29/01/2026 - 18:30

“È molto grave che il governo abbia motivato ieri e ribadisca oggi la bocciatura dell’emendamento sul voto ai cittadini fuori sede con la presunta assenza dei tempi tecnici. È un’argomentazione semplicemente assurda”.
Lo dichiara Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico.
“È stato proprio il governo – prosegue – a forzare i tempi, correndo per anticipare la data del referendum. Ora ci viene detto che non si può garantire il diritto di voto perché il tempo è poco: una contraddizione evidente, che smaschera la verità politica di questa scelta”.
“Altro che problemi tecnici: la presidente Meloni ha paura del voto, ha paura della partecipazione e soprattutto ha paura del voto delle nuove generazioni, degli studenti, dei lavoratori e dei cittadini costretti a vivere lontano da casa. Negare il voto ai fuori sede è una scelta politica precisa, che colpisce la democrazia e restringe i diritti”, conclude Serracchiani.

28/01/2026 - 19:21

 “È evidente che il governo non ha visto la trasmissione Report o, comunque, non ha capito quello che ha visto. Nel senso che il problema non è che l’Ecm sia disabilitato, perché tutti sono disabilitati se non fanno l'aggiornamento. La questione centrale è che nonostante siano disabilitati l’inchiesta della trasmissione televisiva, attraverso la testimonianza del giudice Tirone, ha svelato che un informatico da remoto riesce a leggere esattamente quello che sta scrivendo il magistrato sul suo computer. E questo nonostante l’Ecm sia disabilitato e l'accesso da remoto sia fatto senza alert e senza richiesta di autorizzazione. Adesso, se il governo ha capito che questo meccanismo può creare problemi alla segretezza e alla sicurezza, perché insiste nel dire che va tutto bene e non interviene per le opportune modifiche? E siccome il governo, sempre rispondendo alla nostra interrogazione, dice che sono in corso accertamenti al ministero della Giustizia, allora non è vero che il ministro Nordio non se ne sta preoccupando: perché se ci sono degli accertamenti, vuol dire che ha deciso di verificare ciò sta succedendo. Allora delle due l’una: o Nordio c’è o ci fa”.

Così la deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, commentando la risposta del governo in commissione Giustizia all’interrogazione del Pd sulla vicenda Ecn svelata dalla trasmissione Report.

 

22/01/2026 - 12:07

Dopo la denuncia alla magistratura per i manifesti del Comitato civico GiustodireNO, dopo aver minacciato di denunciare la sottoscritta che ha osato esercitare le proprie prerogative costituzionali chiedendo spiegazioni in aula su una inchiesta di Report, apprendiamo da alcuni quotidiani che il ministro  avrebbe  deciso di segnalare i suddetti manifesti all’AGCOM, Autorità garante per le Comunicazioni, evocando, cosi sembra sia scritto in una risposta che il ministro ha dato sul tema a FDI, “possibili violazioni dell’equità e correttezza informativa nell’ambito della campagna referendaria in corso”. Siamo certi che con la medesima sollecitudine denuncerà, a titolo di esempio, le improvvide affermazioni pubbliche della premier che ha avuto modo di di dire che bisogna votare la riforma costituzionale “perché non ci sia più una vergogna come quella che stiamo vedendo a Garlasco”. Si tratta di una dichiarazione falsa e tendenziosa che meriterebbe l’attenzione del Ministro che ha avuto modo di dire più volte che la riforma non migliora l’efficienza della giustizia. Ci stupisce, inoltre, che proprio questo Governo che ha aperto un conflitto con la magistratura, pensi di vincere il referendum utilizzando la via giudiziaria e rivolgendosi proprio a quella giudici che quotidianamente denigra. Eterogenesi dei fini o denuncia facile. Fate voi.

