“Solidarietà a Maurizio Molinari. L’aria che tira è una aria oscurantista. Ha argomenti molto deboli chi, con l’intimidazione, impedisce ad altri di parlare. E certamente non fa il bene della causa che dice di sostenere” così la democratica, Lia Quartapelle su X.
"La Commissione esteri della Camera ha approvato oggi, all'unanimità, la risoluzione a mia prima firma con la quale l'Italia prende una posizione netta sulla costante violazione dei diritti umani in Iran, specialmente nei confronti delle donne, delle attiviste e degli attivisti e dei dissidenti politici.
La risoluzione, firmata anche dalla collega Lia Quartapelle e dai colleghi Enzo Amendola, Peppe Provenzano e Fabio Porta, nasce anche dal rapporto presentato da Amnesty International che documenta l'uso dello stupro, delle molestie e delle torture come arma di repressione del dissenso al regime, non solo nei confronti delle donne ma anche degli uomini.
Basta discriminazioni e violenze contro le donne, basta arresti arbitrari e condanne a morte di chi manifesta contro il regime di Teheran, basta intimidazioni e molestie perfino alle famiglie dei difensori dei diritti umani. Il governo, con l'approvazione della risoluzione, è impegnato a chiedere l'immediata e incondizionata scarcerazione dei prigionieri di coscienza tra cui la premio Nobel Narges Mohammadi; a fare pressioni sull'Iran perché firmi e ratifichi le convenzioni Onu contro la tortura e contro le discriminazioni verso le donne, a sollecitare la Repubblica Islamica ad eliminare, sia nelle leggi sia nella pratica, ogni forma di violenza contro le donne e le ragazze, incluso lo stupro e ad affermare in ogni relazione diplomatica e commerciale con il Governo di Teheran, l'esigenza del rispetto effettivo dei diritti umani, civili e politici della popolazione iraniana e il fattivo impegno ad attuarli.
Ringrazio le colleghe e i colleghi di maggioranza e opposizione per avere votato una così importante risoluzione che ha al centro i diritti umani, civili e politici di un popolo le cui manifestazioni di dissenso sono represse con particolare ferocia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"La destra a Cecina pare aver già impostato la campagna elettorale per le amministrative su due concetti: violenza e intimidazione. Noi non siamo questo, fonderemo la nostra campagna sull’ascolto, sulla partecipazione e soprattutto sul rispetto, delle persone e degli avversari politici". Così Emiliano Fossi, deputato Pd e segretario Dem della Toscana, commentando l'immagine del simbolo del Partito Democratico con due fori di proiettile postato sui social da Salvatore Giangrande, candidato sindaco di Cecina (Livorno) del centrodestra.
"Ci auguriamo - conclude Fossi - che i partiti che sostengono il candidato della destra a Cecina prendano le distanze da questo atto. Tutta la nostra vicinanza e solidarietà vanno al PD di Cecina e alla candidata Lia Burgalassi".
“Grazie all'Unione degli universitari per l'indagine ‘La tua voce conta’ sulle molestie e violenze di genere negli atenei appena presentata alla Camera. La denuncia delle dinamiche patriarcali ancora oggi è osteggiata con troppi silenzi e omissioni. Non si può mai abbassare la guardia, non solo sulla violenza che emerge dai fatti di cronaca, ma sulla quotidianità. È fondamentale accendere un faro a partire dai luoghi di studio e da ricerche come quella dell'Unione degli Universitari sulla violenza di genere negli atenei. La battaglia è quella indicata dalla Costituzione ed è sempre la stessa: la parità dei diritti e la rimozione degli ostacoli. Alcuni diritti non sono garantiti, non lo sono perché non c'è riconoscimento della differenza di genere. Viviamo ancora in una società nella quale dietro la finta neutralità c'è in realtà l'egemonia del maschio adulto”.
Lo dichiara Nicola Zingaretti, deputato e presidente della Fondazione Pd.
“La violenza degli uomini - aggiunge si scaglia contro le donne, anche in forma di molestia, quando questo modello è smascherato, nel pubblico e nel privato. Noi siamo dentro questa battaglia anche grazie alle tante ragazze e ragazzi che su questo tema ancora oggi stanno riempiendo le piazze di tutta Italia. Una battaglia legislativa e insieme culturale. Perché purtroppo, nonostante l'espansione dei diritti e i passi avanti, rischiamo ancora una fase regressiva nel dibattito pubblico. Per questo - conclude - vigileremo, saremo al vostro fianco e vi ringraziamo del vostro prezioso lavoro di indagine”.
