"Ora scelgano. Se Giorgia Meloni vuole ristabilire una corretta dialettica democratica, non può lasciare Delmastro e Donzelli un minuto in più al loro posto. E Nordio smetta di avallare, per coprire i due, la diffusione di informazioni tra detenuti al 41bis: una gravità inaudita".
Lo scrive su Twitter Peppe Provenzano, vice segretario Pd e vice capogruppo alla Camera
“Ribadisco la richiesta già avanzata dalla presidente del Gruppo Pd-Idp, Debora Serracchiani. Chiediamo al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, di attivarsi affinché il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, torni il prima possibile in Aula a riferire sull’esito dell’indagine interna da lui avviata presso il Ministero".
Così Andrea Casu, segretario d'Aula del Gruppo Pd-Idp della Camera, intervenendo sull’ordine dei lavori in merito alla diffusione da parte del vicepresidente del Copasir, Giovanni Donzelli, di informazioni ottenute dal sottosegretario al ministero della Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove.
“Assurde insinuazioni per difendere l’indifendibile, ne risponderete”
“Onorevole Foti, in questa grave vicenda, come è ormai chiaro a tutti, le spiegazioni le devono dare i suoi colleghi di partito, il ministro Nordio e la presidente del consiglio Meloni. Non certo noi: gli incontri nel carcere di Sassari li abbiamo fatti perché erano il motivo della nostra visita come abbiamo ribadito allo stesso Cospito. A fronte di sue affermazioni abbiamo chiarito che eravamo lì non per ascoltare le sue valutazioni ma per sincerarci delle sue condizioni di salute e l'adeguatezza della struttura al regime di detenzione del 41 bis. Tanto è vero che subito dopo abbiamo proseguito gli incontri sia con i detenuti dello stesso passeggio, con i detenuti comuni e con il personale che lavora nel carcere: dirigenti, medici, polizia penitenziaria. Abbiamo sempre ribadito l'esigenza assoluta di mantenere l'istituto del 41 bis come strumento di contrasto alla criminalità organizzata, che trova traccia nelle dichiarazioni all'uscita del carcere e in interviste rilasciate nei giorni seguenti. I vostri tentativi di buttare la palla in tribuna per difendere l’indifendibile sono sempre più goffi. Il tema, purtroppo, è di una gravità inaudita e, come abbiamo ribadito, andremo fino in fondo finché tutto non sarà chiarito perché è inquietante utilizzare informazioni riservate per manganellare l'avversario politico. Qualcosa che non si è mai visto. Chi ha utilizzato queste assurde insinuazioni nei confronti del Pd e per colpire noi ne risponderà in tutte le sedi”.
Lo dichiarano Debora Serracchiani, Silvio Lai, Andrea Orlando e Walter Verini.
"Oggi abbiamo ascoltato il ministro Nordio a cui abbiamo chiesto di tornare in Aula a riferire sull'esito dell'indagine interna che ha avviato presso il Ministero dopo l'intervento dell'onorevole Donzelli di ieri alla Camera. Il ministro ha chiarito che non intende trincerarsi dietro l'indagine aperta presso la procura di Roma. Alla luce delle dichiarazioni della maggioranza che si ostina a negare la gravità di quanto accaduto e a giustificare il comportamento del sottosegretario Delmastro Delle Vedove abbiamo comunque depositato anche la mozione di censura nei suoi confronti per la revoca delle deleghe che gli sono state affidate, ritenendo il suo comportamento pericoloso per la sicurezza nazionale e la lotta alle mafie e al terrorismo e per aver rivelato informazioni relative a detenuti al 41 bis".
Così Debora Serracchiani capogruppo Pd alla Camera
“Nordio non ha potuto difendere il sottosegretario Delmastro e il vicepresidente del copasir Donzelli per la divulgazione delle informazioni sensibili e riservate di ieri. E anche se ha preso tempo l’esito dell’indagine da lui avviata è ovviamente scontato: Nordio non potrà mai sostenere che il sottosegretario può fornire a terzi informazioni riservate e che i parlamentari hanno presso il ministero della giustizia libero accesso alle informative delicatissime del Dap per poi divulgarle.
I fatti ormai sono chiari: i due hanno diffuso informazioni delicatissime e riservate e ciò è stato fatto per usarle come clava contro il principale partito di opposizione nel dibattito politico.
Più dignitoso per Delmastro e Donzelli a fare subito un passo indietro senza sottoporsi a questa umiliante e prolungata esposizione. Tanto noi non arretreremo di un millimetro e andiamo fino in fondo a questa vicenda”.
