“Oggi il Ministro Piantedosi utilizza i canali social per annunciare un bando per ispettori superiori della polizia. E prova a vendere la cosa come se fosse un aumento straordinario degli organici.
Peccato che in realtà si tratta solo di posti per chi è già nelle forze dell’ordine. Niente di più che ordinaria amministrazione, nessun nuovo agente arriverà sulle strade.
E non a caso il Ministro dell'Interno lo fa proprio il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto sicurezza, che non contiene il tanto richiesto piano straordinario di assunzioni per le forze di polizia. Siamo al gioco delle tre carte, ai trucchetti di bassa lega per nascondere la realtà: con il Governo Meloni, gli agenti di polizia diminuiscono di ameno 1.000 all'anno, non aumentano di certo, e la sicurezza dei cittadini resta indietro.”
Così Matteo Mauri, deputato e responsabile sicurezza del Pd.
“Questo ennesimo decreto Sicurezza non affronta i problemi reali del Paese e non dà alcuna risposta concreta alle legittime richieste dei cittadini e dei territori. Sono misure esclusivamente propagandistiche, pensate per strizzare l’occhio a chi è allergico al dissenso. La verità è che al di là degli annunci di Meloni, Salvini e Piantedosi, non esiste alcun piano straordinario di assunzioni nelle forze di polizia né un rafforzamento strutturale degli organici. Il risultato è paradossale: da quando la destra è al governo, ogni anno perdiamo almeno mille agenti della Polizia a causa dei pensionamenti, di una gestione inefficace del turn over e della mancanza di investimenti nelle scuole di Polizia”.
Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito Democratico. “Le misure messe in campo sono gravemente insufficienti e non sono in grado di rimediare ai drammatici tagli che le manovre del governo hanno apportato alle politiche sociali dei Comuni. Sindaci e amministratori locali denunciano una progressiva riduzione di fondi e dei presìdi di sicurezza, mentre agli uomini e alle donne in divisa si chiedono sempre più compiti senza garantire adeguate assunzioni, mezzi, risorse economiche e valorizzazione salariale. Non si può continuare a pretendere di più da chi ogni giorno garantisce la sicurezza del Paese senza investire davvero sulle risorse umane e materiali necessarie. La sicurezza non si costruisce con la propaganda, ma con scelte strutturali, programmazione e investimenti seri” conclude Mauri.
“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Il ministro Antonio Tajani continua a non comprendere che qui non è in discussione il rispetto per la Polizia, che nessuno ha mai messo in dubbio.
Il punto è un altro: autorevoli esponenti della maggioranza e del governo, a partire dal vicepremier Matteo Salvini, hanno utilizzato un drammatico fatto di cronaca per attaccare le opposizioni e alimentare una contrapposizione artificiale tra chi starebbe dalla parte delle forze dell’ordine e chi no. Una forzatura grave, che divide il Paese invece di unirlo.
Perchè Tajani invece che provare adesso ad accusare l'opposizione di un'inesistente strumentalizzazione non ha condannato con la stessa solerzia la vera strumentalizzazione degli scorse settimane di Salvini e Meloni?
Continuare con questo atteggiamento significa sottrarsi al merito della questione e rifugiarsi nella propaganda. Un atteggiamento che, più che da uomo delle istituzioni, appare da polemista in cerca di qualche minuto di visibilità. Visto che Meloni e Salvini tacciono Tajani dovrebbe dimostrare un po’ di autonomia politica e sentire la responsabilità del ruolo che ricopree chiedere scusa a
nome del governo” così il responsabile sicurezza del Pd, il deputato democratico Matteo Mauri replica al ministro Tajani.
“Quanto accaduto è stato oggetto di una vergognosa strumentalizzazione politica da parte di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni.
Di fronte a una vicenda drammatica, con un’indagine ancora in corso e una comunità scossa, hanno scelto di usare quelle ore per raccogliere consenso, per piegare i fatti alla propaganda, per marcare una presunta superiorità nel sostegno alle forze dell’ordine o per alimentare una battaglia politica legata al referendum. Questo è inaccettabile. Le forze dell’ordine si difendono davvero sostenendo chi opera ogni giorno con dignità, professionalità e rispetto della legge. Non si difendono con la propaganda o presentando norme sbagliate come “scudo penale”, che rischiano invece di isolare proprio quegli operatori corretti che si vorrebbe tutelare.
