“Negli ultimi dieci giorni l'asservimento alla maggioranza della Rai ha iniziato e mortificato il servizio pubblico radiotelevisivo. Dall’intervista del direttore del Tg1 a Sangiuliano fino ad arrivare a quella di Vespa al patteggiante Toti sono pagine buie per la Rai completamente piegata agli interessi elettoralistici della destra. Vi è una sproporzione di spazi e anche una oggettiva mistificazione della realtà che umilia l'intelligenza dei telespettatori che continuano inesorabilmente ad allontanarsi dalla Rai. Per questo chiediamo che in Commissione di Vigilanza si valuti anche quanto accaduto nella trasmissione "Cinque Minuti" di Vespa con l'intervista a Toti. Considerato che stiamo entrando formalmente in un periodo elettorale che porterà al rinnovo di importanti consigli regionali a partire proprio dalla Liguria chiediamo che ci sia parità di accesso e una informazione non così faziosa che altera le condizioni di partenza delle competizioni elettorali”.
Così in una nota i componenti democratici della commissione di vigilanza Rai.
governo ascolti grido d’allarme e modifichi norma al Senato
“Il governo ascolti il grido d’allarme degli agricoltori e torni indietro sulla norma del ddl sicurezza che affossa la filiera della canapa industriale” Così in una nota il deputato democratico, responsabile nazionale Sicurezza del Pd, Matteo Mauri.
“Oggi - aggiunge - anche Coldiretti critica duramente il governo per aver introdotto una norma che ucciderà un intero comparto imprenditoriale composto da migliaia di imprese, agricole e non solo, e di oltre 10.000 lavoratori.
Cioè esattamente quello che abbiamo detto in Aula alla Camera come PD. E su cui ieri il Capogruppo di FdI Foti ha provato inutilmente a replicare.
Peraltro - sottolinea Mauri - parliamo di un settore trainato dai giovani che vengono penalizzati ingiustamente e a cui vengono messi in discussione ingenti investimenti. Chiediamo al governo un ravvedimento e una marcia indietro nel corso dell’esame al senato.
Se la maggioranza non vuole ascoltare noi ascolti Coldiretti e tutte le altre associazioni di imprenditori agricoli della canapa".
"Il doppio standard ci seppellirà. L'Europa non ha perso tempo, giustamente, ad emettere sanzioni contro la Russia per l'invasione dell'Ucraina. Questo, però, non è successo per quello che da undici mesi accade a Gaza e anche in Cisgiordania. E' una grave perdita di credibilità agli occhi del mondo intero. Come facciamo a chiedere il rispetto dei diritti umani ad altri paesi quando noi per primi usiamo due pesi e due misure a seconda di quale sia lo Stato interessato?
Non bastano più le esortazioni e gli appelli, non funzionano. Bisogna sanzionare Israele e porre fine all'invio di armi, come hanno già fatto il Canada e il Regno unito. Bisogna sospendere il Trattato di associazione Unione Europa - Israele che si basa proprio sul rispetto dei diritti umani. Non ci possono essere dubbi sulle violazioni in corso: affamare le persone è un crimine, bombardare gli ospedali e le scuole è un crimine, tagliare l'acqua alla popolazione civile è un crimine, uccidere i giornalisti e gli operatori umanitari è un crimine. Ha ragione Tajani a chiedere al Venezuela di garantire il diritto all'informazione per i giornalisti locali e internazionali. Ma se questo vale per il Venezuela, vale anche per Gaza dove, in undici mesi, sono stati uccisi 170 giornalisti palestinesi e ai media internazionali è vietato entrare.
Stiamo perdendo autorevolezza e dignità come Unione Europea e come Italia. Chi non si assume le proprie responsabilità di far rispettare le regole comuni che ci siamo dati è colpevole verso le vittime e verso il diritto internazionale. Così si torna al tempo della legge della giungla".
Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e componente dell'Intergruppo per la pace tra Israele e Palestina alla conferenza stampa che si è tenuta oggi alla Camera dei Deputati organizzata da Aoi, Arci, Assopace Palestina e Amnesty a cui hanno partecipato anche Raji Sourani, direttore e fondatore del Palestinian Center for Human Rights di Gaza, Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi occupati e Triestino Mariniello rappresentante legale delle vittime di Gaza alla Corte penale internazionale.
