23/12/2025 - 17:30

“La politica economica del Governo Meloni sta producendo effetti devastanti sul Made in Italy, sempre più vittima dell’incapacità dell’esecutivo di sostenere il sistema produttivo. Questa manovra di bilancio lo conferma: non produce crescita, non sostiene i consumi e lascia fermi gli investimenti. Dopo tre anni al governo, la destra non ha una strategia industriale, non promuove innovazione e non ha un piano per il dopo-PNRR. Un settore emblematico è la moda, storica eccellenza italiana, che rischia di essere letteralmente messa in ginocchio dalle scelte del Governo. La destra prometteva sostegno alle imprese e crescita. La realtà è immobilismo, precarietà e declino delle nostre filiere strategiche. Questa manovra conferma l’incapacità del Governo di proteggere e valorizzare il cuore produttivo del Paese”. Così la vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, Simona Bonafè.

 

23/12/2025 - 17:18

“Da quando Giorgia Meloni è al governo, la produzione industriale è in calo drammatico e intere filiere strategiche del nostro sistema produttivo vengono progressivamente abbandonate, dall’automotive alla siderurgia. È la prova più evidente del fallimento della ricetta economica della destra. La legge di bilancio 2026 non solo non inverte questa tendenza, ma consolida un modello fondato su stagnazione e disuguaglianze crescenti. In un contesto internazionale segnato da forti incertezze e tensioni, sarebbe servita una risposta pubblica all’altezza delle difficoltà che attraversano il Paese. Al contrario, il Governo sceglie l’inerzia e una gestione ordinaria del declino. Sanità, scuola, università, ricerca, politiche per la casa e trasporto pubblico locale vengono progressivamente indeboliti, mentre la pressione fiscale raggiunge il livello più alto degli ultimi dieci anni. Questa non è prudenza: è incapacità di governo. La destra aveva promesso crescita e sicurezza. Dopo tre anni a Palazzo Chigi, consegna al Paese precarietà, impoverimento e assenza di prospettive”. Così Alberto Pandolfo, capogruppo PD nella Commissione Attività produttive della Camera dei deputati.

 

23/12/2025 - 17:00

Una cosa è chiara sulla legge di bilancio. Quando servono risorse, anche quelle inutili come il Ponte sullo stretto, la destra sa dove andare a colpire: pensionati e lavoratori. Si volevano allungare i tempi per l’età pensionabile con un emendamento del governo approvato dunque da quello stesso Salvini che oggi vuole passare come colui che ha risolto il problema. Poi per scongiurare la proposta di togliere il diritto al rimborso per i lavoratori dopo sentenza di un giudice, è dovuto intervenire il Quirinale. Non si governa così il paese, non si fa cassa sulle spalle dei più fragili.

Dal Senato esce una manovra senza visone, peggiorata e che non incide sulla crescita, frutto dell’accanimento di chi per salvare i conti ha perso la faccia di fronte al paese.

Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati intervenendo a Tagadà su La7.

 

23/12/2025 - 16:56

“Con la quarta legge di bilancio, il Governo Meloni certifica il proprio fallimento. Dopo tre anni al potere, la destra non è stata in grado di costruire una strategia economica, né di rispondere alle emergenze sociali del Paese. Questa manovra segna il punto più basso: un’Italia senza crescita, senza investimenti e senza prospettive. Se non ci fosse il Pnrr il paese sarebbe in recessione. La crescita è ferma, la produzione industriale è in calo, i salari sono stati divorati dall’inflazione e la povertà assoluta resta al massimo storico. La destra governa, ma non governa per gli italiani. E anche tra i partiti di maggioranza cresce l’insofferenza. Alla Camera continueremo a denunciare tutte le contraddizioni e le mancate promesse della destra al governo” così il capogruppo Pd nella commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano.

23/12/2025 - 12:17

“Ormai è evidente che nella manovra di bilancio il Governo Meloni ha fatto un errore grave visto che é stato ampiamente dimostrato che non c’erano motivi tecnici per non iscrivere i 50 milioni per il completamento della Metro C che erano già stati programmati e che con i nostri emendamenti abbiamo chiesto di ripristinare. La scelta sollecitata con forza dal Partito Democratico e dalle opposizioni di mettere nel bilancio regionale 50 milioni di euro per la Metro C é certamente una buona notizia ma se il Governo correggesse finalmente il suo errore queste risorse potrebbero essere utilizzate per garantire l’acquisto dei treni necessari per la tratta T1, coprire le spese di manutenzione e migliorare la funzionalità della linea. Per questa ragione continueremo anche nei prossimi passaggi parlamentari a chiedere al Governo di correggere l’errore e ripristinare al più presto tutti i 50 milioni di euro che erano previsti dal livello nazionale.”

Dichiara in una nota Andrea Casu, Deputato Pd e Vice Presidente Commissione Trasporti della Camera.

