"Oggi è una giornata importante: è la giornata Nazionale del fiocchetto lilla che accende i riflettori sui disturbi del comportamento alimentare. È un momento importante, anche per la politica, per far sì che nessuno venga lasciato solo. In Italia ad oggi oltre tre milioni di persone soffrono di disturbi del comportamento alimentare e negli ultimi anni, in particolare durante la pandemia, il numero è cresciuto esponenzialmente. Siamo di fronte a un’emergenza e come tale va affrontata. Bisogna aumentare il numero esiguo dei centri specializzati nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare e la loro disomogenea dislocazione sul territorio nazionale, ma sopratutto chiediamo al Ministro Schillaci di accelerare con l’approvazione del decreto applicativo per l'inserimento nei LEA delle prestazioni relative a questi disturbi con un budget autonomo, per garantire adeguate prestazioni sanitarie e sociosanitarie alle persone affette da DCA e alle loro famiglie. Come Partito democratico siamo da sempre al fianco dei pazienti, delle associazioni e delle famiglie in questa battaglia perché è una battaglia di civiltà e di giustizia e soprattutto perché di disturbi del comportamento alimentare si continua a morire e per questo bisogna fare tutto il possibile e farlo in fretta".
Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale a margine dell’ Iniziativa DCAmolo organizzata alla camera dei deputati dal movimento Lilla.
"Com'è possibile che per sette giorni nessuno abbia soccorso un gommone carico di persone alla deriva in acque internazionali? Com'è possibile che oltre 60 persone, tra cui almeno 5 bambini, muoiano nel Mediterraneo di fame, di sete e di ustioni nonostante, a quanto pare, siano partite richieste di aiuto?
E' intervenuta solo la Ocean Viking che è riuscita a salvare 25 persone che, altrimenti, avrebbero fatto la stessa drammatica fine dei loro compagni di viaggio.
Ocean Viking che, ricordiamo, era in mare grazie al fatto che il tribunale di Brindisi ha sospeso il fermo a cui era stata sottoposta per aver effettuato due soccorsi di seguito, nelle scorse settimane: un divieto imposto dallo scellerato "decreto ONG" del governo Meloni.
Il sistema di salvataggio nel Mediterraneo, di fatto, non esiste più. Le ONG sono oggetto di continui provvedimenti di fermo che ne impediscono la regolare attività. Quando riescono ad operare in mare, sono costrette a seguire disposizioni punitive com'è successo la settimana scorsa alla Sea Watch a cui è stato ordinato di dirigersi da Lampedusa fino al porto di Ravenna, nonostante avesse perfino un migrante deceduto a bordo.
Come fa il governo a vantarsi del calo degli sbarchi mentre raddoppiano i morti nel Mediterraneo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno? A quale livello di crudeltà sono disposti ad arrivare, Piantedosi e Meloni, pur di alimentare una becera propaganda? Quello che non è più rimandabile è una missione europea di monitoraggio e soccorso in mare che, però, né governo né l'UE sembrano interessati a fare". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Unica certezza è che usa Fsc come bancomat a danno Sud”
Il governo Meloni ci nasconde da mesi la verità sui dati e progetti del Pnrr. Lo dicono tutti, dalle forze di opposizione alle testate giornalistiche, fino all’Ufficio Parlamentare di Bilancio: sul Piano non c’è più un briciolo di trasparenza e persino alle Commissioni parlamentari non è concesso di sapere nulla. E né l’ultima Relazione, né l’intervento del ministro Fitto di oggi ci fanno fare un passo avanti. Il provvedimento presentato qualche giorno fa non rifinanzia tutte le misure tagliate. E laddove le rifinanzia, lo fa a scapito di altri investimenti pubblici e di altri fondi a danno dei territori e di interi ambiti di spesa che restano inevitabilmente mutilati.