Solidarietà a Stefania Battistini e a Simone Traini e a tutti i giornalisti liberi che rischiano la vita per fare informazione. Il loro è un lavoro prezioso e irrinunciabile per le nostre democrazie
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Lollobrigida batta un colpo, via norma senza senso voluta da Palazzo Chigi
“Lo stop alla canapa industriale è insensato: la norma del ddl sicurezza azzera una filiera agricola ad alto valore aggiunto, trainata soprattutto dai giovani. Siamo davanti a un vero e proprio atto d’imperio che penalizza numerosi investimenti privati determinando ingenti danni in termini economici e occupazionali. Il governo ci ripensi e risponda all’appello delle associazioni agricole: Lollobrigida si svegli e batta un colpo cancellando quella norma senza senso voluta direttamente da Palazzo Chigi.”. Così la deputata democratica e responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani.
“L’inserimento della giornalista del Tg1, Stefania Battistini, e dell’operatore Rai, Simone Traini, nella lista dei ricercati del ministero dell’interno russo è gravissimo e preoccupante” così in una nota il capogruppo democratico nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano, in cui esprime solidarietà a Battistini e Traini e chiede al Governo di garantire la loro massima sicurezza”
Operai Whirpool sarebbero finiti in galera per due anni
“Con l’approvazione dell’articolo 14 del Dl Sicurezza si introduce una norma liberticida. Gli operai della Whirlpool di Napoli che per tre anni hanno tenuta viva una vertenza difficilissima per salvare trecento posti di lavoro hanno fatto ben dieci blocchi stradali a cui hanno partecipato centinaia di persone. Hanno bloccato porto, aeroporto, strade e ferrovie. Con questa norma sarebbero finiti in galera per due anni. E’ una follia trasformare il dissenso in un illecito penale. Soprattutto perché in questi mesi ministri, deputati ed esponenti politici di tutti gli schieramenti sono stati in fabbrica per dare solidarietà ai lavoratori. Votando questa norma sarebbero dovuti andare a trovarli in galera. C’è da preoccuparsi davanti a un autunno molto difficile dove crolla la produzione industriale ed esplode la Cassa integrazione. Pensano di risolvere i conflitti con il carcere?”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Mancato recepimento Media freedom act ci porterebbe in infrazione
“Le opposizioni sono indisponibili a rinnovare il Cda Rai in assenza della riforma della governance”. È quanto emerge al termine dell’incontro di tutti i capigruppo di opposizione in commissione di vigilanza Rai.
“Come abbiamo già dichiarato il 6 agosto - sottolineano Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5s), Maria Elena Boschi (Iv), Angelo Bonelli (Avs), Giuseppe De Cristofaro (Avs), Maria Stella Gelmini (Azione) - invitiamo la maggioranza a lavorare subito alla riforma della governance Rai recependo le nuove disposizioni europee per la libertà dei media.
Il recepimento del media Freedom act nel nostro Paese è fondamentale proprio in relazione al futuro della Rai considerato che, quand’anche la maggioranza nominasse i nuovi vertici con gli attuali criteri, entro agosto 2025, comunque bisognerebbe procedere ad una revisione della normativa per evitare di andare in infrazione: altro che riduzione del canone il mancato intervento avrebbe effetti diretti sull’aumento delle tasse”.
“Per queste ragioni -
proseguono i capogruppo delle opposizioni che si sono incontrati oggi alla
camera - rivolgiamo un invito a tutte le forze politiche a procedere ad un confronto in commissione per una riforma organica della governance della Rai nella direzione del Media freedom act prima di procedere alla nomina dei nuovi vertici. Si tratta di una sfida dalla quale nessuno può sottrarsi”.
Dem presentano Interrogazione a Piantedosi e Schillaci
I componenti democratici della commissione affari sociali della Camera hanno presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’interno e della salute per sapere quali iniziative metterà in campo il governo per contrastare il fenomeno delle violenze al personale medico che mette a rischio la stessa vita degli operatori, tanto che molti di loro hanno lasciato la professione.
