“Prosegue la sforbiciata meloniana a viale Mazzini. Oggi è la volta de ‘Il posto giusto’, il settimanale di approfondimento sui temi legati al mondo del lavoro. Una chiusura inspiegabile per un programma che, coerentemente alla missione del servizio pubblico, ha raccontato negli anni le opportunità, le sfide e gli strumenti necessari a garantire un mercato del lavoro equo e sicuro”. Così i componenti democratici nella commissione bicamerale di vigilanza Rai che presenteranno sul tema un’interrogazione parlamentare per conoscere direttamente dai vertici Rai le motivazioni di questa decisione.
“Cali di ascolti, programmi flop, share sotto lo zero, nomine all’insegna dell’amichettismo e un progressivo allontanamento di tanti artisti e giornalisti da viale Mazzini. Sempre più megafono del governo e sempre meno servizio pubblico. È la peggiore gestione Rai da sempre” così il capogruppo democratico in commissione bicamerale di vigilanza Rai, Stefano Graziano.
“Fuori è già partita la campagna elettorale per le elezioni europee con slogan a tinte forti. Campeggiano nelle città manifesti con slogan contro l'Europa che mistificano la realtà e sminuiscono la posta in gioco. Una discussione di merito come quella indotta dalle mozioni può aiutare ad introdurre elementi di razionalità nel dibattito politico e pubblico complessivo. Dai dati riportati dal servizio meteo Copernicus, il mese di marzo 2024 è stato il mese di marzo più caldo di sempre e segue 12 mesi nei quali si sono registrate le temperature più alte di sempre. Tra le regioni più colpite c'è il Mediterraneo, all'interno di questo il nostro Paese. I cambiamenti climatici sono in corso, non sono negabili: lo dimostrano gli eventi estremi come l’alternarsi di siccità e alluvioni”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive, nel corso delle dichiarazioni di voto sulle mozioni in materia di revisione dei meccanismi di tassazione delle emissioni di carbonio (Cbam) per le importazioni, a tutela della competitività delle aziende europee.
“E’ altrettanto chiaro – ha concluso Peluffo - cosa fare per contrastare i cambiamenti climatici: è nelle conclusioni della COP28 dello scorso dicembre a Dubai, in Europa con il Green Deal, nato come strategia di decarbonizzazione e al contempo è un nuovo paradigma industriale per rendere l'Unione Europea protagonista nella doppia transizione ecologica, energetica e digitale e il pacchetto ‘Fit for 55’. Ma dobbiamo anche registrare che al momento, all'aumentare delle ambizioni climatiche europee non corrisponde una stessa ambizione nelle altre giurisdizioni. L'invito che facciamo al governo alle forze di maggioranza, è di non parlare più di deroghe agli impegni di decarbonizzazione, perché i cambiamenti climatici non aspettano. Chiediamo piuttosto all'Europa di essere conseguente a quegli obiettivi, anche nella realizzazione di strumenti che rendano effettivamente protagonista il suo tessuto economico e produttivo della doppia transizione ecologica e digitale. Non deroghe ma sostegni mirati, per accompagnare la transizione, per rendere più competitive le imprese per includere i lavoratori”.
“Noi siamo garantisti sempre e siamo certi che i componenti di Fdi della commissione di vigilanza Rai, così come i capigruppo Foti e Malan, interverranno oggi per chiedere con forza ai telegiornali del servizio pubblico di non nascondere le notizie e fare informazione sul caso dell’esponente del loro partito arrestato per mafia e voto di scambio. La coerenza prima di tutto visto che sono stati proprio loro nei giorni scorsi ad annunciare una fantomatica ‘nuova governance della Rai e dei tg dove le notizie non si silenziano e si danno nel rispetto del pluralismo e del diritto di cronaca’. Siamo certi che questo avverrà oggi”, così una nota dei componenti del Pd nella commissione di vigilanza Rai.
“Palazzo Chigi è diventato un gazebo elettorale permanente. L’attività di governo abbandonata, ministri e sottosegretari passano il tempo a fare comizi e a ‘sparare’ sulle opposizioni con la complicità dei telegiornali del servizio pubblico che si piegano a diktat strumentali che chiedono ricostruzioni edulcorate e di mascherare dichiarazioni politiche con comunicazione istituzionale. Pars condicio sistematicamente violata, subito audizione dei vertici Rai e sottosegretario alla comunicazione in vigilanza”. Così una nota dei componenti democratici della commissione bicamerale di vigilanza Rai.
