20/11/2025 - 12:26

E quattro. È il numero dei condoni edilizi che la maggioranza propone di inserire nella legge di bilancio. Si fa cassa sugli abusi, le superfetazioni e le costruzioni non sicure che affliggono costruzioni di mezza Italia. Si va indietro nel tempo e si arriva a recuperare illeciti realizzati nel 1983: per dire, la Meloni aveva 5 anni.

Una maxi sanatoria per qualche voto in più prima delle regionali, per qualche soldo in più in manovra ma sbagliata, ingiusta e pericolosa, che premia chi ha violato le regole e penalizza chi le ha sempre rispettate.

In un Paese fragile dal punto di vista idrogeologico, con territori che ogni anno pagano un prezzo altissimo in termini di sicurezza e vite umane, condonare significa legittimare l’abusivismo e indebolire ulteriormente gli strumenti di tutela del territorio. Serve esattamente l’opposto: investimenti, controlli efficaci e rigore nelle norme urbanistiche.

Questo Governo continua a usare il condono come strumento elettorale, ignorando i bisogni reali delle comunità e scaricando sulle amministrazioni locali costi e responsabilità. La sicurezza delle persone e la qualità delle nostre città vengano prima di qualsiasi calcolo politico.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

18/11/2025 - 15:16

“La Politica economica del governo é un fallimento su tutta la linea. Nessuna riforma concreta ma solo misure che stanno addirittura frenando l’economia: senza il Pnrr l’Italia sarebbe in recessione”. Così una nota della Democratica Silvia Roggiani, componente della commissione Bilancio della Camera.
“Siamo il fanalino di coda in Europa in termini di crescita - aggiunge la dem - un dato preoccupante che sta creando imbarazzi nella maggioranza e non è un caso che in questo scenario il partito della presidente del consiglio apra uno scontro con la più alta carica dello Stato. Le parole di Bignami sono inqualificabili e stonano con il racconto che Meloni va facendo sull’elogio della stabilità. In quale altro paese il partito del presidente del consiglio attacchi frontalmente il presidente della Repubblica?”.

 

18/11/2025 - 14:27

“Mollicone come l’avvocato Giangiacomo Pignacorelli in Selci interpretato da Alberto Sordi nel magnifico film 'Troppo forte' di Carlo Verdone. Il presidente della commissione cultura si sveglia infatti oggi economista e si mette a sproloquiare contro le opposizioni sulla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie italiane e gli effetti drammatici che i dazi di Trump stanno determinando al Made in Italy. Purtroppo per Mollicone, ma soprattutto purtroppo per gli italiani, sono i dati ufficiali a parlare: dall’ Istat a Confindustria fino alla Commissione europea è un elenco di sconfitte e fallimenti sul terreno economico per il governo Meloni. Senza il Pnrr l’Italia sarebbe in recessione e le politiche del governo stanno addirittura  lavorando al contrario visto comprimono gli effetti positivi sulla crescita degli investimenti del Pnrr stesso. Un fallimento su tutta la linea.  Mollicone guardi in faccia la realtà e smetta di recitare a soggetto, il suo ruolo imporrebbe serietà” così una nota del capogruppo democratico nella commissione bilancio della Camera Ubaldo Pagano.

17/11/2025 - 10:07

"Abitare la Notte rappresenta un esempio concreto di come una comunità possa trasformare la solidarietà in azione quotidiana. L’impegno della Diocesi di Grosseto, guidata dal Vescovo Bernardino Giordano, di Don Enzo Capitani e di tutto il volontariato cittadino si è tradotto in un Protocollo d’Intesa che unisce energie e responsabilità per sostenere chi vive le fragilità più profonde": è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani.

"In un tempo segnato dal caro vita, dall’emergenza abitativa e dalla solitudine, questo progetto porta ogni sera nelle strade di Grosseto non solo pasti caldi, coperte e indumenti, ma soprattutto relazione, ascolto e dignità. Nel 2024 sono stati distribuiti 4.538 pasti in 18 zone della città, incontrando mediamente 30 persone a notte: numeri che raccontano un bisogno crescente e che interpellano tutti noi".

*Di fronte a una Legge di Bilancio debole sul piano sociale, è essenziale sostenere la rete del volontariato, che è il vero presidio di umanità dei nostri territori. 'Abitare la Notte' è un modello che parla all’Italia intera: una città che sceglie di non voltarsi dall’altra parte, anche nelle ore più buie, è una città che costruisce speranza e futuro. Una città che rimane umana, sempre": conclude.

