20/02/2026 - 13:16

“La vicenda del concorso notarile del novembre 2024, con la pubblicazione online di appunti e giudizi sessisti e irriguardosi sui candidati, è gravissima e mina la credibilità dell’intera procedura”.

Lo dichiara Debora Serracchiani, responsabile Giustizia e deputata del Partito Democratico.

“Il Ministero della Giustizia ha il compito di indire il concorso ed il dovere di vigilare. Se non è in grado di assicurare l’ordinaria supervisione su un concorso pubblico così delicato, come può pensare di gestire una riforma costituzionale e i relativi decreti attuativi? Il ministro Nordio chiarisca subito responsabilità e misure adottate. Presenteremo un’interrogazione parlamentare: trasparenza, anonimato e rispetto dei candidati non sono opzionali”.

 

18/02/2026 - 20:15

“Meloni ci poteva risparmiare la solita sceneggiata: i giudizi non possono valere a seconda del vantaggio politico. Quando i magistrati assolvono Matteo Salvini applaude, quando ricordano il rispetto della legge sbraita. È un atteggiamento inaccettabile per chi guida il Paese”. Così la responsabile Giustizia del Partito Democratico e deputata Debora Serracchiani interviene sulle parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo la decisione del Tribunale civile di Palermo che ha condannato lo Stato a risarcire la ONG Sea-Watch per il fermo della nave Sea-Watch 3 nel 2019 a Lampedusa.

“Ancora più grave – conclude – che queste parole arrivino nel giorno in cui il Quirinale ha richiamato tutte le istituzioni al reciproco rispetto. Servono sobrietà e senso dello Stato”.

 

18/02/2026 - 16:00

“C'è venuto il dubbio che il ministro Ciriani stesse rispondendo a nome della Capo di Gabinetto Bartolozzi invece che a nome del ministro Nordio. La lettera con cui la Bartolozzi ha chiesto al presidente del Anm di rendere noti eventuali finanziamenti ricevuti da privati cittadini al Comitato per il No al Referendum è del tutto irrituale perché il capo di gabinetto dovrebbe sapere che tale richiesta non può essere inoltrata in quanto contraria alla legge. Perché un'analoga lettera non è stata inoltrata anche al comitato per il Sì dove ci sono sia magistrati in carica, sia membri del Csm?” Lo dichiara la deputata e responsabile Giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani in replica al ministro Ciriani nel Question Time alla Camera.

“Nella lettera – sottolinea la parlamentare dem - si chiede anche di sapere quanto versato. Dopo la schedatura dei professori di sinistra, il governo vuole anche la schedatura di chi vota no al Referendum”. “È una vera intimidazione attraverso la creazione di una lista di proscrizione dei magistrati e dei cittadini. Ma i cittadini italiani ci tengono alla loro Costituzione, perché è stata il loro ombrello sotto il quale si sono riparati per 80 anni e la difenderanno votando No”, conclude Serracchiani.

 

18/02/2026 - 13:14

“Un richiamo alto e di grande valore quello del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”. Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Partito Democratico, commentando le parole del Capo dello Stato in occasione della riunione del Consiglio Superiore della Magistratura.
“Il rispetto tra le istituzioni democratiche è un pilastro della nostra Costituzione. Tutte le istituzioni vanno rispettate e devono essere guidate nel rispetto vicendevole, anche da parte di chi pro tempore ricopre ruoli apicali”.
Secondo Serracchiani, quello del Presidente è “un richiamo chiaro e fermo, che condividiamo pienamente e che ci auguriamo trovi il giusto riconoscimento nella pratica quotidiana, nell’interesse della Repubblica”.
“Il confronto e anche la critica sono legittimi – conclude – ma devono sempre muoversi dentro un perimetro di leale collaborazione e di rispetto reciproco tra i poteri dello Stato”.

16/02/2026 - 14:08

"Le notizie riportate da alcuni media circa la richiesta della capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio all’Associazione Nazionale Magistrati di avere l’elenco di chi ha fatto donazioni al comitato per il No al referendum costituzionale è un atto molto grave che tradisce il nervosismo che si respira nei palazzi del Governo. Un segnale che sa tanto di liste di proscrizione e di cui è difficile comprendere le ragioni. Si mette in discussione la libertà di partecipazione e si alimenta un clima di pressione nei confronti della magistratura e dei cittadini che voteranno NO. Il ministro chiarisca subito.

