• 12/03/2025

"Siamo arrivati al punto di dover chiedere con sempre maggiore forza al governo di indicare le date per il voto del referendum sulla cittadinanza e delle elezioni amministrative. Lo abbiamo ribadito ieri, durante il presidio in Piazza Capranica, ma continuiamo a chiedere anche lo sblocco di questioni fondamentali come il ‘voto dove vivo’. Se questo principio non viene garantito, quasi 5 milioni di persone saranno di fatto escluse dalla possibilità di esprimere il proprio voto. Sul referendum si stanno mobilitando tantissime forze, a partire dal nostro Partito, insieme a oltre 120 realtà tra associazioni, organizzazioni e movimenti. Questo impegno collettivo è fondamentale perché la vittoria del referendum sulla cittadinanza significherebbe un passo avanti nella coesione sociale del nostro Paese e nella lotta contro discriminazioni e marginalizzazioni che questa legge del 1992 continua a produrre da oltre trent’anni". Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Ouidad Bakkali, intervistata per i canali social dei deputati dem.

Quanto alla mancata comunicazione del governo sulle date del voto, Bakkali non si dice sorpresa: "Non è una dimenticanza, ma una strategia precisa per evitare che le persone partecipino ed esercitino il loro diritto di esprimersi attraverso il referendum, uno strumento essenziale di democrazia diretta e partecipata. Il silenzio del governo mira a informare meno, per portare meno persone alle urne".

L’esponente dem richiama quindi l’attenzione su due temi cruciali che i referendum mettono al centro: cittadinanza e lavoro: "Entrambi questi aspetti incidono profondamente sulla qualità della vita di milioni di persone. La precarietà esistenziale che la legge 91 del 92 continua a riprodurre colpisce tanti ragazzi e ragazze nati e cresciuti in Italia, che si trovano a dover affrontare ostacoli burocratici insensati, dal rinnovo dei permessi di soggiorno, all’attesa di tre o più anni per ottenere una risposta sulla cittadinanza". “Per questo - conclude Bakkali - "dobbiamo reagire con determinazione, continuando a chiedere le date del voto e, soprattutto, mobilitandoci per informare e coinvolgere quante più persone possibile. Partecipare e far partecipare è la nostra risposta a chi vorrebbe spegnere questa battaglia di civiltà".