 

15/11/2025 - 15:00

“Alla luce del forte appello lanciato oggi da Papa Leone XIV a difesa della cultura e del cinema, risuona ancora più grave l’atteggiamento del governo, che continua a confermare i tagli al Fondo Cinema nella legge di bilancio. Ad oggi, nonostante le parole, gli annunci e le ricostruzioni ottimistiche di Giuli, nella realtà non è cambiato nulla: il testo della manovra resta quello, e i tagli restano al loro posto.
Da ciò che apprendiamo i ministeri stanno ancora lavorando, ma alle tante parole non seguono i fatti. Nessuna certezza sui tempi di eventuali modifiche al tax credit, nessuna garanzia per un settore che continua a essere tenuto in ostaggio dall’incertezza. Una situazione che blocca investimenti, congela le produzioni per mesi e rischia di avere effetti devastanti sul piano economico e occupazionale”.
Lo dichiara in una nota il deputato democratico, componente della Commissione Cultura della Camera, Matteo Orfini.
“Il cinema e l’audiovisivo – ricorda il democratico – non sono orpelli da sacrificare a bilanci scritti male: se davvero il governo vuole rimediare all’errore, c’è un solo modo serio: Giuli e Giorgetti cancellino il taglio previsto dalla manovra. Tutto il resto è propaganda goffa e dannosa. Dopo l’appello del Papa, non ci sono più alibi: si mettano da parte i tagli e si scelga davvero di sostenere la cultura”.

15/11/2025 - 13:05

“Mentre Giorgia Meloni dava l’ennesima prova di equilibrio istituzionale chiudendo il suo comizio a Napoli urlando ‘chi non salta comunista è’, il suo candidato alla presidenza della Regione Campania, Edmondo Cirielli, prometteva un contributo di ben cento euro in più al mese per le pensioni minime. Peccato che nella legge di bilancio del governo di cui è parte, l’aumento delle pensioni minime sia di appena tre euro al mese. Delle due l’una: o non ne è al corrente oppure siamo di fronte a persone che non provano alcuna vergogna di ingannare gli elettori”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

 

14/11/2025 - 18:55

“A tre manovre di bilancio dall’inizio del suo mandato, il ministro Piantedosi continua con gli annunci, ma i risultati non si vedono. Sulle assunzioni delle forze di polizia ripete da mesi le stesse promesse, spacciando per piano straordinario il normale turnover già previsto, mentre le carenze negli organici restano tutte.
Sulla riforma della Polizia Locale parla di “dirittura d’arrivo”, ma è ferma da tre anni in Prima Commissione alla Camera, bloccata dalla stessa maggioranza per divisioni interne: è paradossale che continuino a fare annunci quando lo stallo è responsabilità loro.
Rivendica poi il trasferimento ai Comuni di 105 milioni per le spese sostenute nel 2023 e 2024 per i minori stranieri non accompagnati, ma non può vantarsi di ciò che avrebbe dovuto fare due anni fa, dopo aver persino comunicato ai sindaci che avrebbe rimborsato solo un terzo dei costi sostenuti.
Sui reati, Piantedosi si affida ai confronti con il 2015 per dire che la criminalità è in calo, ignorando i dati più rilevanti: dal 2022, cioè con il Governo Meloni, i reati sono aumentati ogni anno rispetto all’anno precedente. Oggi sostiene che non esista emergenza sicurezza, quando negli anni scorsi la rivendicava con toni allarmistici pur con numeri più bassi di quelli attuali.
La verità è che le politiche del Governo sulla sicurezza non stanno funzionando. E mentre i problemi aumentano, dal Viminale arrivano solo propaganda, vecchi annunci riciclati e gioco delle tre carte sui fatti sulla criminalità” così il responsabile giustizia del Pd e componente della commissione affari costituzionali della camera, Matteo Mauri.

14/11/2025 - 15:24

“Abbiamo depositato un emendamento sia dl Economia alla Camera che al ddl di Bilancio al Senato per affrontare una criticità ormai evidente causata dal Governo: non essendo possibili ulteriori proroghe del PNRR e con una spesa delle risorse ferma ancora intorno al 40%, il Paese rischia di non riuscire a completare numerosi interventi.

Mentre il Governo alimenta un dibattito confuso e continua a scaricare responsabilità su sindaci, regioni e amministrazioni locali, è in corso la trattativa con la Commissione Europea per una nuova revisione del Piano, che comporterà ulteriori e non precisati definanziamenti. Una prospettiva che desta forte preoccupazione.Per questo, nel nostro emendamento chiediamo che l’Esecutivo e la maggioranza garantiscano la copertura degli interventi del PNRR che non saranno realizzati entro il termine previsto, stanziando risorse nazionali adeguate e incrementando il Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC). Non possiamo permetterci di perdere neppure un progetto o un finanziamento strategico per i territori.

