“Il bonus occupazionale Zes è un lontano cugino della decontribuzione, nient’altro che una piccola pezza messa sul buco gigante aperto dalla cessazione della vecchia misura”.
Così Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in Commissione Bilancio alla Camera.
“Il raffronto tra le due misure - aggiunge - è impietoso: dal limite di 650 euro mensili (prima inesistente), alle risorse complessive messe a disposizione del Governo, fino ad arrivare alle varie categorizzazione di un esonero che era invece pensato per rivolgersi a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato del Mezzogiorno. Basti pensare che, in totale, si passa da 6 miliardi all’anno per le politiche occupazionali a poco più di 1,5 miliardi. Di conseguenza, non è difficile immaginare quale esito avrà il nuovo bonus: un fallimento, l’ennesimo, delle politiche per il Sud”.
“A distanza di oltre due mesi dall’annuncio dell’accordo sottoscritto per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri intergovernatori tutte le promesse del Governo sono state disattese. Il ministro Salvini si occupa di tutto tranne che di rispettare gli impegni presi con i sindacati e le imprese del TPL e a pagarne il prezzo sono lavoratori e i cittadini”. Così in una nota congiunta i deputati Pd Andrea Casu, Anthony Barbagallo, Valentina Ghio, Ouidad Bakkali e Roberto Morassut.
“In ogni sede politica e parlamentare – continuano i membri Pd della Commissione Trasporti - continueremo a chiedere al Governo guidato da Giorgia Meloni di interrompere questo indegno balletto sulla pelle di oltre 100.000 lavoratori ogni giorno in prima linea per garantire il diritto alla mobilità di tutti noi e potenziare immediatamente il fondo nazionale TPL delle risorse necessarie”. “Se la maggioranza avesse votato i nostri emendamenti alla manovra di Bilancio potenziando in maniera strutturale il fondo TPL il nuovo contratto sarebbe già stato perfezionato”, concludono i parlamentari Pd.
“Il governo Meloni ha spazzato via il fondo contro i disturbi del comportamento alimentare. Prima lo hanno azzerato con la legge di Bilancio. Poi hanno fatto lo stesso con il decreto Milleproroghe. Adesso, non contenti, hanno bocciato il mio ordine del giorno, sottoscritto da tutta l’opposizione, che impegnava la maggioranza a ripristinarlo e ad applicare la legge che prevede l’inserimento dei DCA nei LEA come malattie a sé stanti, con un budget autonomo e l’obbligo per ogni regione di dotarsi di tutti i livelli di cura. Mentre parlano di aiutare le famiglie e urlano ‘giù le mani dai bambini’, 4 milioni di persone in Italia affette da DCA restano senza cure: di queste, un milione sono proprio bambini”. Lo scrive in un post sui social il deputato Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali.
l governo ha accolto un ordine del giorno al decreto Milleproroghe, a firma delle deputate del Partito Democratico Antonella Forattini e Sara Ferrari, relativo all’uso dei veicoli aziendali come benefit per i lavoratori dipendenti. Un passo importante, ma che deve essere seguito da un intervento concreto per colmare il vuoto normativo creatosi con la modifica del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) approvata in legge di bilancio.
“La modifica introdotta dalla maggioranza - dichiarano Forattini e Ferrari - ha generato un pericoloso squilibrio che, senza una soluzione tempestiva, penalizzerà migliaia di lavoratori dipendenti. Già al Senato il nostro collega Daniele Manca aveva tentato di risolvere la questione, ma il suo emendamento non è stato approvato. Ora, con l’approvazione del nostro ordine del giorno, il governo si impegna finalmente a introdurre una clausola di salvaguardia per tutelare i contratti stipulati prima del 1° gennaio 2025, in modo da evitare disparità di trattamento ingiustificate.”
“Un mancato intervento - evidenziano le esponenti dem - porterebbe infatti a situazioni paradossali: un lavoratore che ricevesse un’auto aziendale elettrica a febbraio 2025 pagherebbe circa 800 euro di imponibile IRPEF annuo, mentre un suo collega, con lo stesso veicolo assegnato a novembre 2024, dovrebbe versare ben 11.000 euro. Una disparità ingiustificabile che colpirebbe proprio le aziende più virtuose, quelle che hanno scelto di investire nella transizione ecologica fornendo veicoli elettrici ai propri dipendenti”.
