08/05/2025 - 12:02

"Per Giorgia Meloni è sempre colpa di qualcun altro. Ma sulle liste d'attesa il governo -che ha approvato prima delle elezioni europee un decreto completamente inutile e inefficace- deve assumersi le sue responsabilità. Non è un caso che anche Zaia e nelle settimane scorse il presidente della conferenza stato regioni, Fedriga abbiano dichiarato che non accettano lo scaricabarile. Sulla sanità Meloni è riuscita nell'impresa di scontentare e irritare anche esponenti delle forze che sono al governo. Non sono più accettabili le bugie e il vittimismo. La premier è chiamata a trovare soluzioni.

Peraltro, sulla sanità si sta consumando il più grande insuccesso del governo Meloni: riduzione degli investimenti in rapporto al Pil, promesse mancate sull'assunzione del personale, liste d'attesa che crescono invece di diminuire, taglio delle case e degli ospedali di comunità con riduzione degli investimenti previsti dal PNRR. Una debacle totale e un'offesa a milioni di cittadini che oggi non riescono a curarsi e ad accedere alle prestazioni. Meloni spieghi il perché del decreto truffa sulle liste d'attesa e si assuma una volta ogni tanto le sue responsabilità. Il suo fallimento è sotto gli occhi di tutti". Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in Commissione questioni regionali.

 

07/05/2025 - 16:41

"Poche ore fa il Ministro Foti ha ribadito che bisogna togliersi dalla testa l'idea della proroga del PNRR, la cui attuazione è attualmente fallimentare a causa del governo. A questo punto credo sia necessario che facciano chiarezza al loro interno, perché il Ministro Giorgetti ha affermato più volte di voler prorogare la scadenza e in un'occasione addirittura che la richiesta italiana di proroga del PNRR era già presente in Europa e sperava venisse soddisfatta. Mentre il Ministro Foti ha ribadito che non è intenzione dell'Italia chiedere alcuna proroga. Ci chiediamo se i due Ministri parlino tra di loro perché sembrerebbe di no. Non è serio e credibile un governo che si contraddice ogni giorno. Abbiamo un ministro dell'Economia che dice l'opposto del Ministro per gli Affari europei sull'attuazione del PNRR. La gestione del PNRR da parte del governo Meloni sta diventando una barzelletta, tra ritardi e cancellazione di progetti strategici. Peccato che a perdere da questa conduzione dissennata siano gli italiani". Lo dichiara Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissione politiche europee

07/05/2025 - 10:24

“Il rapporto della Corte dei Conti Europea sull’efficacia del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) mette in luce gravi lacune nella gestione del governo italiano. Sebbene il Pnrr sia stato concepito come uno strumento per affrontare le sfide strutturali del nostro Paese – dalla bassa produttività all’alta disoccupazione, fino alle disparità territoriali – i risultati concreti, secondo la Corte, sono ancora limitati, nonostante il raggiungimento di diversi degli obiettivi prefissati.
Il rapporto evidenzia che solo circa la metà delle misure per il digitale e il mercato del lavoro ha prodotto effetti tangibili, mentre la scarsa attenzione ai risultati concreti rischia di compromettere le aspettative di crescita a lungo termine del piano. Inoltre, la mancanza di dati di qualità e di valutazioni sulla costo-efficacia solleva interrogativi sull’uso responsabile dei fondi europei. Dati allarmanti poiché il Pnrr è un’opportunità storica per l’Italia, ma deve essere gestito con trasparenza, responsabilità e un focus chiaro sui risultati, non solo sul rispetto formale delle scadenze. Non può Fitto, con superficialità, limitarsi a difendere i progressi senza affrontare le criticità.
Fare spallucce come fa Fitto può bastare in Italia dove il Governo ha risposto alle critiche della Corte italiana modificando le regole e limitando i controlli ma non vale in Europa. Serve una revisione seria e immediata della strategia di attuazione del Pnrr, con indicatori di performance che misurino l’impatto reale sulle vite dei cittadini. Serve, come chiediamo costantemente, anche un maggiore coinvolgimento del Parlamento, delle autorità locali e della società civile nel monitoraggio dei progressi, per garantire che i fondi siano utilizzati in modo efficace ed equo, soprattutto a favore del Sud e delle fasce più vulnerabili.

