"Caro Roberto Saviano, la Rai ha deciso di cancellare la tua trasmissione. Così facendo, ha voluto punire te - reo di aver usato nei confronti di Salvini delle espressioni ritenute non in linea con il codice etico dell'azienda - e al contempo ha anche oscurato il tema della mafia. A rimetterci saranno coloro che hanno interesse a informarsi. Ma è la stessa Rai a perderci la faccia, avendo scelto non di stare dalla parte del proprio pubblico, bensì di dare soddisfazione al potente di turno". Lo scrive su Twitter Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico e Presidente del Comitato Permanente della Camera sui Diritti umani nel mondo.
“Incomprensibile scelta di cacciare Saviano dalla Rai. Scelta scellerata che farebbe da contraltare a quella di eliminare la fascia condotta da Facci? Inquietano parecchio le scelte del governo Meloni che sta letteralmente militarizzando il servizio pubblico televisivo. Bruttissimo segnale anche nella lotta alla mafia nonché perdita di prestigio internazionale per la Rai e per il Paese”. Lo dichiarano i componenti Pd della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai.
"Un giornalista sotto scorta per le minacce della mafia sarebbe "incompatibile con il servizio pubblico". Mentre è evidentemente compatibile celebrare il lutto nazionale per un esponente politico che ha pagato Cosa Nostra, attaccare chi come Don Ciotti è in prima linea contro le mafie e affidare la vicepresidenza della Commissione Vigilanza Rai a una deputata condannata in via definitiva per peculato. La destra ha una strana concezione della legalità. Solidarietà a Roberto Saviano". Così Marco Furfaro, deputato e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico, in un tweet.
Una delegazione guidata dalla rappresentante italiana del Fronte Polisario Fatima Mahfud ha visitato questa mattina la Camera dei Deputati invitati dall’Intergruppo parlamentare amici del popolo saharawi, accolti dal presidente Stefano Vaccari e dai deputati Alessandro Battilocchio e Ilena Malavasi. Con loro un gruppo di 10 bambini saharawi, accompagnati da sindaci e amministratori, ospiti per un tratto dell’estate di famiglie e associazioni di diversi i comuni delle province di Roma e Rieti.
"La visita - ha dichiarato il presidente Stefano Vaccari - è stata l’occasione per rilanciare il diritto del popolo saharawi di poter tornare ad insediarsi nei territori nativi da cui sono stati cacciati dall’esercito del regime marocchino. Oggi quel popolo vive in esilio nel deserto algerino ed è tuttora oggetto di soprusi in assoluto contrasto con le risoluzioni degli organismi internazionali che chiedono il ripristino della piena legalità e dell’autodeterminazione del popolo saharawi. Una situazione insostenibile che si è ulteriormente aggravata. Per questo serve una immediata soluzione diplomatica e politica. In questo contesto l’Intergruppo chiederà al Presidente della Commissione Esteri di calendarizzare la mozione presentata a febbraio 2023 che impegni il Parlamento a richiedere al ministro Tajani di intervenire nelle sedi europee e mondiali e nei confronti dell’autorità marocchine perché venga riconosciuto al popolo e alla Repubblica Araba Saharawi il diritto di scegliere il proprio futuro".
Un lungo e trasversale applauso dell’emiciclo della Camera ha salutato bambini e la delegazione quando la presidente Anna Ascani ha richiamato la loro presenza sulle tribune di Montecitorio.