Le istituzioni e il popolo sovrano si rispettano. Non si intimidiscono". Così la deputata democratica, responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

 

10/02/2026 - 17:39
Ogni intervento pubblico del ministro Nordio conferma un’idea inquietante: l’obiettivo non è riformare la giustizia, ma sottomettere la magistratura e affermare il principio secondo cui chi vince le elezioni deve poter governare senza contrappesi e senza limiti". Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile giustizia del Partito Democratico, commentando le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che oggi ha affermato che un’eventuale vittoria del No non sarebbe "una vittoria della Schlein ma delle procure".
"Siamo davanti a una vera e propria ossessione – prosegue Serracchiani –. Per Nordio, se vince il Sì sarà una vittoria della politica che vuole le mani libere, che pretende di agire indisturbata, senza controlli e senza equilibri. È una visione pericolosa e sbagliata della democrazia".
"La “sovranità limitata” evocata dal ministro non è quella del popolo, ma quella di una politica che, una volta vinte le elezioni, pensa di dover comandare su tutto e su tutti, inclusa la magistratura. Noi crediamo esattamente nel contrario: nella separazione dei poteri, nei contrappesi, nello Stato di diritto. Senza scorciatoie autoritarie".

Giustizia: Serracchiani (Pd), da Nordio ossessione per una politica senza controlli
 
"Ogni intervento pubblico del ministro Nordio conferma un’idea inquietante: l’obiettivo non è riformare la giustizia, ma sottomettere la magistratura e affermare il principio secondo cui chi vince le elezioni deve poter governare senza contrappesi e senza limiti". Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile giustizia del Partito Democratico, commentando le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che oggi ha affermato che un’eventuale vittoria del No non sarebbe "una vittoria della Schlein ma delle procure".
"Siamo davanti a una vera e propria ossessione – prosegue Serracchiani –. Per Nordio, se vince il Sì sarà una vittoria della politica che vuole le mani libere, che pretende di agire indisturbata, senza controlli e senza equilibri. È una visione pericolosa e sbagliata della democrazia".
"La “sovranità limitata” evocata dal ministro non è quella del popolo, ma quella di una politica che, una volta vinte le elezioni, pensa di dover comandare su tutto e su tutti, inclusa la magistratura. Noi crediamo esattamente nel contrario: nella separazione dei poteri, nei contrappesi, nello Stato di diritto. Senza scorciatoie autoritarie".

07/02/2026 - 14:00

“Prima non consentono al Parlamento di poter esercitare la propria funzione, poi fissano una data del referendum senza rispettare la raccolta firme di oltre 500 mila cittadine e cittadini italiani, poi sono costretti a modificare il quesito del referendum senza spostare la data fissata del referendum con la solita tracotante arroganza di chi comanda e non governa. Ora anche le accuse  alla magistratura di aver semplicemente svolto il proprio lavoro applicando la legge e lamentando la non imparzialità della stessa. Ancora una volta prevale la linea della prepotenza e della mancanza di rispetto per le istituzioni. Un’altra buona ragione per votare no”. Così la responsabile giustizia del Pd, la deputata democratica Debora Serracchiani.

03/02/2026 - 17:39

 “Garantire piena autonomia e indipendenza alla magistratura è una condizione essenziale per rendere efficace il contrasto alle mafie”. Lo afferma la deputata Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito democratico, a margine dell’iniziativa per i 50 anni della presentazione della relazione di minoranza in Antimafia redatta da Pio la Torre insieme al giudice Cesare Terranova. “Ogni scelta che riduce i controlli o delegittima il ruolo della giurisdizione finisce per favorire la criminalità organizzata - sottolinea Serracchiani - la lotta alle mafie non è solo una questione repressiva, ma una battaglia di legalità e di democrazia. Anche per questo voteremo con convinzione ‘No’ al prossimo referendum costituzionale” conclude.

02/02/2026 - 13:29

“Carlo Nordio continua imperterrito a prendere in giro l’intelligenza degli italiani. Oggi si erge a difensore della ‘sacralità’ del Parlamento, arrivando a definire addirittura ‘blasfeme’ le critiche alla riforma costituzionale sulla giustizia. Peccato che dimentichi un dettaglio fondamentale: quella riforma il Parlamento, nei fatti, non l’ha mai vista.” Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile giustizia del Partito Democratico. “Il testo approvato dalle due Camere è esattamente identico a quello uscito dal Consiglio dei ministri. Identico parola per parola. Non perché fosse perfetto, ma perché la maggioranza ha imposto una chiusura totale, impedendo qualsiasi modifica e qualsiasi reale confronto parlamentare. Nessuno ha potuto ‘metterci bocca’. Una visione piuttosto distorta del concetto di democrazia e della presunta sacralità delle istituzioni. Nordio dice che il Parlamento è sacro, ma lo riduce a un passacarte. Rivendica il rispetto delle decisioni parlamentari, salvo poi svuotare il Parlamento del suo ruolo più importante: discutere, emendare, migliorare le leggi. Se questa è la sua idea di democrazia parlamentare, allora c’è poco da stare tranquilli” conclude Serracchiani.

