"Il voto con il quale oggi, a stretta maggioranza, il Parlamento europeo ha chiesto il rinvio alla Corte di Giustizia europea dell'accordo Ue-Mercosur, oltre ad estendere in maniera illogica e palesemente pretestuosa l'avvio del più grande spazio commerciale al mondo, costituisce un inaspettato e immeritato favore alle politiche sovraniste e neoimperialiste di Donald Trump. Invece di abbracciare un continente al quale ci uniscono vincoli sociali e culturali prima ancora che commerciali l'Ue rischia cosi di minare la sua credibilità internazionale anche in relazione a nuovi accordi di scambio e cooperazione". Così il deputato Pd Fabio Porta eletto nella circoscrizione Estero (America Meridionale).
“Dopo la firma in Paraguay tra la Commissione europea e i quattro Paesi del Mercosur, il Parlamento europeo e i trentuno Parlamenti nazionali sono chiamati a un grande atto di responsabilità e lungimiranza, in coerenza con quanto già approvato dal Consiglio europeo e dall’omologo organismo del Mercosur”. Lo afferma Fabio Porta, deputato del Partito Democratico, sottolineando che “sarebbe grave oltre che miope se nei prossimi giorni e nelle prossime settimane le assemblee legislative ponessero ulteriori freni, approvando mozioni dilatorie o esigendo nuove condizioni da un accordo che, dopo venticinque anni di trattative, ha prodotto un documento finale che prevede clausole di reciprocità e tutele che ampliano in maniera significativa l’attuale quadro di garanzie, tanto per i consumatori quanto per i produttori”.
“L’Italia – conclude Porta – Paese maggiormente beneficiario dell’accordo e con il maggior numero di prodotti tipici tutelati, ben 57, deve essere in prima fila nel condurre a termine questa ultima tappa del processo. Le posizioni di quei partiti che, all’indomani di questa firma storica, prendono le distanze per interessi localistici, inseguendo peraltro plateali fake news, non solo minano la credibilità dell’Italia e dell’Europa, ma contrastano direttamente con gli interessi nazionali e con il rafforzamento di un’area politica ed economica strategica, fondamentale per un nuovo equilibrio mondiale all’insegna della democrazia e del multilateralismo”.
“La liberazione del cooperante Alberto Trentini ha riportato l’attenzione internazionale su quanto accade in Venezuela, ma non possiamo fermarci a questo risultato”, afferma Fabio Porta, deputato del Partito Democratico eletto nella circoscrizione Estero. “Da tempo denunciamo l’esistenza di un regime autoritario che reprime le libertà democratiche e sindacali e mette in carcere chi non la pensa come il governo”.
Porta ricorda che il caso Trentini “non è isolato” e sottolinea l’impegno del Pd nel mantenere alta l’attenzione. “Oggi restano 24 detenuti con cittadinanza italiana, arrestati per motivi politici. Persone di cui spesso non si parla, ma che il Partito Democratico ha continuato a ricordare e per le quali ha lavorato in questi mesi, anche attraverso iniziative parlamentari, in coordinamento con il governo”, evidenzia. L’esponente dem richiama inoltre il quadro politico generale: “Le ultime elezioni non sono state riconosciute non solo dall’Italia, ma anche da Paesi progressisti come Brasile e Colombia”.
“Non dobbiamo abbassare la guardia sul Venezuela”, conclude Porta. “Il popolo venezuelano soffre da anni e la comunità internazionale ha il dovere di sostenere una vera transizione democratica. Serve aprire una fase nuova, fondata su elezioni libere, trasparenti e democratiche, senza arresti e repressioni. Come Pd continueremo a stare dalla parte dei diritti umani, civili e politici e a sollecitare il governo italiano a mantenere una posizione chiara e coerente”.
Dopo 423 interminabili giorni possiamo finalmente gioire per la liberazione del cooperante Alberto Trentini; il primo pensiero va alla famiglia e all’avvocato Ballerini che dal primo giorno di questa assurda e ingiusta carcerazione non hanno mai smesso di sperare e di lottare per giungere a questo risultato.
