La portavoce del ministero degli esteri russo non perde occasione per mostrare la superficiale e parziale lettura della storia. Avranno condiviso con Salvini anche un pessimo sussidiario. Però Salvini ora è vicepremier e pensa di incidere sulla politica estera del nostro paese.
Per noi valgono le parole pronunciate ieri dal Presidente Mattarella alla conferenza degli ambasciatori e che incarnano i valori della nostra Repubblica e della civiltà europea. Sempre lì ci troverete. Meloni la cui storia politica è quella sconfitta dalla storia invece dove colloca l’Italia?
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
"La terribile strage di Bondi Beach, in Australia, lascia tutti sgomenti ed esprimiamo profonda solidarietà al popolo australiano e alla comunità ebraica. Una cieca violenza antisemita che si è abbattuta su innocenti che celebravano l'Hanukkah e che avrebbe potuto avere esiti perfino peggiori senza il coraggio di Ahmed al Ahmed che, da solo e a mani nude, ha disarmato uno dei due assalitori.
Condanniamo l'antisemitismo in qualsiasi forma e ovunque si manifesti. Come condanniamo la strumentalizzazione che di tragedie del genere viene fatta collegandola perfino al riconoscimento dello Stato di Palestina voluto dal governo australiano.
E' l'odio che produce odio, non la giusta battaglia per l'autodeterminazione di un popolo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
I quotidiani rimangono il mezzo più affidabile attraverso il quale ci orientiamo nel mondo, comprendiamo gli eventi e viviamo nella storia. Per questo quando un giornale rischia di scomparire è un problema. E lo è tanto più se quel, quei giornali come Repubbluca e Stampa, sono stati un luogo di dibattito, di stimolo e di riflessione per un movimento di idee di sinistra, riformiste e illuminate. E preoccupa che questo avviene in una stagione difficile per tutta l’informazione, con agenzie di stampa a rischio, la Rai ridimensionata, l’informazione locale ridotta al lumicino e una propaganda di governo sempre più aggressiva, monocorde e determinata ad occupare tutti gli spazi disponibili. Per questo nel ribadire solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori dei giornali del Gruppo GEDI, rinnovo l’impegno del gruppo Pd alla Camera a tenere alta l’attenzione sulla vicenda e a seguire la sua evoluzione. Difendiamo posti di lavoro ma anche e soprattutto luoghi di libertà e democrazia.
Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Apprendiamo dal Cda Rai una forte preoccupazione per i tagli previsti dalla manovra e per i rischi che questi interventi comportano sulla capacità dell’azienda di produrre e competere, in particolare per quanto riguarda i grandi eventi. Alla vigilia del Festival di Sanremo il Governo sceglie di colpire duramente la Rai, mettendo in discussione appuntamenti che fanno parte della storia culturale del Paese: Sanremo, il Concerto del Primo Maggio, le grandi produzioni che uniscono milioni di cittadini.”
Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico della Commissione di Vigilanza Rai.
“Ridurre ulteriormente le risorse significa indebolire il servizio pubblico proprio nei suoi punti di forza: pluralismo, produzione culturale, presidio democratico nei territori. Non vorremmo che questo fosse l’ennesimo modo per mettere sotto pressione quegli spazi di partecipazione e libertà che da anni caratterizzano la vita culturale italiana e che forse non sempre risultano graditi al Governo. È davvero a rischio anche il concertone del Primo Maggio? Una domanda che il Governo ha il dovere di chiarire senza ambiguità”.
“Trump e Putin non si stanno mettendo d’accordo sulla fine della guerra, che vogliamo tutti, e per primi gli ucraini, ma sulla fine dell’ordine internazionale basato sulle regole. È mancata un’iniziativa diplomatica? Noi la chiediamo da anni. Ma oggi è l’Europa che sta ponendo ai tavoli negoziali le ragioni dell’aggredito e del diritto internazionale. E l’Italia è lì che deve stare per una pace giusta e duratura. Meloni passa il tempo a dire a ucraini ed europei di non rompere con Trump. Dovrebbe dire a Trump di non abbandonare l’Ucraina e non rompere con l’Europa. Reagendo ai suoi attacchi con dignità a difesa dell’interesse nazionale”. Lo ha detto il responsabile nazionale desti del Pd, Peppe Provenzano intervenendo a Tagadà su La7.