 

29/01/2026 - 18:30

“È molto grave che il governo abbia motivato ieri e ribadisca oggi la bocciatura dell’emendamento sul voto ai cittadini fuori sede con la presunta assenza dei tempi tecnici. È un’argomentazione semplicemente assurda”.
Lo dichiara Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico.
“È stato proprio il governo – prosegue – a forzare i tempi, correndo per anticipare la data del referendum. Ora ci viene detto che non si può garantire il diritto di voto perché il tempo è poco: una contraddizione evidente, che smaschera la verità politica di questa scelta”.
“Altro che problemi tecnici: la presidente Meloni ha paura del voto, ha paura della partecipazione e soprattutto ha paura del voto delle nuove generazioni, degli studenti, dei lavoratori e dei cittadini costretti a vivere lontano da casa. Negare il voto ai fuori sede è una scelta politica precisa, che colpisce la democrazia e restringe i diritti”, conclude Serracchiani.

28/01/2026 - 19:21

 “È evidente che il governo non ha visto la trasmissione Report o, comunque, non ha capito quello che ha visto. Nel senso che il problema non è che l’Ecm sia disabilitato, perché tutti sono disabilitati se non fanno l'aggiornamento. La questione centrale è che nonostante siano disabilitati l’inchiesta della trasmissione televisiva, attraverso la testimonianza del giudice Tirone, ha svelato che un informatico da remoto riesce a leggere esattamente quello che sta scrivendo il magistrato sul suo computer. E questo nonostante l’Ecm sia disabilitato e l'accesso da remoto sia fatto senza alert e senza richiesta di autorizzazione. Adesso, se il governo ha capito che questo meccanismo può creare problemi alla segretezza e alla sicurezza, perché insiste nel dire che va tutto bene e non interviene per le opportune modifiche? E siccome il governo, sempre rispondendo alla nostra interrogazione, dice che sono in corso accertamenti al ministero della Giustizia, allora non è vero che il ministro Nordio non se ne sta preoccupando: perché se ci sono degli accertamenti, vuol dire che ha deciso di verificare ciò sta succedendo. Allora delle due l’una: o Nordio c’è o ci fa”.

Così la deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, commentando la risposta del governo in commissione Giustizia all’interrogazione del Pd sulla vicenda Ecn svelata dalla trasmissione Report.

 

22/01/2026 - 12:07

Dopo la denuncia alla magistratura per i manifesti del Comitato civico GiustodireNO, dopo aver minacciato di denunciare la sottoscritta che ha osato esercitare le proprie prerogative costituzionali chiedendo spiegazioni in aula su una inchiesta di Report, apprendiamo da alcuni quotidiani che il ministro  avrebbe  deciso di segnalare i suddetti manifesti all’AGCOM, Autorità garante per le Comunicazioni, evocando, cosi sembra sia scritto in una risposta che il ministro ha dato sul tema a FDI, “possibili violazioni dell’equità e correttezza informativa nell’ambito della campagna referendaria in corso”. Siamo certi che con la medesima sollecitudine denuncerà, a titolo di esempio, le improvvide affermazioni pubbliche della premier che ha avuto modo di di dire che bisogna votare la riforma costituzionale “perché non ci sia più una vergogna come quella che stiamo vedendo a Garlasco”. Si tratta di una dichiarazione falsa e tendenziosa che meriterebbe l’attenzione del Ministro che ha avuto modo di dire più volte che la riforma non migliora l’efficienza della giustizia. Ci stupisce, inoltre, che proprio questo Governo che ha aperto un conflitto con la magistratura, pensi di vincere il referendum utilizzando la via giudiziaria e rivolgendosi proprio a quella giudici che quotidianamente denigra. Eterogenesi dei fini o denuncia facile. Fate voi.

