• 28/04/2026

“Se la sanità pugliese, così come quella di tante altre regioni italiane, sono alle prese con disavanzi da centinaia di milioni di euro, il motivo sta tutto nei numeri sviscerati dalla Corte dei Conti nell’audizione odierna al DFP. Dati che descrivono inequivocabilmente l’incapacità di questo Governo a garantire alle regioni i trasferimenti necessari per assicurare cure e assistenza sanitaria ai cittadini. La Corte certifica in maniera inequivocabile che l’esiguo aumento della spesa nel 2026 è assorbito soprattutto da rinnovi contrattuali, farmaci, dispositivi medici, aggiornamento delle tariffe. Nel Dfp la spesa sanitaria resta ferma al 6,4 per cento del Pil dal 2026 al 2029. Il dossier parlamentare indica 148,5 miliardi nel 2026, 151,2 nel 2027, 155 nel 2028 e 159,4 nel 2029: numeri che come è clamorosamente evidente non coprono il fabbisogno reale.
Così Claudio Stefanazzi, deputato pugliese del Partito Democratico, componente della Commissione Finanze.
“Non è la prima volta che il Governo Meloni scarica sulle regioni e sui comuni il prezzo della propria inettitudine. È già successo negli scorsi anni coi tagli lineari e i ‘contributi alla finanza pubblica’ imposti agli enti territoriali. Oggi lo scaricabarile colpisce la sanità pubblica e anche in questo caso il registro non cambia: il Governo Meloni si gira dall’altra parte e costringe le regioni ad alzare le tasse per coprire il proprio fabbisogno. È questo il modo più vile di fare politica: ferire i bisogni dei più fragili pur di non assumersi le proprie responsabilità.”