Lo dichiara il capogruppo in commissione Giustizia Pd alla Camera Federico Gianassi
“Nordio scandalosamente elusivo, neanche una parola chiara su quanto accaduto ieri: Donzelli ha divulgato informazioni sensibili fornitegli dal sottosegretario Delmastro. Qualcuno li ha autorizzati, a che scopo? Inquietante, si dimettano. Non ci fermeremo, vogliamo la verità”.
Lo scrive su Twitter Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico.
"Durante il dibattito di oggi alla Camera il protagonista è stato l’imbarazzo del governo e della maggioranza: o esce Delmastro dal governo oppure ne uscirà male Nordio".
Lo scrive su Twitter Stefano Graziano, capogruppo democratico in commissione Difesa
“Un Nordio imbarazzato e imbarazzante oggi non ha giustificato Donzelli e Delmastro ma non ha fatto chiarezza. Dovrà farla, all’esito dell’indagine interna, perché il responsabile del Ministero è lui. Ma è già tutto chiarissimo. Quei due sono un pericolo per la sicurezza nazionale”. Così su Twiter Peppe Provenzano, vice segretario del Pd e vice capogruppo alla Camera.
"L’imbarazzo del ministro Nordio che si è dovuto rifugiare in corner per non dare la sua opinione sulla vicenda Donzelli-Delmastro, fa il paio con le forze politiche di maggioranza che hanno anch’esse dovuto parlare di altro per non affrontare ciò che ieri è avvenuto in Parlamento e la chiarezza con cui vanno raccontati.
Il deputato Donzelli, vice presidente del Copasir, ha diffuso informazioni riservate che non avrebbero dovuto essere nella sua disponibilità. A spifferarle il sottosegretario alla giustizia Delmastro che peraltro ha la delega al Dap che, dopo giustificazioni incoerenti e infantili, lo ha confessato. Non possono rimanere ai loro posti perché in quelle funzioni sono incompatibili con la sicurezza dello Stato. Hanno agito da agitprop per una meschina mossa propagandistica contro il Pd. I silenzi e il rinvio del ministro Nordio, ad ulteriori approfondimenti e il disagio degli alleati di FDI confermano l'imbarazzo del governo. Difenderemo l'onorabilità del PD in tutte le sedi. Noi siamo quelli che combattono la mafia e la criminalità senza tentennamenti. I fatti lo dimostrano. Nei nostri album di famiglia non ci sono ne mafiosi e ne terroristi, e nessuna ambiguità sulla lotta alle mafie. Si cerchino altrove le ambiguità".
Lo dichiara il deputato democratico Silvio Lai.
Sconcerta la superficialità con la quale un ministro della Repubblica interviene sulla questione aperta stamani in aula alla Camera dalle improvvide parole dell’on. Donzelli. Salvini invece di approfittare per la sua consueta propaganda, in qualità del suo ruolo, dovrebbe essere più interessato all’accertamento dei fatti, evitando di improvvisare l’ennesimo comizietto con il quale vorrebbe ridurre la questione a una diatriba personale fra Serracchiani e Donzelli anziché di un violento attacco dell’esponente di FdI al Pd. Un comportamento opposto, fra l’altro, a quello del suo collega Nordio che è sembrato senz’altro più attento e rispettoso.
Lo dichiara il vice capogruppo del Pd alla Camera Piero De Luca
Dichiarazione di Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia
L’on. Donzelli ha oggi ha dichiarato che Cospito, detenuto al 41 bis, ha avuto colloqui con detenuti mafiosi, anch’ essi detenuti al 41 bis e ne ha divulgato il contenuto. Come ne è venuto a conoscenza? A quale titolo le ha divulgate? Chiediamo che il ministro Nordio chiarisca con urgenza in parlamento tali affermazioni, il cui contenuto è in possesso esclusivo del ministero della Giustizia. Vogliamo sapere perché l’on Donzelli le ha pubblicamente divulgate, mettendole nella disponibilità di tutti, persino degli afferenti alle organizzazioni degli stessi detenuti a cui ha fatto riferimento. Con ciò, di fatto, aggredendo il regime del 41 bis a cui sono sottoposti quei detenuti e che impedirebbe loro di comunicare e portare messaggi all’esterno. Inoltre, Donzelli ci ha fatto sapere che detenuti al 41 bis, che non possono avere rapporti tra di loro, in realtà tra loro parlottano e il Ministero ne è a conoscenza. Oltre ad avere sostenuto falsità nei confronti degli esponenti Dem per la loro visita di carattere umanitario in carcere a Sassari e ad avere alimentato insinuazioni calunniose contro il PD. Tutte dichiarazioni gravissime per le quali chiediamo al ministro Nordio di riferire subito in parlamento . Vogliamo che il paese sappia perché e da chi Donzelli ha avuto quelle notizie e perché le ha divulgate”.
