al diritto di sciopero e alle libertà sindacali”, sottolineando che “non si può affrontare il tema della competitività comprimendo i diritti. Sarebbe un arretramento che il Paese non può permettersi”.

 

Infine ha richiamato i dati sul trasporto pubblico: “Oggi in Italia sette persone su dieci non utilizzano mai il trasporto pubblico locale e sono costrette a spostarsi in automobile per andare al lavoro o a scuola. È un passo indietro che colpisce la qualità della vita, l’ambiente e l’accesso ai diritti fondamentali, in particolare nelle aree interne e nelle periferie. Serve uno scatto politico e istituzionale per rimettere davvero i trasporti al centro”.