Manzi, stupore per assenza segnalazione da sistemi di sicurezza
“Auspichiamo che le forze di polizia riescano rapidamente a recuperare le opere rubate al Vittoriale e assicurare i responsabili alla giustizia. Presenteremo tuttavia un’interrogazione parlamentare al ministro Sangiuliano per avere i dettagli di quanto accaduto. Dalle ricostruzioni che leggiamo sulla stampa, stupisce infatti che i sistemi di sicurezza della fondazione non abbiano segnalato quanto stesse accadendo”. Così la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi.
Chiedevano più fondi a ONG e pieno riconoscimento Agenzia Onu per rifugiati
Pd chiede più fondi per aiuti umanitari, iniziative diplomatiche e difesa merci
"Vorrei mandare un saluto affettuoso ai colleghi della delegazione Pd che si trovano in questo momento a Rafah per testimoniare gli aiuti umanitari, la liberazione degli ostaggi e soprattutto il cessate il fuoco, tema fondamentale. E vorrei anche esprimere gratitudine alle donne e agli uomini delle forze armate, che danno prestigio e forza nelle missioni internazionali di pace". Così Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, intervenendo in Aula in merito alla partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali.
"Il Partito democratico voterà si alle tre missioni - ha spiegato con chiarezza Stefano Graziano - quella sull'Ucraina, Aspides e Levante, ma con delle raccomandazioni al governo. Noi del Pd avevamo presentato in commissione 4 emendamenti, di cui due approvati, ma due bocciati. Eppure erano importanti tutti e 4, avevano un valore. I due bocciati riguardavano sostanzialmente l'aumento degli aiuti umanitari a Gaza (a 3 milioni avevamo aggiunto altri 5 milioni) e in più avevamo chiesto che questi soldi venissero liberati per l'agenzia Unrwa. Quindi sostanzialmente dei 10 milioni dichiarati dal ministro degli Esteri ieri in una intervista al momento ne risultano solo 3. E non possiamo dire che i restanti 7 arriveranno in seguito, è una bugia, perché l'emergenza c'è oggi a Gaza, non fra un mese o 3 mesi o 6 mesi".
In particolare sulle missioni Aspides e Levante Graziano ha detto: "Il crinale è molto delicato nella striscia di Gaza, e se non si gestiscono con intelligenza le missioni che stiamo portando avanti, rischiamo di produrre una escalation. Il ministro ha detto che c'è una catastrofe umanitaria, allora perché no Unrwa? Perché non aumentare i soldi per gli aiuti umanitari? La missione Aspides vuole proteggere la libera navigazione e le merci, è una missione difensiva; Levante è una missione umanitaria, le due si tengono se l'una rafforza l'altra. Quindi è importante dare segnali forti e chiari, aumentando la nostra azione diplomatica non con la timidezza che abbiamo visto in commissione al Governo. Dobbiamo essere forti e chiari in particolare su difesa della libertà delle merci, aiuti umanitari e iniziativa diplomatica. Queste sono le motivazioni per cui noi continuiamo a dire si, ma auspichiamo che il Governo accolga le nostre raccomandazioni per fare di più e meglio", ha concluso il dem.