Questo decreto non è affatto risolutivo. Anzi, alimenta soltanto la grandissima confusione che c’è intorno al Piano. L’unico dato certo è che il Fondo di Sviluppo e Coesione torna ad essere il Bancomat preferito del governo, a grave danno del Mezzogiorno. Al netto dei toni trionfalistici, i ritardi nell’attuazione del Piano sono purtroppo un fatto accertato. Dalle stime della vostra stessa Nadef, avevate preventivato di spendere 41 miliardi nel 2023. Ne avete spesi solo 21. Basta leggere con onestà ciò che scrive la Corte dei Conti nell’ultima relazione, ossia che il ritardo sugli investimenti è evidente e che avrà un impatto sulla crescita. Invece che far proliferare i commissari straordinari o chiudersi nelle segrete stanze di Palazzo Chigi, invitiamo il governo a coinvolgere il Parlamento. Ci porti nelle Commissioni i dati e i documenti che servono agli italiani per capire e a noi per aiutare. Ci coinvolga nella riflessione delle scelte e non ci presenti una contabilità falsata ed edulcorata. È così che si garantisce l’attuazione del Pnrr, non con questo atteggiamento testardo di omissioni ed insopportabile saccenza.
Così Ubaldo Pagano, capogruppo del Pd in commissione Bilancio della Camera, intervenendo in Aula per la dichiarazione di voto.
“Perché modificare una norma, quella sui ballottaggi nei comuni, che ha dimostrato di funzionare bene e di dare ai cittadini la possibilità di scegliere l'amministratore più rappresentativo? L’emendamento della Lega che stravolge l'attuale impianto in un Decreto legge, eliminando il ballottaggio per l'elezione del sindaco se una lista o una coalizione raggiunge il 40 per cento, per giunta a pochi mesi da nuove tornate elettorali, dimostra ancora una volta lo scarso senso delle istituzioni che ha questo partito. Ci opporremo con tutte le nostre forze”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca.
“L’intenzione della Lega di abolire i ballottaggi nei comuni nell’ambito di un decreto legge governativo è inaccettabile perché tale misura non presenta i caratteri di necessità e urgenza propri di un decreto legge. È una spallata ad una legge vigente approvata dal Parlamento nella centralità della sua funzione legislativa sulle grandi leggi che informano l’ordinamento”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
Ottima notizia per la Sardegna, può terminare rapidamente la CIG.
Con voto unanime della Camera è stato approvato un odg al decreto ILVA che impegna il Governo ad assicurare che Acciaierie d'Italia riprenda gli ordini nei confronti di Sanac, ponendo fine alla situazione di cassa integrazione in cui versano centinaia di lavoratori. “Si tratta di una iniziativa del Pd a prima firma Simiani e Fossi che riporta speranza anche ai lavoratori che SANAC impegna in Sardegna e che oggi sono in cassa integrazione come tutte le aziende che collaborano con la ex ILVA” cosi Silvio Lai e Marco Meloni, parlamentari sardi del PD sulla vicenda SANAC. “Con questo decreto il Governo sta assumendo decisioni che potevano essere assunte già 6 mesi fa senza far acuire la crisi aziendale che era palese per Acciaierie d’Italia e le cui soluzioni erano altrettanto chiare quanto obbligatorie. Questo ha non solo causato un ritardo sul sistema industriale che dipende da Taranto, indotto compreso, ma anche per quello presente in altre regioni italiane tra cui la Sardegna, e ha generato sofferenze inutili ai lavoratori in cassa integrazione e non” proseguono i parlamentari Dem. “Acciaierie d’Italia nel frattempo ha danneggiato le imprese dell’indotto tra cui SANAC , scegliendo di approvvigionarsi all’estero. Con questo odg il Governo, che gestisce ora Acciaierie d’Italia attraverso Invitalia, deve vincolare l’azienda a riprendere gli ordini nei confronti di SANAC ponendo fine alla cassa integrazione di centinaia di lavoratori in Sardegna.“ concludono Lai e Meloni.