 

21/01/2026 - 14:40

“Dopo aver ascoltato il ministro Nordio mi verrebbe da dire parafrasando un suo collega di governo che la 'giustizia vale fino ad un certo punto'. Il ministro parla di un mondo quello della giustizia che apparentemente non conosce, non frequenta e non capisce. Le tante interrogazioni, proposte di legge e audizioni avanzate dal PD in questi tre anni, raccontano un mondo della giustizia completamente diverso da quello narrato da Nordio che continua solo a dire di no a tutte le proposte e risoluzioni che gli vengono presentate e porta avanti il triste record di una riforma che non verrà intaccata neanche da un piccolo emendamento. Non è una 'petulante litania' ricordare che la Costituzione appartiene a tutti gli italiani, e che va rispettata e trattata con cura”. Lo dichiara la deputata e responsabile giustizia del PD, Debora Serracchiani.
“Se va tutto bene come sostiene Nordio ed è stato rispettato il Pnrr  - sottolinea la parlamentare dem - perché fare un decreto urgente per spostare i magistrati da una parte all'altra del Paese? Perché i giudici di pace fissano le udienze al 2032? Perché nel processo di digitalizzazione, le richieste di archiviazioni si stanno facendo a mano? Per non parlare poi del precariato presso il ministero della Giustizia e le gravissime carenze di personale amministrativo”. “È offensivo sentire che i suicidi nelle carceri avvengono per paura di liberazione e che il sovraffollamento evita i suicidi. Sulla sicurezza il fallimento è totale e lo ammette anche la premier Meloni che le chiede un cambio di passo. Ma Nordio continua con l'aumento dei reati e delle pene omettendo anche una sola parola su prevenzione, formazione e informazione, elementi fondamentali per rendere più sicure le città”, conclude Serracchiani

 

21/01/2026 - 12:45

Se notizie confermate, Nordio si dimetta

“Apprendiamo con sgomento da indiscrezioni di stampa che tutti i pc dei magistrati italiani sarebbero sottoposti a controlli da remoto che violano la segretezza delle indagini, la riservatezza delle inchieste e degli stessi atti processuali. Una questione di sicurezza nazionale e una evidente lesione dell’indipendenza e autonomia della magistratura.
Un fatto gravissimo che se confermato smaschererebbe ancora una volta il governo e sarebbe la conferma che il Governo Meloni vuole controllare la magistratura.
Tanto più grave se corrisponde al vero che il caso sollevato da una importante procura sarebbe stato messo a tacere nel 2024, secondo fonti ministeriali citate, dai dirigenti del ministero su richiesta della presidenza del Consiglio. Una violazione di fondamentali principi costituzionali e di sicurezza nazionale di cui il ministro Nordio e palazzo Chigi dovranno rispondere con immediatezza.
Questa volta come minimo ci aspettiamo che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni venga in Aula a spiegare se quanto rivelato da Report corrisponde al vero e in caso affermativo che il Ministro Nordio si dimetta immediatamente”. Lo dichiara Debora Serracchiani deputata e responsabile Giustizia del Pd.

 

20/01/2026 - 12:47

“È importante questo codice perché costituisce uno strumento utile per conoscere e mettere in fila i diritti e i doveri degli under 18. Serve ai giovani per acquisire consapevolezza, ma serve anche a tutti coloro che si occupano di minori. Uno strumento di conoscenza e consapevolezza, un’opera di formazione e informazione che tocca argomenti che riguardano la prevenzione e non solo la repressione nei casi di disagio giovanile”. Lo ha detto Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd, nel suo intervento alla Camera per presentare il volume “Codice Junior. Under 18: diritti e doveri”.

“Proprio per la tutela dei minori, abbiamo presentato una proposta di legge sia alla Camera che al Senato: è necessario, ancora di più oggi alla luce dei tragici fatti di cronaca di questi giorni che hanno coinvolto ragazzi di 16 anni, vietare la vendita online e fisica di armi da taglio e coltelli ai minori in Italia, introducendo sanzioni severe (reclusione fino a 3 anni, multa fino a 10.000 euro) per i venditori che non verificano l'età. Ma le sanzioni non bastano. È fondamentale la prevenzione: rafforzare i controlli, cercare di prevenire la violenza tra i minori, nelle scuole, nelle famiglie e allo stesso tempo formare e sensibilizzare i commercianti, responsabilizzarli perché dalla vendita di un coltello ad un minore può dipendere la vita di un altro suo coetaneo. Il Pd ha messo in campo una serie di proposte per la sicurezza e la prevenzione della violenza, cercando di arginare anche la disinformazione online e in generale l’utilizzo delle armi. Questo Codice ci aiuta ad avere uno strumento in più da mettere nella nostra cassetta degli attrezzi per affrontare la complessità della minore età, dei suoi diritti e doveri”, ha concluso Serracchiani.

