Una delegazione del Partito democratico composta dai deputati Debora Serracchiani, responsabile Giustizia della segreteria nazionale, Michela Di Biase, Andrea Casu, dalla senatrice Cecilia D’Elia e da Devis Dori deputato di Avs, ha visitato questa mattina l’area femminile del carcere di Rebibbia, la più grande d’Europa. Con loro Valentina Calderone, garante dei detenuti di Roma. I parlamentari hanno avuto incontri con la direttrice Fontana, il comandante della Polizia Penitenziaria Marghella e il personale che opera nel penitenziario. La visita ed i colloqui hanno messo in luce numerose criticità che vanno dalla carenza di organico per la polizia penitenziaria all’insufficienza delle risorse non solo per finanziarie progetti rieducativi ma anche la stessa manutenzione ordinaria della struttura. In particolare appare estremamente necessario trovare una soluzione che tenga conto, per le detenute con problemi psichiatrici ricoverate nel reparto infermeria della struttura, la cui visita ha profondamente colpito la delegazione, del diritto a cura e assistenza che risulta incompatibile con la detenzione in carcere nonostante l’impegno e la dedizione del personale in questa come in tutte le altre aree del carcere visitate tra cui il nido e l’area destinata alle madri con bambini. Sul punto, ribadiamo la necessità che le madri detenute ed i loro bambini non stiano in carcere. <Favorire, incentivare i progetti – affermano i parlamentari democratici che rivolgono anche un ringraziamento speciale ai dirigenti ed agli operatori della struttura – fondati su scuola e percorsi formativi per il lavoro è indispensabile e urgente se si vuole dare concretezza alla funzione rieducativa. Sarà nostra cura inoltre proporre iniziative legislative che costituiscano una alternativa al carcere per le detenute che hanno una situazione psicofisica incompatibile con la detenzione.
“Dopo la giornata nera della maggioranza alla Camera, segnata dal vergognoso scivolone sullo scostamento di bilancio e dalle forzature per porvi rimedio, ci mancava la provocazione di mandare in commissione Giustizia per il governo il sottosegretario Delmastro. Naturalmente una presenza che oggi non potevamo di certo accettare e per questo siamo usciti dall’aula”. Lo dichiarano la responsabile Giustizia Pd Debora Serracchiani e il capogruppo in commissione Federico Gianassi.
Con la riforma Cartabia e le risorse del Pnrr è stato reso operativo l’ufficio del processo. Personale qualificato che assiste i magistrati nella velocizzazione del processo, con risultati positivi messi in evidenza proprio dai dati diffusi dal Ministero della Giustizia nei giorni scorsi: meno 12% la durata del processo civile e meno 10% per il processo penale nel 2022 rispetto al 2019. Purtroppo arrivano segnali preoccupanti dal Governo circa la volontà di proseguire questa esperienza, con il rischio di lasciare a casa migliaia di persone formate e preparate e di riportare indietro le lancette dell’orologio sull’obiettivo della ragionevole durata dei processi. Si tratterebbe di una decisione ingiusta ed inspiegabile, destinata a creare nuovi disagi ai cittadini e per questo contrasteremo ogni tentativo di impedire che questa importante esperienza possa continuare.
Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd e Federico Gianassi, capogruppo in Commissione Giustizia alla Camera
La siccità non è un evento dell’ultimo minuto ma una realtà che viene da lontano e con cui dovremo fare i conti per lungo tempo, per questo non si può parlare di emergenza, occorre una strategia di medio lungo periodo che non c’è nel decreto del governo. Del resto mentre si parla di emergenza manca ancora il commissario per i litigi nella maggioranza. La sensazione che avvertiamo è la stessa provata ascoltando il ministro Fitto a proposito del Pnrr: ci proviamo ma non ne siamo del tutto convinti. Inoltre di fronte alla drammaticità della situazione non solo manca una strategia ma è mancato da parte del governo, e questo ci ha lasciato davvero sconcertati, la volontà di ricercare un’unità del parlamento dicendo no agli impegni presenti nella nostra mozione che invece vengono accolti quando presenti nella mozione della maggioranza oppure quando ci viene spiegato che si tratta di impegni già contenuti nel decreto attualmente in discussione al Senato. E’ sconcertante che il governo ancora una volta miri alla divisione, a piantare bandierine su questioni su cui la politica non dovrebbe dividersi, il governo si sta prendendo una responsabilità enorme.
Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd, nella dichiarazione di voto sulla mozione siccità
Se, come è ormai del tutto evidente, il governo e la sua maggioranza considerano il Piano nazionale di ripresa e resilienza non una eccezionale opportunità di crescita e modernizzazione del Paese ma un fastidioso problema, non genera sorpresa il tentativo in corso dal giorno dell’insediamento di modificare e cancellare le riforme della giustizia, che è tra le condizionalità del Pnrr, riguardo ad efficienza della giustizia e ragionevole durata dei processi. Scelta incomprensibile e autolesionista tanto più che le riforme Cartabia, come proprio i dati del Ministero della Giustizia testimoniano definendoli “coerenti con gli impegni assunti con la Commissione ue”, sta dando risultati positivi sulla durata dei processi diminuita dell’11,8% nel settore civile e dell’10% in quello penale rispetto al 2019. Insomma, sono riforme che funzionano, si tratta di un settore che il ministro Fitto nemmeno ha ritenuto di citare nella sua informativa alla Camera, allora proprio non si spiega il motivo per cui la destra metta a rischio il raggiungimento degli obiettivi necessari ad ottenere le risorse del Pnrr. A meno che non si vogliano piantare le solite inaccettabili bandierine.
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd
"Gli annunci di Nordio non finiscono mai, nemmeno dopo la figuraccia internazionale del caso Uss.
Ancora una volta vengono lanciate a casaccio separazione delle carriere, abolizione di reati, intercettazioni da rivedere, senza che, dopo mesi di proclami, ci sia uno straccio di testo. Ma soprattutto non c’è nulla di quello di cui ci sarebbe davvero bisogno e cioè attuare le "riforme Cartabia" che riguardano per l’appunto l’efficienza della giustizia e la ragionevole durata dei processi: il ministro doveva approvarne i decreti attuativi, nemmeno quello ha fatto. Ci dica poi dove è finito l’unico testo, quello sui crimini internazionali, approvato in Cdm ormai da oltre un mese e di cui si sono perse le tracce. Oppure, a proposito di certezza della pena, si preoccupi di spiegare agli italiani come pagare le sanzioni pecuniarie visto che non è stato licenziato il relativo decreto attuativo.
Ed anche sull'abuso di ufficio, dopo centinaia di interviste, non è nota la posizione del governo e della sua maggioranza. Quello che è certo, è che i sindaci chiedono una revisione complessiva del sistema delle responsabilità e su questo noi abbiamo presentato tre proposte di legge chiare che però giacciono a prendere polvere nei cassetti del Parlamento mentre si preferisce strumentalizzare le sacrosante esigenze degli amministratori. Insomma il solito minestrone pieno di contraddizioni, di ambiguità e di velleità".
Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd e i capigruppo in Commissione Giustizia di Camera e Senato Federico Gianassi e Alfredo Bazoli
L’informativa del Ministro Nordio sulla fuga del cittadino russo Artem Uss invece di fare chiarezza ha gettato altro fumo su una vicenda sconcertante che mina gravemente la credibilità internazionale del nostro paese. Non abbiamo alcuna intenzione di accettare una ricostruzione piena di lacune. Per questo, poiché lo stesso Nordio ha fatto riferimento a indagini in capo al
Viminale, chiediamo al Ministro Piantedosi di riferire in Aula come sia stato possibile che un cittadino sottoposto a misure cautelari sia potuto sottrarsi così facilmente ai controlli. Insomma il governo campione mondiale dello scaricabarile questa volta dovrà rispondere di un operato imbarazzante quanto pericoloso e prendersi la responsabilità di quanto accaduto.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, e Debora Serracchiani, deputata e Responsabile Giustizia del Pd.
