Mauri: Lollobrigida batta un colpo
“L'emendamento ‘anti-canapa’ presentato dal Governo al ddl sicurezza, che potrebbe essere votato in commissione già domani, distruggerebbe senza appello il settore della canapa industriale. Stiamo parlando di oltre 10.000 occupati e di 3.000 imprese.
L'emendamento del Governo è una norma senza senso, figlia di un approccio ideologico, che avrà gravissimi effetti economici e occupazionali. Il Ministro Lollobrigida batta un colpo e dimostri di difendere veramente il suo comparto.
L'intervento a gamba tesa degli esponenti della destra prende le mosse da un ingiustificato pregiudizio che hanno nei confronti della canapa in tutte le sue varie definizioni e declinazioni".
"Siamo di fronte a un vero e proprio tentativo di instaurare un regime proibizionista. Facendo diventare illegale quello che oggi è legale e su cui si sono fatti grandi investimenti in questi anni.
Se seguissimo la logica che usa il Governo, e leggendo il testo depositato, si dovrebbe dichiarare illegale addirittura l'alcool. Cosa evidentemente assurda e improponibile".
Così il responsabile sicurezza del Pd, il deputato Matteo Mauri che ha promosso oggi a una conferenza stampa, organizzata con le associazioni inprenditoriali della categoria
contro l’emendamento ‘anti-canapa’.
Erano presenti anche i rappresentanti di due importanti associazioni agricple come Coldiretti e Cia.
La richiesta degli imprenditori al Governo e alla maggioranza è di fermarsi, riflettere con loro, valutare le conseguenze disastrose e rinunciare a questo emendamento. Una richiesta che il Partito Democratico sostiene con forza e per la quale continuerà a battersi in commissione e in Aula.
“Fanpage alza il velo sull’’inquietante realtà che gravita attorno al movimento giovanile di Fratelli d’Italia che, da quanto riportato nell’inchiesta giornalistica, sembrerebbe inneggiare e promuovere il
fascismo anche attingendo impropriamente fondi dalle casse dello stato. Nell’inchiesta vi sono diversi aspetti che, se confermati, dovranno essere chiariti dalla presidente del consiglio, Giorgia Meloni, a partire dalle dichiarazioni di alcuni esponenti dell’organizzazione giovanile che parlano di un escamotage per utilizzare dei fondi del servizio civile per finanziare attività politiche e campagne di propaganda e apologia del fascismo. Presenteremo un’interrogazione parlamentare a riguardo” così in una nota il responsabile sicurezza del Pd, l’ex vice ministro degli interni, Matteo Mauri.
“Dal Ministero dell’Interno una toppa peggio del buco. Mentre prova a rassicurare sulle condizioni di idoneità della nuova GNV Azzurra (la Nave noleggiata per ospitare le forze dell’ordine impegnate al G7 dopo lo scandalo della nave sequestrata dalla polizia perché inagibile) sindacati delle forze dell’ordine denunciano pubblicamente che anche la nuova soluzione presenta ‘condizioni inaccettabili’ e chiedono provvedimenti immediati per risolvere la situazione. È molto grave che il Ministero dell’Interno dia informazioni che non corrispondono al vero sulle condizioni in cui costringe a vivere gli agenti e sulla modalità di organizzazione della gestione della sicurezza del G7”. Così in una nota il deputato democratico, ex viceministro degli interni e responsabile sicurezza nazionale PD, Matteo Mauri. Che conclude dicendo che "chiediamo conto immediatamente al Governo di quello che sta accadendo. Ne va della dignità delle nostra forze dell'Ordine e dell'immagine dell'Italia nel mondo".
