“Nella commissione di Vigilanza Rai si sta consumando da mesi uno scempio delle istituzioni. Una situazione grave che dura ormai da un anno e che svuota il ruolo stesso dell’organo parlamentare chiamato a vigilare sul servizio pubblico. La commissione nasce per garantire il rispetto del contratto di servizio e la tutela dei diritti dei cittadini e delle cittadine, a partire dal pluralismo, dalla qualità dell’informazione e dall’autonomia editoriale. Tutte prerogative che oggi vengono sistematicamente compresse”. Lo dice Ouidad Bakkali, deputata del Partito Democratico e componente della commissione di Vigilanza Rai.
“Da un anno – prosegue l’esponente Pd – la maggioranza impedisce di fatto il pieno esercizio delle funzioni di vigilanza, bloccando le audizioni dei vertici Rai e paralizzando l’attività della commissione. È un atteggiamento di arroganza istituzionale che mortifica il Parlamento e le opposizioni”. Per la destra di governo la priorità sembra essere soltanto la gestione delle poltrone e degli equilibri interni, mentre il servizio pubblico viene progressivamente piegato a logiche di occupazione politica. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un’informazione sempre più sbilanciata e un progressivo restringimento del pluralismo, con una Rai che rischia di trasformarsi in uno strumento di propaganda”.
“Le tensioni interne, le denunce dei comitati di redazione, le proteste dei giornalisti e le polemiche sulla qualità dell’offerta informativa dimostrano – conclude Bakkali - un clima preoccupante che non può essere ignorato. È per questo che riteniamo urgente convocare i vertici Rai. Ripristinare trasparenza, rispetto delle regole e pieno pluralismo non è una battaglia di parte, ma una necessità democratica”.