Berruto, Abodi continua nella sua azione a tutela delle lobby della serie A
“È sbagliato, grave e ci opporremo alla possibilità di sponsorizzazione delle squadre di calcio e della pubblicità da parte delle società di scommesse sportive” così il responsabile sport del Pd, il deputato democratico, Mauro Berruto, interviene dopo l’approvazione definitiva del Consiglio dei ministri del decreto legislativo per il riordino del settore dei giochi online. Un provvedimento – sottolinea Berrutto – che presenta molte criticità tra cui la possibilità di destinare alle squadre di Serie A i proventi del fondo creato con la tassazione degli extraprofitti delle società di scommesse legate al calcio. Una soluzione sbagliata nel metodo e nel merito perché quei fondi dovevano essere destinati allo sport di base, bastava che il ministro Abodi desse parere favorevole a una proposta di legge che aveva raccolto consenso trasversale in Commissione. Purtroppo – conclude Berruto - il disegno era chiaro e oggi chiude il cerchio: il governo e il ministro Abodi continuano a eseguire la volontà delle lobby del calcio a danno di tutti gli altri sport”.
Questo decreto legge è il tredicesimo da 11 anni a questa parte a testimonianza dell'importanza strategica dello stabilimento di Taranto e nasce almeno nelle intenzioni del governo con l'obiettivo di determinare la continuità produttiva dello stabilimento e tutelare quindi non soltanto la produzione, ma anche le lavoratrici e i lavoratori, l’indotto, l'ambiente e la salute dei cittadini. Ecco questi obiettivi hanno e avranno sempre il pieno sostegno del Partito Democratico. Il problema però è che se guardiamo all'ultimo anno e mezzo abbiamo assistito agli effetti di un pessimo combinato disposto formato dal progressivo disimpegno di Arcelor Mittal che a Taranto ha quasi del tutto rallentato fino a fermarsi, mentre in altre realtà all'estero invece ha corso e dall’atteggiamento ondivago di questo governo con due diverse linee. Da una parte il ministro Urso commissariato nella gestione del dossier ex Ilva dal ministro Fitto, che lo scorso maggio ha avviato con il socio privato una trattativa che non ha portato a nulla se non a un memorandum di cui non abbiamo mai conosciuto termini e condizioni.
La questione che noi abbiamo a cuore in questo momento segnalare è rappresentata da due punti decisivi, su cui a nostro avviso è fondamentale che questo provvedimento offra una risposta.
Il primo è la questione dei creditori dell'indotto che devono essere pagati subito perché devono pagare i contributi per la metà del mese di marzo e hanno crediti per più di 130 milioni di euro. È una questione che non può essere ignorata. La risposta deve essere chiara e immediata. La seconda riguarda il piano di decarbonizzazione che deve essere parte integrante del Piano industriale. Non ci può essere un'altra soluzione perché significherebbe rimettere la città e le persone di fronte a quell’ignobile ricatto tra il posto di lavoro e un ambiente sano dove vivere. Quindi noi chiediamo che questo provvedimento si esprima chiaramente sul processo di decarbonizzazione nell'ambito del nuovo piano industriale.
Così Andrea Casu, della presidenza del gruppo PD alla Camera, intervenendo in Aula.
“Siamo insoddisfatti per la risposta del ministro dell’Ambiente e per la gestione complessiva di un dossier così delicato come l'idroelettrico che è essenziale per garantire nella diversificazione la sicurezza dell’approvvigionamento energetico. E certo non basta la pioggia o la neve di questi giorni, perché è un settore che ha una necessità assoluta di investimenti per le manutenzioni, per l'ammodernamento, anche alla luce dei cambiamenti climatici. Il ministro Pichetto Fratin aveva costruito un percorso con le Regioni finalizzato ad una proposta per il decreto Energia, provvedimento che è scomparso dai radar con assoluta mancanza di trasparenza nel rapporto con il Parlamento per le evidenti divisioni nella maggioranza, che sono rappresentate plasticamente oggi dai due ministri che siedono al banco del governo Pichetto Fratin e Fitto. Quello che noi pensiamo è chiaro. L'abbiamo espresso nell’emendamento che abbiamo presentato al decreto Energia mettendo al centro gli investimenti, il coinvolgimento del territorio, un meccanismo aggiuntivo rispetto alla normativa vigente. Quello che invece vuole fare il governo non si è capito neanche oggi. Intanto la Regione Abruzzo ha sospeso la gara e intanto vanno avanti i ricorsi creando una situazione di gravissima incertezza rispetto al settore”. Così Vinicio Peluffo, capogruppo del Pd in commissione Attività produttive della Camera, nella replica al question time al ministro Pichetto Fratin.