“Il blitz della Lega sul Centro sperimentale di Cinematografia, avallato peraltro con la complicità del Ministro Sangiuliano e della maggioranza, rappresenta il primo caso di lottizzazione di una scuola dai tempi del fascismo, nonostante la ferma opposizione del Pd. Conferma peraltro l’ossessione della destra al governo di egemonizzare il cinema: ci aveva già provato il partito del Carroccio nel 2009 quando con i soldi pubblici della Rai impose la realizzazione del film ‘Barbarossa’ sulla vita di Alberto da Giussano. Fu però un fallimento clamoroso: a fronte di 6,7 milioni di investimenti ne incassò soltanto 1. Anche in questo caso l’arroganza del potere sarà un flop controproducente: i giovani studenti, i docenti, tutto il mondo del cinema e persino il pubblico hanno gli anticorpi per contrastare e respingere questa vergognosa occupazione politica”. Lo dichiara Emiliano Fossi, deputato Pd in Commissione Lavoro di Montecitor
"Il 9 Agosto 2020 in Bielorussia si sono svolte elezioni presidenziali gravemente manipolate con diffusi brogli che hanno confermato Alexander Lukashenko, al potere dal 1994; subito è scattata una mobilitazione popolare per protestare contro la truffa elettorale e rivendicare la vittoria di Sviatlana Tsikhanouskaya, candidata unica dell’opposizione democratica. A quel punto Lukaschenko ha reagito scatenando una feroce repressione contro i manifestanti, i rappresentanti della società civile, i difensori dei diritti umani, i giornalisti e tutti coloro che esprimevano critiche nei confronti del regime. Per questo chiediamo al Governo di agire in tutte le sedi europee ed internazionali per isolare sempre di più il regime di Lukaschenko ed ottenere la liberazione di tutti i prigionieri politici; a dare pieno sostegno ai movimenti dell’opposizione democratica e ai numerosi dissidenti bielorussi che sono stati costretti a lasciare il loro Paese; ad esprimere la più ferma condanna verso la decisione di Vladimir Putin di trasferire testate nucleari nel territorio delle Bielorussia". Lo dichiarano i deputati Pd della commissione Esteri di Montecitorio, Boldrini, Provenzano, Quartapelle, Amendola, Porta, che hanno presentato una risoluzione in commissione.
"Lukaschenko - proseguono i deputati dem - sostiene attivamente la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina mettendo a disposizione delle forze armate russe il territorio bielorusso per operazioni logistiche, attacchi militari e perfino per ospitare armi nucleari. E' molto grave in questo contesto la decisione di Vladimir Putin di trasferire in Bielorussia testate nucleari ed è la prima volta dalla fine della guerra fredda che testate nucleari vengono collocate in un Paese neutrale che ne era sprovvisto. La Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo ha approvato il 18 luglio una Risoluzione nella quale si chiede alla Corte Penale Internazionale di emettere un mandato di arresto per Alexander Lukaschenko".
Dichiarazione di Valentina Ghio, vicepresidente dei deputati Pd
“Il 19 luglio del 1992 in via d’Amelio hanno perso la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Questi nomi devono rimanere ben saldi, presenti nella nostra azione quotidiana perché il faro della lotta alla mafia ci guidi in ogni momento del nostro agire, cosi come la costante e determinata aspirazione alla piena verità su quella strage e su tutte le altre a cui abbiamo assistito in questi anni non venga mai meno. “Così Valentino Ghio, vicepresidente dei deputati Pd, intervenendo in Aula per il gruppo Pd . “Il 1992 - ha proseguito Ghio- fu l’anno in cui la mafia volle dimostrare con le bombe la sua sfida allo Stato, ma fu anche l’anno in cui si consolidò nelle coscienze di molti giovani, ragazze e ragazzi colpiti profondamente da questi fatti, la volontà di reagire e di praticare la lotta quotidiana alla mafia: in Sicilia in primo luogo e nel resto del Paese. E oggi ricordare Paolo Borsellino e il suo grande esempio di determinazione rigore e capacita' di contrasto all'illegalita',- ha aggiunto Ghio- ricordare tutti gli uomini e le donne uccisi dalla mafia è in primo luogo un dovere di memoria; è poi un impulso all’azione, a continuare la lotta alla mafia nelle istituzioni e nella società; ma è anche un diritto a perseguire la richiesta della verità, poiché dopo 31 anni c’è ancora molto da sapere su quelle stragi”. Per l’esponente del Pd “non si devono indebolire gli strumenti di lotta alla mafia, ma portare avanti insieme una battaglia non solo giudiziaria, ma anche culturale. Lavorare tutti per rafforzare i presidi di legalità e di coesione sociale, di contrasto alle infiltrazioni mafiose in ogni settore della società e di promozione dell'educazione alla legalita' nelle scuole”.