“Quelle informazioni prodotte dal Dap sono nella esclusiva disponibilità del Ministro della Giustizia. Ecco perché ora è anche dovere di Nordio chiarire. E Donzelli deve dimettersi dal Copasir, perché con uno come lui nessuno può sentirsi al sicuro”.
Così il vicesegretario del Pd e vicepresidente del Gruppo alla Camera, Peppe Provenzano, su Twitter.
La notizia che Alfredo Cospito sia stato trasferito dal carcere Bancali di Sassari a quello di Opera è una buona notizia. Potrà essere seguito con maggiore adeguatezza dal punto di vista sanitario.
Ora spetta al ministro Nordio affrontare con responsabilità anche il secondo aspetto. Verificare se permangono le condizioni del regime di 41bis per un detenuto che è stato condannato all’ergastolo ostativo per un crimine che non ha provocato alcun ferito. E’ una decisione da assumere con solerzia applicando le norme che già ci sono. Già dal Cdm di questa sera si può arrivare ad una definitiva scelta. Recedere dal regime 41bis non significa dare ragione a chi in queste ore si sta macchiando, in giro per l’Italia, di reati che vanno avversati e condannati.
Avere fermezza non pregiudichi il fatto che regole e garanzie costituzionali siano applicate a tutti, senza farsi condizionare da alcunché.
Così il deputato del Pd Silvio Lai.
"Un governo non dovrebbe alimentare scontri e violenze ma sopirle. Sul caso Cospito la destra e Palazzo Chigi tentano di scaricare sugli altri le responsabilità che sono proprie e al tempo stesso devono aver messo a tacere il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il quale, per competenza, dovrebbe occuparsene. Ma si sa il garantismo del ministro Nordio è a fasi alterne e viene evocato solo quando è utile a sostenere determinati interessi. Di contro servirebbe affrontare una emergenza che è sotto gli occhi di tutti. C’è un detenuto che sta male e sta rischiando di perdere la vita e vi è una evoluzione criminale che va condannata e fermata non solo evocando una pelosa fermezza. Alfredo Cospito va subito trasferito in una struttura in grado di dare adeguata assistenza sanitaria. Il carcere Bancali di Sassari non può farlo per carenze di servizi e di personale. Al tempo stesso il ministro Nordio può decidere, avendone la potestà, sulla richiesta di revoca del regime di 41bis valutando se per i reati commessi e i comportamenti del detenuto l’ergastolo ostativo è una pena congrua ed imprescindibile.
Ciò che non può fare il ministro Nordio, se non costretto da Palazzo Chigi e dai suoi alleati, è rifugiarsi nel silenzio perché le attuali criticità potrebbero non essere più controllabili. Ed allora se ne assumerebbe per intero la responsabilità". Lo dichiara il deputato dem Silvio Lai.
"Non si può assistere inerti al crollo delle condizioni psicofisiche di Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41bis nel carcere Bancali di Sassari. Prima il digiuno ad oltranza che lo ha significativamente debilitato per il fortissimo calo ponderale, poi la caduta rovinosa con la frattura del naso ed il rischio di edema cerebrale. Chi deve prendere decisioni le allontana. La Corte di Cassazione fissa l'udienza sul ricorso inerente il 41bis quando ormai la situazione potrebbe essere precipitata. Il ministro Nordio, interpellato con interrogazioni e con una lettera di qualche giorno fa sottoscritta insieme alla presidente del gruppo Pd Debora Serracchiani, non dà cenno di riscontro. Proprio lui che si fregia di essere un garantista. Non si tratta ovviamente di giudicare le colpe di Alfredo Cospito, quelle rimangono, ma di verificare se il regime di 41bis sia congruo per quel detenuto e per la sua condanna non ha provocato né feriti e tantomeno morti. C'è pure da verificare se il carcere di Bancali, in grave carenza di personale e con una logistica non all'altezza, possa ospitare un detenuto che presenta complessità e criticità.
Insomma, al garantista ministro Nordio chiediamo di affrontare il problema e di battere un colpo se c’è.”
Lo dichiara il deputato democratico Silvio Lai