"Non ci sarà un decreto legge per le alluvioni in Toscana. Il governo Meloni e la maggioranza compatta hanno infatti votato ancora una volta 'no' alla richiesta del Pd sulla necessità di un provvedimento urgente da varare prima di Natale per risarcire danni ed accelerare la ricostruzione": è quanto dichiara il deputato Pd e segretario del Partito Democratico della Toscana Emiliano Fossi, sul suo ordine del giorno al Decreto Anticipi respinto oggi, mercoledì 13 dicembre, dall'Aula di Montecitorio.
"Non c'erano più scuse: il Presidente Giani ha già trasmesso la relazione con la quantificazione dei danni a Palazzo Chigi ma la destra ha sancito che la Toscana non ha bisogno di risorse e norme urgenti: ci sono migliaia di imprese e famiglie in ginocchio dimenticate dalla maggioranza completamente succube dei diktat di Giorgia Meloni. Fino ad oggi invece di varare un provvedimento organico ed efficace si sono promosse misure parziali, spesso inutili e con risorse limitatissime mentre nella Legge di Bilancio non è presente alcuna norma o finanziamento. I parlamentari della destra eletti nei nostri territori dovranno rendere conto di questo voto contrario": conclude Emiliano Fossi.
“E’ la prima volta che mi capita di vedere questo atteggiamento da parte della maggioranza. Pensate di andare avanti per altri quattro giorni facendo ostruzionismo a voi stessi per evitare di discutere del Mes prima di Natale? Pensate che non reagiamo alla lesione di un diritto delle opposizioni a vedere votare un provvedimento in quota minoranza? Fermatevi o dall’opposizione vi sarà una reazione parlamentare: la legge di bilancio sta arrivando con ritardi che potrebbero portare all’esercizio provvisorio”.
Lo dichiara Federico Fornaro, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula sull’ordine dei lavori.
"Questo decreto è l’ennesimo 'omnibus' che rende confuse e inapplicabili le leggi approvate, rimanda ad altri provvedimenti del Governo l’attuazione delle sue norme e, nel frattempo, garantisce la dose quotidiana e settimanale di propaganda, regalie e donazioni a gruppi precisi e individuati, mai quelli più bisognosi, mai quelli che non conoscete.
Siamo un Parlamento ridotto ormai alla servitù di un Governo che impedisce il dibattito non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche all’interno della maggioranza, come mostra l’umiliante teatrino sulla manovra di bilancio a cui assistiamo al Senato.
Siete un governo che di fronte ai problemi veri dei cittadini e delle piccole imprese vi girate dall’altra parte.
Vi abbiamo chiesto di non cancellare la tassa sugli extraprofitti e vi abbiamo proposto di usarla per aiutare le famiglie che non riescono a pagare le rate dei mutui, le bollette e che hanno bisogno di essere sostenute con i bonus trasporti. Cosi come vi abbiamo chiesto di utilizzare quei 450 milioni per pagare gli affitti delle famiglie che non ce la fanno, i trasporti pubblici e le stanze degli studenti fuorisede. Cosi come vi girate dall’altra parte quando vedete la sanità che non risponde a chi è più povero o di fronte alle alluvioni in Toscana e in Emilia Romagna per i quali in questo decreto vi limitate solo al rinvio delle scadenze tributarie come se non ci fossero danni alle case, alle imprese e alle infrastrutture. A tutto questo avete detto di NO e vi girate dall’altra parte anche di fronte alle responsabilità che avete sull’Ilva, sulla sua decarbonizzazione, sul disimpegno del privato, sulle risorse europee che non si spenderanno". Lo ha detto in Aula il deputato del Pd, Silvio Lai, dichiarando il voto di fiducia contrario del Pd al dl anticipi.
“Lo scontro tra il Frecciarossa e il treno regionale di domenica sera è stato un evento estremamente grave, che si aggiunge ad una lunga lista di incidenti ferroviari che ogni anno causano feriti, vittime e pesanti disagi su tutta la rete.
Siamo estremamente sollevati dal fatto che non ci siano state vittime o feriti gravi, ma la consapevolezza che il bilancio sarebbe potuto essere ben peggiore ci richiama non solo ad essere intransigenti nel fare chiarezza sull'incidente, ma a lavorare da subito per creare le condizioni affinché un evento del genere non possa ripetersi.