Un pensiero riconoscente va anche rivolto ai tanti che a vario titolo si sono adoperati in questi mesi per la liberazione di Trentini e degli altri detenuti con cittadinanza italiana (24 dei quali sono ancora in carcere per motivi politici): Ong, giornalisti, diplomatici, membri del Parlamento e del governo e mediatori anonimi ma preziosi che hanno svolto un lavoro poco visibile ma sicuramente importante; ovviamente un riconoscimento va rivolto al nuovo governo in carica in Venezuela per un gesto che speriamo possa preludere all’avvio di una fase di transizione verso il ripristino dello Stato di diritto a partire dalla realizzazione di nuove elezioni libere e trasparenti.
Auspico che la grande gioia per questo momento (che segue a quella di qualche giorno fa per la liberazione di Biagio Pilieri e di qualche mese fa per la scarcerazione di Americo Di Grazia, due casi che ho personalmente seguito con particolare affetto e preoccupazione) possa finalmente riportare il Venezuela al centro dell’attenzione della politica e dell’opinione pubblica italiana, dopo anni di gravi dimenticanze e sottovalutazioni sul dramma politico e umanitario di quel Paese e della sua grandissima collettività di origine italiana.
“Secondo ricostruzioni di stampa, fondi nati per il 'Turismo delle radici', per riportare nei borghi di origine i figli della diaspora italiana nel mondo, vengono dirottati su stadi, palazzetti e perfino ‘40 milioni vanno a Sport e Salute per cofinanziare la riqualificazione del Centrale del Foro Italico, mentre 20 milioni finanzieranno il waterfront di Fiumicino’, con oltre 200 milioni complessivi e una concentrazione anomala in Puglia e Campania a ridosso del voto. Basta mance e opacità: si pubblichino immediatamente istruttorie, graduatorie e cronoprogrammi, si sospendano gli impegni non coerenti e si chiarisca la reale entità delle risorse sul Foro Italico e sui casi-simbolo Brindisi, Ginosa, Santa Cesarea e Irpinia. Il Turismo delle Radici deve tornare ai borghi e agli italo-discendenti, non ai cantieri elettorali del momento”.
Così il deputato Pd, Fabio Porta, che insieme ai componenti dem della Commissione Affari Esteri della Camera, Amendola, Boldrini, Provenzano e Quartapelle, ha presentato un’interrogazione in cui si chiede al governo di chiarire l’utilizzo dei fondi destinati al Turismo delle Radici.
“Da quando esiste il rapporto Italiani nel mondo della Fondazione Migrantes – spiega il deputato del Partito Democratico Fabio Porta, eletto nella circoscrizione Estero – la mobilità degli italiani è in costante aumento, con un saldo negativo mai compensato dai rimpatri. I dati del 2024 e del 2025 confermano che i giovani non trovano nel nostro Paese prospettive di lavoro e crescita, e per questo scelgono l’estero”.
Secondo Porta, le politiche del governo aggravano un trend già allarmante: “L’Italia non è attrattiva – osserva – né per i propri giovani né per gli immigrati, che in molti casi la attraversano solo per andare altrove. È un Paese che, senza una visione diversa, rischia il declino demografico ed economico”.
Il deputato dem invita a “ripensare il concetto stesso di progresso, investendo su salari più alti, meritocrazia e università capaci di offrire opportunità reali”. Sul fronte dell’inclusione, aggiunge: “Serve una legge sulla cittadinanza opposta a quella voluta dalla destra, che oggi esclude invece di includere. Un Paese che nega diritti e chiude le porte ai nuovi italiani – conclude Porta – è un Paese che si condanna da solo alla recessione demografica e alla perdita di futuro. E’ un Paese destinato a morire”.
«Non è un adempimento tecnico, ma una scelta che tocca la coscienza giuridica dello Stato», lo dichiara il deputato dem Fabio Porta, annunciando la «ferma contrarietà alla ratifica» del Trattato sul trasferimento dei detenuti con la Libia firmato a Palermo il 29 settembre 2023.
«La Libia non può essere considerata sicura: detenzioni arbitrarie, torture e collusioni tra apparati e milizie lo dimostrano», aggiunge, richiamando che «la recente giurisprudenza ha ribadito che la Libia non è porto sicuro» e che «il principio di non respingimento è inderogabile».
L'esponente Pd evidenzia le criticità del testo: «l’articolo 4 è solo apparentemente garantistico», «l’articolo 12 lascia ampi margini di adeguamento della pena», «gli articoli 16 e 17 consentono trasferimenti senza consenso», mentre «le clausole su riservatezza e dati aumentano l’opacità» e la «durata illimitata con recesso a 180 giorni» aggrava i rischi.