 

14/01/2026 - 13:36

“In attesa che il tribunale amministrativo si pronunci è importante firmare e continuare a far firmare. Raggiungere 500mila firme significa costituire il comitato promotore, significa avere spazi per informare, significa avere spazi sui media e significa soprattutto poter mettere i cittadini italiani nelle condizioni di esprimere un voto libero, consapevole e informato”. Lo dichiara Debora Serracchiani deputata e responsabile Giustizia del Pd.

30/12/2025 - 14:35

“Ieri la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l'unica misura del decreto carceri del 2024, che ricordo essere stato l’anno record dei suicidi, adottata dal Governo che incideva sull'ordinamento penitenziario: la riforma del procedimento per la concessione della liberazione anticipata che precludeva ai detenuti di chiedere ogni semestre la valutazione della loro condotta. La norma è stata dichiarata incostituzionale. Non solo. E’ stata dichiarata parzialmente incostituzionale anche una disposizione del decreto Caivano del 2023 con la quale era stata esclusa la messa alla prova dei minori  per alcuni reati nei casi di minore gravità. Due norme penali fortemente volute dal ministro Nordio. Altri due fallimenti in materia penale del Governo Meloni. E sia chiaro: non è colpa dei giudici ma di chi pensa di poter fare a meno dei principi  fissati dalla nostra Costituzione.” così una nota della responsabile Giustizia del Pd, la deputata democratica Debora Serracchiani.

 

28/12/2025 - 17:00

“Quindici cittadini hanno lanciato una raccolta firme on line di cui tutti dobbiamo tener conto, soprattutto il Governo”.

Lo sottolinea Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del partito democratico, ricordando che, “come ha detto la segretaria Elly Schlein, la riforma Nordio non aiuterà i cittadini ad avere una giustizia più efficiente ed equa, ma è il tentativo della destra di indebolire l’indipendenza della magistratura e porsi al di sopra della legge. Qualsiasi ulteriore forzatura e accelerazione del Governo - conclude Serracchiani - rischierebbe di bypassare il diritto dei cittadini a esprimersi e di forzare strumenti istituzionali per obiettivi politici”.

 

22/12/2025 - 13:15

“Sarebbe molto grave se oggi, in Consiglio dei ministri, il Governo tentasse un nuovo colpo di mano anticipando la data del referendum e incidendo direttamente sull’esercizio democratico. La separazione delle carriere è stata approvata in Parlamento a maggioranza nella stessa versione uscita da Palazzo Chigi, senza possibilità di modifica o confronto: una forzatura già di per sé inaccettabile. Se ai cittadini non venisse nemmeno garantito il tempo necessario per informarsi e farsi un’opinione consapevole, saremmo di fronte a una gravissima compressione degli spazi democratici. Il Consiglio dei ministri non può diventare il luogo in cui si blindano decisioni già prese”, dichiara la deputata democratica e responsabile nazionale Giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

18/12/2025 - 18:26

“Dopo l’attivismo che abbiamo visto in questi giorni, il Governo arriva persino a presentare un emendamento sulla data del referendum, che il ministro Ciriani è stato costretto prima a smentire e poi a ritirare. Si tratta di un emendamento gravissimo, che rappresenta un atto di arroganza istituzionale e un tentativo evidente di aggirare le regole. È un fatto che desta grande preoccupazione: stiamo assistendo a una forzatura delle procedure democratiche. L’attivismo del Governo anche su questo delicato passaggio è il segnale evidente della difficoltà della presidente del Consiglio Meloni, preoccupata dal fatto che il ‘No’ continui a crescere nei sondaggi. Ci auguriamo che il Governo ora si fermi e che non forzi ancora una volta la legge”. Così la responsabile Giustizia del PD, la deputata Debora Serracchiani.

 

18/12/2025 - 16:30

“Non si tratta della separazione delle carriere dei magistrati, perché quella esiste già ed è operativa dal 2020 con la riforma Cartabia. Qui l’obiettivo vero è un altro: smantellare la Carta costituzionale e ledere l’indipendenza e l’autonomia della magistratura”. Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile nazionale Giustizia del Pd.