Pd presenta interrogazione su organizzazione sicurezza G7
“I fondi stanziati dal governo in tutta fretta nel Cdm di due giorni fa per il G7 sono del tutto insufficienti per garantire condizioni di lavoro e di vita dignitose alle Forze dell'Ordine che devono garantire la sicurezza dell'evento. Lo denuncia il responsabile sicurezza del Pd, ex viceministro dell'Interno, Matteo Mauri, che attacca il Governo per la modalità con cui sta gestendo l'organizzazione della sicurezza del prossimo G7. “Le condizioni fatiscenti della nave che avrebbe dovuto ospitare le forze dell’ordine dimostrano la scarsa attenzione con cui il governo tratta le forze dell’ordine. E non è certo lo scaricabarile del ministro Piantedosi, che ha provato a incolpare il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, a salvare la faccia al governo. Siamo davanti a una figuraccia di livello planetario con la polizia che sequestra la nave che avrebbe dovuto ospitare gli agenti impegnati al G7 perché “versava in pessime condizioni igienico sanitarie, con alloggi sporchi e danneggiati, servizi igienici inutilizzabili, docce fatiscenti, cabine allagate”. E da quanto apprendiamo – aggiunge Mauri - anche la nuova nave che è stata individuata presenta molti problemi visto che si tratta di una di quelle precedentemente scartate. In ogni caso – sottolinea Mauri – è grave che a pochi giorni dall’inizio del G7 vi siano ancora problemi organizzativi così profondi nell’organizzazione della sicurezza di un appuntamento istituzionale così importante. I fondi sono insufficienti, la logistica inadeguata, cos’altro poteva andare peggio? Questa è la gestione Meloni-Piantedosi: si riempiono la bocca di parole a sostegno delle forze dell’ordine ma poi, per il G7 come anche per la sicurezza ordinaria, i fondi non ci sono mai.
E questo è evidente anche nel ddl in discussione alla Camera sulla Sicurezza.
Abbiamo presentato un'interrogazione parlamentare a riguardo per conoscere i dettagli della gestione dell’organizzazione della sicurezza del G7”.
Serracchiani e Mauri: increscioso disagio per i poliziotti e danno d'immagine per l'Italia
“La Squadra Mobile di Brindisi ha proceduto al sequestro della nave Goddess of the night noleggiata per ospitare oltre 2.500 addetti delle forze dell’ordine aggregate in Puglia in vista dell’imminente riunione del G7. Un sequestro dovuto alle pessime condizioni igienico sanitarie in cui versa la nave che, si apprende da fonti di stampa, sarebbe stata noleggiata per il 'modico' importo di sei milioni di euro.
Chiediamo al ministro Piantedosi di sapere se conferma il costo dell’operazione e come sia stato possibile noleggiare per le forze dell’ordine una nave in così pessime condizioni determinando un increscioso disagio al personale nonché all’immagine stessa dell'Italia alla vigilia del G7”. Così Debora Serracchiani, responsabile Giustizia Pd, e Matteo Mauri, responsabile Sicurezza Pd che hanno depositato un'interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi dopo il sequestro della nave Goddess of the Night a Brindisi.
"Sono vicino a Riccardo Magi, è ormai chiaro quali metodi di accoglienza in Albania che Meloni intende adottare. Se un deputato viene trattato in quel modo in presenza di telecamere, giornalisti e fotografi, c’è da essere seriamente preoccupati per come saranno trattati i migranti al loro arrivo in Albania." così il deputato democratico, Matteo Mauri, che oggi ha definito l’accordo Italia Albania ‘un’idrovora di denaro pubblico – sottolineando - che i 650 milioni di euro iniziali sono già lievitati a oltre 800 milioni di euro a cui si aggiungono, settimana dopo settimana, altre spese, continui ritardi, i costi dell’inefficienza e, oggi, anche le spese dell’organizzazione della propaganda elettorale della Meloni, a partire dalla passarella di oggi”.
La presidente Meloni va in Albania tre giorni prima del voto delle Europee a inaugurare una cosa che non c'è. E prova pure a nascondere le immagini del nulla che c'è a Gjadër, che per lei sono imbarazzanti. Basterebbe solo questo per dimostrare che l'accordo con l'Albania è solo uno spot elettorale a spese degli italiani e sulla pelle dei migranti. Complimenti Giorgia!
Così il deputato dem Matteo Mauri, responsabile sicurezza nazionale del Pd ed ex viceministro dell'Interno.
“In occasione del 210° anniversario dei Carabinieri, vorrei ringraziare a nome del Partito Democratico le donne e gli uomini dell'Arma, per l’impegno e l'abnegazione con cui svolgono quotidianamente i propri compiti di difesa e sicurezza in Patria e all'estero.