«Il vero costo non è di bilancio, ma giuridico, umano e reputazionale», afferma, ricordando che «il Memorandum del 2017 ne subordina l’applicazione al rispetto dei diritti umani, condizione oggi non sussistente».
Richiamando Beccaria — «È meglio prevenire i delitti che punirli» — e la formula di Kant — «trattare l’umanità sempre come fine e mai come mezzo» — il deputato dem sottolinea che «un trasferimento privo di consenso o garanzie riduce la persona a mezzo, violando la dignità umana».
«Chiediamo all’Aula di respingere la ratifica e al governo di reindirizzare la cooperazione alla tutela dei diritti umani, al superamento dei centri di detenzione e all’evacuazione delle persone vulnerabili», conclude Porta.
La legge sulla revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero non solo non risolve le criticità esistenti, ma le aggrava in modo preoccupante”, dichiarano in una nota congiunta i deputati democratici Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo Pd, e Fabio Porta, entrambi eletti nella circoscrizione Estero. “Dal 2025 – spiegano – le certificazioni per le richieste di cittadinanza dovranno essere presentate esclusivamente su carta: un ritorno all’Ottocento che ignora ogni principio di digitalizzazione e di buon senso amministrativo. Inoltre, il governo svuota di competenze la rete diplomatico-consolare, aprendo la strada a una pericolosa privatizzazione dei servizi, con il rischio di affidare dati sensibili dei cittadini a soggetti privati”.
“È una legge che – proseguono i deputati dem – conferma la visione del governo Meloni: tagliare risorse, diritti e autonomia ai Consolati e agli italiani all’estero. Basti pensare ai costi ormai insostenibili per i servizi, come i 250 euro per la trascrizione di una nascita o i 600 euro per le pratiche di cittadinanza. Mentre aumentano le spese per i cittadini, diminuiscono gli stanziamenti: 55 milioni in meno nella prima legge di bilancio e nessuna risorsa per rafforzare il personale e l’efficienza consolare”.
“Il Partito Democratico – concludono Ricciardi e Porta – continuerà a battersi per il rispetto e la tutela degli italiani nel mondo, per una rete consolare efficiente e moderna, e per garantire diritti, servizi e dignità a chi rappresenta una risorsa strategica per il nostro Paese. L’unico miglioramento del provvedimento, l’introduzione della carta d’identità elettronica per i residenti all’estero, porta la firma del Partito Democratico”.
“La legge sulla revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all'estero, in discussione oggi alla Camera, rischia di rappresentare una vera e propria pietra tombale per i diritti degli italiani all’estero. Pur riconoscendo alcuni miglioramenti ottenuti grazie all'impegno del Partito Democratico, come la riduzione dei tempi per il riconoscimento della cittadinanza da 48 a 36 mesi e l’introduzione della carta d’identità elettronica per i nostri connazionali, il testo presenta ancora gravi criticità: dalla centralizzazione delle pratiche alla mancanza di un reale processo di digitalizzazione, dai nuovi oneri per i cittadini alla persistente fragilità della rete consolare. Per questo proporremo emendamenti mirati a correggere questi aspetti, auspicando che in Aula si possano apportare modifiche urgenti e necessarie, per evitare di penalizzare ulteriormente gli italiani all’estero.” Lo dichiara in una nota il deputato del Partito Democratico, Fabio Porta.
"La Camera dei Deputati, nel corso dell’esame Disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero,
ha approvato oggi la richiesta del Partito Democratico - votando un emendamento proposto dagli eletti del PD della Circoscrizione Estero (Ricciardi, Carè, Di Sanzo e Porta) - affinché i Comuni italiani debbano rilasciare la Carta di Identità Elettronica ai propri cittadini residenti all’estero."
"Una battaglia di dritti e dignità - sottolinea
Luciano Vecchi, Responsabile per gli italiani nel mondo - vinta dal Partito Democratico a tutela dei milioni di italiani che vivono, lavorano e studiano nel mondo e che rappresentano una risorsa fondamentale per il presente e il futuro dell'Italiana battaglia di dritti e dignità vinta dal Partito Democratico a tutela dei milioni di italiani che vivono, lavorano e studiano nel mondo e che rappresentano una risorsa fondamentale per il presente e il futuro dell'Italia."
