“Giorgia Meloni isola l’Italia in Europa. Il nostro Paese è ininfluente nei tavoli che contano. Se poi dovesse riuscire a strappare solo il commissario al PNRR, sarebbe un incarico a scadenza. Come uno yogurt. Decisamente troppo poco per uno degli Stati fondatori”. Così il vicepresidente del gruppo del Pd della Camera, Toni Ricciardi.
“Assalto alla diligenza sul decreto casa. La maggioranza presenta circa 300 emendamenti al decreto presentato in fretta e furia dal governo prima delle elezioni” così il capogruppo democratico nella commissione Ambiente della Camera, Marco Simiani, che sottolinea “i partiti di maggioranza vanno ormai in ordine sparso e senza alcun coordinamento. I 105 emendamenti della Lega, i 103 di forza italia e i 66 di fratelli d’Italia sono sicuramente un dato politico che non può passare inosservato”.
“Il Decreto Salva casa rischia di essere soltanto un provvedimento salva abusi che dimentica totalmente i cittadini, le famiglie ed i giovani che hanno oggi difficoltà a trovare una abitazione dignitosa a costi sostenibili: per questo motivo il Partito Democratico ha presentato emendamenti specifici su temi di stretta attualità per garantire il diritto alla casa, realizzare un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica, limitare la crescita esponenziale nelle città dei B£B, contrastare il caro affitti, aumentare l’offerta di alloggi per gli universitari fuorisede e sostenere i giovani per l’acquisto della prima casa. Il nostro obiettivo è approvare una legge organica che contrasti anche il consumo di suolo, il decoro delle città e dia le giuste risorse ai Comuni per migliorare le politiche abitative”: è quanto dichiara il capogruppo Pd In Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
“Coerentemente con gli impegni presi in Commissione come Pd abbiamo quindi presentato un numero limitato di proposte emendative per migliorare il testo. Abbiamo però appreso con sorpresa che la stessa maggioranza considera il decreto totalmente sbagliato: due terzi degli emendamenti (quasi 300 su circa 500 depositati) sono infatti a firma dei partiti che sostengono il Governo Meloni”: conclude Marco Simiani.
Furfaro: oggi restituiamo il diritto alla salute a decine di migliaia di persone
“La Camera ha approvato all’unanimità la proposta di legge del Partito democratico, a prima firma Marco Furfaro, che riconosce il diritto all'assistenza sanitaria per le persone senza dimora, anche se non hanno la residenza anagrafica in Italia o all'estero. Attualmente, chi non è iscritto all'anagrafe comunale perde il diritto all'assistenza sanitaria, tranne per le emergenze al pronto soccorso. Stiamo parlando di padri di famiglia che si separano e finiscono a dormire in macchina, donne vittime di violenza che scappano di casa e vanno a vivere da amici, persone che perdono il lavoro e finiscono in strada e non hanno un tetto sopra la testa. Persone che per vari motivi perdono la possibilità di avere una dimora propria e che purtroppo perdono conseguentemente anche la residenza. E questo comporta il venire meno di un pieno accesso al diritto alle cure perché senza residenza non si può accedere al medico di base (e ai Sert, a un consultorio, a un centro di salute mentale). Con la legge Furfaro viene colmata questa grave lacuna che impedisce ai senza dimora l’accesso alle cure. La nuova legge è in linea con i principi degli articoli 3 (uguaglianza) e 32 (diritto alla salute) della Costituzione, e con la legge che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale nel 1978, secondo cui l'assistenza sanitaria deve essere garantita a tutti, senza distinzione di condizioni individuali o sociali. La nuova legge sarà sperimentata per due anni (2025-2026) in 14 città metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia) con un budget di 2 milioni di euro, coprendo oltre il 60% delle persone senza dimora presenti nel nostro paese. Per il capogruppo democratico nella Commissione Affari sociali della Camera e responsabile welfare del Pd, Marco Furfaro, “questa legge non solo restituisce il pieno diritto alle cure a decine di migliaia di persone, ma finalmente sapranno che lo Stato non le ha abbandonate. E che uscire da una condizione di fragilità è possibile. Sono felice. Perché oggi la politica riesce a dare di sé l’immagine più bella, quella che cambia la vita delle persone. In meglio”.