Così il deputato PD, Silvio Lai della commissione bilancio della Camera dei Deputati.

 

06/05/2025 - 17:46

“Sul Pnrr i conti non tornano e siamo sull'orlo di un fallimento totale che sta facendo precipitare l'Italia nel vuoto. Per questo rivolgiamo al governo un invito costruttivo: fatevi aiutare e coinvolgete il Parlamento. Questo esecutivo sta dilapidando un patrimonio economico che rischia di non tornare più. Ma soprattutto sta distruggendo il simbolo della Next Generation EU, la nuova integrazione europea che accoglie l'ispirazione ideale di Ventotene verso il percorso federalista degli Stati Uniti d'Europa”. Così il deputato Piero De Luca, capogruppo PD in Commissione Politiche UE, intervenendo in Aula sulla discussione del monitoraggio e dello stato di attuazione del PNRR.
“Se esistono i fondi del Pnrr – continua l'esponente dem - è solo per merito del lavoro dei progressisti e democratici in Italia e in Europa perché la destra non ha mai votato a favore degli Eurobond e del Recovery Fund al Parlamento europeo e addirittura ha votato contro il mandato per negoziare il Next Generation Eu a Bruxelles”. “Il Pnrr era e è ancora un'opportunità irripetibile di rilancio del sistema Paese e rafforzamento della coesione sociale. Oggi, però, rappresenta più un'occasione persa: è il Piano nazionale dei ritardi e dei rinvii. La spesa è ferma al 30% delle risorse complessive con ritardi in progetti strategici come asili, case e ospedali di comunità, residenze universitarie, infrastrutture, piani urbani. La verità è che il governo ha perso più tempo a modificare il Pnrr che ad attuarlo. Il PD chiede un pieno coinvolgimento del Parlamento su ulteriori modifiche e continuerà a chiedere trasparenza e verità sui numeri e sulle intenzioni del governo: dati che ad oggi restano impietosi mentre i ministri si contraddicono a vicenda in modo ridicolo. Siamo sull'orlo del baratro per colpa di questo governo che sta bruciando purtroppo il futuro del Paese", conclude De Luca.

24/04/2025 - 16:43

“È inaccettabile che a mesi di distanza dalla prova scritta del concorso Ripam Coesione Sud non siano ancora state pubblicate le graduatorie. Nessun elenco di idonei, nessuna informazione su quanti siano per regione, nessuna possibilità di verifica per migliaia di candidati che hanno partecipato con serietà e impegno a una selezione pubblica fondamentale per il rafforzamento della Pa nel Mezzogiorno. Il silenzio degli enti organizzatori è incomprensibile e mina la credibilità stessa delle istituzioni. In un momento in cui la pubblica amministrazione è chiamata a essere motore di attuazione del Pnrr e dei Fondi di Coesione, ritardi e opacità non sono tollerabili. Per questo chiediamo che vengano pubblicati subito gli esiti del concorso, con i codici identificativi come previsto dalle buone prassi, e che siano fornite ai candidati tempistiche chiare e trasparenti. Chi ha partecipato a questo concorso merita rispetto. E lo merita anche un Paese che ha bisogno di una Pa efficiente, moderna e credibile”.

Così i deputati democratici Marco Sarracino, della segreteria nazionale del Pd, e Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

 

24/04/2025 - 15:33

"Le risorse destinate all'edilizia scolastica stanziate con il Decreto Pa potranno essere utilizzate anche dai comuni che hanno usufruito del Pnrr ma rischiano di non riuscire a completare i lavori a causa di cause esterne, come il fallimento delle imprese assegnatarie": è quanto dichiara la vicecapogruppo dei deputati Pd Simona Bonafè sul suo ordine del giorno approvato alla Camera.