L’Interrogazione firmata dai deputati SPERANZA, FURFARO, CIANI, GIRELLI, MALAVASI E STUMPO prende spunto dall’ultimo episodio in ordine cronologico avvenuto all’inizio del mese di settembre, quando un vero e proprio “raid punitivo” è stato perpetrato nel reparto di chirurgia toracica del Policlinico Riuniti di Foggia.
la stampa riferisce che una cinquantina di persone hanno aggredito medici e personale infermieristico dopo la tragica notizia della morte di una persona durante un intervento chirurgico.
Ecco il testo dell’ interrogazione
Interrogazione a risposta in Commissione
Al Ministro dell’Interno e al Ministro della Salute, per sapere premesso che
Il fenomeno delle aggressioni nei confronti del personale sanitario è, purtroppo, molto diffuso nel nostro Paese;
secondo i dati forniti dall’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie (ONSEPS), nel 2023 Sono stati 16 mila gli episodi di aggressione al personale sanitario e sociosanitario e 18 mila le operatrici e gli operatori coinvolti;
la professione più colpita, sempre secondo i dati dell’Osservatorio, è quella degli infermieri, seguita daquelle dei medici e degli operatori socio-sanitari. Due terzi delle persone aggredite sono donne;
le violenze sono state commesse soprattutto nei Pronto Soccorso, nelle Aree di Degenza, nei servizi psichiatrici e negli ambulatori;
sempre secondo i dati dell’Osservatorio, i principali aggressori sono i pazienti (69%) contro il 28% di parenti. Il 68% delle aggressioni è di tipo verbale, il 26% fisico e il 6% contro beni di proprietà;
Per contrastare il fenomeno è stata, tra l’altro, approvate dal Parlamento la legge 14 agosto 2020, n. 113, recante "Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni", e successivamente sono stati introdotti altri provvedimenti legislativi analoghi, cosa che evidenzia l’ampiezza del fenomeno stesso;
per l’anno in corso non risultano ancora dati disponibili, ma notizie di stampa riportano quasi quotidianamente violenze fisiche e verbali nei confronti degli operatori della sanità;
ultimo episodio in ordine cronologico è avvenuto a Foggia all’inizio del mese di settembre, quando un vero e proprio “raid punitivo” è stato perpetrato nel reparto di chirurgia toracica del Policlinico Riuniti di Foggia;
la stampa riferisce che una cinquantina di persone hanno aggredito medici e personale infermieristico dopo la tragica notizia della morte di una persona durante un intervento chirurgico;
risulta sempre dalla stampa che un chirurgo sia stato colpito con diversi pugni al volto, riportando ferite e contusioni, mentre una dottoressa avrebbe subito la frattura di una mano. Altri membri del personale sanitario avrebbero dovuto barricarsi in una stanza perallertare le forze dell’ordine, come testimoniano anche video e foto;
non si tratta, come detto, di un fenomeno isolato, ed è necessario provvedere con efficacia e rapidamente, per garantire la sicurezza del personale medico;
quali iniziative di propria competenza intendano intraprendere i Ministri interrogati, ciascuno per quanto di propria competenza, per contrastare il fenomeno sopra esposto che mette a rischio la stessa vita degli operatori, tanto che molti di loro hanno lasciato la professione.
“La decisione della Glencore di fermare la maggioranza delle produzioni a Portovesme nel Sulcis non è certamente un fulmine a ciel sereno, sono due anni che il tavolo del ministero si riunisce ma dal Governo non vengono fuori proposte concrete in risposta ai problemi posti da sindacati e azienda.” Così Silvio Lai, deputato del PD eletto in Sardegna.
“I costi energetici in Italia sono il triplo rispetto a Paesi come Francia e Germania, in questi ultimi 5 mesi il PUN è quasi raddoppiato nel nostro Paese ritornando al periodo post Covid e il Governo non ha fatto niente per famiglie e imprese impegnato in scappatelle e separazioni.” Prosegue il Dem Lai.
