“Il drastico calo della fiducia di famiglie ed imprese ad agosto come evidenziato dall’Istat dovrebbe essere un campanello per il Governo, che invece di perdere tempo a litigare e discutere sul nulla assoluto, dovrebbe stanziare risorse e varare provvedimenti e misure di contrasto”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive di Montecitorio, che aggiunge: “Troppi rincari a partire dal costo della benzina. Ci auguriamo che il Governo intervenga subito perché famiglie e imprese faticano ad arrivare a fine mese”.
“Ancora una volta, anche in questo nostro secondo question time, il governo non è stato in grado di dare le risposte che la città di Taranto, i lavoratori del sito produttivo dell’Ex Ilva e più in generale la filiera dell’acciaio, attendevano. Tolta la riproposizione dello sbandierato tavolo di coordinamento per un nuovo accordo di programma, continuiamo a non ricevere dal governo nessuna notizia su quali siano le intenzioni della multinazionale Arcelor Mittal, che ha ricevuto risorse e garanzie ma non presenta alcun piano industriale. Nulla di concreto sugli investimenti per la decarbonizzazione dell’impianto, per il riequilibrio nella governance e per l’accelerazione nella ricerca di un partner industriale. Nulla sui passi concreti per la riconversione del sito produttivo per renderlo la più grande acciaieria verde d’Europa, o sulle iniziative per il rilancio del territorio, tra cui il Porto, il parco eolico offshore e gli altri insediamenti industriali. Nulla sulla rinascita economica, sociale e ambientale di Taranto, e sui livelli occupazionali, attraverso scelte da compiere con il pieno coinvolgimento del territorio, delle parti sociali, dei lavoratori e delle famiglie. Nulla di tutto questo, mentre una cosa è certa: in Aula ci batteremo con determinazione per dare un futuro a Taranto e al progetto finalizzato alla produzione dell’acciao verde”.
Lo dichiarano i deputati democratici della commissione Attività produttive, Andrea Orlando e Vinicio Peluffo, in occasione del question time con la sottosegretaria al Mimit, Fausta Bergamotto.
“Grazie all’azione politica del Pd ed in particolare dell’eurodeputata Patrizia Toia, relatrice del provvedimento, sono state inserite alcune deroghe al regolamento comunitario sui divieti di imballaggio monouso a salvaguardia soprattutto della filiera agricola e del settore della ristorazione. Vengono quindi recepite, a livello europeo, le indicazioni che avevamo espresso anche in sede parlamentare e che rappresentano una sintesi virtuosa tra salvaguardia dell’ambiente e tutela delle attività economiche: a testimonianza che la concertazione nel merito porta a risultati, a differenza del muro contro muro ideologico utilizzato dalla destra che non porta a niente”.
Lo dichiarano i deputati Marco Simiani e Vinicio Peluffo, rispettivamente capigruppo del Partito Democratico nelle commissioni Ambiente e Attività produttive.
“Dichiaro il voto di astensione del Gruppo del Pd. Questo intervento era richiesto da tempo ed è diventato di stretta attualità perché inserito nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Un intervento talmente urgente che quest’Aula lo scorso 31 maggio è stata chiamata a votare la richiesta del governo della dichiarazione di urgenza per il disegno di legge. Poi, evidentemente, il governo e la maggioranza si sono dimenticati di questa urgenza, visto che è stato scavalcato da numerosi altri provvedimenti, dimostrando ancora una volta che, per voi colleghi della maggioranza, c’è sempre qualcosa di più urgente dell’attuazione del Pnrr”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività Produttiva, durante le dichiarazioni di voto sul disegno di legge che modifica il codice della proprietà industriale.
“Questo disegno di legge – ha concluso Peluffo - è l’ennesima occasione mancata, c’erano tutte le condizioni per un voto comune. Abbiamo presentato pochi e qualificati emendamenti chiedendo, tra l’altro, che la disposizione che stabilisce che i diritti nascenti dall’invenzione spettino alla struttura di appartenenza dell’inventore non si applichi quando l'invenzione industriale è fatta da studenti o da ricercatori e che la tempistica di deposito dell'invenzione e dell'istruttoria venisse dimezzata. Ricordo che nel caso in cui l’Università non optasse per la protezione dell’invenzione industriale, nulla è previsto per quanto riguarda i tempi che il ricercatore deve utilizzare per presentare la domanda, mettendo lo studente in una condizione di completa dipendenza e incertezza. Tutte le nostre proposte sono state bocciate. Gli argomenti e lo spazio per migliorare il testo c’erano ed è la maggioranza che non ha voluto adoperarli. Nonostante questo atteggiamento sbagliato il provvedimento rimane una necessaria riforma prevista dal Pnrr”.