"A seguito di comprovate cause non imputabili alla stazione appaltante l'ente che rischia di perdere le risorse comunitarie potrà ricevere il sostegno dello Stato. Si tratta di una possibilità che potrà aiutare i comuni come quello toscano di Barberino Tavarnelle, oggi in difficoltà per responsabilità del fallimento della ditta che aveva vinto la gara per i lavori, ed assicurare alle comunità territoriali le nuove scuole. E' ora necessario che i decreti interministeriali previsti dalla nuova legge per assegnare le risorse definiscano nel dettaglio queste casistiche": conclude Simona Bonafè.
 

 

24/04/2025 - 13:32

“Da un governo che ambisce a giocare un ruolo mondiale ci saremmo aspettati ben altro che un Documento programmatico vago, frammentato e senza prospettiva. Lo affermano l’Ufficio parlamentare di bilancio e la Corte dei Conti: il Dfp è insufficiente e privo di dati chiave. È l’ennesima occasione mancata”.

Così Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo al Dfp.

“Avete interrotto - ha aggiunto - una prassi virtuosa che dal 1988 consentiva al Parlamento di svolgere la sua funzione. Nessun vincolo europeo ve lo impediva: è stata una scelta politica, che rivela la vostra totale assenza di visione. Nel documento mancano risposte sui dazi americani, che già colpiscono l’export italiano, e sul Pnrr, unica leva di crescita che ormai è a rischio. Non c’è nulla su Industria 5.0. Il governo ignora le imprese e taglia fondi a sanità e comuni. E mentre gli altri paesi europei investono, la destra scarica i costi su famiglie, lavoratori e pensionati. Il diritto alla casa e alla salute sono negati. In un’Italia che invecchia, il governo sottofinanzia la sanità mentre le persone restano senza medico di base o attendono mesi per un esame. Questo Dfp - conclude Roggiani - non è all’altezza del nostro Paese”.

24/04/2025 - 10:39

“Questo Documento di Finanza pubblica più che tracciare una direzione per il futuro del Paese, fotografa il fallimento delle politiche del governo. Un atto che non programma, non pianifica, che certifica l’incapacità della maggioranza di affrontare le crisi con strumenti adeguati. Le previsioni di crescita del Pil per il 2025 si dimezzano rispetto a quelle presentate sei mesi fa: dallo 1,2% previsto dal Psb, ci ritroviamo a un desolante +0,6%. Un dato che potrebbe aggravarsi se le politiche daziarie statunitensi dovessero essere confermato o addirittura inasprirsi. Questo Dfp è un documento vuoto. Manca un quadro programmatico, e non a caso la Corte dei Conti ha parlato di ‘indicazioni limitate’, di ‘mancanza di dettaglio informativo’. Il Ssn è gravemente sottofinanziato. Il concordato fiscale ha avuto un’adesione risibile e i disastri nel riformare aliquote e detrazioni Irpef si traducono in un flop totale. Sul Pnrr i ritardi si accumulano e gli obiettivi rischiano di non essere rispettati. Su Transizione 5.0 risultano prenotati solo 678 milioni su 6,3 miliardi disponibili. Rinominiamola ‘Stallo 5.0’. E mentre in Europa si discute di dazi, mentre gli Stati Uniti alzano barriere commerciali, l’Italia resta muta, appiattita, immobile”.

Così il capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera, Ubaldo Pagano, intervenendo in Aula nella discussione generale sul Documento di Finanza pubblica.

 

 

19/04/2025 - 18:00

"Il Toscana il maltempo non dà tregua: da ottobre a maggio ormai i cambiamenti climatici stanno flagellando la Regione in ogni provincia. In Versilia e Lunigiana si stanno verificando adesso i disagi maggiori con frane, strade interrotte e frazioni isolate. La Regione si è mossa subito dichiarando lo stato di emergenza regionale e stanziando le prime risorse mentre la macchina della Protezione Civile è già sui luoghi interessati. Chiediamo al governo di ripristinare le risorse contro il dissesto idrogeologico tagliate con il Pnrr e di farsi trovare pronto quando la Regione richiederà lo stato di emergenza nazionale. Non è francamente ammissibile perdere settimane o mesi di tempo come accaduto per le precedenti alluvioni di febbraio e marzo". Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati Emiliano Fossi, segretario dem della Toscana, e Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.