Un pensiero riconoscente va oggi alle numerose vittime cadute nello svolgimento del proprio dovere. Il coraggio e lo spirito di sacrificio sono e rimarranno un esempio per tutte le generazioni”. Così in una nota il deputato democratico, ex viceministro dell’Interno, Matteo Mauri.
“La Presidente Meloni ha qualche problema con i numeri quando si tratta di migranti. Dopo aver clamorosamente sbagliato di molti mesi la previsione dei tempi di apertura del centro in Albania adesso prova a fare il gioco delle tre carte sui numeri degli arrivi dei migranti. Oggi annuncia con aria trionfante che gli arrivi irregolari via mare sono diminuiti del 60% rispetto al 2023, anno in cui lei era già al Governo.
Peccato che si "dimentichi" di dire che i dati dei primi cinque mesi del 2024 (21.574 arrivi) sono però più alti di quelli dello stesso periodo del 2022 (20.154). E cioè di quando lei era all'opposizione, a Palazzo Chigi c'era Draghi e al Viminale c'era Luciana Lamorgese. E soprattutto la Presidente Meloni si dimentica di dire che i dati di quest'anno sono molto più alti di quelli dello stesso periodo del 2021 (14.687). Nello specifico i dati attuali sono il 47% più alti del 2021 quando al Viminale c'era Luciana Lamorgese. Che Giorgia Meloni, da capo dell'opposizione, attaccava quotidianamente, chiedendone le dimissioni in modo immotivato, vergognoso e strumentale. Se la Presidente Meloni dovesse usare per se stessa gli stessi parametri avrebbe tutti gli argomenti per chiedere le dimissioni immediate anche di se stessa” così il responsabile sicurezza del Pd, ex vice ministro dell’Interno, Matteo Mauri.
“L'emendamento della Lega che sottrae al Pubblico Ministero la possibilità di indagare sull'uso illegittimo delle armi è una delle tante norme scandalose che la destra vuole far passare con questo ddl. Una norma palesemente incostituzionale che contrasteremo in parlamento”. Così il responsabile Sicurezza del Pd, ex viceministro dell'Interno, Matteo Mauri.
“Invece di provare a trasformare l'Avvocatura dello Stato in una corpo di indagine giudiziaria solo per la Polizia, il governo pensi a pagare gli straordinari alle Forze dell'Ordine, fermi da 20 mesi, e a come aumentare il numero degli agenti. Questa è l'ennesima legge che non fa altro che inventare nuovi reati e aumentare le pene, senza mettere un solo in più euro. La vuota propaganda viene elevata a sistema", conclude.
Esprimiamo profondo cordoglio per la tragedia che oggi ha colpito tre giovani militari della Guardia di Finanza in Valtellina.
E vogliamo esprimere la nostra più sincera vicinanza alle famiglie e ai colleghi dei giovani che hanno perso la vita durante un’esercitazione in montagna. A loro va la nostra gratitudine per il prezioso servizio prestato da questo corpo nell’opera di soccorso e assistenza in contesti difficili.
Così il deputato dem Matteo Mauri, responsabile sicurezza nazionale del Pd ed ex viceministro dell'Interno.
“Siamo rimasti molto sorpresi nell’apprendere, dal resoconto della prima commissione del Senato, che il presidente Balboni ha detto che alla Camera ci sarebbe stata un’intesa con le opposizioni per accelerare l’esame del ddl cybersicurezza al Senato. Non abbiamo fatto alcun accordo di questo tipo: la nostra astensione alla camera non era un via libera indiscriminato al testo, anche perché riteniamo inaccettabile il fatto che su un tema così delicato per l'Italia il Governo non abbia messo nemmeno un euro”, così il deputato democratico Vicepresidente della commissione affari costituzionali della camera, Matteo Mauri.
“Siamo andati in Albania come delegazione PD per svelare il bluff della presidente Meloni che ha provato a costruire un centro per migranti in Albania prima della fine della campagna elettorale per le europee con evidenti finalità politiche ed elettorali. Noi abbiamo fatto più di un servizio pubblico dimostrando che questo era solo un bluff dimostrando tutta la strumentalità di questa destra”. Lo ha detto MATTEO MAURI deputato e responsabile sicurezza del PD a margine della conferenza stampa PD ‘Fermiamo l’accordo Italia-Albania’.