“Il servizio pubblico entra a gamba tesa nella contesa elettorale. Anche oggi Tg squilibrati e un rappresentazione deviata di fatti locali, isolati e ancora tutti da verificare accompagnati dal silenzio su vicende di esponenti nazionali alcuni anche con incarichi di governo indagati o già a giudizio. Chiederemo spiegazioni e ai vertici Rai di riferire in vigilanza” duro il commento dei componenti del Pd nella commissione bicamerale di vigilanza Rai.
Stasera al tg1 delle 20 è andata in onda un’inaccettabile sequenza di servizi contro il Pd. Non è informazione quando si da voce solo a chi attacca il maggior partito di opposizione senza dare la parola a un suo esponente e non è tollerabile che tutto ciò avvenga su una rete del servizio pubblico. Chiederemo ai nostri rappresentanti nella commissione di vigilanza di pretendere spiegazioni su quanto accaduto.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Tralasciando la coerenza della presidente del Consiglio Meloni, di cui Giorgetti è ministro, che fino a ieri metteva manifesti con la sua faccia che dicevano ‘No alla privatizzazione di Poste italiane’, le parole del ministro, che ha confermato la privatizzazione di Poste italiane, ci rendono ancora più preoccupati per il destino di un servizio essenziale. Non c'è stata chiarezza sulla percentuale che sarà detenuta dal pubblico in prospettiva e ancora meno sulle coperture. Soprattutto nessuna risposta convincente sull'impatto di questa operazione rispetto al valore di servizio universale e pubblico che il servizio postale rappresenta, con i suoi 120mila dipendenti e 13mila uffici postali. Un grande presidio sociale e di comunità soprattutto per i piccoli comuni e le aree interne che non può e non deve essere indebolito per un’operazione che ha unico obiettivo: fare cassa, senza garanzie sul mantenimento delle funzioni sociali e comunitarie”.
Così la vicecapogruppo Pd alla Camera, Valentina Ghio, insieme ai deputati dem della commissione Trasporti, Ouidad Bakkali, Anthony Barbagallo, Andrea Casu e Roberto Morassut, dopo che il ministro Giorgetti in audizione alla Camera ha confermato la privatizzazione di Poste Italiane come percorso per incassare parte di quei 20 miliardi da dismissioni di asset pubblici previsti nei documenti finanziari dalla Nadef in poi.
Dichiarazione di Andrea Casu, deputato Pd
“La scelta del centrosinistra di Bastia Umbra di dedicare il primo incontro politico nel nuovo Comitato per il Sindaco Pecci al tema cruciale dei trasporti e mobilità lancia un segnale politico importante in una Regione dove per tantissime persone non esiste nessuna valida alternativa all’uso dell’auto privata. L’impegno che stiamo portando avanti per potenziare strutturalmente le risorse per il fondo nazionale TPL serve proprio per poter offrire anche alle aree interne e nelle periferie un servizio pubblico efficiente. In Umbria già oggi meno dell’1 per cento degli spostamenti avvengono in treno e dobbiamo essere consapevoli che a fronte dell’aumento dei costi, della necessità di rinnovare i contratti dei lavoratori, e delle conseguenze della crisi climatica non potenziare adeguatamente il fondo non significa mantenere la situazione così com’è, ma addirittura peggiorarla. Insieme ai parlamentari democratici umbri Anna Ascani e Walter Verini al fianco di Emma Pavanelli (M5S) e tutte le forze di opposizione continueremo a batterci in Parlamento per evitare che tantissimi umbri continuino a vivere nei trasporti l’attuale insopportabile condizione di cittadini di serie B”. Lo ha detto
il deputato Pd Andrea Casu a seguito dell’incontro “Mobilità e Trasporti: progettare un futuro sostenibile per Bastia e per l’Umbria” con la partecipazione del candidato Sindaco Erigo Pecci, della deputata (M5S) Emma Pavanelli, del consigliere Regionale Michele Bettarelli e della Consigliera Comunale Ramona Furiani
Democratici presentano interrogazione per la Cesano-Viterbo, e chiedono di conoscere altri casi in tutta Italia
“Il partito democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla chiusura estiva della linea ferroviaria Cesano - Viterbo che genererà enormi disservizi ai pendolari. L’interrogazione promossa dal deputato democratico Andrea Casu e sottoscritta dai dem Paolo Ciani, Michela Di Biase, Marianna Madia, Claudio Mancini, Roberto Morassut e Matteo Orfini chiede al ministro Salvini “quali iniziative intenda intraprendere per evitare la sospensione totale del servizio e per dare garanzie alle migliaia di viaggiatori che ogni giorno utilizzano il treno, prevedendo, invece, in costanza di servizio misure alternative che riducano al minimo i disagi della cittadinanza. I democratici chiedono inoltre se il Ministro possa comunicare quanti siano ad oggi i lavori previsti sulla rete ferroviaria nazionale per l’installazione della tecnologia ERTMS (European Rail Transport Management System) e se vi siano altri casi di mancata o carente comunicazione oltre che di non previsione dei necessari servizi sostitutivi.