 

17/04/2025 - 15:27

“Le parole del ministro Giorgetti in audizione sul Documento di economia e finanza confermano ciò che denunciamo da tempo: i ritardi nella spesa del PNRR sono gravi e strutturali. A marzo 2025 è stato speso solo il 34% del budget totale, nonostante manchi poco più di un anno al termine del Piano. Un dato allarmante che smentisce ogni narrazione ottimistica del Governo.

Ora è urgente e necessario avviare un’operazione verità sullo stato di attuazione di tutti gli interventi e sulle eventuali ulteriori rimodulazioni che il governo intende fare. Per questo, chiediamo che il Parlamento venga pienamente coinvolto in questa fase, assicurando la massima trasparenza su scelte, priorità e risorse. È necessario sapere quali progetti, quali investimenti la destra intende cancellare. Il Piano è patrimonio del Paese intero non del governo, che ha il dovere invece di garantirne una gestione seria, partecipata e coerente con gli obiettivi europei e nazionali fissati”. Così il capogruppo democratico nella commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.

 

16/04/2025 - 13:24

"Il decreto liste d’attesa si è rivelato una grande presa in giro dei cittadini. L’ennesimo bluff di un governo che sulla sanità ha saputo solo tagliare le risorse, mettendo a rischio la sostenibilità stessa del sistema sanitario nazionale. Abbiamo denunciato subito l’inutilità di un provvedimento che non affronta in alcun modo il problema delle liste d’attesa, per cui occorrerebbero maggiori risorse, che ovviamente il governo non ha stanziato, un nuovo modello tecnologico e organizzativo e investimenti sul personale a partire dal superamento del tetto di spesa. Occorrerebbero investimenti significativi sul personale e riforme organizzative, che l’esecutivo non ha fatto e non ha intenzione di fare. Esecutivo che peraltro ha già tagliato anche 500 case ed ospedali di comunità dal Pnrr. La drammatica verità è che hanno usato un tema sensibile per i cittadini per consenso in vista delle elezioni europee e adesso che sta venendo giù il castello di carte delle loro bugie, se la prendono con le regioni provando a fare un braccio di ferro alla disperata ricerca di una capro espiatorio”. Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.

 

16/04/2025 - 13:14

“Nel nostro Ordine del giorno non chiediamo al governo di affrontare soltanto il tema importante riguardo i bandi per le colonnine di ricarica elettrica nelle nostre città, sapendo che l’ultima relazione sullo stato di avanzamento Pnrr ci dice che grazie ai bandi 2024 ne saranno realizzate solamente 3.800 rispetto alle 18mila previste e saranno impegnati solo 96 milioni di euro rispetto ai 640 milioni disponibili. Il nostro Odg chiede al governo e al Parlamento di aprire gli occhi dinnanzi a un fenomeno allarmante: solo nella città di Roma oltre duecento colonnine sono state vandalizzate nel solo mese di marzo e sono state oggetto di furti di rame da parte della criminalità organizzata. Un fenomeno che sta accadendo ovunque nel nostro Paese. Dunque, non solo siamo in ritardo nel mettere le colonnine, e chiediamo a gran voce di non perdere queste risorse, ma non abbiamo neanche più la possibilità di utilizzare le colonnine che già ci sono. La vostra scelta di bocciare la nostra richiesta significa voltarsi dall’altra parte di fronte alla necessità di contrastare la criminalità organizzata e fermare l’aumento dei costi a carico degli utenti che questi continui attacchi stanno generando, soprattutto nelle periferie e nelle aree interne dove sono di meno”.

Così il deputato democratico Andrea Casu, della Presidenza del Gruppo, intervenendo in Aula sul Dl Bollette.

