15/12/2024 - 14:49

“Telemeloni colpisce ancora. La Rai ha trasmesso l’intervento della premier Meloni dal palco di Atreju, l’evento politico di Fratelli d’Italia. Quel partito di cui la premier è leader, ha organizzato un evento di parte, non un'iniziativa istituzionale di rilevanza nazionale. Verificheremo se i minutaggi concessi alla Meloni sono gli stessi messi a disposizione per i leader delle altre forze politiche e se ad altri esponenti di partito è data la facoltà di andare in diretta nazionale, da un palco, durante una kermesse di partito. Se la diretta va bene per la Meloni ci aspettiamo che allora vada bene anche per altri leader e con le stesse modalità”. Lo affermano in una nota i parlamentari democratici nella commissione di Vigilanza Rai.

13/12/2024 - 16:57

L’’intergruppo parlamentare per la pace tra Israele e Palestina, insieme ad alcuni europarlamentari e ong hanno visitato oggi la Corte Penale Internazionale (CPI) a L'Aja. L’incontro si inserisce nel quadro delle attività promosse dall’intergruppo volte a promuovere il dialogo e la giustizia internazionale per il rafforzamento della pace nella regione.
La delegazione democratica parlamentare è composta da: Laura Boldrini, Ouidad Bakkali, Sara Ferrari, Valentina Ghio, Andrea Orlando, Rachele Scarpa Arturo Scotto e dagli europarlamentari Brando Benifei, Sandro Ruotolo, e Cecilia Strada.
Mentre per ong e associazioni hanno partecipato AOI, EDUCAID, ARCI, ACS e Assopace palestina, Un ponte per.
Nel corso della visita, i rappresentanti della delegazione hanno incontrato i vertici della Corte Penale Internazionale(CPI) con i quali sono state affrontate le questioni che maggiormente stanno impegnando la Corte nei numerosi scenari di conflitto a livello globale.
Il tema che riteniamo urgente rilevare è il pesante attacco a cui è sottoposta la Corte, in particolare a seguito dei mandati di arresto che riguardano Netanyahu, Gallant e il capo dell'ala militare di Hamas, Mohammed Diab Ibrahim Al-Masri.
In particolare le due leggi in discussione al Congresso Usa e la Knesset israeliana (Paesi non aderenti alla Corte), comporterebbero pesanti sanzioni e l’introduzione di specifici reati, che oltre a colpire direttamente la Corte e i suoi funzionari, renderebbero impossibile e insostenibile, economicamente e politicamente, per qualunque soggetto collaborare con l’Istituzione, isolandola e quindi minandone l’esistenza stessa.
Diventa quindi nostro impegno primario, nella speranza di trovare convergenza e trasversalità, quello della protezione della Corte che è innanzitutto una conquista della comunità internazionale da proteggere, nata nel 1998 a Roma per dare giustizia alle vittime di crimini internazionali in scenari drammatici come quello del rwanda e dell’ ex Yugoslavia.
Salvare la Corte e i procedimenti, anche perchè non esistono sanzioni selettive e le azioni che distruggono la Corte di fatto cancellano la possibilità di aver giustizia, non solo sui procedimenti che riguardano Gaza , ma comprometterebbero anche i casi che riguardano ad esempio l’Ucraina. l’Afghanistan o il Darfour per citarne solo alcuni.
Proteggere la Corte significa quindi rifiutare la concezione di un diritto internazionale “à la carte” e doppi standard o doppie morai, ma operare perchè sia applicato il diritto internazionale, ne sia garantita la reciprocità, sia garantita giustizia alle vittime.
Bisogna chiarire che senza la legalità internazionale il mondo in cui viviamo, in un momento in cui si evoca “la mentalità di guerra”, sarà sempre di più in balia della risoluzione dei conflitti con le armi e creando un clima di impunità verso i crimini di guerra e la violenza hce si abbatte principalemte sulle popolazioni civili.