"Nel contesto surreale in cui ci muoviamo capita addirittura di dover fronteggiare una querela contro chi fa notare la pura e semplice realtà. Lì dove questa destra ha vinto le elezioni lo ha fatto sempre con la complicità di ambienti estremisti e neofascisti. Gli episodi di questi giorni alla Camera, con l'aggressione in aula, e l'agguato di ieri a Roma ai danni di ragazzini del sindacato studentesco da parte di soggetti vicini a CasaPound dimostrano lo stato di legittimazione e impunità che sentono di avere i neofascisti con la destra al governo del Paese. Il candidato Schmidt può dichiararsi antifascista a chiacchiere e non provare ribrezzo per i suoi candidati con simpatie fasciste o per i partiti che lo sostengono e che inneggiano alla X mas. Noi invece proviamo sdegno e vergogna e lo diciamo forte e chiaro: con questa destra vincono i neofascisti e per questo tutta la mia solidarietà va ad Andrea Giorgio che ha semplicemente detto la verità alle cittadine e ai cittadini di Firenze". Così in una nota Marco Furfaro, deputato e responsabile iniziative politiche della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“Arriva una querela contro chi fa notare al candidato sindaco della destra Schmidt la sua vicinanza all’ambiente di estrema destra, ma da parte sua non c’è mai stata nessuna presa di distanza. È stato scelto nei palazzi romani da Fratelli d’Italia, ha incluso nella sua lista anche un militante impegnato in Casapound che ha sempre rivendicato il suo passato e mai rinnegato nulla. Schmidt può dichiararsi antifascista quanto vuole ma a parlare in maniera chiara sono episodi come questo e la sua destra che inneggia alla Decima Mas, che scambia il Parlamento per un ring perché incapace di accettare il dissenso, che suggerisce forni crematori per le persone omossessuali e che non ha mai fatto i conti con il proprio passato”, ha commentato il segretario del PD Toscana Emiliano Fossi.
“A nome della comunità democratica, tutta la solidarietà e la vicinanza ad Andrea Giorgio. Firenze è una città plurale, democratica e antifascista. Per questa destra e per chi non ha il coraggio di prenderne le distanze non c’è spazio. La nostra candidata Sara Funaro sarà la prima sindaca di Firenze a suonare la Martinella l’11 agosto e lo farà con più forza e orgoglio che mai”, ha concluso.
“Persino Almirante meglio di Meloni. Almirante si incontrava segretamente con Berlinguer ai tempi del terrorismo per collaborare a fermare l’estremismo nero e rosso. Oggi la Meloni da presidente del Consiglio non ha la forza di dire una parola contro le violenze di casapound, ultime quelle dell’Esquilino. E non dice nulla su quello che è emerso dalla recente inchiesta di Fanpage, che mostra la deriva estremista della giovanile del suo stesso partito. Un segno di debolezza e di mancanza di coraggio inquietante. Ci si domanda di cosa ha paura e se qualcuno la ricatti”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico e vicepresidente della Fondazione Matteotti, Roberto Morassut.
"Domenica e lunedì prossimi si vota per i ballottaggi delle elezioni amministrative. Nella Città Metropolitana vanno al voto tre comuni. Casalecchio di Reno, Castel Maggiore e Pianoro. Matteo Ruggeri, Paolo Gurgone e Marco Zuffi sono i candidati del centrosinistra e del Partito Democratico. Personalità autorevoli, radicate sul territorio, amministratori capaci e competenti. Sono stati i più votati al primo turno nei loro comuni. Sono gli ultimi giorni di campagna elettorale. Tutti noi, donne e uomini del PD di quei comuni e di tutto il territorio metropolitano, siamo chiamati al massimo impegno a loro sostegno. A tutti noi vorrei ricordare una parola fondamentale: unità, unità e ancora unità. L' unità fra Schlein e Bonaccini e fra tutti noi è stata fondamentale per vincere le elezioni europee. L'unità è la chiave per un centrosinistra forte e di governo. Dimostriamo in questi giorni la stessa unità in questi tre ballottaggi così importanti, per quelle comunità e per tutti noi". Così Andrea De Maria, deputato PD.
Commissariare organizzazione è il minimo per chi giura su Carta
“Meloni riferisca in aula sull'inchiesta su Gioventù nazionale di Fanpage. Non parliamo di Casapound e altre organizzazioni di estrema destra che andrebbero sciolte in questo Paese, ma dell'organizzazione giovanile ufficiale del principale partito di maggioranza e pagata e finanziata da FdI, elogiata in più occasioni anche da Giorgia Meloni e dentro la quale si scelgono i futuri candidati. Non c’è uno dei dirigenti di Fratelli d’Italia che ha chiarito, tranne Trancassini, che ha annunciato querele. Ma Trancassini dovrebbe denunciare i suoi. Perché si tratta di continua e consapevole apologia di fascismo, reato che nel nostro Paese va perseguito. Meloni venga in aula e chiarisca, ci dica se prende distanze da quello che emerge, se commissaria quella organizzazione. È il minimo sindacale per chi ha giurato sulla costituzione nata dall'antifascismo. Su questo noi non consentiremo mai ambiguità”.
Lo ha detto a nome del Gruppo del Partito Democratico, in apertura della seduta pomeridiana della Camera, il deputato dem, Matteo Orfini.
Lo dico da chi è stato Sindaco di Marzabotto. Vedere un deputato picchiato nell'aula della Camera indigna e preoccupa. Ora i gruppi parlamentari di maggioranza dicano parole chiare. Nella casa della democrazia deve essere garantita l'agibilità democratica.