Se c’è rispetto per le istituzioni e per il lavoro della magistratura, Salvini deve chiedere scusa e ritirare il decreto sicurezza e quelle norme che sono state utilizzate come bandiera ideologica. La sicurezza non si costruisce contrapponendo le istituzioni tra loro né mettendo in discussione l’equilibrio tra poteri dello Stato. Ancora una volta assistiamo a un governo che usa le istituzioni come palcoscenico elettorale, alimentando divisioni invece di rafforzare la coesione e la fiducia dei cittadini.”. Così Matteo Mauri Responsabile Sicurezza e deputato del Partito Democratico intervenendo in aula alla camera.
"Il ministro Piantedosi ha sostenuto oggi che ci sarebbero 'tentativi disperati dei magistrati di minare la credibilità del governo'. A noi sembra evidente esattamente il contrario. E cioè che ci sono in campo tentativi disperati del governo di minare la credibilità dei magistrati. Una cosa ancora più inaccettabile se messa in campo dai ministri dell'Interno e della Giustizia, che dovrebbero avere a cuore più di altri la difesa di tutte le Istituzioni della Repubblica e l'indipendenza dei poteri democratici.
Siamo difronte a un atteggiamento irresponsabile e pericoloso per la tenuta democratica del Paese". Lo dichiara il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, in risposta alle dichiarazioni del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi all’evento “Non c’è sicurezza senza giustizia”.
"La verità – sottolinea l’esponente dem – è che il fallimento conclamato di questo governo sulla sicurezza lo spinge a cercare rifugio nel solito, logoro cavallo di battaglia dell'immigrazione, criminalizzando in un sol colpo stranieri e magistrati. I decreti sulla sicurezza e sull'immigrazione di cui si vanta Piantedosi sono solo provvedimenti demagogici e strumentali, che producono effetti reali contrari agli interessi dei cittadini onesti".
"Ai cittadini - conclude Mauri - non servono proclami e attacchi alle istituzioni. Servono politiche serie, concrete e rispettose dello Stato di diritto. Su questo il governo Meloni continua a rappresentare il problema e non la soluzione".
“Le parole del Comandante generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, sulla grave carenza di organico che affligge l’Arma, sono chiare e preoccupanti. Un sotto organico di oltre 10 mila unità compromette la piena operatività dell’Arma e, come ha evidenziato lo stesso Comandante generale, condiziona le unità operative di tutte le organizzazioni funzionali, già oggi chiamate a sostenere un carico di lavoro molto rilevante e in costante crescita". Lo dichiara il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.
“È esattamente ciò che denunciamo da tempo: la riduzione di personale nelle Forze dell’Ordine, che - prosegue l’esponente dem - negli ultimi anni si è aggravata e riguarda non solo i Carabinieri, ma anche la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza e la Polizia Penitenziaria. Lo facciamo perché siamo seriamente preoccupati per l’efficienza delle nostre forze di polizia, per le condizioni di lavoro degli operatori e per la crescente domanda di sicurezza che arriva dai cittadini”.
«Purtroppo il governo Meloni – conclude Mauri – continua a fare tante promesse al comparto sicurezza, ma non ne mantiene nessuna. Di fronte a parole così autorevoli non c’è stato alcun segnale di ravvedimento dal governo, solo fastidio. Lo stesso atteggiamento che questo esecutivo riserva a chiunque abbia il coraggio di dire la verità. Meloni ignora addirittura l'allarme accorato lanciato dal Comandante dei Carabinieri”.
“Sulla sicurezza siamo di fronte al fallimento del governo Meloni, non perché lo dice il Partito Democratico, ma perché lo dicono i cittadini. Il senso di insicurezza cresce, mentre si moltiplicano episodi violenti e reati predatori che incidono direttamente sulla vita delle persone. Eventi come il recente attacco al portavalori sulla superstrada di Brindisi hanno avuto un impatto emotivo fortissimo e rappresentano solo la punta dell’iceberg di un problema più ampio”. Lo dichiara il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.
“Il governo – prosegue l’esponente dem - continua a predicare sicurezza, ma nei fatti non mette in campo le scelte strutturali necessarie. Di fronte alle difficoltà, l’unica risposta sembra essere la produzione continua di decreti legge presentati mediaticamente, spesso senza nemmeno testi ufficiali pubblicati. Si tratta di un racconto costruito solo per esigenze di propaganda e non per affrontare seriamente le criticità del sistema sicurezza. La priorità dovrebbe essere chiara: occorre intervenire sugli organici delle forze dell’ordine. In questi anni, e in particolare durante il governo Meloni, assistiamo a una riduzione significativa del personale, con migliaia di agenti in meno, soprattutto nella Polizia di Stato”.