Ecco il testo integrale dell’interrogazione parlamentare
Al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, per sapere premesso che
La linea ferroviaria FL3 Cesano-Viterbo è un collegamento di fondamentale importanza per la cittadinanza del comprensorio sabatino, assicurando il servizio di trasporto per i numerosissimi utenti si recano o giungono a Roma, ed è utilizzato da tutti coloro – in particolare anziani- devono recarsi negli Ospedali della zona nord/est;
da notizie di stampa e da iniziative pubbliche si apprende che RFI ha stabilito la totale sospensione del servizio dall’11 giugno al 10 settembre 2024 per lavori volti ad attivare la tecnologia ERTMS (European Rail Transport Management System);
la decisione ha causato sconcerto e preoccupazione nella cittadinanza, come testimoniato dall’iniziativa che si è svolta il 9 marzo scorso ad Anguillara, che ha visto la presenza di numerosi sindaci dei comuni del territorio, e dove è stata denunciata la mancanza del rispetto dei termini di preavviso da parte del gestore, oltre al silenzio dello stesso per quel che riguarda i doverosi servizi sostitutivi;
il Contratto di Servizio per il Trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale tra Regione Lazio e Trenitalia Spa (2018-2032) prevede, infatti, che ogni cambio dell’orario (e la chiusura del servizio per tre mesi va considerata tale) deve essere concordato con la Regione entro 270 giorni antecedenti l’entrata in vigore della modifica, cosa che non risulta esser avvenuta;
i tempi di preavviso sono, peraltro, funzionali e necessari per consentire ai cittadini di valutare o meno l’opportunità del rinnovo dell’abbonamento annuale al servizio che, in questo caso, risulterà ridotto di 3 mesi su 12 per tutti coloro che – per esempio – non potranno usufruire del servizio sostitutivo o fare uso di altro vettore con aggravio di ulteriori costi;
Trenitalia ha la responsabilità di prevedere servizi automobilistici sostitutivi di corse ferroviarie soppresse e di contenere al massimo le temporanee interruzioni o riduzioni dei servizi, anche ricorrendo a modalità sostitutive d’esercizio, informando tempestivamente e adeguatamente sia la clientela sia la Regione, indicando tempi e modalità delle citate sostituzioni e fornendo un “adeguato servizio sostitutivo”;
la Delibera ART 16/2018, prevede che il livello minimo di “adeguato servizio sostitutivo” debba fornire informazioni puntuali, esaustive ed aggiornate da garantire tempestivamente agli utenti a bordo dei treni sia presso gli impianti di stazione e fermata sino al compiuto ripristino della regolarità del servizio;
la suddetta Delibera ART 16/2018 (nonché il Contratto di Servizio che ne riprende l’impostazione) prevede precise misure di compensazione per quanto attiene al servizio sostitutivo su gomma (treno, bus, taxi);
non risulta che quanto sopra esposto sia stato realmente messo in atto, visto che gli utenti avrebbero saputo della prevista interruzione per vie non ufficiali, così come gli stessi Sindaci della zona hanno dichiarato pubblicamente;
inoltre, non sembra si siano valutate soluzioni alternative alla totale chiusura della linea per il periodo estivo, quali lavori solo nelle ore notturne, o “a scacchiera”, o comunque in modo da ridurre al minimo i disagi;
in linea generale non è chiaro quante siano nel nostro Paese le situazioni analoghe, con lavori decisi dal gestore senza alcuna comunicazione adeguata e senza la predisposizione di servizi sostitutivi;
quali iniziative di sua competenza intenda intraprendere il Ministro interrogato per evitare la sospensione totale del servizio e per dare garanzie alle migliaia di viaggiatori che ogni giorno utilizzano il treno, prevedendo, invece, in costanza di servizio misure alternative che riducano al minimo i disagi della cittadinanza;
se il Ministro interrogato possa comunicare quanti siano ad oggi i lavori previsti sulla rete ferroviaria nazionale per l’installazione della tecnologia sopra ricordata e se vi siano altri casi di mancata o carente comunicazione oltre che di non previsione dei necessari servizi sostitutivi.