“Le risorse per la metrotranvia Milano-Limbiate ancora non ci sono. Un intero territorio resta ancora in balìa delle incertezze del governo. Da tempo stiamo sollecitando il governo e il Ministro delle Infrastrutture della necessità di risorse per il completamento del progetto, alla luce dell’aumento dei costi. A specifica interrogazione parlamentare, oggi il sottosegretario Ferrante non ha saputo fornire indicazioni certe sull’opera, con l’unico risultato di bloccare la sua realizzazione. Al Governo chiediamo azioni concrete. Il tempo delle promesse è finito”.
Lo dichiarano i parlamentari Pd Silvia Roggiani, Vinicio Peluffo e Matteo Mauri.
“La piccola macchina del fango che Fratelli d'Italia sta cercando di attivare a seguito della drammatica tragedia che ha riguardato gli ospiti della Casa di riposo di via dei Cinquecento è davvero sconcertante. In momenti di dolore e lutto come questi dovremmo tutti stare in silenzio e semmai aiutare la magistratura ad accertare le responsabilità. Ci vediamo invece costretti a intervenire di fronte al grave rovesciamento della verità. L'onorevole De Corato ha infatti attaccato l'esternalizzazione delle 5 Rsa del Comune di Milano attribuendo la cosa Beppe Sala e Pierfrancesco Majorino. Oggi lo ha ripreso perfino il senatore Gasparri. La cosa sconcertante è che l'esternalizzazione delle RSA è del 2008, ed è stata votata dalla Giunta Moratti, il 21 novembre 2008 presenti al voto alcuni esponenti di Fratelli d’Italia tra cui proprio De Corato. Tale manovra peraltro si è realizzata (e non poteva peraltro essere altrimenti) in coerenza con le regole definite da Regione Lombardia, storicamente governata dalla destra”. Così il deputato democratico Vinicio Peluffo, segretario regionale Pd Lombardia.
"Chiediamo alla Dirigenza RAI, alla luce delle dichiarazioni sessiste e discriminatorie a mezzo stampa del giornalista Filippo Facci, se ritenga ancora opportuno affidare una trasmissione televisiva al giornalista in questione, il cui comportamento è in aperta violazione e negazione delle responsabilità e dei compiti propri del servizio pubblico radiotelevisivo. Chiediamo inoltre se non sia opportuno interrompere ogni forma contrattuale e di collaborazione con Facci". E' quanto chiedono i parlamentari Pd Graziano, Bakkali, Furlan, Nicita, Peluffo, Stumpo, Verducci della commissione di Vigilanza sulla Rai in una interrogazione all'amministratore delegato della Rai, Roberto Sergio.
"Il caso di cronaca che vede coinvolto il figlio del Presidente del Senato La Russa per presunta violenza sessuale ai danni di una ragazza ha suscitato oggettivo sconcerto proprio per le argomentazioni utilizzate dal giornalista a difesa del ragazzo; frasi e argomentazioni discriminatorie nei confronti di una ragazza, già presunta vittima di stupro. Ancor più grave è che lo spazio dedicato al giornalista sarebbe la striscia quotidiana di 5 minuti prima del tg2 delle ore 13", spiegano i parlamentari.
"Il profilo del giornalista non è nuovo ad azioni e considerazioni che vanno ben oltre la provocazione intellettuale e che lo rendono non compatibile con il servizio pubblico, per questo chiediamo un intervento urgente della dirigenza Rai", concludono i parlamentari dem.