“Le assunzioni rivendicate dall’esecutivo – conclude Mauri - non rappresentano un reale potenziamento, ma servono in larga parte a sostituire chi va in pensione, e spesso nemmeno integralmente. Il paradosso è evidente: si chiedono sempre più compiti e funzioni alle forze dell’ordine, senza rafforzarne adeguatamente le strutture e le risorse umane. È un atteggiamento irresponsabile che non va nell’interesse dei cittadini né degli operatori della sicurezza. Servono investimenti veri, programmazione e scelte coerenti, non slogan”.
“Salvini evoca il far-west, ma il suo governo non fa niente per potenziare gli organici della polizia. L'assalto di questa mattina al portavalori sulla superstrada Brindisi-Lecce è stato un fatto gravissimo. Le immagini rimandano immediatamente alla mente le scene drammatiche di un film. Con la grande differenza che la paura che ha attraversato chi è stato suo malgrado testimone è stata paura vera. Ed è la stessa che si vive sempre più spesso in molte Regioni italiane e in quel territorio, particolarmente preso di mira in questi ultimi anni. Come ha più volte denunciato il deputato democratico Stefanazzi depositando 11 interrogazioni rivolte al Ministro Piantedosi, ma rimaste tutte senza risposta. In questa occasione fortunatamente non ci sono state vittime. Ma sarebbe bastato pochissimo per trovarsi di fronte a una tragedia. Basta vedere i fori di proiettile che hanno perforato il parabrezza della macchina dei Carabinieri che sono coraggiosamente intervenuti. A loro va il nostro plauso e il nostro sincero ringraziamento per il lavoro quotidiano a difesa dei cittadini e la determinazione con cui hanno affrontato il pericolo”. Così il responsabile sicurezza del Pd, il deputato Matteo Mauri che sottolinea come sia “fondamentale rafforzare gli organici delle forze di polizia per garantire un adeguato presidio del territorio e il potenziamento dei reparti investigativi”.
“Il Partito Democratico condanna sempre le violenze, le aggressioni alle forze dell'ordine e gli atti vandalici. Così come abbiamo fatto anche in occasione dei disordini durante la recente contestazione contro le Olimpiadi.
Certi esponenti di destra sembrano più interessati a informarsi sulle nostre prese di posizione piuttosto che a garantire risultati sulla sicurezza. Un tema su cui evidentemente questa destra si sente in difetto perchè ha fallito, troppo impegnata a sfornare slogan invece che a produrre risulrati”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Pd.
“Le dichiarazioni del ministro dell’Interno sulle manifestazioni di sabato scorso a Torino sono inaccettabili. È grave e irresponsabile l’accusa secondo cui chi ha manifestato avrebbe coperto i violenti”. Lo afferma Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.
“Il ministro – sottolinea l’esponente dem – invece di venire in Parlamento e provare ad aprire un dialogo, anche con le opposizioni, dimostrando responsabilità, ha scelto ancora una volta la propaganda, strumentalizzando fatti gravissimi per portare acqua al mulino del governo. È inaccettabile pensare di criminalizzare decine di migliaia di persone per colpa di scontri provocati da minoranze ben identificate e organizzate, che nulla hanno a che fare con il diritto di manifestare. Mettere insieme chi manifesta pacificamente con chi compie violenze, attacca le forze dell’ordine, la città e persino i giornalisti, significa confondere deliberatamente due piani che non c’entrano nulla e, soprattutto, vuol dire minare in profondità un diritto sacrosanto garantito dalla Costituzione, l’articolo 17, che tutela il diritto di manifestare e di esprimere dissenso”.
“Se si sommano tutti questi segnali – conclude Mauri – emerge un quadro preoccupante di un governo in difficoltà su più fronti che, proprio perché in difficoltà, diventa più pericoloso. La sicurezza, che doveva essere un punto di forza, si sta rivelando uno dei punti deboli di questo esecutivo. Si restringono gli spazi democratici, si alimenta il conflitto e si continua a intervenire solo con nuove norme penali e l’inasprimento delle pene, senza incidere sui problemi reali. Da anni chiediamo più risorse per le forze dell’ordine, organici adeguati, stipendi migliori per polizia, carabinieri e guardia di finanza. Di fronte a questo, il governo preferisce misure utili solo ai titoli dei giornali, che non spostano di un millimetro la realtà”.
“L’attacco hacker che ha paralizzato l’Università La Sapienza, con il ricatto di un ransomware e la potenziale perdita di dati sensibili di migliaia di studenti e docenti, è l'ennesimo segnale d'allarme di una vulnerabilità nazionale non più tollerabile. Mentre le nostre infrastrutture critiche sono sotto scacco di crew criminali, spesso legate a dinamiche geopolitiche filorusse, il Governo continua a mostrare una preoccupante disattenzione, limitandosi a rincorrere le emergenze senza una visione d'insieme. Abbiamo depositato un'interrogazione urgente al Ministro dell'Interno per sapere come intenda affrontare questa crisi specifica e quali misure intenda finalmente attivare per proteggere il patrimonio digitale del Paese.”