Foti chiarisca una volta per tutte come intende mettere a terra tutti i progetti e gli investimenti rimasti indietro e dimostri concretamente di voler sostenere l’attuazione del PNRR, nonostante i ritardi accumulati. Se davvero ha la volontà di portare a termine le opere previste, sostenga la nostra proposta e garantisca subito le coperture necessarie”.

 

14/11/2025 - 13:05

“Siamo di fronte a una significativa presa di distanza dalla manovra di Giorgetti che viene considerata dalla maggioranza stessa come inadeguata, inefficace e incapace di affrontare le reali emergenze del Paese. I 1.600 emendamenti presentati dai partiti di governo ne costituiscono la prova più evidente. Siamo all’assalto alla diligenza”.
Lo dichiara Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Bilancio della Camera.

14/11/2025 - 10:48

“Come hanno evidenziato l'Uncem e le altre associazioni degli enti locali nel corso delle audizioni in Parlamento, anche questa manovra manca di stanziamenti concreti per la montagna e le aree interne. Condividiamo la necessità di mettere in campo un aumento considerevole del Fondo per lo Sviluppo della Montagna Italiana, di rifinanziare le strategie per le green community deciso dal PNRR e il Fondo per il contrasto al dissesto idrogeologico.
La vicenda dell'Iva sul Pellet, ritornata al 22% nonostante le promesse del Governo, così come l’aliquota Iva sugli interventi sul dissesto idrogeologico che l’esecutivo non vuole portare al 4% come chiedono gli enti locali, completano il quadro: la destra si riempie la bocca parlando di montagna e aree interne ma non mette un euro in più rispetto ai Governi precedenti. Anzi, proprio da quei fondi preleva risorse a scapito di enti locali e Regioni. A queste considerazioni, si aggiunge l’allarme proveniente da numerosi sindaci che giustamente protestano per i nuovi criteri di classificazione per i comuni introdotti da Calderoli nella legge per la montagna. Criteri che rischiano di escludere moltissimi degli enti locali che attualmente sono classificati come montani.
I tre anni di Governo Meloni sono stati tre anni di chiacchiere e zero risorse in più sulla montagna e le aree interne. La manovra di bilancio può però essere l'occasione giusta per invertire la tendenza, e per questo il PD ha presentato numerosi emendamenti per sostenere le aree interne. Aspettiamo con ansia di conoscere la posizione della destra”.

Così il deputato dem, Marco Sarracino, responsabile coesione della segreteria nazionale, e
Marco Niccolai, responsabile dipartimento aree interne del Pd.

 

13/11/2025 - 16:13

“Una grave contraddizione”, così il deputato democratico Roberto Morassut intervistato sui canali social dei deputati dem definisce la manovra del governo Meloni, che da un lato discute la legge costituzionale su Roma Capitale e dall’altro taglia le risorse destinate ai trasporti. “È un paradosso – spiega – perché stiamo parlando di una riforma che dovrebbe attribuire nuove competenze alla Capitale, ma senza garantire le risorse necessarie per esercitarle”.

L’esponente Pd ricorda che il Partito Democratico ha chiesto “una legge ordinaria da approvare contestualmente, che destini fondi adeguati alle nuove funzioni della Capitale. Tuttavia, il governo, mentre in teoria si impegna, in pratica già toglie risorse fondamentali, a partire dal trasporto pubblico locale e dai finanziamenti alla metropolitana. È un esecutivo che opera in un clima di confusione. I conti non tornano, non sanno dove reperire le risorse e stanno facendo una legge di bilancio puramente ragionieristica, priva di visione e di prospettiva. Ma quando si galleggia, alla fine si rischia di affondare”.

“Il trasporto pubblico locale – conclude Morassut - coinvolge circa 100 mila lavoratori che attendono il rinnovo del contratto. Se continuano i tagli, il rischio è un peggioramento delle condizioni di lavoro e dell’efficienza del servizio. Serve, invece, un piano di investimenti vero, soprattutto a Roma, dove il sistema dei trasporti sconta anni di difficoltà aggravate dal caro energia e dal post-Covid. Il costo dell’energia resta un nodo irrisolto: Meloni aveva promesso interventi rapidi, ma nulla è accaduto. Anzi, i costi in alcuni casi sono aumentati. Questo perché manca una strategia sull’ampliamento delle fonti rinnovabili: il governo resta ancorato alle energie fossili. Una linea miope che espone il Paese a problemi ancora più gravi”.