12/12/2024 - 13:15

I capigruppo di opposizione nella Commissione Parlamentare di vigilanza Rai, Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5s), Angelo Bonelli (Avs), Maria Elena Boschi (IV) hanno inviato una lettera ai Presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, per denunciare “l’insostenibile impasse” che blocca da mesi l’elezione della presidenza Rai e chiedere un intervento tempestivo per ripristinare al più presto una condizione di normalità per i lavori della Commissione. Nonostante l’obbligo di legge – scrivono i capigruppo di opposizione – ben cinque votazioni sono andate deserte a causa dell’atteggiamento dei gruppi di maggioranza, che legano l’attività della commissione al voto della candidata alla presidenza. E’ surreale che i gruppi parlamentari che sostengono la maggioranza di governo facciano sistematicamente mancare il numero facendo andare deserte le votazioni bloccando l’iter di completamento della nomina del presidente del CDA creando uno stallo senza precedenti che si ripercuote negativamente sia sul buon funzionamento dell’organo parlamentare, che ormai – a causa dell’atteggiamento della maggioranza e nonostante il richiamo alla responsabilità da parte della presidente della commissione - non si convoca più neppure per lo svolgimento della sua attività ordinaria, e sia sulla già critica situazione della Rai.
Ci appelliamo – scrivono i capigruppo di opposizioni - alla Vostra funzione di garanti delle regole per porre fine a questo atteggiamento irresponsabile e a questa mortificazione delle istituzioni richiamando le forze politico parlamentari che si stanno rendendo protagoniste di questa imbarazzante condizione a confrontarsi apertamente sul futuro della Rai nell’interesse generale dei cittadini e di una azienda pubblica strategica per il Paese”.

11/12/2024 - 14:22

“Le ipotesi di dimissioni del Direttore del Tgr, Alessandro Casarin, e le nuove nomine rinviate, evidenziano ancora una volta la paralisi decisionale dei vertici Rai. Il Tgr, cuore informativo radicato nei territori e voce imprescindibile delle realtà locali, non può essere terreno di conquista per logiche di potere. Ed è inaccettabile l’incertezza che pesa sulle redazioni, già prive di risorse e di un chiaro indirizzo editoriale. Chiediamo un intervento urgente per dotare il Tgr di una redazione autonoma e competente. E vanno garantite risorse, mezzi e una linea editoriale chiara per informare il Paese in modo indipendente. La credibilità della Rai e il diritto dei cittadini a un’informazione imparziale non possono attendere le decisioni di una maggioranza inadeguata” così i parlamentari democratici nella commissione di Vigilanza Rai.

11/12/2024 - 10:06

La maggioranza continua a sabotare la Commissione di Vigilanza Rai, disertando le sedute e bloccando l’iter istituzionale per il completamento della nomina del presidente del CdA. Si tratta di un atto irresponsabile, che dimostra totale disprezzo verso le regole e i cittadini, i quali pagano il canone per un servizio pubblico che dovrebbe essere indipendente e trasparente", dichiarano in una nota i parlamentari democratici della Commissione di Vigilanza Rai.

"Questo atteggiamento irresponsabile – concludono – non solo compromette la trasparenza e l’efficacia del servizio pubblico, i cui dati drammatici sono sotto gli occhi di tutti, ma rappresenta un attacco alle regole democratiche. La maggioranza sta infatti impedendo al Parlamento di completare la votazione sulla Presidenza della Rai, come previsto dalla legge."

10/12/2024 - 18:09

I parlamentari democratici della Commissione di Vigilanza Rai chiedono all’amministratore delegato Giampaolo Rossi di riferire e fornire immediati chiarimenti sulle preoccupazioni espresse dall’assemblea delle giornaliste e dei giornalisti del Giornale Radio. È indispensabile conoscere il progetto aziendale per il futuro della Radio e garantire il mantenimento del perimetro occupazionale.

 

La Rai è un servizio pubblico fondamentale e, in quanto tale, deve tutelare il lavoro dei professionisti che ne garantiscono qualità e credibilità. Porteremo il caso in Vigilanza”, concludono i democratici, sottolineando che è grave che l’amministratore delegato Rossi non si sia ancora presentato in Commissione dal suo insediamento.

09/12/2024 - 15:30

Ancora morti sul lavoro. Oggi 2 operai in un deposito Eni a Calenzano. Vicinanza alle famiglie e agli operatori impegnati nei soccorsi. Chiediamo che sia fatta chiarezza sulle responsabilità e si ponga fine alle stragi quotidiane. La sicurezza sul lavoro è sempre più emergenza.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla camera dei Deputati.

06/12/2024 - 11:56

“Sono passati 17 anni dalla strage della Thyssenkrupp in cui persero la vita 7 operai: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi.

Una ferita ancora aperta per Torino, per il Piemonte, per il Paese. Una ferita che continua ad aprirsi ad ogni nuova vittima, ad ogni nuova tragedia sui posti di lavoro.
Da quel tragico giorno l’Italia si scosse, compresa la politica. Venne scritto un nuovo testo sulla sicurezza (81/2008) molto avanzato, purtroppo però spesso negli anni è rimasto inapplicato o non è stato fatto rispettare a pieno a causa della mancanza di controlli.