"Paolo Borsellino e con lui gli agenti di scorta Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi e Claudio Traina vennero trucidati 31 anni fa dalla #mafia, a Palermo. Una incredibile operazione di depistaggio ha nascosto per anni i responsabili della strage, a dimostrazione del fatto che bisogna colpire i mafiosi ma anche chi li aiuta dall'esterno. Nel ricordo della strage di via D'Amelio bisogna rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata, e lo si deve fare non solo nelle aule dei tribunali, ma con la cultura, con la difesa dei diritti di tutte e tutti, abbattendo le diseguaglianze sociali. 'La mafia' disse Antonino Caponnetto 'teme più la scuola che i giudici, perché prospera sull'ignoranza'". Lo scrive su Twitter Laura Boldrini, deputata del Pd.
“La notizia che ci lascia sgomenti è la scomparsa di Andrea Purgatori , autorevole giornalista che, grazie al suo approccio alle notizie e al suo modo di raccontare, ha saputo narrare fatti, inchieste e informazioni con estrema capacità. Ciao Andrea”.
Lo scrive su twitter Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai.
C'è solo un modo per ricordarli senza offendere la loro memoria. Ricercare con ostinazione la verità oggi dimezzata e continuare a combattere le mafie ogni momento. Cosi in un tweet il deputato Dem Stefano Vaccari
#PaoloBorsellino
#AgostinoCatalano
#EmanuelaLoi
#VincenzoLiMuli
#WalterEddieCosina
#ClaudioTraina
Presenteremo interrogazione Pd in commissione di Vigilanza
“Non riteniamo sufficienti i provvedimenti disciplinari annunciati dalla Rai dopo le squallide battute sessiste e razziste sentite durante la telecronaca dei mondiali di tuffi. Presenteremo un’interrogazione in commissione di Vigilanza Rai per cercare di capire, oltre alla responsabilità individuale degli infelici protagonisti di questa squallida storia, come sia possibile che queste cose succedano. È incredibile, non ho altre parole.”
Così il deputato democratico Mauro Berruto, responsabile Sport del Pd.
Dichiarazione on. Bakkali Ouidad, deputata Pd
Mentre eravamo in piazza al fianco delle donne che chiedono giustizia e condannano le assurde sentenze di questi giorni che colpevolizzano le donne, come nel caso di Carol Maltesi o derubricano a questione di tempo e di secondi le molestie subite da una studentessa, il servizio pubblico offre il peggior contributo possibile e alimenta quella cultura patriarcale e misogino dove le radici di tutto questo affondano.
Oltre a questo non mancano nemmeno razzismo, stereotipi e bodyshaming.
La Rai dovrebbe contribuire a migliorare la cultura del nostro Paese, promuovere il rispetto delle persone, della convivenza civile del pluralismo sociale e culturale tenendo conto dell’articolazione complessa delle nostre comunità in termini di genere, generazioni, culture plurali, diversità religiosa e contrastare ogni tipo di violenza.
In pochi minuti invece si è concentrato il peggio in termini di toni, linguaggio e volgarità.
In vigilanza Rai chiederemo chiarimenti e depositeremo un’interrogazione.
“Apprendiamo a mezzo stampa di commenti razzisti e sessisti da parte di alcuni cronisti Rai durante la telecronaca della finale dei Mondiali femminili di tuffi.
La Rai chiarisca immediatamente l’accaduto. Chiediamo, in caso di accertamento dei fatti, che per i suddetti telecronisti si prendano provvedimenti esemplari.
Basta con commenti sessisti e razzisti, troppi sono diventati gli episodi”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai.