Carburanti: Peluffo, prezzi in aumento, il governo intervenga con le accise mobili
Ferma anche la riforma della rete di distribuzione.
Ferma anche la riforma della rete di distribuzione.
“Il decreto bollette deve essere rafforzato con misure strutturali che garantiscano maggiore autonomia energetica al paese, oltre ad interventi e risorse mirate per abbattere i costi delle bollette per famiglie ed imprese”.
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, che ha presentato un pacchetto di emendamenti al dl bollette.
“Il superamento dei due euro al litro per il gasolio e della soglia di 1,8 euro per la benzina è un segnale molto preoccupante che conferma come l’Italia sia entrata in una nuova fase di shock energetico. Il boom dei prezzi si sta già scaricando direttamente sulle tasche di cittadini e imprese. Di fronte a rincari così rapidi servono interventi urgenti e immediati per contenere gli aumenti ed evitare fenomeni speculativi. Non si può restare fermi mentre salgono i costi dei trasporti, della logistica e di interi settori produttivi come agricoltura e pesca.
“Bisogna agire subito sulla sterilizzazione delle accise ed evitare che sia proprio lo Stato a incamerare un extragettito a spese dei contribuenti, che ne pagano le conseguenze. Anzi, esortiamo il governo ad applicare lo stesso meccanismo di sterilizzazione per calmierare i costi in bolletta dell’energia e del gas”. Lo dichiara Alberto Pandolfo, capogruppo pd in commissione attività produttive della Camera.
“Mentre il prezzo del petrolio torna a salire per le tensioni internazionali dovute all’attacco all’Iran, il nostro Paese continua a non avere un’azione stabilizzatrice che garantisca la sicurezza di cittadini e imprese rispetto al caro carburanti in atto. La tensione geopolitica aumenta, e l’Italia non contrasta i rincari dei carburanti. Per le famiglie italiane i costi sono ormai insostenibili e il governo è immobile. Non si riducono i prezzi alla pompa, non è aumentata la concorrenza e non è si interviene sulle dinamiche che determinano la formazione dei prezzi.
“Le parole del ministro Urso sull'emergenza carburanti suonano familiari ma insufficienti: task force, monitoraggi, commissioni di allerta rapida. Lo abbiamo già visto. Con il prezzo del petrolio che continua a crescere e l'intensificarsi della crisi nel Golfo, non bastano i proclami del governo. Mentre le famiglie fanno i conti con benzina sopra i 2 euro e le imprese rischiano una mazzata da 10 miliardi, il governo risponde con annunci e strumenti già esistenti, presentati come novità”. Lo dice il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“A seguito dell’escalation militare in Medio Oriente il prezzo dei carburanti è schizzato alle stelle ma il governo Meloni non si pronuncia e non attiva alcuna azione per far fronte alla situazione. Dell’inerzia dell’esecutivo ne fanno le spese le famiglie e le imprese che sostengono costi altissimi. Dalla presidente Meloni solo parole di circostanza e nulla più”. Lo dichiara il deputato e capogruppo PD in Commissione Ambiente, Marco Simiani.
L’impennata dei prezzi dei carburanti, con il diesel che ha ormai raggiunto la soglia psicologica dei 2 euro al litro, è diventata una tassa insostenibile che grava direttamente sulle spalle di famiglie, pendolari e imprese. Davanti a questa emergenza, che rischia di paralizzare il Paese, l'inerzia del governo Meloni è ingiustificabile. Mentre il costo del pieno aumenta di oltre 12 euro in pochi giorni a causa delle tensioni internazionali Palazzo Chigi resta a guardare.
Domani il ministro Urso dovrà rispondere in Parlamento alla nostra interrogazione sul caro energia e carburanti. Visto che la presidente Meloni è scappata dalla domanda in conferenza stampa, chiediamo al ministro Urso di rendere noto cosa stia facendo il governo per fermare il rialzo dei costi dell’energia per le famiglie e le imprese italiane.
Da tutte le audizioni di oggi in commissione Attività produttive della Camera è emerso il tentativo maldestro del governo di scaricare sui gestori la responsabilità dei rincari dei prezzi sui carburanti. Peccato che siano le stesse rilevazioni del ministero dell’Ambiente a incaricarsi di smontare l’accusa di speculazione da parte dei rivenditori che l’esecutivo ha portato avanti in queste settimane.