 

21/01/2026 - 14:40

“Dopo aver ascoltato il ministro Nordio mi verrebbe da dire parafrasando un suo collega di governo che la 'giustizia vale fino ad un certo punto'. Il ministro parla di un mondo quello della giustizia che apparentemente non conosce, non frequenta e non capisce. Le tante interrogazioni, proposte di legge e audizioni avanzate dal PD in questi tre anni, raccontano un mondo della giustizia completamente diverso da quello narrato da Nordio che continua solo a dire di no a tutte le proposte e risoluzioni che gli vengono presentate e porta avanti il triste record di una riforma che non verrà intaccata neanche da un piccolo emendamento. Non è una 'petulante litania' ricordare che la Costituzione appartiene a tutti gli italiani, e che va rispettata e trattata con cura”. Lo dichiara la deputata e responsabile giustizia del PD, Debora Serracchiani.
“Se va tutto bene come sostiene Nordio ed è stato rispettato il Pnrr  - sottolinea la parlamentare dem - perché fare un decreto urgente per spostare i magistrati da una parte all'altra del Paese? Perché i giudici di pace fissano le udienze al 2032? Perché nel processo di digitalizzazione, le richieste di archiviazioni si stanno facendo a mano? Per non parlare poi del precariato presso il ministero della Giustizia e le gravissime carenze di personale amministrativo”. “È offensivo sentire che i suicidi nelle carceri avvengono per paura di liberazione e che il sovraffollamento evita i suicidi. Sulla sicurezza il fallimento è totale e lo ammette anche la premier Meloni che le chiede un cambio di passo. Ma Nordio continua con l'aumento dei reati e delle pene omettendo anche una sola parola su prevenzione, formazione e informazione, elementi fondamentali per rendere più sicure le città”, conclude Serracchiani

 

21/01/2026 - 12:45

Se notizie confermate, Nordio si dimetta

“Apprendiamo con sgomento da indiscrezioni di stampa che tutti i pc dei magistrati italiani sarebbero sottoposti a controlli da remoto che violano la segretezza delle indagini, la riservatezza delle inchieste e degli stessi atti processuali. Una questione di sicurezza nazionale e una evidente lesione dell’indipendenza e autonomia della magistratura.
Un fatto gravissimo che se confermato smaschererebbe ancora una volta il governo e sarebbe la conferma che il Governo Meloni vuole controllare la magistratura.
Tanto più grave se corrisponde al vero che il caso sollevato da una importante procura sarebbe stato messo a tacere nel 2024, secondo fonti ministeriali citate, dai dirigenti del ministero su richiesta della presidenza del Consiglio. Una violazione di fondamentali principi costituzionali e di sicurezza nazionale di cui il ministro Nordio e palazzo Chigi dovranno rispondere con immediatezza.
Questa volta come minimo ci aspettiamo che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni venga in Aula a spiegare se quanto rivelato da Report corrisponde al vero e in caso affermativo che il Ministro Nordio si dimetta immediatamente”. Lo dichiara Debora Serracchiani deputata e responsabile Giustizia del Pd.

 

20/01/2026 - 12:47

“È importante questo codice perché costituisce uno strumento utile per conoscere e mettere in fila i diritti e i doveri degli under 18. Serve ai giovani per acquisire consapevolezza, ma serve anche a tutti coloro che si occupano di minori. Uno strumento di conoscenza e consapevolezza, un’opera di formazione e informazione che tocca argomenti che riguardano la prevenzione e non solo la repressione nei casi di disagio giovanile”. Lo ha detto Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd, nel suo intervento alla Camera per presentare il volume “Codice Junior. Under 18: diritti e doveri”.

“Proprio per la tutela dei minori, abbiamo presentato una proposta di legge sia alla Camera che al Senato: è necessario, ancora di più oggi alla luce dei tragici fatti di cronaca di questi giorni che hanno coinvolto ragazzi di 16 anni, vietare la vendita online e fisica di armi da taglio e coltelli ai minori in Italia, introducendo sanzioni severe (reclusione fino a 3 anni, multa fino a 10.000 euro) per i venditori che non verificano l'età. Ma le sanzioni non bastano. È fondamentale la prevenzione: rafforzare i controlli, cercare di prevenire la violenza tra i minori, nelle scuole, nelle famiglie e allo stesso tempo formare e sensibilizzare i commercianti, responsabilizzarli perché dalla vendita di un coltello ad un minore può dipendere la vita di un altro suo coetaneo. Il Pd ha messo in campo una serie di proposte per la sicurezza e la prevenzione della violenza, cercando di arginare anche la disinformazione online e in generale l’utilizzo delle armi. Questo Codice ci aiuta ad avere uno strumento in più da mettere nella nostra cassetta degli attrezzi per affrontare la complessità della minore età, dei suoi diritti e doveri”, ha concluso Serracchiani.

 

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