“La decisione del Quirinale di eliminare dall’elenco corrente delle onorificenze i nominativi dei Capi di Stato e di altri insigniti dopo la loro morte è ineccepibile sia sotto il profilo strettamente giuridico sia sotto quello storico. Auspichiamo che tutti prendano atto di questa autorevole presa di posizione lasciando la materia alla storia e all’interpretazione degli storici, fuori da sterili strumentalizzazioni politiche” così i deputati della commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè, Gianni Cuperlo, Federico Fornaro e Matteo Mauri.
“Il nuovo codice della strada è contro la mobilità ciclabile e sostenibile e non aumenta in alcun modo la sicurezza urbana perché non interviene sulla prima causa di morte in strada: la velocità. Infatti, non solo non prevede misure risolutive per invertire la tragica tendenza delle morti su strada, ma riduce l'azione e l’autonomia dei Comuni, limita i controlli della velocità e diminuisce radicalmente lo sviluppo della mobilità ciclistica, sia con interventi di natura tecnica, come la cancellazione della segnaletica orizzontale, sia frenando la progettualità delle amministrazioni locali nel tracciare nuove piste ciclabili. Come Pd abbiamo presentato circa 250 emendamenti in Commissione Trasporti per migliorare il nuovo codice, ma la maggior parte di questi è stata respinta. Sono state privilegiate misure che ci allontanano dalle città europee, che favoriscono gli utenti più forti della strada e non tutelano invece i più vulnerabili come pedoni e ciclisti. Abbiamo ripresentato molti emendamenti in Aula per modificare il codice verso un'idea di mobilità che tenga assieme sicurezza, tutela dell'ambiente e vivibilità delle città, che tuteli il trasporto pubblico locale e l'autonomia dei comuni, fermando gli effetti di questo che è stato definito da molte associazioni e rappresentanti di enti locali il "codice della strage".
Così Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo PD alla Camera e componente della commissione Trasporti.
"La Commissione esteri della Camera ha approvato oggi, all'unanimità, la risoluzione a mia prima firma con la quale l'Italia prende una posizione netta sulla costante violazione dei diritti umani in Iran, specialmente nei confronti delle donne, delle attiviste e degli attivisti e dei dissidenti politici.
La risoluzione, firmata anche dalla collega Lia Quartapelle e dai colleghi Enzo Amendola, Peppe Provenzano e Fabio Porta, nasce anche dal rapporto presentato da Amnesty International che documenta l'uso dello stupro, delle molestie e delle torture come arma di repressione del dissenso al regime, non solo nei confronti delle donne ma anche degli uomini.
Basta discriminazioni e violenze contro le donne, basta arresti arbitrari e condanne a morte di chi manifesta contro il regime di Teheran, basta intimidazioni e molestie perfino alle famiglie dei difensori dei diritti umani. Il governo, con l'approvazione della risoluzione, è impegnato a chiedere l'immediata e incondizionata scarcerazione dei prigionieri di coscienza tra cui la premio Nobel Narges Mohammadi; a fare pressioni sull'Iran perché firmi e ratifichi le convenzioni Onu contro la tortura e contro le discriminazioni verso le donne, a sollecitare la Repubblica Islamica ad eliminare, sia nelle leggi sia nella pratica, ogni forma di violenza contro le donne e le ragazze, incluso lo stupro e ad affermare in ogni relazione diplomatica e commerciale con il Governo di Teheran, l'esigenza del rispetto effettivo dei diritti umani, civili e politici della popolazione iraniana e il fattivo impegno ad attuarli.
Ringrazio le colleghe e i colleghi di maggioranza e opposizione per avere votato una così importante risoluzione che ha al centro i diritti umani, civili e politici di un popolo le cui manifestazioni di dissenso sono represse con particolare ferocia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Il nuovo codice della strada voluto da Matteo Salvini è in verità il codice della strage. Un provvedimento del tutto inadeguato perché le norme introdotte restano ancorate all'impostazione del secolo scorso come a proposito dell'uso della tecnologia per i controlli e per la sicurezza dei pedoni, quest’ultimi totalmente ignorati. E parliamo di ‘codice della strage’ perché questa presunta riforma non prende in considerazione la velocità che è e rimane la prima causa di morti per incidenti mentre focalizza l'attenzione sui veicoli a motore e tralascia la ciclabilità e la sostenibilità". E’ quanto sostiene il segretario del PD Sicilia e capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo che oggi ha partecipato alla conferenza stampa assieme alla segretaria del Pd, Elly Schlein, alla capogruppo del PD alla Camera Chiara Braga, al sindaco di Bologna Matteo Lepore, alla responsabile Green della segreteria nazionale, Annalisa Corrado e a tutti i componenti Pd della commissione Trasporti, Casu, Bakkali, Morassut, Ghio.