 

 

23/12/2025 - 12:16

"La costa Toscana è stata utilizzata come bancomat dal governo Meloni. Ci aspettavamo nella Legge di Bilancio il ripristino dei 300 milioni di euro già finanziati per l'Interporto di Livorno e scippati dalla maggioranza e avevamo chiesto il completo finanziamento della Tirrenica: scopriamo che in questa Manovra, approvata oggi al Senato, sono stati tolti altri 80 milioni, oltre ai 20 dello scorso anno (stanziati dal governo Draghi). In tutto sono almeno 400 milioni di euro depredati a imprese e cittadini del nostro territorio. Il governo Meloni sta devastando la crescita della costa Toscana mentre i parlamentari di maggioranza rimangono in un imbarazzante e colpevole silenzio: è una sconfitta per tutti che ricadrà sul futuro delle nuove generazioni". Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera, Marco Simiani.

22/12/2025 - 17:01

“La maggioranza riesuma il ddl 'caccia selvaggia' e con un ennesimo emendamento alla legge di bilancio, cambia ancora la legge 157 che tutela la fauna selvatica e regola l'attività venatoria. E lo fa a colpi di blitz e forzature, chinata com’è alle assurde richieste della lobby armiero-venatoria. Così si regalano biodiversità e natura alla caccia privata, consentendo alle aziende faunistico venatorie di operare a fini di lucro e trasformandole in un vero e proprio parco giochi per ricchi per sparare a piacimento, aziende per il divertimento di figli dei potenti come Trump jr, mentre le aree protette sono sempre più derubricate, lottizzate e sempre meno finanziate nonostante la loro prioritaria funzione di conservazione e tutela della biodiversità”. Così in una nota congiunta le deputate PD, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
“Questa legge di bilancio non solo dunque dimentica il lavoro, la salute, la scuola, l’ambiente ma sfregia anche le norme attuali a protezione della natura in nome di un imprecisato guadagno per pochi, ricchi e spregiudicati distruttori della biodiversità, che faranno profitto su un bene che appartiene a tutto il paese, la fauna selvatica” concludono Evi e Prestipino.

22/12/2025 - 16:59

"Con la Legge di Bilancio il governo ha scelto di rinviare di sei mesi l’entrata in vigore della direttiva europea che avrebbe dovuto scattare da gennaio, introducendo limiti e controlli stringenti sui PFAS nelle acque destinate al consumo umano. Una decisione grave e incomprensibile, che allontana tutele fondamentali contro sostanze nocive e persistenti, proprio mentre emergono dati allarmanti sulla loro presenza anche nelle acque minerali": è quanto dichiarano i deputati del Partito Democratico, Marco Simiani e Maria Stefania Marino.

"Questo rinvio assume contorni ancor più gravi se si aggiunge il silenzio del governo proprio su tale tematica: avevamo infatti chiesto con una interrogazione parlamentare chiarimenti sulla presenza di PFAS nelle acque minerali, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta e, pochi giorni fa, è stato persino respinto un nostro ordine del giorno al Decreto Economia che chiedeva controlli rapidi e stringenti. È inaccettabile continuare a ignorare il Parlamento e a rimandare misure di protezione della salute pubblica: i cittadini hanno diritto a trasparenza, controlli rigorosi e regole subito operative. Presenteremo un emendamento soppressivo della norma durante la discussione della Legge di Bilancio a Montecitorio": concludono.

 

22/12/2025 - 16:04

"La Legge di Bilancio è un disastro su tutta la linea: una maggioranza ormai in frantumi penalizza pensioni, lavoratori dipendenti e famiglie, distribuendo però mance e mancette. Soltanto in una occasione la destra si è mantenuta unita: nel penalizzare la Toscana. Nonostante le promesse e tre anni di annunci non ci sono norme per la Regione: nessuna risorsa per le infrastrutture, a partire dalla Tirrenica, nessun ripristino dei fondi per l'Interporto di Livorno, nessun ristoro per i danni causati dalle alluvione che hanno devastato i territori; nell'assoluto silenzio e con la colpevole complicità dei parlamentari di destra eletti in Toscana": è quanto dichiara il deputato Dem e segretario PD della Toscana Emiliano Fossi.

22/12/2025 - 13:10

“Ai Premi David di Donatello, ospitati al Quirinale, il ministro della Cultura ha reagito in modo risentito alle critiche espresse da Elio Germano, sottolineando la presunta gravità di essere stato contestato in una sede istituzionale. Oggi, nel corso di un evento ufficiale alla Camera dei deputati dedicato alla presentazione dei dati di bilancio di Ales, lo stesso ministro Giuli ha scelto di utilizzare un contesto istituzionale per sferrare un attacco frontale a Marcello Veneziani, colpevole di aver espresso una valutazione severa sull’irrilevanza dell’azione del governo Meloni. Al di là del merito delle posizioni di Veneziani, emerge con evidenza la difficoltà del ministro Giuli nel rapportarsi al dissenso e nel sostenere un confronto critico. Le istituzioni della Repubblica non possono diventare lo spazio per regolare conti personali né per alimentare polemiche politiche. Quel linguaggio e quella impostazione allergica a ogni voce critica appartengono ad altri contesti: forse è lo stile di Atreju, il luogo in cui Giorgia Meloni e i suoi esponenti di partito amano spavaldeggiare e celebrare un’unità e una compattezza che, come dimostrato in questi giorni al Senato, esistono solo nelle fantasie di Palazzo Chigi. Il ministro Giuli eviti di polemizzare per spostare l’attenzione altrove e si concentri sul punto centrale: questa è quarta manovra di bilancio del Governo Meloni che taglia risorse alla cultura, indebolendo un settore strategico per il Paese. E Giuli in questa tornata ne è il diretto responsabile”. Così la capogruppo democratica nella commissione cultura della Camera, Irene Manzi.