“Non possiamo permettere che la sicurezza nazionale sia lasciata al caso o alla tempestività dei tecnici dell’ACN e della Polizia Postale, ai quali va il nostro ringraziamento. Il Gruppo Pd ha indicato da tempo la strada con la proposta di legge AC 2318 per una strategia nazionale di contrasto agli attacchi estorsivi, ma il silenzio dell’Esecutivo su questo fronte è assordante. È tempo che la maggioranza smetta di ignorare le nostre proposte e investa seriamente nella prevenzione e nella resilienza cibernetica: proteggere i dati della più grande università d'Europa significa proteggere la libertà e la privacy di tutti i cittadini.”
Così Andrea Casu, deputato del Partito Democratico e vice presidente della Commissione Trasporti e Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.
"Ho sperato fino all'ultimo di sentire dal ministro Piantedosi parole di responsabilità, ma quello che abbiamo ascoltato è solo propaganda. La maggioranza è già in campagna elettorale e strumentalizza un fatto gravissimo da condannare. Un fatto che nulla ha a che vedere con quei 20 mila manifestanti scesi in piazza per manifestare in modo pacifico, così come previsto dall'articolo 17 della nostra Costituzione. E voglio esprimere in quest'Aula tutta la mia vicinanza e solidarietà a quegli uomini e donne in divisa che si sono sacrificati per far rispettare quelle libertà fondamentali, quel diritto, il diritto al dissenso, in sicurezza. E sì, dissenso anche a questo Governo. Diritti che questo governo mette in dubbio ogni giorno. Il ministro oggi in quest'Aula ha disegnato tutte quelle 20 mila persone come se fossero dei delinquenti, tutti raccontati come fossero criminali. Lì c'erano decine e centinaia di persone normali che lottavano per le proprie idee. Il governo vuole strumentalizzare le manifestazioni indette in modo pacifico e questo non lo accettiamo". Lo ha detto in Aula Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Pd, a proposito dell’informativa alla Camera del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
“È vergognoso strumentalizzare le gravissime aggressioni di Torino alle nostre Forze dell'Ordine per costruire un’attacco politico immotivato contro il sindaco Lo Russo. A maggior ragione quando gli agenti feriti sono ancora in ospedale”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, commentando le dichiarazioni del ministro Paolo Zangrillo.
“Di fronte alle aggressioni criminali alle forze dell’ordine - sottolinea l’esponente dem - serve una condanna collettiva e unità delle istituzioni. Usarle per colpire politicamente un’amministrazione locale è scorretto e irresponsabile. Il sindaco Lo Russo ha sempre tenuto una linea chiara di difesa della legalità, di promozione del bene pubblico e di sostegno alle forze dell’ordine. Metterlo sotto accusa significa distorcere i fatti e alimentare una polemica che non aiuta né la sicurezza né la città”.
“Zangrillo - conclude Mauri - pensi piuttosto a fare il suo mestiere, che non sta facendo bene, invece di spiegare agli altri cosa dovrebbero fare. In momenti come questi servirebbe responsabilità istituzionale e fronte comune contro ogni forma di violenza, non propaganda politica sulla pelle degli agenti”.
“Le aggressioni premeditate di ieri a Torino contro le nostre forze dell’ordine da parte di gruppi organizzati sono assolutamente inaccettabili”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.
“Ai poliziotti va tutto il nostro sostegno e la nostra vicinanza”, aggiunge il deputato dem, sottolineando la gravità degli episodi avvenuti nel capoluogo piemontese.
“Ora bisogna rinforzare gli organici e non lasciarli soli”, conclude Mauri.
“Le parole del ministro Tajani sull’ICE sono più rivelatrici di quanto sembri. Quando afferma che gli agenti dell’ICE in Italia “non scenderanno in tuta da combattimento” e che quindi “non c’è pericolo per la democrazia”, ammette implicitamente che negli Stati Uniti quel pericolo esiste”. Lo dichiara Matteo Mauri, responsabile sicurezza del Partito Democratico e deputato PD. “L’ICE, milizia alle dirette dipendenze del presidente Trump, è oggi un grave problema democratico nelle strade americane. Proprio per questo il governo italiano non può limitarsi a minimizzare: Tajani convinca Meloni a prendere chiaramente le distanze dalla deriva autoritaria che gli Stati Uniti stanno attraversando e contribuisca a allontanare ogni imitazione che alcuni esponenti leghisti di maggioranza vorrebbero importare nel nostro paese”. Così Matteo Mauri Responsabile Sicurezza PD – Deputato PD.