Sessista e offensiva. Ecco cos’è la vignetta del Fatto. C’è poco da dire. Ad Arianna Meloni e alla sua famiglia la mia solidarietà.
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd
La decisione del ministro Nordio di avviare azione disciplinare contro il collegio della Corte di Appello di Milano rappresenta non solo un’altra tappa della linea di ricerca di un capro espiatorio adottata dal governo sul “caso Uss” ma anche un atto che lede l’indipendenza dalla magistratura perché fondato sulle valutazioni di merito dei giudici e non come dice la legge su eventuali negligenze. I confini tra potere esecutivo e potere giudiziario vanno preservati e certo non possono essere messi in discussione dal governo per cercare di scaricare su altri le responsabilità di una situazione su cui è chiamato ancora a fare chiarezza.
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd
Ascoltare un ministro parlare di “sostituzione etnica” mette i brividi. Un membro del governo della Repubblica italiana che fa riferimento alle teorie che ispirano i gruppi del “suprematismo bianco” è inammissibile. Sono affermazioni inconcepibili che non possono trovare e non troveranno mai dimora nel nostro Paese.
Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd
"Con Cesare Fumagalli scompare una personalità che ha fatto tanto per il mondo delle piccole imprese e per l'economia del Paese. La comunità del Pd gli è riconoscente anche per la responsabilità assunta nella segreteria. Mi unisco al dolore della sua famiglia e dei suoi cari".
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd.
Prosegue l’attacco alla sanità pubblica da parte del governo. Non solo continua a tagliare i fondi come già fatto con la legge di Bilancio ma ora sta affondando la possibilità di utilizzare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per rendere, attraverso le case di comunità, la medicina territoriale un punto di forza al servizio del Paese e soprattutto della sua parte più fragile. Troppe persone oggi sono costrette a rinunciare alle cure e proprio per questo ci batteremo per difendere e migliorare il Servizio sanitario pubblico contro il disegno di smantellamento che hanno in mente il governo e la sua maggioranza.
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd
Per il Pd la giusta retribuzione per i lavoratori è un principio sacrosanto. E’ questo il motivo per cui, come puntiamo all’introduzione del salario minimo, così ci siamo battuti anche per l’approvazione dell’equo compenso per i liberi professionisti. Ma un governo ed una maggioranza sordi alle nostre proposte ed evidentemente interessati solo a piantare l’ennesima bandierina hanno impedito che questa giusta misura fosse estesa ad una platea molto più ampia di liberi professionisti determinando così la nostra astensione.
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd
Un governo incapace, che mostra ogni giorno che passa la propria inadeguatezza ad affrontare i problemi del Paese, continua ad affidarsi a provvedimenti il cui unico scopo è distrarre l’attenzione agitando le bandiere della propaganda. L’ultimo, per ora, è l’annuncio di misure per punire coloro che imbrattano i monumenti. Qui non solo siamo al populismo penale più bieco e al disegno di prevedere sempre più reati ma anche all’ignoranza della realtà. Infatti esiste già una legge, entrata in vigore lo scorso anno, che prevede pene molto severe per chi danneggia i beni artistici, legge che abbiamo voluto a tutela del nostro straordinario patrimonio artistico e culturale e che venne votata da tutto il Parlamento, maggioranza e opposizione. Basta, anche in questo caso, applicare la legge. Ma evidentemente questo non importa al governo. Ciò che conta è nascondere i propri fallimenti. Chissà che fine ha fatto il garantista Carlo Nordio.
Così Debora Serrachiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd
"Alla collega Rachele Silvestri, vittima di ignobile calunnia, e alla sua famiglia, la mia sincera solidarietà e vicinanza. La strada che dobbiamo percorrere per cancellare il sessismo purtroppo è ancora lunga".
Così Debora Serracchiani, deputata Pd.