“La salvaguardia dei contratti precedenti al 1° gennaio 2025 - concludono Forattini e Ferrari - è una necessità per evitare di gravare ulteriormente sui lavoratori, sulle imprese e su un settore già in difficoltà come quello dell’automotive, come evidenziato anche dall’associazione ANIASA. Ci auguriamo che il governo intervenga al più presto con il primo provvedimento utile. Continueremo a seguire la questione fino a quando non sarà trovata una soluzione adeguata.”
“Il Partito Democratico vota contro l’ottantesima fiducia al governo. La destra ci ha ricordato quanto la sua idea d'Italia sia diversa dalla nostra con un Milleproroghe fatto di mance e prebende, che vengono di nuovo distribuite da una maggioranza non ancora paga di quello che ha già fatto con la legge di bilancio e con lo scempio fatto con gli ordini del giorno. Con questo provvedimento la destra ci ricorda la sua idea d'Italia, che è quella che premia i furbi e che dice a chi ha sempre pagato le tasse che è più fesso degli altri. Un’idea di Italia di chi rompe i patti di solidarietà e di comunità, come hanno fatto cancellando le multe per i Novax. Un'Italia che probabilmente vogliono sempre più somigliante a quello che Trump sta facendo oltreoceano. In questo Milleproroghe non ci sono risposte per chi fa più fatica, per chi rinuncia a curarsi. Nessuna risposta al caro Energie, nessuna risposta alle imprese, nessuna risposta ai comparti più in difficoltà. Con la fiducia di oggi e il provvedimento perdiamo un'occasione. L'occasione la perde Forza Italia di essere coerente con quello che dichiara sui giornali e nelle dichiarazioni. Ma soprattutto l'occasione la perde il governo di dare risposte, risposte a chi paga le tasse e chiede sanità pubblica, trasporti accessibili, scuola, servizi”.
Così la deputata Pd, Silvia Roggiani, nel corso della dichiarazione di voto sulla fiducia al Dl Milleproroghe.
Quasi 7, 7 milioni di euro nel prossimo quinquennio di ulteriori tagli agli enti locali della provincia di Grosseto: è quanto emerge purtroppo dal decreto di riparto dei contributi alla finanzia pubblica causato dalla Legge di Bilancio 2025. Il Governo Meloni priva quindi i nostri territori di notevoli risorse e costringerà le amministrazioni locali a ridurre la manutenzione degli immobili pubblici, i servizi alla collettività, i sussidi alle famiglie, la scuola, i trasporti e, soprattutto, i servizi socio-assistenziali. Nonostante gli annunci ed i falsi proclami questa destra sta devastando le amministrazioni locali”. E’ quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani.
Manzi: governo sta affossando il settore, situazione grave
“Dopo il commissariamento di fatto da parte del suo partito, che gli impone ogni singola mossa nel ministero, e della Lega, che con Giorgetti usa il bilancio del Mic a proprio piacimento, arriva ora anche il commissariamento da parte del terzo partito di maggioranza. Tajani, riconoscendo il fallimento dell’azione finora messa in campo per l’industria cinematografica e audiovisiva, sembra voler sottrarre il settore dalle competenze del Ministero della Cultura sposando l’idea di Pupi Avati. La situazione è grave, il governo sta affossando un settore che rappresenta un’eccellenza italiana” Così la capogruppo democratica Irene Manzi nella commissione cultura della camera commenta le dichiarazioni di Antonio Tajani di sostegno all’idea di Pupi Avati.
“Cosa ne pensa Giuli di questa proposta e di quella che sembra essere un atto di totale sfiducia della maggioranza nei confronti del suo operato?” Conclude la democratica.
“Quando abbiamo chiesto la proroga del fondo per il professionismo femminile in Legge di Bilancio, il governo ci ha voltato le spalle. Oggi, dopo due mesi, nel Milleproroghe viene finalmente recuperata – seppur parzialmente – una misura che avrebbe dovuto essere garantita sin dall’inizio. Un primo passo importante, certo, ma la verità è che se non avessimo alzato la voce questa battaglia non sarebbe neanche arrivata in Parlamento.”
Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, commentando la decisione del governo di prorogare per un anno il fondo per il professionismo sportivo femminile.
“Siamo felici che il fondo sia stato prorogato – prosegue Gribaudo – ma questo risultato arriva con un colpevole ritardo. Due mesi fa il governo bocciava il nostro emendamento, salvo poi fare marcia indietro sotto la pressione delle calciatrici e della Figc e di chi, come noi, non ha mai smesso di portare avanti questa battaglia. Una battaglia giusta, che non può fermarsi a un intervento tampone: servono almeno tre anni di programmazione per dare stabilità e prospettive al settore.”
Continua la parlamentare del PD: “È stato imbarazzante assistere al teatrino politico di queste lunghe settimane. Ci auguriamo che questo sia solo il punto di partenza di un impegno serio per il professionismo femminile, senza più passi indietro. E soprattutto, che il governo impari ad ascoltare quando le proposte sono nell’interesse dello sport e delle atlete, senza fare discorsi di bandierine politiche.
"In questi giorni le Azzurre della nazionale di calcio sono ad allenarsi a Coverciano, lì dove questa battaglia ha trovato una voce importante e le voglio ringraziare. Il loro impegno, il loro coraggio e la loro determinazione hanno fatto la differenza. Ora il nostro compito è continuare a sostenere il professionismo femminile, senza stop & go, ma con un vero piano di crescita per il futuro ” conclude Chiara Gribaudo.
“Ormai è chiaro: la vera emergenza per il governo non sono le bollette energetiche che esplodono, la siccità e le alluvioni, la cassa integrazione in aumento esponenziale, la crisi dell’industria o il crollo del Pil. La vera emergenza è trovare una poltrona al figlio del presidente del Senato. Nel Decreto Emergenze, appena approvato dalla Camera, non c’è niente infatti per il paese ma, stando ad autorevoli articoli di stampa, c’è la defenestrazione per legge di una presidenza eletta al fine di creare un posticino al sole per Geronimo La Russa. La destra compatta ha infatti respinto il nostro ordine del giorno che impediva palesi favoritismi”: così i deputati e capigruppo Pd in commissione Bilancio e Ambiente, Ubaldo Pagano e Marco Simiani sul Decreto approvato oggi a Montecitorio.
“Dopo un lungo lavoro di due anni fatto di audizioni e approfondimenti normativi, in Commissione Trasporti abbiamo approvato l'indagine conoscitiva sulla continuità territoriale, partita anche da specifica richiesta del Pd. È un importante punto di partenza su un tema attualissimo come la continuità territoriale dove siamo impegnati per dare risposte concrete e soluzioni per migliaia di passeggeri”. Così in una nota il deputato dem Anthony Barbagallo.
“Registriamo però – continua il capogruppo Pd in Commissione Trasporti - la totale assenza del governo nello stanziamento delle risorse necessarie a dare concreta attuazione al provvedimento alla luce anche del principio di insularità in Costituzione”. “Serve dunque incrementare i tre fondi istituiti dalle norme del 2021 e dalla legge di bilancio 2023 e dare maggiori certezze ai cittadini che vivono nelle isole e in particolare ai siciliani e sardi, principali attori interessati della continuità territoriale”, conclude Barbagallo.
“Il commissariamento dell’Aci si sta rivelando per quello che temevamo: l’ennesima operazione politica per garantire posizioni di vertice a persone vicine alla maggioranza. L’ipotesi, secondo fonti di stampa, che Geronimo La Russa, figlio del presidente del Senato, sia in pole position per la presidenza dell’Aci non fa che confermare un metodo ormai consolidato: il governo non tollera autonomie reali e piazza i suoi uomini nei posti chiave.” Così i deputati e capigruppo Pd in commissione Bilancio e Ambiente, Ubaldo Pagano e Marco Simiani, denunciano l’ennesimo tentativo di occupazione delle istituzioni da parte della destra.