Per questo, insieme ai componenti PD della commissione Trasporti, ho chiesto che il Ministro Salvini, oltre a sollecitare un’indagine approfondita per appurare cause ed eventuali responsabilità, si impegni a reperire le risorse necessarie per completare il progetto di quadruplicamento della linea ferroviaria Bologna-Rimini al fine di includere anche la tratta che arriva sino a Rimini, un intervento che avrebbe ricadute dirette sulla sicurezza della linea e dei passeggeri”. Così la deputata del Pd, Ouidad Bakkali, insieme ai componenti Pd della commissione Trasporti di Montecitorio.
“Attivatevi affinché la revisione della governance economica, a partire dalla riforma del Patto di Stabilità e Crescita, sia completata entro il 2023, evitando il rischio della riattivazione del vecchio Patto di stabilità, che obbligherebbe il nostro Paese a pesanti correzioni di bilancio. Fate di più rispetto ai negoziati in corso. Sono mesi che non riuscite a porre sul tavolo una vostra proposta perché vi manca l’autorevolezza e la credibilità necessaria. Anzitutto a causa dei vostri storici alleati politici, che sono da sempre tra i più ostili a maggiore flessibilità. Abbiamo negli occhi del resto le immagini, poche settimane fa, di Salvini entusiasta del risultato di Wilders in Olanda, quello che girava col cartello: ‘Neppure un centesimo all’Italia’. Come pensate di essere presi sul serio nelle trattative che conduce il ministro dell’Economia, peraltro dello stesso partito di Salvini? Povero Giorgetti! State disperdendo tutto il patrimonio di credibilità dell’Italia ed i risultati politici ottenuti”.
Così Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Affari europei, intervenendo nell’Aula della Camera per le comunicazioni della presidente Meloni in vista del Consiglio europeo.
“Accanto al tema delle alleanze - aggiunge - le criticità ulteriori arrivano dalle vostre stesse azioni. Penso a due vicende. La prima è la modifica del Pnrr. Noi abbiamo giocato per l’Italia quando abbiamo ottenuto 200 miliardi di euro nonostante il vostro voto contrario. Voi invece andate contro gli italiani quando cancellate oltre 100mila nuovi posti in asili nido, 500 progetti di nuove case ed ospedali di comunità, 10 miliardi di progetti di riqualificazione delle periferie e interventi nei territori dei nostri comuni, o tagliate i fondi per i beni confiscati alla mafia. L’altra vicenda su cui vi state coprendo di ridicolo, danneggiando gravemente il nostro Paese è quella legata alla ratifica della riforma del Mes. Bisogna essere chiari. Le vostre contraddizioni, la vostra melina imbarazzante e imbarazzata, i vostri ricatti politici scomposti - conclude - non ci danno più forza nella trattativa sul patto di Stabilità, ci rendono solo più deboli e inaffidabili sui tavoli europei”.
La revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano, proposta dal governo italiano ed approvata dalla Commissione Europea il 24 novembre ha definanziato molte opere, delle quali il Parlamento, così come le amministrazioni regionali e comunali interessate agli interventi del PNRR, che abbracciano anche i settori ambientali, sanitario e dell’istruzione, non hanno ad oggi notizia.
Non si comprende quale sia il motivo per cui le amministrazioni non hanno ricevuto alcuna informazione a luglio nel momento in cui il piano di definanziamento veniva proposto alla Commissione europea e ancora meno ora dopo che i tagli proposti sono stati in parte confermati e in parte ridimensionati dalla Commissione stessa. Le amministrazioni non possono essere lasciate all'oscuro rispetto alle opere definanziate così come non possono essere lasciate in balia delle sole dichiarazioni di nuovi finanziamenti senza che questi siano individuati con certezza, soprattutto se sia tratta di risorse europee che necessitano di essere rendicontate.
Le principali sforbiciate riguardano i comuni con progetti di resilienza di rigenerazione urbana per un totale di 8,8 miliardi. Pesanti ridimensionamenti sino al 25% anche per Ospedali e Case di Comunità unitamente al taglio del 30% dei posti per gli asili nido. Dubbi emergono anche sulle opere riguardanti le scuole che hanno utilizzato gli appalti integrati.
Per questo, con una interrogazione, ho chiesto al governo di scoprire le carte fornendo il dettaglio dell’operazione ridimensionamento e la lista delle opere soppresse, regione per regione. E’ intollerabile questo muro di silenzio da parte del governo Meloni dopo che la decisione è stata assunta dall’Europa sin dal 24 novembre.
Lo dichiara il deputato del PD Silvio Lai, della Commissione Bilancio della Camera.