 

10/04/2025 - 13:34

Il PD pone una questione di razionalità nell'organizzazione dei lavori in Aula che hanno, poi, una rilevante ricaduta politica. Quando i gruppi chiedono di calendarizzare delle mozioni che hanno un oggetto specifico, il criterio di abbinabilità che viene fatto su una valutazione della Presidenza, deve garantire la discussione di questi temi e che non si creino spazi di scappatoia per aggirare il dibattito. Ne approfitta infatti una maggioranza incapace di assumere una posizione unitaria su questioni fondamentali. Penso al PNRR, alla competitività europea e oggi nella discussione sul piano di riarmo europeo, che ha registrato una spaccatura dentro le forze di governo, che hanno presentato una mozione che di fatto non tratta l'argomento.
Così si compromette la qualità del dibattito democratico e il dovere  dell'assunzione di responsabilità che ogni forza politica si assume su temi che hanno particolare rilevanza per le scelte che il nostro Paese è chiamato a fare.

Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati intervenendo in Aula sull’ordine del giorno dei lavori.

 

10/04/2025 - 13:17

“Sulla questione dei dazi statunitensi ci troviamo ancora una volta di fronte all’improvvisazione e all’isolamento internazionale del governo Meloni. Siamo stati per giorni a pietire un appuntamento con il presidente americano. Dopo averlo ottenuto, Giorgia Meloni si è fatta offendere dallo stesso Trump, peraltro con parole che offendono la dignità del popolo italiano”. Così il deputato Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio, commenta l’annuncio di Trump per una pausa di 90 giorni e una tariffa reciproca ridotta, durante i negoziati, al 10 per cento.

«Ancora una volta – prosegue Pagano – il governo sceglie l’isolamento, preferendo una trattativa ‘one to one’ con Washington invece di rafforzare un’azione europea comune, l’unica che può avere massa critica e autorevolezza. Serve una grande missione europea, con un piano organico condiviso tra tutti i partner dell’Unione. Meloni venga in Parlamento per costruire insieme una strategia utile per i Paese. Basta propaganda. Le imprese italiane stanno già pagando le conseguenze di una guerra commerciale folle, e il governo non ha previsto nulla di concreto per sostenerle. I fondi annunciati finora sono finti, soldi di cartone. Servono risorse vere, come fatto in Spagna, dove oltre metà del piano anti-crisi è stato finanziato con soldi freschi”.

“Non si può – conclude Pagano - lasciare solo il nostro tessuto produttivo. Serve un intervento straordinario, come quello messo in campo durante la pandemia: qualsiasi cosa serva per proteggere imprese, lavoratori e lavoratrici. Anche utilizzando i fondi del Pnrr non ancora impiegati. Ma quelli non bastano: servono nuovi stanziamenti per affrontare un’emergenza che rischia di travolgerci”.

 

09/04/2025 - 18:48

“25 miliardi di euro è, di solito, il volume di una legge di bilancio. Oggi, invece, rappresenta la prima rata da pagare per mettere a riparo l’economia italiana dai contraccolpi dei dazi americani. Gli amici di solito ti invitano a cena, mentre gli ‘amici’ di Meloni, Salvini & Co. mangiano da soli ma poi ti presentano il conto”

Così il deputato dem della commissione Finanze, Claudio Stefanazzi.

“Se ciò che si apprende dai giornali è vero - aggiunge - cioè che il governo si prepara a mettere in campo risorse pubbliche per 25 miliardi di euro, allora abbiamo una prima dimostrazione pratica e molto dolorosa di quanto il sovranismo sia dannoso per le tasche dei cittadini. Non solo, infatti, saremo costretti a pagare a caro prezzo le follie di Trump per salvare imprese e lavoratori più esposti, ma addirittura dovremo rinunciare a progetti e piani per un uguale ammontare di risorse, visto che quei soldi verranno sottratti al Pnrr e ai fondi di coesione. Uno schiaffo in pieno volto - conclude - all’idea di rilancio del Paese e alle aspettative di tanti territori che avevano visto in questi programmi di spesa un’opportunità per finanziare opere attese da decenni”.

 

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