Quella fiamma nel logo pesa e le vergognose parole di Federico Mollicone, parlamentare del Fdl, lo confermano. Si vorrebbe riscrivere le sentenze su una strage, quella della stazione di Bologna, di chiara matrice neofascista. Non c'è niente da fare, hanno difficoltà a staccarsi da una storia che è dentro di loro e a troncare con un passato che evoca l'orrore della dittatura nazifascista. Mollicone è pure presidente della Commissione Cultura a Montecitorio. La presidente Meloni che fa? Si gira ancora da un'altra parte per non prendere posizione o come invece dovrebbe rimuovere Mollicone dall’incarico? A proposito, quando toglierà quella fiamma inquietante dal simbolo di Fdl?“.
Così il deputato democratico, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera.
"L' intervista di Federico Mollicone su La Stampa di oggi è davvero inaccettabile. Perché mette ancora oggi in discussione le sentenze sulla strage del 2 agosto, perché ripropone fantomatiche piste alternative sugli autori della strage, per le considerazioni assurde sul PCI. Giorgia Meloni invece di attaccare Paolo Bolognesi, che ha con coraggio e rigore intellettuale spiegato cosa ci dicono le sentenze della Magistratura sulla strage alla Stazione, dica se l' intervista di Mollicone rappresenta la vera posizione del suo Partito o smentisca con chiarezza queste affermazioni di straordinaria gravità'.
Così Andrea De Maria, deputato PD.
Pd presenta interrogazione parlamentare a prima firma Schlein
“Il gruppo del partito democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per sapere quali iniziative il governo sta attuando per tutelare Industria Italiana Autobus, presidio industriale di grande valore strategico per il paese con gli stabilimenti di Bologna e Flumeri (AV). L’interrogazione parlamentare, promossa dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, e firmata dai democratici Andrea De Maria, Piero De Luca, Toni Ricciardi e dalla capogruppo dem a Montecitorio, Chiara Braga, esprime rilevanti preoccupazioni sull’efficacia e sulla credibilità delle decisioni assunte dal Ministro Urso, legate anche alle effettive competenze nel settore dell'acquirente individuato. Peraltro - sottolineano i democratici - nella giornata del 2 aagosto la nuova proprietà di Industria Italiana Autobus ha formalmente avviato la procedura per il trasferimento a Flumeri dei 77 lavoratori dello stabilimento di Bologna, premessa evidente di un processo di smantellamento del presidio produttivo. Anche se - sottolineano i democratici - la procedura di trasferimento è stata annullata dopo alcune ore dalla propietà, a seguito delle iniziative assunte dalle Organizzazioni Sindacali, dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Città Metropolitana di Bologna, si è trattato di un segnale estremamente preoccupante e che conferma le criticità che erano state già denunciate in parlamento dal Pd. Da qui la richiesta al Ministro delle Imprese e del Made in Italy di chiarire in parlamento le iniziative assunte per garantire la continuità di Industria Italiana Autobus, che risultano messe già in discussione dalla nuova proprietà”.
“Mentre il ministro Salvini e la presidente Meloni si fanno coinvolgere nella discussione sui giochi olimpici e sulle gare di pugilato femminile, con il confronto tra un’atleta italiana e una algerina, un importante quotidiano nazionale pubblica una notizia bomba che riguarda proprio il nostro Paese e l’Algeria. Sembra, da quanto riferito sul quotidiano, che mentre si gonfiava il caso diplomatico/sportivo, Eni sottoscriveva con i due colossi pubblici nazionali algerini degli idrocarburi Sonatrach e Sonelgaz un accordo per la costruzione di un nuovo gasdotto diretto con l’Europa e che passerebbe via Sardegna. Penso che sia doveroso chiedere alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e lo farò con una interrogazione urgente, se il governo italiano era al corrente di questo accordo firmato da Eni, e in quel caso se ne ha informato la Regione Sardegna. Oppure, se il Governo ne fosse totalmente all’oscuro, come sia possibile che Eni si possa muovere anche sul territorio italiano senza alcun tipo di relazione col suo principale azionista. Così mentre la Sardegna discute di gassificatori, reti di metano e dorsali con il Governo, qualcuno rende inutile questa discussione.
Per questo e per chiarire quali siano i contorni di questa vicenda, ad oggi non smentita, chiederemo al governo di riferire immediatamente in Parlamento su quanto pubblicato oggi”.
Lo dichiara il deputato Pd, Silvio Lai.
Lollobrigida si assume grave responsabilità
"Un anno fermi a guardare gli eventi ed ora non si può che essere preoccupati per il rischio che 1,2 miliardi che un apposito bando del Pnrr assegna ai contratti di filiera possano non assegnare assegnati. Il ministro Lollobrigida e il governo si stanno assumendo una grave responsabilità".
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, che insieme ai colleghi Forattini, Marino, Romeo e Rossi, ha presentato una interrogazione per sapere come il governo intende affrontare il problema visto che, tra l'altro, sono stati presentati al Tar motivati ricorsi da parte di alcune imprese che hanno contestato i criteri di assegnazione delle risorse.