“Siamo ormai al record delle 4,4 fiducie al mese. Il 2024 non potrà certo proseguire con questo andazzo inaccettabile. Siamo ormai allo svuotamento del Parlamento. A questo vanno aggiunte le notizie che arrivano dal Senato sull’iter della legge Bilancio. Dove difficilmente vi sarà un rispetto dei tempi previsti, peraltro per le divisioni all’interno della stessa maggioranza. Si può ipotizzare un arrivo del testo alla Camera dopo il 26 dicembre. Sarebbe inaccettabile, poiché verrebbe stravolta la stessa dialettica maggioranza-opposizione. Non siete in grado di garantire una corretta discussione della Legge di bilancio. Chiediamo che venga riferito al presidente Fontana il nostro forte disagio”.
“La notizia sul Superbonus che esce ed entra dalla Legge di Bilancio nel giro di pochi minuti è una pantomima indegna di un paese serio ed affidabile e la certificazione di una destra inadeguata che continua a cercare consenso sulla pelle di migliaia di cittadini che hanno investito i propri risparmi e di moltissime aziende che rischiano di entrare in crisi. Ancora una volta il governo Meloni è il governo degli annunci e delle retromarce”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
Prendiamo atto della smentita del Presidente Fontana sulla sua partecipazione a una riunione di governo e maggioranza. Rimane gravissimo che il Governo tenti di tirare in ballo alte cariche di garanzia per le difficoltà di approvare una legge di bilancio cinica e ingiusta. Se non ce la fanno per divisioni all’interno e incapacità di dare risposte ai problemi, lo dicano in Parlamento e lo dicano a tutti. La conferenza di fine anno della Premier e il Natale possono aspettare: il pessimo regalo al paese lo hanno già fatto.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Bene che il sottosegretario Claudio Durigon abbia accolto la richiesta, di cui mi sono fatta portavoce, di affrontare con urgenza il tema della cassa integrazione in scadenza per 1400 lavoratrici e lavoratori della JSW di Piombino. All'incontro che si è tenuto oggi al ministero del Lavoro, il sottosegretario Durigon ha rassicurato le delegazioni sindacali sulle coperture per il 2024.
"Non ci saranno periodi scoperti" ha detto il sottosegretario, prendendosi anche l'impegno di organizzare un nuovo incontro per la settimana prossima che dia inizio all'esame congiunto come previsto dalla procedura.
Com'è noto, la legge di bilancio non è ancora stata approvata dalle camere, ma ai sindacati presenti è stato assicurato che i 70 milioni previsti per le crisi industriali complesse, tra cui quelli destinati a Piombino, non sono a rischio. Vigileremo per verificare che gli impegni presi vengano rispettati". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
"Il presidente della Regione Toscana Giani ha consegnato la stima ufficiale dei danni dell'alluvione in Toscana, adesso il Governo non ha più scuse: stanzi i fondi necessari a ripristini e ristori per la nostra Regione. Parliamo di due miliardi di danni, di oltre 10mila imprese coinvolte, quasi 30mila alloggi privati e un centinaio di edifici pubblici. Numeri impressionanti, per i quali avevamo già chiesto i fondi per il ristoro dei danni nel decreto Anticipi. La destra, parlamentari toscani inclusi, li ha bocciati in Senato, rinviando tutto a data incerta e nascondendosi dietro la mancanza di una stima esatta dei danni. Adesso ce l'hanno, nero su bianco, così come hanno a portata di mano la Legge di Bilancio o la possibilità di un decreto ad hoc. È finito il tempo delle promesse e dei tentennamenti". Così Emiliano Fossi, deputato e segretario del PD toscano, dopo che il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha inviato al Capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, la relazione sui danni provocati dall'alluvione del novembre.