“Nel frattempo il tavolo Glencore al ministero delle imprese e del Made in Italy del ministro Urso non si riunisce da febbraio e sul tema dell’energia non è stato capace di produrre niente di concreto che consentisse di mettere l’azienda nei confini delle sue responsabilità. L’assenza del Governo è evidente in questo ulteriore passo in avanti della multinazionale che evidentemente si può permettere di fare quello che vuole coperta dalla insipienza di un ministro finto e di un Governo inesistente.” Conclude Lai. “Bene ha fatto la Regione, guidata da soli 5 mesi dalla nuova Giunta Todde, ad incontrare immediatamente azienda e sindacati e bene farà nel sollecitare duramente il Governo a rendere concreto il tavolo sinora inutilmente convocato al ministero di Urso”.
“Ennesima figuraccia del Governo sulla politica estera. Il caos della presunta nota stampa prima congiunta e poi non più, dimostra le profonde tensioni e le fratture insanabili in maggioranza sulla linea da tenere a livello europeo ed internazionale, in particolare sul sostegno all'Ucraina. Emerge ancora una volta la ragione della nostra inaffidabilità e scarsa credibilità internazionale”. Lo dichiara il deputato dem Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione Politiche EU.
Non è la ricetta della carbonara. Qual è la politica estera del governo? Che peso ha la Lega sulla nostra posizione in Europa? Come sostenere l’Ucraina non può essere oggetto di trattative per la tenuta della maggioranza. Ieri la cancellazione dell’assegno unico, oggi il ruolo dell’Italia in Europa: un pessimo rientro e molte preoccupazioni per il paese in uno scenario geopolitico sempre più complesso.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Grave censura da direzione Tg1
“Ancora censura dal Tg1, presenteremo un’interrogazione parlamentare in vigilanza Rai dopo le dichiarazioni del fisico del clima Antonello Pasini che ha denunciato il taglio di una sua risposta in cui collegava la presenza persistente degli anticicloni africani, al cambiamento climatico nel Mediterraneo. Questo è diventato il servizio pubblico? Questo è il modo con cui la direzione della principale fonte di informazione Rai si presenta all’appuntamento della riforma della Tv pubblica?” Così in una nota i componenti democratici della Commissione bicamerale di vigilanza Rai.
"Il governo italiano appoggi la richiesta di Josep Borrell di attuare sanzioni contro alcuni ministri del governo israeliano che hanno incitato all’odio contro la popolazione palestinese. Anzi, sia più coraggioso e proponga sanzioni economiche all'intero governo. Le parole del ministro Tajani che, invece, nega questa possibilità, espongono il governo Meloni alla complicità con quello che sta accedendo in Cisgiordania. In totale spregio del diritto internazionale si sta consumando un vero e proprio tentativo di annessione violenta e sanguinosa dei Territori palestinesi occupati per opera dell'esercito israeliano e dei coloni spinti e protetti dal governo di Netanyahu, specialmente da alcuni ministri che da anni fomentano l'odio contro i palestinesi negandone perfino l'esistenza.
Solo negli ultimi giorni abbiamo visto Itmar Ben Gvir marciare verso la moschea di Al-Aqsa, luogo simbolo per i musulmani non solo palestinesi, sostenendo che andrebbe abbattuta per costruire una sinagoga. Una provocazione che rischia di incendiare un'area sacra per le tre religioni monoteiste e da sempre al centro di aspre contese. Ma sappiamo anche che Ben Gvir, insieme al suo collega il ministro Smotrich, ha distribuito armi ai coloni della Cisgiordania, ha teorizzato il ritorno delle colonie a Gaza e, non ultimo, in passato è stato condannato per sostegno a un'organizzazione terroristica ebraica.
Perfino il capo dello Shin Bet, il servizio segreto interno, Ronen Bar ha parlato di "terrorismo ebraico". Nonostante questo, Ben Gvir resta saldamente al suo posto di ministro perché così fa comodo a Benjamin Netanyahu. Questo non può essere ignorato né favorito dall'inerzia della comunità internazionale, Ue e Italia in primis: bisogna cambiare strategia e agire subito per imporre al governo israeliano di fermarsi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Oggi, nella festa dell’indipendenza, a fianco dell’Ucraina che resiste e combatte. Per ricordare che questa è una festa anche per l’Europa e per l’Italia: l’Ucraina non difende solo la propria indipendenza, ma anche la libertà, la giustizia e la pace, che sono valori universali". Lo scrive sui social la deputata dem Lia Quartapelle.