L’accordo Italia-Albania sui migranti, voluto dal Governo Meloni e venduto al Paese come la soluzione di tutti i problemi, è un bluff. Secondo la propaganda della destra doveva essere operativo dal 20 maggio. Oggi, 22 maggio, una delegazione di deputati del Pd si è recata in Albania dove ha constatato che nei luoghi destinati alla costruzione dei centri migranti ci sono solo ruspe. I dettagli del blitz verranno resi noti domani in una conferenza stampa a cui parteciperanno la capogruppo democratica, Chiara Braga e i 4 deputati della delegazione, Simona Bonafè, Enzo Amendola, Matteo Mauri e Mattero Orfini.
“800 milioni di euro di fallimento elettorale. Chiediamo che questi fondi siano ritirati e destinati alla sanità pubblica per potenziare il sistema sanitario nazionale, come previsto dalla legge Schlein” dichiarano i dem.La conferenza stampa si terrà domani, 23 maggio alle ore 12 presso la sala Berlinguer del gruppo del Pd della Camera.
Ingresso Via Uffici del Vicario 21.
È necessario inviare un accredito all’indirizzo pd.ufficiostampa@camera.it
“Il nostro giudizio sul comportamento del governo sul ddl Cybersicurezza non può che essere molto negativo. Primo perché per rafforzare le capacità difensive dell'Italia contro gli attacchi informatici il governo non stanzia nemmeno un euro dal bilancio dello Stato e stabilisce molti obblighi per Enti Locali e aziende, prevedendo multe salatissime. È una scelta assurda per un obiettivo così strategico. Abbiamo provato fin da subito a far aprire i cordoni della borsa ma abbiamo sempre trovato un muro di gomma. Siamo molto stupiti che una figura di primissimo piano come il sottosegretario Mantovano non abbia usato il suo peso politico per fare l'unica cosa utile al Mef, cioè mettere i soldi. Secondo, siamo molto critici per come il governo si è comportato con l'opposizione. Una legge come questa avrebbe potuto essere un terreno di collaborazione nell'interesse collettivo e su un obiettivo condiviso. Sembrava possibile all'inizio dell'iter alla Camera. Peccato che poi il governo abbia dimostrato ancora una volta che 'il lupo perde il pelo ma non il vizio' e ha trasformato una legge importante nell'ennesimo spot elettorale a favore delle telecamere del prossimo G7 e delle elezioni. Emendamenti dell'opposizione approvati all'unanimità in commissione sono stati bocciati in Aula, disponibilità data e poi negata sulla possibile riformulazione di alcuni testi. La solita logica emergenziale usata per tagliare i tempi. Ci siamo trovati di fronte a un governo che non si è fatto scrupolo di travolgere il percorso democratico parlamentare. Un governo che non risponde nemmeno di se stesso. Questo è il punto reale, un governo che non è in grado nemmeno di aprire un’interlocuzione seria con l'opposizione e lo fa solo per propaganda”. Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato dem Matteo Mauri, vicepresidente della commissione Affari costituzionali, annunciando il voto di astensione del Gruppo Pd al ddl sulla cybersicurezza.
“In Italia – ha concluso Mauri – c’è il G7 e uno degli argomenti principali sarà la cybersicurezza e il poter dire ‘il governo Meloni per la prima volta ha messo mano al tema della cybersicurezza’ ma non è vero niente, non nasce sempre tutto con voi. Voi avete fatto solo il minimo sindacale, la verità è che si perde una grande occasione perché non avete stanziato le risorse necessarie. Voi pretendete che soggetti che fino a ieri non avevano fatto niente e a cui non era stato chiesto di fare niente da domani mattina siano i campioni della cybericurezza a costo zero. Questa è inaccettabile. Ma noi ci teniamo al Paese e cerchiamo di essere responsabili e vogliamo dare un segnale positivo e di disponibilità, però questo segnale non può continuamente cadere nel vuoto. E dopo le forzature sull’Autonomia, speriamo queste parole possano far riflettere in maniera più attenta chi, al governo, ha veramente il potere di decidere le cose”.