La persistente smania della destra di scaricare i propri fallimenti sull’Europa, con la premier Meloni che oggi in Aula si è scagliata contro la Bce, ha bruciato la forza negazionale del governo nella trattativa che dovrà portare avanti sul regolamento europeo degli imballaggi. Gli obiettivi del regolamento sono, infatti, condivisibili ma il testo proposto dalla Commissione europea deve essere modificato nel confronto con il Parlamento europeo e con i governi nazionali.
Il nostro Paese ha sviluppato un sistema di trattamento dei rifiuti da imballaggio in grado di conseguire, con molti anni di anticipo, gli obiettivi europei di riciclo fissati per il 2025 e per il 2030 e che opera su tutti i materiali di imballaggio, compresi i rifiuti di imballaggio in bioplastica compostabile raccolti assieme all’umido domestico. L’attuale versione del regolamento rischia di penalizzare fortemente, con gravi ricadute economiche ed occupazionali, circa 800.000 aziende attualmente attive nel settore degli imballaggi con oltre 6,3 milioni di dipendenti ed un fatturato di circa 2.000 miliardi di euro. Proprio per scongiurare questo scenario abbiamo bisogno di un governo serio e credibile, in grado di costruire alleanze a livello europeo per difendere al meglio gli interessi del Paese e non di una maggioranza divisa e in confusione che per dare retta alla propria propaganda condanna un intero settore.
Così Vinicio Peluffo e Marco Simiani, rispettivamente capogruppo Pd in commissione Attività produttive e Ambiente della Camera.
Mi chiedo come possa la ministra Santanchè, che dovrebbe rappresentare l’Italia nel mondo e l’eccellenza del nostro Paese, continuare a ricoprire quel ruolo con le pesanti ombre che si addensano sui suoi affari societari. La presidente Meloni venga immediatamente in Aula per chiarire i dettagli di una vicenda francamente inaccettabile per un ministro del governo.
Così Vinicio Peluffo, capogruppo del Pd in commissione Attività produttive della Camera.
“Governo e maggioranza hanno bocciato in commissione due emendamenti, a mia prima firma, al decreto Enti pubblici in materia di bonus 110 per cento per le case popolari. Gli emendamenti miravano a prorogare l’utilizzo del superbonus fino al 31 dicembre 2024, invece del 31 dicembre 2023 come fissato dal governo, per tutti quei lavori che non abbiano ottenuto almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo entro il 30 giugno 2023”. Lo dichiara il deputato dem Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive.
“Questi emendamenti – conclude Peluffo - evitano che si sprechi l’ennesima occasione per riqualificare il grande patrimonio edilizio pubblico, che storicamente soffre della mancanza cronica di risorse da cui deriva la difficoltà di efficientare gli immobili popolari destinate alle fasce più deboli della popolazione urbana. A tal proposito, stride l’approvazione di un Ordine del giorno al decreto Milleproroghe che andava nella stessa direzione degli emendamenti bocciati. E’ ora che il governo la finisca di penalizzare chi non ce la fa ad arrivare alla quarta settimana e torni indietro sui suoi passi”.
Ancora una mancata risposta da parte del governo, prima in Aula e poi in commissione, alle esigenze delle imprese, soprattutto quelle gasivore. Abbiamo chiesto al governo di fare presto, di mettere a terra senza ulteriori ritardi la “gas release”, misura decisa dal precedente esecutivo che prevede che il gas prodotto da titolari di concessioni di coltivazione nella terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale nazionale sia acquistato – sulla base di contratti di acquisto di lungo termine – dal GSE, il quale a sua volta offre, allo stesso prezzo di acquisto, i diritti sul gas così acquisiti ai clienti finali industriali a forte consumo di gas.
La crisi energetica degli ultimi anni e la conseguente volatilità dei prezzi energetici con la guerra in Ucraina hanno creato grosse difficoltà al mondo industriale. Le imprese ad elevato utilizzo di gas naturale, in mancanza di alternative tecnologiche disponibili, hanno avvertito in maniera più significativa queste difficoltà. È dunque strategica l’attuazione del ‘gas release’, per la quale sarebbe necessario rivedere il meccanismo di prezzo previsto inizialmente, visto che gli scenari di prezzo sono cambiati numerose volte ed in modo significativo da agosto dell’anno scorso ad oggi. Tuttavia il governo compra tempo col pretesto di approfondire e valutare proposte di modifica, ma è del tutto evidente che non ci sia la volontà di portare avanti questa misura e dare così risposte adeguate alle imprese.