Forattini (Pd) presenta interrogazione al Governo su prezzo del latte
“La crisi del latte è ormai evidente: crollo delle quotazioni, disdette contrattuali, latte libero senza collocazione e un rischio concreto di arrivare a razionamenti nei primi mesi del 2026. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al ministro Lollobrigida, chiedendo quali iniziative urgenti intenda mettere in campo per sostenere l’intera filiera lattiero-casearia”. Così Antonella Forattini, Capogruppo PD nella Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. “Forse il Governo non si rende conto della gravità della situazione. Nei giorni scorsi avevamo infatti presentato anche un ordine del giorno – accolto dall’esecutivo con riformulazione – che impegnava a intervenire in modo strutturale per alleggerire il mercato. Ma l’accoglimento ‘compatibilmente con le risorse di bilancio’ non basta e lo vediamo sul nuovo accordo sul prezzo del latte: il settore è sotto pressione oggi, e il prezzo concordato ieri (54 centesimi da gennaio, 53 a febbraio e 52 a marzo) può tamponare nell’immediato, ma non affronta le cause profonde della crisi. La sovrapproduzione, la forte volatilità del latte spot, le disdette che mettono a rischio fino a 7 mila quintali al giorno, e un mercato internazionale destabilizzato dalla crescita delle produzioni in Stati Uniti, Nuova Zelanda e Nord Europa impongono risposte vere e rapide. Serve una governance della produzione, la tutela dei contratti e un monitoraggio serio degli indicatori di mercato. Gli allevatori non possono essere lasciati soli di fronte a oscillazioni che mettono in discussione la sostenibilità economica delle stalle e la competitività dell’industria di trasformazione, dal Grana Padano al burro. Per questo chiediamo al Governo di attivare immediatamente misure nazionali ed europee: strumenti di gestione dell’offerta, sostegni mirati all’internazionalizzazione, promozione dei consumi e una definizione trasparente e certificata dei costi di produzione. Ogni ritardo avrà conseguenze pesantissime sull’intero sistema lattiero-caseario italiano. Ora servono responsabilità, serietà e interventi immediati.”
"Secondo notizie di stampa nel recente Consiglio di Amministrazione della Rai sarebbe stata discussa l’ipotesi di trasferire “temporaneamente” il Centro di Produzione Tv di Milano, attualmente situato nella storica sede di Corso Sempione, negli studi di via Mecenate, alla periferia est della città. Tale trasferimento riguarderebbe 800 lavoratori fra tecnici, giornalisti e personale di produzione. Questo trasferimento però avrebbe conseguenze gravi per l’informazione regionale e nazionale, per le produzioni culturali e per il radicamento territoriale del servizio pubblico nell’area metropolitana più dinamica del Paese; inoltre operazioni di natura immobiliare di questo genere andrebbero valutate sulla base di un confronto trasparente con i lavoratori e le loro rappresentanze. Chiediamo quindi al Cda e all'ad della Rai di spiegare se le notizie sono attendibili, se sono state fatte tutte le valutazioni del caso come costi stimati e benefici e soprattutto se è stato avviato un confronto chiaro e trasparente con le varie parti". Lo dichiara il deputato del Pd, Vinicio Peluffo, componente della commissione di Vigilanza sulla Rai, che ha presentato una interrogazione all'amministratore delegato della Rai.
Presentata interrogazione in vigilanza su assunzione militanti del partito di Meloni
Oggi i componenti del Partito Democratico nella Commissione di Vigilanza Rai hanno depositato un’interrogazione parlamentare a risposta in commissione all’Amministratore Delegato della Rai, per “fare chiarezza sull’arrivo di due nuovi collaboratori presso Rainews.it, come riportato recentemente da un articolo de Il Fatto Quotidiano. Secondo quanto emerso, il sito Rainews.it, diretto da Francesca Oliva, avrebbe accolto due nuove firme: Filippo Mosticone, curatore dei contenuti digitali e della parte social, e Mattia Rocco Del Balzo, studente universitario che collabora alla comunicazione. Entrambi i collaboratori risultano essere militanti del partito Fratelli d’Italia, rispettivamente a Sora e presso il circolo della Garbatella a Roma. L’arrivo dei due collaboratori avrebbe suscitato malumori all’interno della redazione, perché i contrattualizzati Rai, per garantire il pluralismo e l’imparzialità del servizio pubblico, non dovrebbero svolgere attività politica o, se lo fanno, dovrebbero richiedere apposita aspettativa. L’interrogazione dei Democratici chiede quindi quali iniziative l’azienda intenda assumere per verificare quanto riportato e accertare eventuali violazioni dei principi contrattuali Rai, nonché le responsabilità dei vertici del canale. L’obiettivo è tutelare la correttezza, la trasparenza e l’imparzialità del servizio pubblico radiotelevisivo, valori fondamentali su cui il Partito Democratico continuerà a vigilare”.
“Questo pomeriggio, insieme al sindaco della città Rocchino Muliere, ho portato la solidarietà del Partito Democratico al presidio dei lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Novi Ligure.
Ho ribadito non solo la vicinanza del Pd alla lotta per la difesa dei posti di lavoro e dello dello stabilimento novese, ma anche il pieno sostegno alla richiesta dei sindacati di una pronta convocazione di un tavolo di crisi a Palazzo Chigi.
Nonostante le rassicurazioni del ministro Urso, infatti, restano ancora troppe incognite sul futuro del gruppo in assenza di un acquirente privato e di un piano strategico nazionale sull’acciaio
Gli impegni assunti per una stabilità produttiva fino a febbraio sono un fatto positivo, che lascia però inalterata l’incertezza per i mesi a seguire.