“La riforma proposta dalla maggioranza – spiega l’esponente dem - ha un disegno politico preciso: Si vuole colpire l’equilibrio tra i poteri dello Stato e indebolire una magistratura che deve porre limiti alla politica. In sostanza, si vuole una politica che scelga i giudici e dica alla magistratura cosa può e cosa non può fare. Il Partito Democratico è già al lavoro sul territorio, stiamo organizzando incontri e momenti di formazione, Regione per Regione, per spiegare nel merito e nel significato politico questa riforma. Sta nascendo in questi giorni un grande comitato per il No, perché qui è in gioco la Costituzione e la nostra idea di democrazia”.

“Una vittoria del No – conclude Serracchiani - vuol dire salvaguardare la democrazia liberale, la separazione dei poteri e la Carta costituzionale così come l’hanno voluta i costituenti. Vuol dire difendere una magistratura autonoma, fondamentale per garantire il rispetto delle regole. Se si fosse trattato davvero di discutere la separazione delle carriere, avremmo partecipato volentieri al confronto, portando anche nostre proposte, ad esempio sull’Alta Corte disciplinare. Ma questa riforma interviene in un contesto completamente diverso, qui si colpiscono i poteri previsti dalla Costituzione. È l’idea che aveva Giorgio Almirante della magistratura, ovvero interpretare la legge secondo la volontà di chi ha vinto le elezioni. È una visione pericolosa, che va contrastata”.

17/12/2025 - 18:37

“Apprendiamo che il ministro Salvini ha già fissato la data del referendum costituzionale al primo marzo. Una anticipazione preoccupante: non ci risulta infatti che questo rientri tra le prerogative del ministro dei trasporti. Una cosa è evidente: ancora una volta stiamo assistendo ad una forzatura delle regole. L’attivismo del Governo anche su questo delicato passaggio, è il segno della preoccupazione della destra che il no continui a crescere nei sondaggi. Ci auguriamo che si fermino e non forzino ancora una volta la legge” Così la responsabile giustizia del Pd, la deputata Debora Serracchiani commenta le anticipazioni sulla data che Salvini avrebbe fatto ieri in una riunione della Lega.

16/12/2025 - 18:49

Cosa pensano Giuli e Nordio della Pdl Varchi?

“Che cosa pensano i ministri Giuli e a Nordio della proposta di legge della deputata Varchi? Una norma che, nascondendosi dietro il nobile obiettivo di contrastare comportamenti criminali, rischia in realtà di imporre un vero e proprio bavaglio alla cultura, come la stessa presentatrice ammette esplicitamente nella relazione introduttiva del provvedimento, dove si parla di colpire direttamente la produzione di film, serie, libri e canzoni. Opere come Gomorra, La Piovra, Suburra, C’era una volta in America, Il Padrino, Romanzo Criminale, Mare Fuori e molte altre sarebbero state impossibili da girare se questa legge fosse stata in vigore. Siamo di fronte a una follia legislativa che rischia di soffocare la libertà d’espressione e la creatività nel nostro Paese” Così i democratici Matteo Orfini e Debora Serracchiani commentano la proposta di legge della deputata di Fdi Varchi che prevede “Introduzione dell’articolo 416-bis.2 del codice penale in materia di apologia e istigazione relative a fatti, metodi, princìpi o comportamenti propri delle associazioni criminali di tipo mafioso o di componenti delle medesime” anche attraverso serie, produzioni cinematografiche, libri e canzoni.

 

16/12/2025 - 15:47

“Colpiscono e preoccupano le parole pronunciate oggi dal Presidente della Camera Lorenzo Fontana sul referendum costituzionale. La terza carica dello Stato annuncia come certa la data di marzo, ben sapendo che la questione del calcolo dei termini e della definizione della data è tutt’altro che pacifica ed è oggetto, in queste settimane, di un evidente interventismo del Governo che spinge per un’anticipazione forzata. Che il Presidente della Camera si spinga a indicare apertamente marzo come data del referendum non è un fatto neutro. È una presa di posizione che rischia di legittimare una lettura politica e governativa di un passaggio che dovrebbe essere rigorosamente istituzionale e regolato dalle prerogative costituzionali, non da dichiarazioni anticipate. Ancora più sorprendente è sentire il Presidente del Parlamento parlare di “esercizio di democrazia” senza alcun riferimento al ruolo del Parlamento stesso, che su questa riforma è stato di fatto esautorato” così la deputata democratica, responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

 

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