 

13/11/2025 - 15:53

“Con la legge di bilancio il governo Meloni infligge un nuovo colpo durissimo al Mezzogiorno. Si tagliano in particolare 2 miliardi e 400 milioni al Fondo per lo sviluppo e la coesione. È un impatto rilevante e negativo su investimenti fondamentali per infrastrutture, politiche sociali, riqualificazione urbana e ambientale. È l’ennesimo attacco al Sud”. Lo denuncia il deputato Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in commissione Affari europei.

L’esponente dem sottolinea come “la presidente Meloni parla di una manovra per il Sud, ma evidentemente non l’ha letta: non solo vengono tagliati 2,4 miliardi al Fondo sviluppo e coesione, ma anche le risorse per la Zes unica, che passano da 2,3 miliardi nel 2026 a soli 750 milioni nel 2028. Si riduce così drasticamente il sostegno a imprese e investimenti in aree che avrebbero invece bisogno di crescita e di sviluppo economico”.

“Questi tagli si aggiungono ai 3,7 miliardi cancellati dal Fondo per la perequazione infrastrutturale e ai 5 miliardi tolti alla decontribuzione Sud. È un governo che si conferma, ancora una volta, anti-meridionalista e contrario ai principi di solidarietà nazionale. Bisogna tornare alla logica del Next Generation EU, che destinava il 40 pe cento delle risorse al Sud per potenziare infrastrutture, servizi, nidi e ospedali di comunità. Solo investendo nel Mezzogiorno – conclude De Luca – si può unire davvero l’Italia e rendere l'intero Paese più competitivo e coeso”.

 

13/11/2025 - 15:08

“Palazzo Chigi si vergogna di una manovra inconsistente e tenta di nascondersi dietro un manuale di istruzioni per giustificarla. Si cerca di far passare l’idea che la legge di bilancio vada letta in chiave triennale, ma si tratta solo di un espediente per alimentare confusione e disinformazione. La realtà è che questa manovra non dà risposte ai problemi del Paese, non sostiene famiglie e imprese e manca di una visione per la crescita”. Lo dichiara Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera.

13/11/2025 - 13:17

Giunti solo un decimo dei fondi, emendamenti in tre provvedimenti ad esame Camere

“Servono subito almeno 500 milioni di euro per rimettere in sicurezza e risarcire i danni causati dalle alluvioni del 2023 in Toscana. Con questo obiettivo è stato presentato un apposito emendamento sia al Decreto Ristori alla Camera che alla Legge di Bilancio al Senato, mentre una proposta similare verrà depositata al Decreto che ha prorogato lo stato di emergenza nelle zone colpite. La destra non ha più scuse per mantenere gli impegni presi da ormai due anni fa, dal momento che oggi del miliardo di euro necessario è arrivato poco più di un decimo”.

Così il segretario Dem della Toscana e deputato Pd, Emiliano Fossi.

“Nel 2023 - aggiunge - le province di Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Massa-Carrara, Livorno e Pisa, hanno subito danni enormi a infrastrutture, abitazioni, attività produttive e terreni agricoli. Le comunità locali hanno risposto con una straordinaria solidarietà, ma il governo deve garantire continuità negli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza. Lo Stato di emergenza per le alluvioni in Toscana è stato prorogato ma rischia di essere inutile se non vengono stanziati i fondi necessari. I nostri emendamenti sono chiari: ci sono tre provvedimenti attualmente in discussione in Parlamento che possono attivare le risorse. La maggioranza - conclude - non può respingere per sempre le richieste di famiglie e imprese in difficoltà”.

12/11/2025 - 18:00

Comprendo perché la Presidente Meloni non abbia partecipato di persona all’Assemblea dell’Anci: avrebbe dovuto spiegare perché ha affermato nel suo messaggio che non sono previsti tagli ai Comuni nella legge di bilancio. Dimentica infatti che gravano tagli sui Comuni decisi dal Suo Governo negli anni precedenti per 460 milioni nel 26 e per un totale finale fino al 29 di 2,08 miliardi. Dimentica che non ha stanziato nessuna risorsa per il piano nazionale per la casa, lasciando i Comuni da soli ad affrontare l’emergenza abitativa dell’affitto. Scaricare sui Comuni l’assenza di risorse nazionali è un taglio di fatto, anche senza dirlo” così il deputato democratico Virginio Merola.

 

 

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