Servono idee chiare e investimenti e se necessario un intervento diretto dello Stato anche nella forma dell’azionista di maggioranza perché l’Italia non può permettersi di rinunciare al patrimonio rappresentato dalla produzione siderurgica del gruppo ex Ilva”.
Lo scrive in una nota il deputato del Pd Federico Fornaro, dell’Ufficio di Presidenza del gruppo alla Camera.
“È doveroso e necessario in quanto componenti della commissione di vigilanza sulla Rai stigmatizzare l’eccessiva e indecente esposizione mediatica che stanno subendo i bambini figli della famiglia che vive nel bosco in Abruzzo. Non possiamo più accettare questa violazione di qualunque tipo di principio e carta a tutela dei diritti dei minori. Sono state pubblicate video interviste, foto, nomi dei bambini, immagini continue della vita quotidiana di questa famiglia. Invitiamo la rai e tutti i media a porre fine a questo scempio mediatico e non solo”. Lo dichiarano in una nota i componenti PD della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai.
La risposta del ministro Urso è come sempre insufficiente e senza dati concreti a supporto. Sul futuro dell'ex Ilva in Liguria il tempo è scaduto e il ministro non è in grado di garantire nulla sull'attività produttiva. La promessa che l'attività dello stabilimento di Genova sulla zincatura è sospesa fino a febbraio è inutile e ingiustificata se non esiste un piano industriale vero. Oggi Urso certifica che non c'è futuro per gli stabilimenti di Cornigliano, Novi Ligure e di Racconigi. La manutenzione straordinaria è il rifugio dentro il quale il ministro si nasconde”. Lo dichiara il deputato e capogruppo Pd in Commissione Attività produttive, Alberto Pandolfo in replica al ministro Urso durante il Question time alla Camera.
“A Genova – sottolinea il parlamentare dem - i lavoratori ex Ilva sono in presidio permanente e sanno bene che senza i coils provenienti da Taranto, senza nuovi investimenti e senza un cronoprogramma reale, la produzione si ferma. Le promesse fatte da Urso pochi giorni fa proprio a Genova non sono state mantenute: l'esito del bando di concorso è stato un fallimento con 8 offerte 'spezzatino' e 2 prive di carattere industriale”. “Oggi tutta Genova e non solo i lavoratori ex Ilva, è schiacciata dall'incertezza sul suo futuro industriale e l'inerzia del governo è la principale causa del problema”, conclude Pandolfo.
“Le dichiarazioni della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che dal Bahrein è costretta a puntualizzare l’ovvio sulla calendarizzazione del decreto sugli aiuti all’Ucraina, confermano ancora una volta la grave e crescente divisione all’interno della maggioranza sulla politica estera.
Sull’Ucraina il governo continua a mostrarsi profondamente diviso, con Salvini che non solo detta l’agenda politica alla Premier, ma tenta di sostituirsi ai ministri Crosetto e Tajani, arrivando persino a incidere sulla definizione dell’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri.
Mentre il mondo guarda con attenzione alle difficili trattative per costruire un percorso credibile verso la pace, il governo italiano rinuncia a offrire una linea chiara e responsabile nell’interesse del Paese e della sicurezza europea, con un Vice Premier che non smette di evidenziare il suo filoputinismo” Così il responsabile nazionale Esteri del Pd, Peppe Provenzano.
“Ho portato la mia solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici dell’INL davanti alla sede Rai, dove è stata indetta dai sindacati una manifestazione oggi pomeriggio, perché il Governo vuole portare l’organismo sotto il ministero del Lavoro, quando invece avrebbe bisogno di maggiore indipendenza. Ho depositato un’interrogazione alla ministra Calderone per avere chiarimenti”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulla condizioni di lavoro in Italia.
“Non è questo il momento di assoggettare altre responsabilità sotto il potere politico, semmai sarebbe importante capire come si costruiscono le agenzie e soprattutto perché non vi è un coordinamento delle banche dati che manca da tempo - prosegue la deputata - Più indipendenza, più coordinazione ispettiva con gli altri organi di controllo, più assunzioni e stipendi più alti: di questo dovrebbe occuparsi la Ministra”.
“Si era iniziato un processo di unificazione e semplificazione, come mai si vuole tornare indietro con queste derive pericolose?” conclude Gribaudo.
“Il Partito Democratico esprime ferma condanna anche in Parlamento per la profanazione del tempio ebraico di Monteverde con imbrattamento della targa dedicata al piccolo Stefano Gaj Tachè”. Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd, intervenendo in apertura dei lavori.
“Un gesto ignobile - ha proseguito l’esponente dem - evidente espressione di un antisemitismo che dobbiamo respingere con determinazione, in ogni sede. Esprimiamo la piena solidarietà del PD alla comunità ebraica romana. Un atto vile, un gesto infame che ha colpito un luogo di culto, un punto di ritrovo per famiglie, bambini e giovani. Un’azione che offende tutti noi e colpisce i valori su cui si fonda la nostra Costituzione.”