Nell’illustrare l’interrogazione del Pd, il capogruppo dem in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani aveva chiesto al governo “quali iniziative intendesse adottare per una disciplina uniforme sul territorio nazionale e per stimolare nuovi investimenti nel settore idroelettrico, anche in ragione del fatto che le grandi concessioni di derivazione idroelettrica sono asset strategici per la sicurezza e l'autonomia energetica nazionale”.
"Con il recente decreto Pnrr incardinato nei giorni scorsi alla Camera, i tagli del governo Meloni alla Toscana sono purtroppo ufficiali: in base a una primissima stima almeno 400 milioni di euro (ma potrebbero essere molti di più) di progetti definanziati che riguardano soprattutto i piccoli comuni e temi fondamentali come la riduzione del rischio idrogeologico, l'efficienza energetica, il Tpl, i servizi portuali e la rigenerazione urbana". Lo dichiara in deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.
"Si tratta - conclude Simiani - perlopiù di progetti già cantierabili o conclusi, ma ormai senza risorse, oggi tolte per finanziare altri interventi e non sappiamo se e come verranno reintrodotte. Solo per fare alcuni esempi esplicativi: due milioni di euro contro il rischio idrogeologico e per messa in sicurezza delle strade a rischio frane nelle strade del comune di Camaiore (Lucca), mezzo milione di euro per la sicurezza e l'efficientamento energetico per le scuole di Scandicci (Firenze), 300 mila euro per la sicurezza stradale e 250 mila euro per l'adeguamento antincendio delle scuole nel comune di Borgo San Lorenzo (Firenze), oltre 284 mila euro per contrastare il dissesto idrogeologico nel comune di Licciana Nardi (Massa Carrara); 120 mila euro per la sicurezza idraulica nel comune di Castiglione della Pescaia (Grosseto) e 170 mila euro per il risparmio energetico di alcune scuole di Siena. Il Partito Democratico cercherà in ogni modo di modificare il decreto e cancellare questi tagli durante la discussione in Parlamento".
“Si è svolta oggi l’audizione della Ministra Calderone, che ci ha consentito di avviare un dialogo più approfondito e speriamo proficuo sulle nuove norme in materia di sicurezza sul lavoro, ed in particolar modo su quelle contenute nel nuovo decreto sul PNRR. Proprio perché credo che su questi temi non debbano esserci divisioni e serva l’impegno di tutti ho anche chiesto che il disegno di conversione venga attribuito alla Commissione Lavoro e non solo alla Bilancio” ha dichiarato Chiara Gribaudo, Presidente della Commissione d’Inchiesta sulle condizioni lavoro della Camera dei Deputati e Vicepresidente della Commissione XI Lavoro, che ha aggiunto “Ho voluto far presente alla Ministra di alcune criticità che vediamo in particolar modo sulla cosiddetta “patente a punti” perché da più parti gli esperti del settore ci segnalano che la decurtazione a seguito di eventi lesivi, dovendo attendere i tempi lunghi della giustizia italiana, rischia di essere altamente inefficace a prevenire gli incidenti. La risposta migliore alla tragedia del crollo nel cantiere dell’Esselunga di Firenze poteva venire dall’emanazione del decreto di attuazione per introdurre un sistema premiale per le imprese edili, dove non possiamo permetterci di aspettare ottobre visto che continuano a morire lavoratori persino ultrasettantenni, senza andare a modificare la legge 81/08, che risulta essere ancora una delle normative più avanzate d’Europa ma poco attuate e rispettate.”