Interrogazione su istruttorie avviate da Agea
“Nel mirino della Guardia di Finanza e’ finito il sistema di finanziamento pubblico relativo alla Politica Agricola comune. A fronte di accurate indagini svolte in Abruzzo e con diramazioni in altre regioni italiane, la Guardia di Finanza ha avuto la ‘percezione indebita di ingenti contributi e il danneggiamento del territorio e delle imprese agricole oneste’. D’altronde già la Corte dei Conti Europa fin dal 2022 aveva segnalato che la Pac comprende alcuni regimi di spesa particolarmente esposti ai rischi di frode connessi all’occultazione, da parte dei beneficiari, di violazioni delle condizioni di ammissibilità, alla complessità delle misure finanziate e alle forme illegali di ‘accaparramento dei terreni’. Le superfici agricole maggiormente esposte all’attività fraudolenta sono i terreni demaniali o i terreni privati con assetto proprietario poco chiaro che vengono acquisiti, in modo legale o con altri mezzi, al solo scopo di ricevere pagamenti diretti, senza svolgervi alcuna attività agricolo pastorale. Una pratica già usate dalle consorterie malavitose come denunciato negli anni scorsi dall’allora Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci. Nel nostro Paese il quadro di gestione e controllo dei finanziamenti connessi all’attuazione della Pac risulta fortemente decentrato e complesso e l’Agea svolge il ruolo di organismo pagatore procedendo alla liquidazione, sulla base dei criteri definiti dalla Commissione Ue, dei finanziamenti comunitari previsti dalla Pac e dal Piano di Sviluppo Rurale, effettuando al contempo controlli per verificare la corrispondenza delle azioni eseguite rispetto a quanto previsto dalla normativa europea. Per questo insieme ai colleghi del Pd della Commissione Agricoltura della Camera, Antonella Forattini, Stefania Marino e Andrea Rossi, e dei colleghi capigruppo di commissione Anthony Barbagallo, Ubaldo Pagano, Marco Simiani, di fronte ad un fenomeno poco conosciuto che potrebbe risultare deflagrante per il comparto agricolo abbiamo chiesto, con una specifica interrogazione, al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, quali iniziative intende adottare per contrastare le frodi e gli illeciti comunitari sui fondi Pac 2023-2027 e quante istruttorie sono state avviate da Agea dal 1 dicembre 2022 ad oggi per l’accertamento di crediti irregolari a valere sui fondi comunitari”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
Dichiarazione di Nicola Zingaretti, deputato Pd
"I danni sociali del neoliberismo, uniti alla cultura individualista de "la società non esiste" hanno dato vita alla drammatica situazione attuale. Qui prospera il populismo. Sta a noi saper raccogliere la domanda di sicurezza sociale per farla vivere nella democrazia e non contro la democrazia, e per non lasciarla alle destre. Perché mettere i cambiamenti del mondo al servizio della persona è la cosa più progressista che ci sia"
Così Zingaretti, presidente di Demo, concludendo il convegno organizzato dalle fondazioni socialiste europee in occasione del congresso Pse.
“Matteotti piace ai ragazzi e agli studenti per il suo carattere di politico intransigente sui valori, ma concreto sui programmi. Come dovrebbe essere la politica in sé. Egli fu l’incarnazione della politica ‘giusta’. Così oggi e forse anche allora. Fu vittima dell’intolleranza di un regime violento”. Così il deputato del Partito Democratico e vicepresidente dell Fondazione Matteotti, Roberto Morassut, nel corso dell’incontro svoltosi presso il circolo dei Fratelli Roselli e dedicato alla memoria di Giacomo Matteotti nelle scuole.
“Ecco perché rabbrividiamo quando vediamo malmenare dei ragazzi di 16 anni da poliziotti armati e scudati. Oggi Giacomo Matteotti insorgerebbe in aula con il suo temperamento tempestoso per denunciare questa viltà del potere”, ha concluso Morassut.
Scotto e Barzotti: Mef sta bloccando legge di civiltà
“Siamo stufi del continuo Ping pong su un provvedimento importante come quello delle misure a favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche e malattie croniche invalidanti. Sono due mesi che questa legge di civiltà - che garantirebbe il divieto di licenziamento per chi è malato e permessi retribuiti per le visite specialistiche - balla tra Commissione e Parlamento, nonostante l’atteggiamento costruttivo e unitario delle opposizioni che hanno persino ritirato gli emendamenti migliorativi pur di approvarla in fretta. Il Mef ci spieghi perché viene bloccata e dove intende trovare i soldi. Non è accettabile che i soldi escano su tutto - spesso buttati nel cestino per interventi frammentari e corporativi - e non siano invece disponibili quando si parla di diritti sociali. Fino a quando non avremo un quadro chiaro da parte del Mef - anche in forma scritta - non riteniamo ci siano le condizioni per poter andare avanti nel comitato ristretto della Commissione lavoro che è impegnato in una redazione condivisa della legge. Approvare un nuovo testo al buio - magari senza una parte della platea dei lavoratori interessati - sarebbe impensabile, poco serio e persino discriminatorio”.
Così in una nota congiunta i capigruppo del Pd e del M5s nella commissione lavoro, Arturo Scotto e Valentina Barzotti.