Lo ha scritto su X Andrea De Maria, deputato Pd
“Con l'abuso di decretazione, il governo delegittima il Parlamento e si pone in contrasto con il dettato costituzionale. In soli 20 mesi di legislatura sono stati emanati ben 60 decreti legge in ragione di mera opportunità e convenienza politica-elettorale e quello sulla semplificazione edilizia e urbanistica oltre ad essere un provvedimento spot è un vero condono intriso di ambiguità”. Lo ha dichiarato il deputato dem Augusto Curti intervenendo in Aula di Montecitorio a favore della pregiudiziale sul decreto di semplificazione edilizia e urbanistica voluto dal governo.
“Con questo ennesimo condono – ha aggiunto Curti - non sarà più necessario ricostruire tutta la filiera dei titoli edilizi ma solo all'ultimo depositato, una semplificazione che porterà a incertezze giuridiche fino a legittimare situazioni di irregolarità formale. Servirebbe invece il rifinanziamento del fondo a sostegno degli affitti e della morosità incolpevole, un piano straordinario per il recupero delle centomila case popolari vuote e inutilizzate e una legge sugli affitti brevi. Temi che vengono annunciati ma non realizzati dal ministro Salvini”
“Un ’emozionante giornata di festa al Lambert Park. Con oltre 400 giovani calciatrici e si è celebrato il rinnovamento da 2 milioni di dollari di questo luogo così speciale. È uno stadio di calcio costruito appositamente a Leichhardt, nel Nuovo Galles del Sud, in Australia. È lo stadio di casa dell'APIA Leichhardt e lo è sin dalla nascita del club. Il sindaco Darcy Byrne ha presieduto l’evento insieme ai due grandissimi OAM Felice Montrone e Armando Gardiman, creando un’atmosfera indimenticabile. Grazie a il GIA Network, l'associazione di volontari che supporta i giovani italiani in Australia alla quale sono grato per aver condiviso questa gioia di far parte del progresso della comunità italo-australiana. Oggi è stata una giornata eccezionale per il calcio e la nostra comunità!” Così Nicola Carè, deputato eletto nella circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide.
“Enrico Berlinguer ha lasciato un segno profondo nella storia democratica del nostro Paese e il suo ricordo vive ancora oggi nella memoria collettiva, a quaranta anni di distanza dalla sua morte, anche tra coloro che per ragioni di età non hanno avuto modo di conoscerlo in vita. E’ questo un fatto straordinario che dà ancora più lustro alla figura di un grande personaggio politico così vicino alle ragioni e alle aspettative di quella parte di popolo in continua ricerca di riscatto sociale e della dignità spesso negata”.
Lo dichiara il deputato Pd, Silvio Lai, che questa mattina, nel giorno dell’anniversario della morte di Berlinguer, ha partecipato a Sassari alla cerimonia di deposizione di una corona in corrispondenza della casa natale del leader in viale Dante.
“Per noi sardi - aggiunge - vi sono molti motivi in più per ricordarlo a cominciare dal fatto che la Sardegna è stata per tutta la vita, anche a distanza, la terra di Enrico Berlinguer. Un legame forte, valoriale che si riscontrava anche nel suo profilo personale: sobrio, privo di fronzoli e al tempo stesso rigoroso nei comportamenti che addolciva con un sorriso accogliente in grado di non far mai pesare ruoli e funzioni. Rimarrà per sempre il suo esempio - conclude - perché ci ha consegnata una idea nobile della politica lontana dagli interessi personali e dalle convenienze, capace però di guardare sempre agli interessi collettivi, con coraggio e determinazione”.
Berlinguer, 40 anni dopo. Ancora oggi attuale il suo sguardo al futuro, la sua idea di Europa e di giustizia sociale. Ci ha lasciato pensieri lunghi che vogliamo onorare ogni giorno “casa per casa, strada per strada”.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, dopo l’omaggio alla tomba di Enrico Berlinguer questa mattina al cimitero Flaminio.
“La sinistra ha ritrovato voti, anima e popolo. E anche il sorriso. Ci siamo battuti piazza per piazza, casa per casa, provando testardamente a mettere al centro della campagna elettorale sanità pubblica, lavoro povero, diritti negati.
La cosa più bella: essere il primo partito tra i giovani.
Ma la metà degli elettori resta a casa, perché non crede più che la politica possa cambiare le loro vite, come se le pensassero consegnate a una precarietà ineluttabile.
Per questo non ci fermeremo, per questo continueremo a stare alla larga dal politicismo, dal personalismo, dalle armi di distrazione che useranno, e continueremo a parlare alle e delle persone, delle loro ansie e delle loro fragilità, e a dirgli che "no, non è vero che siamo tutti uguali, l'Italia può cambiare. E tutti devono capire che il tema non è un campo largo, ma unirsi per costruire un sogno per l'Italia. Siamo tornati nelle piazze e lì resteremo, insieme. Avanti, è possibile!”
Così su facebook Marco Furfaro, capogruppo in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale del PD.