“Il ministro Lollobrigida volta le spalle alla pesca sportiva e ricreativa. Lo fa con un decreto ministeriale che riduce da 200 a 50 il numero complessivo degli ami dei palangari presenti a bordo e/o calati da ciascuna unità da diporto e che introduce il divieto di utilizzo dei verricelli salpa-reti elettrici o collegati a motori termici. Una scelta unilaterale, di nessun senso visto che le disposizioni precedenti erano in perfetta sintonia con le direttive comunitarie e le indicazioni della scienza. Semmai c’è da domandarsi perché il ministro abbia ritenuto di fare una scelta così drastica senza avvertire il bisogno di informare il Parlamento e di valutare le nuove disposizioni con le associazioni di categoria creando così un conflitto con il settore della pesca professionale, della quale ovviamente abbiamo il massimo rispetto e che avrebbe bisogno di altri interventi strutturali ed economici per risollevarsi dalla crisi in atto.
La pesca sportiva, nelle sue diverse articolazioni, rappresenta uno spaccato sociale che si coniuga con la storia e le tradizioni del nostro Paese e che coinvolge decine di migliaia di appassionati, difensori strenui dei nostri mari e della biodiversità. Per questo presenteremo una interrogazione per chiedere conto al ministro del decreto firmato e per ripristinare i diritti che sono stati cancellati”.
Lo dichiarano Stefano Vaccari e Marco Simiani, capigruppo Pd in Commissione Agricoltura e Commissione Ambiente della Camera.
“La sicurezza sul lavoro è un tema drammatico su cui il parlamento è chiamato a legiferare in modo efficace e con urgenza. Dobbiamo essere uniti nel contrastare questa vera e propria emergenza nazionale”. Così la responsabile lavoro del Pd, la deputata, Maria Cecilia Guerra, è intervenuta in aula alla Camera nel corso dell’esame del provvedimento che prevede la possibilità di inserire anche le tematiche della sicurezza sul lavoro nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica. “Se questa è la risposta della maggioranza, siamo davanti a una risposta spot del tutto inefficace – sottolinea Guerra - che si scontra con le grandi promesse della ministra Calderone su un intervento legislativo organico per contrastare le tragedie delle morti e degli incidenti sul lavoro. Anche il pacchetto di misure introdotto nel decreto omnibus Pnrr – aggiunge Guerra – sono insufficienti quando non sbagliate e sono affogate all’interno di un provvedimento talmente ampio che non consentirà al parlamento di esaminarle in modo approfondito e costruttivo. Chiediamo un cambio di passo e quindi che si applichino anche negli appalti privati le stesse regole degli appalti pubblici: con il riconoscimento della parità normativa ed economica fra committente e appaltatori, una nuova azione di contrasto al lavoro nero o irregolare e misure che impediscano di guadagnare competitività attraverso la compressione del costo del lavoro”.
Pagano e Guerra, anche la maggioranza si rende conto che su norme mobilità persone anziane il Governo fa la guerra tra poveri “Il governo e la maggioranza sono divisi sulle modalità di finanziamento delle misure per l’autonomia e la mobilità delle persone anziane” lo denuncia il capogruppo democratico nella commissione bilancio di Montecitorio, Ubaldo Pagano, e la deputata democratica Maria Cecilia Guerra, al termine della seduta di oggi dove era all’ordine del giorno lo schema di decreto legislativo in materia di politiche in favore delle persone anziane.
“Nel corso dell’esame parlamentare anche i partiti di maggioranza hanno finalmente convenuto che le modalità di finanziamento di questa giusta misura sono profondamente sbagliate perché determinano una vera e proprio guerra tra poveri. Per finanziare la mobilità degli anziani vengono infatti scippate risorse al fondo nazionale del trasporto pubblico locale, già insufficiente, che con questa ulteriore sciabolata perde risorse sostanziali. Il fondo che finanzia, tra le altre cose, le misure per i pendolari – conclude Pagano - non può diventare il nuovo bancomat del governo”.
"Meloni e Piantedosi volevano cancellare per decreto le famiglie arcobaleno. Il tribunale di Padova blocca la loro furia ideologica, e ristabilisce un dato di realtà: quelle famiglie esistono e quei bambini devono avere gli stessi diritti degli altri. Con buona pace della destra". Lo scrive sui social il deputato dem Alessandro Zan, responsabile Diritti del Partito Democratico.