“La povertà sta purtroppo crescendo sempre più. A dirlo sono i dati: dallo scorso anno siamo passati da 5,6 milioni di poveri assoluti a 5,7. Eppure questa maggioranza continua a svilire qualsiasi politica contro la povertà. Uno schema preciso, Perché. Significa rendere più ricattabili le persone per sedicenti imprenditori che arrivano a pagare anche 3 o 4 euro l’ora i lavoratori. Ogni atto del governo Meloni va in questa direzione. La vicenda del salario minimo è l’esempio principe. Ma purtroppo non il solo. La cancellazione del reddito di cittadinanza ha lasciato 400mila famiglie senza aiuti, il definanziamento del fondo affitti e contro la morosità incolpevole ha messo a rischio sfratto 630mila famiglie italiane. Infine, c’è il caso del Reddito alimentare, una misura approvata ormai un anno fa in legge di bilancio, con fondi destinati ad una prima sperimentazione per gli anni 2023-2024. Siamo stati noi a chiedere e ottenere questa misura di civiltà che avrebbe permesso di destinare a chi ne aveva bisogno 230mila tonnellate di beni invenduti e buttati dai supermercati ogni anno. Sul Reddito alimentare sono state coinvolte dal Governo stesso associazioni ed enti del terzo settore, per poi sparire nel nulla, senza dare informazioni di sorta. Rivolgiamo quindi al governo un appello: che il Natale ci porti in dono il bando per avviare il reddito alimentare. Fatelo per tutti coloro che hanno urgente necessità e che non possono aspettare un anno per ricevere l’aiuto di cui avrebbero bisogno”.
Così il capogruppo democratico in commissione Affari sociali della Camera e componente della segreteria nazionale del Pd, Marco Furfaro.
“Dalla destra continua l’incomprensibile accanimento verso la Toscana: non vi sarà nessuna risorsa specifica nemmeno per il distretto tessile di Prato, gravemente danneggiato dalle alluvioni. E’ stato infatti bocciato a Montecitorio sia l’emendamento che l’ordine del giorno del Pd al Decreto Made i Italy che avrebbe garantito 3 milioni di euro a sostegno delle imprese del settore”: è quanto dichiara il deputato Pd e segretario regionale del Partito Democratico della Toscana Emiliano Fossi.
“Nonostante le promesse e le passerelle Giorgia Meloni fino ad oggi non ha stanziato praticamente nessuna risorsa per i danni che ammontano a 3 miliardi di euro; nonostante il Parlamento abbia discusso in queste settimane il Decreto Bollette, il Decreto Anticipi, il Disegno di Legge Made in Italy. In tutti questi provvedimenti abbiamo presentato atti per ottenere risorse ottenendo solo vaghe rassicurazioni. Dell’apposito Decreto Alluvione chiesto al governo oltre un mese fa non c’è traccia; rimane soltanto la Legge di Bilancio. Sarebbe inammissibile che questa destra continuasse a dimenticarsi della Toscana e di migliaia di famiglie ed imprese che hanno perso tutto”: conclude
“Ma in quale pianeta vive Meloni? Su Marte? Come fa a vantarsi di una maggioranza politica ‘seria’ e di un ministro Fitto definito addirittura ‘onnipotente’? La realtà dei dati sul Pnrr è purtroppo impietosa sia sulla spesa per l’anno 2023, che sulle risorse a fondo perduto scomparse per il 2004. Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio l'avvio delle gare del Pnrr soffre di ritardi su tutto il territorio nazionale e in particolare nel Mezzogiorno. Sempre l’Upb segnala che le modifiche approvate dalla Commissione europea non coincidono con quelle proposte dal governo la scorsa estate. Se a questo aggiungiamo quanto segnalato dal rapporto Svimez, scopriamo come Fitto continui a nascondere sotto il termine ‘rimodulazione’ tagli importanti alle risorse destinate ai comuni, per gli asili nido, per i progetti di case ed ospedali di comunità. La presidente del Consiglio deve avere il coraggio di dire la verità al Paese”.
Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.
Anche oggi Meloni mente: il Pnrr nelle mani del Ministro Fitto continua a riservare drammatiche soprese. Nella relazione dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio si parla di 4,6 miliardi di euro a fondo perduto – che cioè non dovremo restituire all’Europa – scomparsi dall’ultima rimodulazione.
Cioè il governo non sa far spendere un tesoro che viene dall’Europa che avrebbe potuto essere la vera svolta per la ripresa del paese, che avrebbe potuto far recuperare al Mezzogiorno ritardi storici e al tempo stesso dare ossigeno a migliaia di piccole imprese.
Invece, siccome non si è messo in condizione chi poteva spendere di poterlo fare, quei soldi che corrispondono, per fare un solo e drammatico esempio, a quanto chiesto da regioni e ministero per la sanità pubblica ormai al collasso, non verranno erogati. E peggio, per far quadrare i conti bisognerà fare nuovo debito, mettere nuove tasse o tagliare spese.
Ieri contro i lavoratori poveri, oggi contro le imprese: non c’è giorno che passa senza una prova di incapacità ed egoismo del governo Meloni.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.