22/12/2025 - 12:00

“Aver inserito nella manovra di bilancio l’emendamento Pogliese è una vigliaccata fatta ai danni dei lavoratori più poveri e indifesi. Una sanatoria mascherata per le imprese che hanno pagato per anni i lavoratori con retribuzioni da fame a cui i giudici hanno chiesto di sanare gli arretrati dovuti. Cosa che grazie a questo intervento non sarà possibile. Mentre le opposizioni continuano a chiedere il salario minimo, loro trasformano lo sfruttamento in una cosa normale”.

Così il capogruppo della commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

21/12/2025 - 18:00

"La premier che dopo le liti della sua maggioranza e una legge di bilancio completamente riscritta, si fa i complimenti per un sondaggio è già triste di per sé. Stando ai numeri, lei dovrebbe ricordarsi di essere non la premier di quel 59% ma di tutti quei cittadini e cittadine che aspettano 147 giorni per una mammografia e due anni per una colonscopia, che risparmiano sul mangiare, che guadagnano 600 euro come commesse, e ne dovrebbero pagare 500 per un asilo nido, che prendono una pensione minima che non aumenta nemmeno di un euro. Le persone in carne e ossa, che sono la spina dorsale di un Paese che soffre e andrebbe trattato con più rispetto. Soprattutto se nella manovra ci sono solo segni meno e nemmeno una promessa mantenuta, dalle pensioni alla casa, dalla sanità al lavoro".

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo PD alla Camera dei Deputati.

 

20/12/2025 - 14:20

"La Lega pensa di aver rimediato alla figuraccia sulle pensioni facendo ritirare il maxi emendamento. Una vittoria di Pirro. Intanto perché l’età pensionabile cresce comunque per il 96 per cento dei lavoratori a legge di bilancio vigente. E perché ora nel mirino entrano i lavoratori precoci. Una vergogna. La loro parola, le loro promesse valgono zero. Con questa pantomima hanno rotto il patto di fiducia con milioni di lavoratori. Che oggi sanno che se, non oggi, ma sicuramente domani potrebbero essere toccati i loro diritti acquisiti. Dovrebbero chiedere scusa, anziché esultare". Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

20/12/2025 - 13:50

“Lo spettacolo è indecoroso. Non si è mai visto, da quello che dovrebbe essere il governo più stabile e coeso della storia della Repubblica per giunta, che al 20 dicembre non ci sia ancora un testo su cui discutere”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su SkyTg24 sulla Legge di Bilancio.

“La Maggioranza ha solo prodotto caos, un gran pasticcio - ha proseguito la deputata dem - Hanno mandato al Senato la Manovra e il Decreto Sicurezza sul lavoro insieme, rendendo impossibile modificare quest’ultimo perché il Mef era impegnato sulla legge di bilancio”.

“Il risultato è stato che hanno approvato un Decreto Sicurezza sul lavoro senza che ci sia stata una reale discussione e senza alcuna modifica, nonostante le nostre proposte, rendendolo inutile perché rimanda solo i problemi su un tema fondamentale. Nel frattempo riscrivono continuamente la Manovra, litigando nella notte, proponendo emendamenti e maxiemendamenti che poi vengono rimandati. La crisi è evidente” ha concluso Gribaudo.

 

19/12/2025 - 15:38

“Che il Governo Meloni sia alla canna del gas lo si capisce facilmente dalle ultime ‘trovate’ inserite negli emendamenti di Giorgetti alla Manovra. Tra le tante, una delle più inaccettabili è la norma che introduce una ritenuta dell’1% su tutte le transazioni commerciali tra imprese a partire dal 1° gennaio 2029. Una misura che aggrava inutilmente il sistema fiscale e amministrativo delle nostre aziende per un motivo preciso: obbligarle ad aderire al Concordato Preventivo Biennale”.

Così Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera.

“Questa - aggiunge - è tutt’altro che semplificazione. Al contrario, si tratta di un tentativo disperato per ‘salvare’ una misura fallimentare come il concordato preventivo. È questa la cifra del Governo Meloni: piuttosto che negare l’errore e tornare sui propri passi, preferiscono mettere tasse occulte e obblighi mascherati. Che siano incapaci di governare è fatto ormai conclamato, ma se sono anche stanchi di portare addosso questa responsabilità, farebbero meglio a rimettere il mandato nelle mani degli italiani invece che infierire su un’economia già fragilissima”.

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