Così Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera.
"Il ministro Fitto via Twitter ci informa che "Il 18 maggio è iniziato il confronto con Commissione #UE tramite l’invio di schede descrittive del nuovo Capitolo #REPowerEU nazionale, per verificare l’ammissibilità degli interventi". Un modo di procedere inaccettabile con il quale veniamo a aspere di una trattativa che che riguarda ben 2,7 miliardi di euro mediante schede di cui nessuno ha conoscenza. Un'iniziativa, peraltro tardiva, portata avanti ancora una volta senza il minimo coinvolgimento del Parlamento e che dimostra come anche su questo tema il governo naviga a vista". Lo dichiara il capogruppo dem in commissione Attività produttive Vinicio Peluffo.
Dichiarazione di Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive
I presidenti di Fedica e Figisc hanno ragione. Che una riforma organica e strutturale del settore della distribuzione carburanti sia ormai indifferibile lo abbiamo detto, scritto e proposto con un atto parlamentare, una risoluzione, e adesso sarebbe sufficiente che il ministro per le Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ne assuma gli impegni.
"Ma strategia governo è di mettere le mani sulla Rai"
A fronte di un amministratore delegato che ha appena approvato il bilancio della Rai, che viene messo in discussione da mesi dalla maggioranza di governo e che oggi dichiara che non ci sono più le condizioni per andare avanti per i continui attacchi politici, il ministro Lollobrigida non può fischiettare e far finta di niente. Il suo goffo quanto vano tentativo di cancellare le impronte non riesce a nascondere la strategia del governo Meloni che è chiara fin dall'inizio: mettere le mani sulla Rai.
Così il deputato del PD Vinicio Peluffo, della commissione di Vigilanza Rai.
“L'auto elettrica si è già imposta come innovazione del settore e richiede un radicale ripensamento organizzativo e tecnologico delle filiere produttive: su questa linea Stati Uniti e Cina si sono attivati in modo deciso supportando l'industria e il mercato dei consumi con enormi investimenti. Il 28 marzo scorso l’Unione europea ha adottato definitivamente il regolamento che stabilisce lo stop alla vendita di veicoli a motore endotermico dal 2035. Chiediamo al ministro Urso quali politiche industriali il governo intenda attuare per affrontare la transizione e realizzare un piano straordinario per l'automotive, valorizzando le potenzialità nazionali di innovazione, prevedendo strumenti per la trasformazione industriale e l'innovazione e stanziando risorse adeguate per investimenti, ricerca, ammortizzatori sociali e formazione per la salvaguardia occupazionale”. Così il deputato del Pd Roberto Morassut nel corso del Question time alla Camera, rivolgendosi al ministro delle imprese e del made in Italy.
Nella replica a Urso il capogruppo del Pd in commissione Attività produttive Vinicio Peluffo si è detto “del tutto insoddisfatto della risposta del ministro, che ha ereditato dal governo Draghi il fondo istituito per favorire la transizione ecologica della filiera automotive di 8,7 mld da qui al 2030. Così come ha ereditato i fondi del Pnrr. Per citare solo la Missione 2: sviluppo delle infrastrutture di ricarica elettrica (risorse 740 m di euro), rinnovo delle flotte bus e treni verdi (risorse 3,64 mld di euro), rinnovabili e batterie (risorse 1 mld euro), bus elettrici (risorse 300 milioni euro). A cui si aggiungono le misure trasversali previste dal Pnrr nella Missione 1, 2 e 5. Il ministro Urso ha ereditato questi fondi, non è merito suo e adesso dimostri almeno di saperli spendere. Infine, il governo dispone anche del lavoro dell’Osservatorio sull’automotive promosso da Federmeccanica Fim, Fiom e Uilm, un contributo sostanziale delle parti sociali, un laboratorio di idee, di studi e di approfondimenti che esprimono posizioni condivise sulle condizioni e sulle prospettive del settore automotive italiano, che ha ancora grandi potenzialità di innovazione ma ha bisogno di una politica nazionale strutturata di sostegno al settore per renderlo protagonista nella transizione ecologica e digitale”.