"Ora è tutto fermo - continua Vaccari - e, anche a fronte di ulteriori impegni finanziari, non è possibile scorrere la graduatoria, a criteri contestati, senza che sia concluso l'iter dei ricorsi nei Tribunali amministrativi. Un bel pasticcio nel quale si è ficcato il governo incapace di trovare soluzioni appropriate e perdere quelle risorse sarà un danno importante per la filiera agricola per gli interventi che dovranno essere fatti nella fase della transizione ecologica. Il ministro Lollobrigida ha delle idee in proposito o come per la peste suina gira lo sguardo altrove?".
“La ministra Calderone, in nome di una presunta semplificazione, si appresta a un altro condono per le aziende sulla sicurezza sul lavoro allentando i controlli e concedendo 20 giorni per sanare le piccole irregolarità. Così facendo umilia ancora di più il difficile lavoro degli ispettorati del lavoro. Un ignobile gioco elettorale che viene definito ‘errore scusabile’ in nome di una visione dello Stato che alza le pene ai poveracci e sana gli errori dei potenti. Il Governo predica bene e razzola male, senza mai assumersi una responsabilità davanti al paese, rifilando un codicillo all’interno dell’articolo 6 del decreto semplificazione. Sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non si scherza, la nostra opposizione sarà durissima fino a quando non ritireranno questa oscena sanatoria”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"Alla Laguna di Orbetello servono risorse ed interventi rapidi. Nel nostro sopralluogo con una delegazione della Commissione Ambiente abbiamo constatato la gravità della situazione. Il comitato tecnico scientifico ha specificato con una missiva alla Commissione Ambiente il bisogno urgente di risorse per fronteggiare questa emergenza. Oggi troviamo sul testo arrivato dal relatore solo 1 milione di euro da parte dello Stato ma quasi la metà dovranno essere utilizzati per pagare il personale e le spese di gestione. Presenteremo un emendamento al testo per portare i finanziamenti ad almeno 3 milioni di euro annui (come originariamente previsto dalla mia proposta di legge) e chiederemo al presidente della Commissione Ambiente della Camera Rotelli, vista la drammatica emergenza in corso, di accelerare l'iter del provvedimento": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani sulla nuova governance della Laguna di Orbetello.
Deputata dem ha visitato oggi il carcere minorile Beccaria
“Il carcere dovrebbe avere una funzione rieducativa, soprattutto per i minori. Così scriveva Cesare Beccaria, a cui è intitolato il carcere minorile, che ha capienza per 37 persone. Oggi li sono detenuti 62 ragazzi. Che rieducazione si può fare in queste condizioni?” Così sui social la deputata democratica, Lia Quartapelle.
“Contro la peste suina africana dal 2022 a oggi è stato fatto troppo poco. Ad ammetterlo è l'ex ministro dell'Agricoltura della Lega, Gian Marco Centinaio. Gli fa eco Alessandro Cattaneo, ex sindaco di Pavia e deputato di Forza Italia, che chiede ristori più rapidi ed abbattimenti senza indugi. Chissà se il ministro Lollobrigida avrà attenzione per i colleghi di maggioranza, a meno che non sia una resa di conti interna alla destra, visto che alle ripetute sollecitazioni delle opposizioni si è girato sempre dall'altra parte utilizzando i suoi fedeli parlamentari per attaccare, anche sul piano personale, quanti muovevano critiche all'operato del governo abbandonato pure dal commissario alla peste suina che ha lasciato il suo incarico. C'è bisogno di attivare in tutte le regioni il piano straordinario per la gestione della fauna selvatica e occorre procedere con immediatezza al controllo della specie cinghiale riducendone drasticamente il numero ed evitando, come purtroppo sta avvenendo, l'allargamento delle aree interessate alle peste suina.
Salvaguardare le produzioni agricole e la filiera delle trasformazioni delle carni di maiale sono le priorità. Il governo non lo sta facendo assumendosi una grave responsabilità”.
Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Gli impegni devono essere rispettati e il Governo intervenga come richiesto dai sindacati per impedire il trasferimento collettivo ad Avellino dei lavoratori di IIA. La procedura di trasferimento va bloccata. Sulla nuova proprietà e le sue caratteristiche industriali occorre fare chiarezza . Il ministro Urso intervenga al più presto”. Così in una nota il capogruppo in commissione finanze, io deputato democratico, Virginio Merola.