Onorare la memoria delle vittime significa lavorare, giornalmente, affinché simili tragedie non accadano mai più. La retorica non salva vite umane, le leggi sì. È il nostro dovere nei confronti del Paese, dei famigliari di chi non c’è più, della civiltà ferita da queste stragi come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.”

Lo ha dichiarato Chiara Gribaudo, Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla sicurezza sul lavoro

05/12/2024 - 19:03

“La sentenza del TAR Liguria, che annulla l’affidamento diretto alla Rai dell’organizzazione del Festival di Sanremo a partire dal 2026, getta una forte ombra di incertezza su quello che rappresenta il più grande evento mediatico del servizio pubblico e la principale fonte di incasso pubblicitario della Rai. Anche se l’edizione del 2025 è salva, questa decisione rischia di avere un impatto devastante sui conti dell’azienda e sull’identità culturale dell’evento stesso. È fondamentale che l’Ad Rossi venga immediatamente a riferire in Commissione di Vigilanza per chiarire come intende affrontare questa situazione e garantire che il Festival di Sanremo rimanga un pilastro del servizio pubblico. Perdere il Festival sarebbe un colpo durissimo non solo per l’equilibrio economico della Rai, ma anche per la promozione della musica italiana e la tradizione culturale che questo evento rappresenta”. Così una nota dei componenti democratici della vigilanza Rai che sottolineano che Rossi da quando si è insediato ancora non si è mai presentato in vigilanza.

05/12/2024 - 17:14

Quanto è costato questo esperimento fallimentare?

“Con una nota, la Rai giustifica la chiusura di Binario 2 definendolo 'un esperimento innovativo che non è stato premiato dagli ascolti'. Ma un'azienda che gestisce denaro pubblico può nascondere i propri errori dietro la parola 'esperimento'? E soprattutto, quali sono i costi sostenuti per questo 'tentativo'?  La realtà è che si tratta dell'ennesima dimostrazione di una gestione editoriale fallimentare. Anziché riconoscere l'errore, la dirigenza Rai preferisce camuffare un flop come innovazione. Ma innovare non significa sprecare soldi pubblici per progetti senza visione o solidità. Quante altre volte dovremo assistere a questi sprechi di denaro pubblico con simili giustificazioni per mascherare un'incapacità gestionale che ormai è sotto gli occhi di tutti? È tempo che la Rai cambi rotta e inizi a rispettare davvero il mandato che le è stato affidato”. Così in una nota i componenti democratici della commissione di vigilanza Rai.

05/12/2024 - 14:32

Pd in prima fila in Parlamento e piazze

“Credo non ci sia bisogno di ricordare a Calenda, evidentemente neofita dell’operaismo, che il Partito democratico diretto da Elly Schlein, in questo anno e mezzo, si è occupato di Stellantis tutti i giorni. E non sui giornali o sui social o nei convegni, ma nelle piazze e nelle istituzioni. Basta informarsi sulle decine di interrogazioni parlamentari, di risoluzioni in commissione e in aula, di interventi e atti nei consigli comunali e regionali piuttosto che dell’intervento di Schlein durante l’audizione di Tavares. Parole nette e preoccupate. Allo stesso tempo consiglierei di guardare i presidi, i cortei, le piazze a cui hanno partecipato esponenti istituzionali e militanti in questi mesi davanti ai cancelli di Stellantis e dell’indotto. Innumerevoli. Compresi i due scioperi generali -  di categoria e confederale - dove il destino dell’automotive era al centro della piattaforma della mobilitazione. Anche lì c’era la Segretaria Elly Schlein. Suggerirei infine di andare  dagli operai di Mirafiori, Pomigliano, Termoli, Melfi, Bologna e chiedergli dove è stato il Pd in questi mesi. Saranno sicuramente più informati del leader di Azione. Francamente sfugge per quale motivo Calenda polemizzi oggi con Schlein  quando abbiamo un Governo che taglia 4,6 miliardi sul fondo per la transizione nell’automotive e ci stiamo battendo insieme per ripristinarlo. Spendere più energie a criticare il PD che non il Governo non si è rivelata una strategia elettorale efficace”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