“Dopo aver imposto il commissariamento dell’Aci, ignorando il voto degli iscritti e la volontà del territorio, ora il governo si prepara a mettere al vertice dell’ente una figura dal cognome pesante. Questo modo di gestire la cosa pubblica è inaccettabile e dimostra ancora una volta che per questa destra il merito vale meno dell’appartenenza politica e familiare. Ci opporremo con forza a questa ennesima operazione di potere, perché le istituzioni non possono essere usate come uffici di collocamento per gli amici e i parenti della maggioranza”, concludono Pagano e Simiani.
I danni prodotti dal ciclone Harry sono enormi. Le immagini di Niscemi sono drammatiche. La nostra segretaria, Elly Schlein, è stata sui luoghi della tragedia poche dopo. La Presidente del Consiglio dopo un sorvolo in elicottero ha trovato solo oggi il tempo di confrontarsi con le comunità colpite. Meglio tardi che mai, certo. Ma qui non serve una passerella: serve serietà e responsabilità.
Abbiamo chiesto misure urgenti e concrete. Abbiamo depositato emendamenti al Milleproroghe in discussione alla Camera nei prossimi giorni: sospensione del pagamento di tasse e contributi, ma anche sostegni economici a famiglie e imprese danneggiate. Dalla maggioranza, invece, è arrivata l’ennesima riproposizione di un condono in stile 2003. Non è questo che serve a chi ha perso tutto.
I danni stimati superano i 2 miliardi di euro. Il Governo ha stanziato appena 100 milioni. Nulla. È stato annunciato che ne arriveranno altri 150: comunque insufficienti.
Noi abbiamo proposto di reperire le risorse da una voce di bilancio chiara: spostare 1 miliardo di euro previsto per il 2026 per il Ponte sullo Stretto di Messina, risorse che non verranno utilizzate nell’immediato. Persino l’Assemblea regionale siciliana, con voto segreto, ha chiesto di destinarle alla messa in sicurezza del territorio. Ma il Governo preferisce difendere la sua propaganda piuttosto che i cittadini e i territori.
Del resto questo Governo ha tagliato 6,5 miliardi di euro ai fondi per la lotta al dissesto idrogeologico con le ultime leggi di bilancio, e ridotto di oltre un miliardo e mezzo le risorse del Pnrr previste. Per non parlare dei 46 progetti previsti per la Sicilia, nessuno dei quali riguardava Niscemi, nonostante le criticità note.
Ora basta. Meloni stanzi le risorse necessarie. I territori colpiti hanno bisogno di risposte. Subito". Lo ha detto Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissioni politiche europee, a Tagadà su La7
“Le trattative bilaterali che la Lega sta evocando sarebbero la fine dell’Europa. In un momento in cui l’unità dell’Unione Europea è essenziale per affrontare le sfide globali, stupisce il silenzio della presidente del Consiglio Meloni che dovrebbe, senza alcun tentennamento, ‘riprendere per le orecchie’ il suo vicepremier Salvini. La posizione espressa dal senatore Borghi dimostra chiaramente la volontà della Lega di isolare l’Italia dal contesto europeo, mettendo a rischio l’economia nazionale e il futuro del nostro Paese” così una nota del capogruppo democratico nella commissione e Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano.
“Sono arrivate le buste paga di gennaio e a breve arriveranno quelle di febbraio, e tutti potranno purtroppo verificare quanto avevamo denunciato durante la discussione della manovra di bilancio: il governo ha deciso di mettere le mani negli stipendi dei cittadini, aumentando le tasse e riducendo il reddito netto percepito dagli italiani rispetto allo scorso anno.
Un taglio evidente, che colpisce milioni di lavoratori e famiglie, smentendo le promesse di crescita e sostegno fatte dalla maggioranza. La realtà parla chiaro: mentre il costo della vita continua a salire, il governo ha scelto di sottrarre risorse ai cittadini, aggravando ulteriormente la loro condizione economica.
Di fronte a questa situazione, Giorgia Meloni continua a evitare il confronto e a sfuggire alle sue responsabilità. La Presidente del Consiglio dovrebbe invece spiegare agli italiani i gravi fallimenti della politica economica portata avanti dal suo governo, a partire dalle scelte sbagliate del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti”
Così una nota del capogruppo del Pd nella Commissione bilancio della Camera, Ubaldo Pagano.