"Il caso di Elisa Aiello è spaventoso e da oggi penso sia arrivato il momento per le istituzioni di dare un segnale forte e deciso. Siamo di fronte ad una ragazza di 26 anni che riceve minacce di morte pubbliche, da parte del suo ex fidanzato, tutti i giorni. Minacce e maltrattamenti iniziati a febbraio 2023. A nulla sono valse le denunce partite ai carabinieri di Latina. Nel frattempo è stata costretta a spostarsi di domicilio, rivolgersi a un centro antiviolenza e aspettare che le direttive del Codice Rosso vengano applicate. A febbraio 2024 questo criminale viene ascoltato dai carabinieri di Latina ma non succede nulla anzi da quel momento inizia a pedinare Elisa, a minacciare la mamma e come se non bastasse detiene anche un’arma da fuoco. Nessuna istituzione si sta muovendo. Pochi giorni fa, Elisa Aiello ha denunciato anche alla Polizia di Roma, dopo che il suo abusatore l’ha minacciata per l'ennesima volta di femminicidio sui social. Questa ragazza ha 26 anni e la vogliamo viva. Dobbiamo muoverci e in fretta. Da questa mattina è partita una denuncia generale e per questo, con i colleghi e le colleghe del M5S e di Avs Stefania Ascari, Michela De Biase, Andrea Casu, Emma Pavanelli, Luana Zanella, Ilenia Malavasi, Antonella Forattini, Sara Ferrari, Francesca Ghirra, Ouidad Bakkali, Laura Boldrini, Silvia Roggiani, Nico Stumpo, abbiamo presentato un'interrogazione urgente al ministro dell'interno per fare ogni azione possibile al fine di proteggere Elisa dal suo persecutore e dare un segnale a tutte le donne che stanno combattendo la sua stessa battaglia. Non vi lasceremo sole". Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.
Parte stagione dei diritti del Pd di Schlein
“La proposta sulla settimana corta, così come quella sulla disconnessione, sono parte della missione del Partito Democratico di Elly Schlein, che in questo anno è riuscita a parlare a una generazione che più di tutti ha subito gli effetti sulla qualità del lavoro sul livello di sfruttamento della pandemia. Il prossimo anno dovrà essere caratterizzato da questa straordinaria mobilitazione per i diritti. Settimana corta, diritto alla disconnessione, lotta ai contratti precari e intermittenti, salari dignitosi come il salario minimo, congedi paritari: è arrivato il tempo della qualità del lavoro. È la sfida dei prossimi anni del nostro Paese. Sulla settimana corta, in particolare, entro metà settembre si aprirà il termine gli emendamenti in commissione Lavoro e verrà finalmente adottato un testo base. Noi puntiamo perché vada a ottobre in Aula, trovando una sintesi con i tre testi depositati dalle opposizioni. Stringere i tempi è stato importante per evitare che il ddl entrasse nel porto delle nebbie delle indecisioni e dei ritardi della maggioranza. Il centrodestra è in piena confusione rispetto a temi molto rilevanti quando si parla di lavoro”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, in un’intervista a Fanpage.
“L’incredibile vicenda dell’ospedale di Patti è la perfetta cartina tornasole del disastro in cui versa la sanità siciliana. In cui a fronte dell’abnegazione, della professionalità e dell’innegabile arte dell’arrangiarsi di medici ed operatori sanitari, emerge plasticamente l’assoluta inadeguatezza organizzativa e manageriale dei dirigenti sanitari e di conseguenza di chi li ha voluti e nominati. Che ora il presidente della Regione si stupisca e nomini un’ispezione non è sufficente né può bastare”. Lo dichiara il segretario regionale del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, dopo che un a un giovane, giunto al pronto soccorso dell’ospedale Barone Romeo a Patti (Messina) con una frattura al perone, è stato immobilizzato l’arto con alcuni cartoni per la mancanza di stecche per l’ingessatura.
“Questa è, come denunciamo da tempo, la sanità voluta dal centrodestra – prosegue Barbagallo – con il depotenziamento delle strutture pubbliche a favore del sistema privato, mentre alla Regione si pensa alla gestione del potere e delle poltrone, anche e soprattutto nella sanità. Schifani cambi rotta da subito e oltre a disporre una ispezione a Patti rimuova immediatamente i responsabili, a partire ovviamente dall’assessore alla Salute, Giovanna Volo”.
“L’autonomia differenziata divide il Paese, accentua le disuguaglianze tra Nord e Sud, e lascia il Mezzogiorno in una condizione di precarietà che ostacola lo sviluppo, aggravando le già serie difficoltà di crescita. In dieci giorni abbiamo raccolto oltre 500 mila firme per il referendum abrogativo, ma la mobilitazione continua in tutte le regioni d’Italia. È ancora possibile firmare ai banchetti nelle città o online, tramite SPID. C’è ancora tempo. La nostra risposta sarà ancora più forte e decisa, a tutela dell’unità del Paese e del Mezzogiorno”. Così sui social il deputato democratico, Stefano Graziano.
"Ho firmato online per il referendum contro l'autonomia differenziata, la legge "spacca Italia" che riduce il nostro Paese a 20 piccoli staterelli in concorrenza tra loro dove tutte e tutti vivremo peggio, con servizi meno efficienti. E questo succederà al sud quanto al nord.
Per questo bisogna mobilitarsi raccogliendo più firme possibili e, poi, andando a votare in massa per fermare questa riforma scellerata.
Firmate tutte e tutti: farlo online è semplicissimo, ma se preferite farlo in modo tradizionale, potete trovare banchetti in tutto il territorio.
Mandiamo un segnale chiaro a questo governo: difendiamo l'unità e l'integrità dell'Italia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, in un video pubblicato sui suoi canali social