05/12/2024 - 11:35

“Dagli interventi della destra che sentiamo in Aula sul fisco sembra che il Black Friday non sia ancora finito. La realtà è che questo decreto è vuoto di contenuti, con misure pasticciate, che possiamo definire misurette, ed anche ingiusto. Vi era da parte della maggioranza un’attesa spasmodica, messianica, sulle entrate del concordato. Erano pronti a sbranarsi per qualche mancia in più, come abbiamo visto sul canone Rai. Poi, visto il fallimento, è cominciata la telenovela delle correzioni e degli interventi al ribasso. Perché a pagare è stato solo chi ne aveva convenienza. Sono stati sottratti alle entrate dello Stato 800 milioni con un nuovo condono e già si annunciano rottamazioni di cartelle che ancora devono arrivare. Per non parlare del Bonus Natale, voluto della presidente del Consiglio che diceva ‘con noi basta bonus’. Cento euro distribuiti alle famiglie a caso, senza un criterio ragionevole. Una lotteria. Non va a chi è povero. Va in misura ridotta a chi è precario. Lo ottengono invece, addirittura, famiglie che hanno un genitore con un reddito altissimo. Un bonus finanziato con duecento milioni sottratti ingiustamente all’assegno di inclusione e che non sono utilizzati per sostenere un’economia in crisi o il reddito dei lavoratori poveri. Uno strano corto circuito a spese dell’erario e di coloro che pagano regolarmente le tasse senza i quali questo Paese crollerebbe”.

Così la deputata dem e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo al Decreto Fiscale.

 

04/12/2024 - 16:03

Dare priorità a salari, pensioni minime e fondo transizione automotive

“Il centrodestra non può scaricare sul Parlamento le sue contraddizioni. Le guerrette di potere tra la Lega e Forza Italia sul canone Rai non interessano gli italiani. La priorità si chiamano: ‘salari troppo bassi’ e dunque la necessità di andare verso il salario minimo; ‘pensioni’, dopo la presa in giro dell'aumento delle pensioni minime di poco più di un caffè al mese e poi ‘politiche industriali’, il governo ripristini il fondo sulla transizione nell'automotive. Abbiamo migliaia di lavoratori del comparto automotive di Stellantis che rischiano la cassa integrazione o ci sono già. E’ una grande questione nazionale sulla quale nessuno può voltarsi dall'altra parte”. Lo dice Arturo Scotto, capogruppo dem in commissione Lavoro alla Camera, in un video pubblicato sui canali social dei deputati Pd.

03/12/2024 - 16:55

“Chiediamo che il governo, la presidente Meloni, vengano in Aula per un'informativa urgente sull'emergenza automotive. Da ieri, gli operai di Transnova, azienda importante dell'indotto Stellantis, stanno presidiando i cancelli dell'azienda a Pomigliano, Melfi, Mirafiori e Cassino. Si tratta, complessivamente di 350 persone, a cui Stellantis ha deciso, dopo 35 anni, di non rinnovare la commessa. Un avviso chiaro di disimpegno: il primo pezzo dell'indotto che rischia di tirare giù, con un effetto domino, tutto il sistema automotive italiano. È un presagio, è un avvertimento. Qui nessuno ha interesse ad aprire polemiche. Vogliamo costruire soluzioni e aprire una discussione vera sul destino industriale del nostro Paese”. Lo ha detto in Aula alla Camera il capogruppo Pd in commissione Lavoro Arturo Scotto.

“100 milioni di buona uscita - ha aggiunto l'esponente dem - all’ad Tavares. Saranno anche le regole del capitalismo, ma quanto può reggere il patto democratico se l'amministratore delegato di una grande azienda guadagna 518 volte in più di un suo lavoratore. Il rischio di scomparsa dell'automotive dal nostro Paese reale è reale e dunque la fine dell'Italia così come l'abbiamo conosciuta, un grande paese industriale, la settima potenza economica del mondo”.

“Oggi – ha concluso Scotto - rischiamo il deserto, l'esplosione definitiva della cassa integrazione. L'ulteriore processo di delocalizzazione delle produzioni. Serve dunque una discussione vera, una politica industriale che è assente, serve il ripristino integrale del fondo per la transizione nell'automotive. Se il Parlamento chiama il capo di Stellantis risponde. Meloni decide di essere protagonista o semplice spettatore di una dismissione strisciante? Di un lento inesorabile spegnimento di questo patrimonio nazionale”.

03/12/2024 - 15:36

“Hanno promesso di tutto, dalla soglia minima delle pensioni minime a 1000 euro, all'abolizione del Canone Rai, dal maggiore investimento nella sanità pubblica di sempre, all'abolizione della legge Fornero. Ora sappiamo che sono solo bugie, che il governo Meloni non ha cura delle persone in difficoltà e continua con la sua trita ideologia e propaganda. Il decreto del Ministero dell'Economia accerta che l'aumento delle pensioni minime sarà pari a 1,8 euro al mese: uno schiaffo in faccia a chi non arriva a fine mese, a chi merita dignità e rispetto e non vuole più essere preso in giro dalle promesse grossolane del governo”. Lo afferma la deputata dem Ilenia Malavasi, componente della Commissione Affari sociali alla Camera.

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