Visto il clima da mordacchia che si respira in Rai, lo diciamo in anticipo: il servizio pubblico non oscuri il monito del Presidente della Repubblica che è dovuto intervenire per ricordare al governo che l'autorevolezza delle Forze dell'Ordine non si misura sui manganelli” così i deputati democratici della commissione di vigilanza Rai.
"Tele Meloni sancisce la morte del servizio pubblico televisivo: la Rai, non soltanto per l'informazione ma anche per intrattenimento e fiction, sta ormai promuovendo posizioni e modelli culturali soltanto di destra, togliendo ogni spazio a idee alternative o al dissenso. Se mai come oggi le sedi Rai sono oggetto di contestazioni, peraltro pacifiche e represse con violenza inaudita, è perché mai come adesso un governo aveva utilizzato la Tv di Stato come passacarte ideologico e politico. Un esempio su tutti? La fiction su Don Gallo, il prete degli ultimi, è stata sostituita con il Reality di Briatore". Lo dichiara in una nota il deputato dem Emiliano Fossi, segretario regionale Pd Toscana.
Oggi abbiamo ospitato alla Camera dei Deputati la proiezione del documentario “North of Lampedusa”, sul naufragio del 3 ottobre 2013. La tragica morte dei 360 migranti, a poche miglia dal porto di Lampedusa, ha sconvolto l’opinione pubblica del paese e portò all’avvio della Missione Mare Nostrum. Con il collega Berruto abbiamo pensato che fosse importante presentarlo in anteprima alla Camera alla presenza di studenti e studentesse, per trasmettere alle nuove generazioni le storie, le difficoltà e le speranze di chi affronta la rotta del mediterraneo” ha dichiarato Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico.
“La forza del cinema è quella di raccontare storie che valgano la pena di essere conosciute, che trasmettono emozioni e consapevolezza. “A nord di Lampedusa” ha il merito di rafforzare e rinnovare la memoria collettiva sulla tragedia del 3 ottobre, ma allo stesso tempo riesce a trasmettere la bellezza della forza e della generosità di Vito Fiorino, che quella tragica notte non si giro dall’altra parte. Già solo per questo possiamo dire che questo documentario è servizio pubblico” ha aggiunto la deputata DEM introducendo il docufilm diretto da Davide Demichelis e Alessandro Rocca.
"Prima l'interruzione di Dargen D'Amico poi la lettura del comunicato aziendale per riequilibrare le parole di Ghali. Non e' servizio pubblico, ma parole di censura per chi ha ricordato alla debolezza dei decisori che sono morti 12.000 bambini. Non ne vogliamo nemmeno parlare?". Lo scrive su X la deputata dem Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera.
Ieri brutta pagina Rai con Venier altoparlante dell’Ad
“La libertà di espressione degli artisti è sacrosanta e va rispettata. Ieri abbiamo assistito a una brutta pagina della Rai con l’Ad che si è elevato a giudice dei contenuti di una canzone e di ciò che dice un artista sul Palco e Mara Venier che si è prestata a fargli da megafono. La questione non è la condanna della strage del 7 ottobre, che ci vede tutti uniti, come ci vede tutti uniti a chiedere il cessate il fuoco umanitario a Gaza, “quanto il rispetto degli artisti e la salvaguardia del pluralismo del servizio pubblico, la distinzione e la prerogativa dei ruoli, il rispetto del codice etico, del contratto di servizio e del Tusma. Non compete all’AD entrare sui contenuti, addirittura in prima persona, interpretando arbitrariamente dichiarazioni o performance artistiche e imponendo la lettura di un proprio comunicato in diretta tv per informare gli italiani del proprio pensiero”, così in una nota i componenti del pd della commissione di vigilanza Rai.