Oggi ore 14:30 sala Regina Camera dei Deputati
Nel 50º anniversario dell’attentato neofascista a Roma che colpì Bernardo Leighton e sua moglie Anna Fresno si terrà alla Camera oggi alle ore 14:30 un appuntamento per ricordare il leader della DC cilena attraverso il contributo di politici, giornalisti e studiosi.
L’evento, promosso dal gruppo del Partito Democratico e dall’onorevole FABIO PORTA deputato del PD eletto nella circoscrizione estero America del Sud, si terrà presso la sala della Regina a palazzo Montecitorio.
Interverranno per un saluto istituzionale la Vicepresidente della Camera Anna Ascani, la capogruppo del PD Chiara Braga, Ennio Vivaldi, ambasciatore del Cile in Italia e Mario Lubetkin, Ministro degli Esteri dell’Uruguay.
Intervenendo in aula, a seguito dell’informativa del Ministro Tajani e alla vigilia del trecentesimo giorno di detenzione in Venezuela del cooperante italiano Alberto Trentini, il deputato del Partito Democratico Fabio Porta ha denunciato le eccessive prudenze con le quali governo e Parlamento hanno affrontato il caso in questi mesi:
“Questa sarà la notte numero trecento per Alberto Trentini in una buia cella di un carcere venezuelano – ha esordito il parlamentare - 300 notti senza ricevere nemmeno una visita consolare e soprattutto senza conoscere i motivi (che ovviamente non esistono) della sua arbitraria detenzione. Il governo italiano – ha proseguito Porta - che pochi giorni fa si è fatto vanto (senza averne nessun merito) della liberazione di due cittadini italo-venezuelani, ha il dovere di mettere in atto tutte le azioni possibili per riportare Alberto a casa, a partire dalla nuova missione dell’inviato speciale Luigi Vignali della quale a oggi non abbiamo più alcuna notizia. Noi del gruppo del Partito Democratico – ha concluso il deputato eletto in Sudamerica - rinnoviamo l’invito al Parlamento a inviare una delegazione in Venezuela, perché anche la diplomazia parlamentare possa dare il suo contributo decisivo alla soluzione di un caso che merita la massima considerazione da parte di tutte le nostre istituzioni.”
Dopo alcune settimane di latitanza la ex deputata brasiliana Carla Zambelli è stata arrestata a Roma. Come avevo già chiesto all'indomani della notizia del suo arrivo in Italia, occorre procedere celermente alla sua estradizione in Brasile secondo quanto previsto dall'accordo esistente in materia tra i due Paesi, peraltro già rispettato nel recente passato nel caso di cittadini brasiliani anche in possesso della cittadinanza italiana. Il reato per il quale è la Zambelli è stata già condannata a dieci anni di reclusione è molto grave ed è giusto che sia la giustizia brasiliana a prendere in carico colei che lo ha commesso. Continueremo a seguire questa vicenda, in coerenza con quanto abbiamo fatto in passato chiedendo tanto all'Italia quanto al Brasile il pieno rispetto di un accordo che prevede la cooperazione giudiziaria e la reciproca estradizione dei detenuti.
Di fronte ai dazi voluti da Trump, l'accordo tra Ue e il paesi sudamericani del Mercosur è strategico e vitale. Il governo italiano deve uscire dalle sue ambiguità e dalle altalenanti posizioni dove il ministri si contraddicono: Tajani è favorevole, Lollobrigida contrario, Meloni dice 'nì'. Come Pd, aspettiamo la posizione ufficiale del governo ma siamo convinti che non si può sprecare un'occasione così importante di rilancio dell'economia e far fronte ai dazi voluti da Trump”. Lo dichiara il deputato Pd, Fabio Porta, intervenendo durante il Question time alla Camera con il ministro Tajani.
“Dopo 25 anni di lunghe trattative – sottolinea il parlamentare - l'accordo tra Ue e il paesi sudamericani del Mercosur è finalmente vicino alla sua ratifica finale. Sarà la più grande area di libero scambio al mondo composta da 750 milioni di persone di cui oltre 50 milioni di origine italiana. L'Italia sarebbe il principale beneficiario di questo accordo con un aumento delle sue esportazioni stimato in almeno 5 miliardi di euro. Il governo batta un colpo”, conclude Porta.