"I fatti di Pisa hanno rappresentato uno spartiacque nelle politiche del Governo Meloni: l'atteggiamento comunque intollerante verso i giovani e gli studenti, portato avanti in questi mesi con le minacce verso chi occupava le scuole e sfilava in cortei spontanei, si è trasformato all'improvviso in una vera e propria azione punitiva incomprensibile con cariche e manganellate. Quello che colpisce oggi non è solo il silenzio-assenso della destra verso queste violenze gratuite ma le critiche e le intimidazioni della stessa maggioranza nei confronti di chi, come il sindaco di Pisa o lo stesso Ministro dell'Interno, si sono detti subito sconcertati da questo episodio. La repentina e successiva retromarcia di Piantedosi appare poi ancora più allarmante perché siamo in Italia e non in Russia: non è con la repressione che la Premier potrà mettere a tacere il dissenso". È quanto dichiara Emiliano Fossi, deputato Pd e segretario Dem della Toscana.
“La scuola aperta a tutti”. È il primo comma dell’articolo 34 della Costituzione ad individuare il principio fondamentale che sta - o dovrebbe stare - alla base di ogni politica per l’istruzione, perché la scuola è lo strumento per eccellenza che consente ad ogni individuo di migliorare la propria istruzione e, di conseguenza, la propria posizione sociale ed economica”. A scriverlo è Ilenia Malavasi, Deputata del gruppo del Pd, in un articolo pubblicato sul sito della Fondazione Demo - la Fondazione del Pd presieduta da Nicola Zingaretti. “Il sistema educativo italiano è pensato dalla nostra Carta costituzionale come capace non solo di misurare i risultati ottenuti dai migliori, ma anche di accompagnare situazioni di fragilità o di marginalità, fornendo la possibilità ai ragazzi e alle ragazze, indistintamente, di acquisire nuove prospettive - sottolinea Malavasi -. E anche se questo avviene ancora in modo troppo limitato (solo il 6% dei giovani i cui genitori non hanno il diploma ottiene poi la laurea) è significativo che la Costituzione si occupi, in modo così diretto, della questione, riconoscendo, anche in questo modo, la centralità dell’idea di “comunità”, alla cui base ci sono la scuola, la valorizzazione dei talenti, il diritto di essere messi nella condizione di poter eccellere. Nonostante questioni importanti ancora in campo quindi - continua Malavasi - come gli oltre 170mila supplenti che sono ogni anno chiamati a coprire cattedre scoperte, gli insegnanti di sostegno, spesso lasciati soli, la sicurezza degli edifici, la sproporzione di numeri tra alunni, insegnanti e dirigenti, “Stare bene a scuola” resta il punto fondamentale, raggiungibile con un ruolo centrale della “comunità educante” che si adopera affinché nessuno si perda durante il percorso scolastico o, peggio ancora, non abbia capacità o possibilità di accesso. Una comunità educante, appunto, che senta la responsabilità e il dovere prioritario di tutelare tutte le variabili di crescita dei suoi cittadini e cittadine più giovani”.
“Oggi al fianco dei Sindacati in Piazza Santi Apostoli. In piazza con i Sindacati. Perché di lavoro non si muore per caso. Si muore per assenza di regole, subappalti a cascata, sfruttamento. Motivi che possono e devono essere cancellati. E di fronte a una destra che attacca i diritti fondamentali e fa della deregolamentazione la cifra della sua azione il nostro posto è qui, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, per l'opposizione nel Paese e in Parlamento”.
Lo dichiara il parlamentare democratico e presidente della Fondazione del Pd, Nicola Zingaretti.
“Alexei Navalny è stato un fiero oppositore a un regime sanguinario che ha pagato con la vita la sua battaglia, per questo noi chiniamo la testa di fronte al suo sacrificio, ma è stato anche un nazionalista che nel corso della sua vita ha sostenuto posizioni xenofobe senza mai ritrattarle, quindi trovo sbagliato il paragone con Giacomo Matteotti, che era un socialista democratico, un eroe ispirato da altri valori”. Così il deputato del Partito Democratico e vicepresidente della Fondazione Matteotti, Roberto Morassut, parlando a RaiNews24.
“Penso - continua Morassut - che Putin vada battuto attraverso una sconfitta militare delle sua guerra di aggressione e una sconfitta politica che apra la strada a quelle forze democratiche europeiste che vogliono un’altra Russia. Forze esigue e marginali ma le uniche che possono rompere il dominio secolare del mito imperiale russo che nemmeno Navalny ha mai apertamente messo in discussione, nemmeno in occasione della invasione della Crimea nel 2014”.