“Nel 2022 – ha proseguito - sono stati 3159 i morti in incidenti stradali, una media di 9 morti al giorno. Sono stati 165.000 gli scontri e oltre 223.000 i feriti. (600 al giorno).Siamo di fronte ad un vero e proprio bollettino di guerra. Per questo abbiamo chiesto al governo di non utilizzare la solita propaganda ma di dare risposte concrete. E lo abbiamo fatto attraverso circa 250 emendamenti in commissione. Purtroppo il risultato è deludente ed il testo che arriva all'esame dell'aula non dà un contributo concreto oltreché per per la sicurezza degli automobilisti e dei pedoni, neanche per l’innovazione tecnologica, la semplificazione, il trasporto urbano ed extraurbano, la mobilità sostenibile (in particolare per i monopattini e la ciclabilità). Un testo che entra a gamba tesa sulle competenze dei comuni ”.
“L’aspirazione di una coalizione progressista dev'essere quella di costruire una società più equa e solidale, in grado di governare i processi complessi come le transizioni con un'attenzione alle fasce più fragili della società. Dobbiamo puntare a rilanciare battaglie comuni come quelle sul salario minimo, sulla difesa della sanità pubblica e sulle politiche di crescita e sviluppo sostenibile. Per farlo serve tempo certo. Ma non c'è alternativa, come ha chiarito in modo condivisibile la segretaria Schlein. Per questo dobbiamo consolidare anzitutto il lavoro sui programmi e sui temi che uniscono le forze del centro-sinistra, al di là delle divisioni, che esistono, peraltro, anche tra Salvini e Meloni. Eppure governano insieme. I dem, in questo senso, hanno una doppia responsabilità. La prima è quella della costruzione di un'alleanza progressista alternativa alla destra che sia ampia, senza veti, aperta a tutte le forze che condividono un'idea di Paese diversa da quella sovranista e nazionalista; la seconda è quella di continuare il rilancio del PD stesso, valorizzando l'ispirazione delle origini. Il partito nasce come una forza in grado di tenere insieme il mondo progressista, socialista, ma anche cattolici, ceti produttivi e moderati, mantendo un rapporto saldo con gli amministratori locali che ne costituiscono un motore propulsivo. Abbiamo un lavoro enorme dinanzi a noi, ma la strada è tracciata, per tornare ad essere forza di Governo nei prossimi anni”, così il deputato del Partito democratico, Piero De Luca, in un’intervista a formiche.net.
È stato approvato il nostro ordine del giorno che impegna il governo ad intervenire per assicurare che Acciaierie d'Italia riprenda gli ordini nei confronti di Sanac, ponendo fine alla situazione di cassa integrazione in cui versano centinaia di lavoratori.
Sanac s.p.a. è una società attiva nel settore della estrazione, produzione e commercializzazione di materie prime e materiali refrattari ed è indirettamente controllata da Ilva s.p.a., società in amministrazione straordinaria; l'azienda, operante con quattro stabilimenti in Sardegna, Toscana, Piemonte e Liguria, riforniva di materiali refrattari gli impianti dell'ex Ilva ed è partecipata dallo Stato tramite Invitalia. Acciaierie d'Italia, però, da tempo si rifornisce all'estero e i lavoratori della Sanac, pur in grado di produrre quanto necessario, sono costretti alla cassa integrazione (nel solo stabilimento di Vado si tratta di 80 lavoratori). Chiediamo al governo, insieme alle diverse sigle sindacali dei lavoratori, che si attivi per vincolare Acciaierie d'Italia alla ripresa degli ordini nei confronti di Sanac.
Così i deputati del Pd Marco Simiani, Emiliano Fossi, Andrea Orlando, Federico Fornaro e Silvio Lai.
Ottima notizia per la Sardegna, può terminare rapidamente la CIG.
Con voto unanime della Camera è stato approvato un odg al decreto ILVA che impegna il Governo ad assicurare che Acciaierie d'Italia riprenda gli ordini nei confronti di Sanac, ponendo fine alla situazione di cassa integrazione in cui versano centinaia di lavoratori. “Si tratta di una iniziativa del Pd a prima firma Simiani e Fossi che riporta speranza anche ai lavoratori che SANAC impegna in Sardegna e che oggi sono in cassa integrazione come tutte le aziende che collaborano con la ex ILVA” cosi Silvio Lai e Marco Meloni, parlamentari sardi del PD sulla vicenda SANAC. “Con questo decreto il Governo sta assumendo decisioni che potevano essere assunte già 6 mesi fa senza far acuire la crisi aziendale che era palese per Acciaierie d’Italia e le cui soluzioni erano altrettanto chiare quanto obbligatorie. Questo ha non solo causato un ritardo sul sistema industriale che dipende da Taranto, indotto compreso, ma anche per quello presente in altre regioni italiane tra cui la Sardegna, e ha generato sofferenze inutili ai lavoratori in cassa integrazione e non” proseguono i parlamentari Dem. “Acciaierie d’Italia nel frattempo ha danneggiato le imprese dell’indotto tra cui SANAC , scegliendo di approvvigionarsi all’estero. Con questo odg il Governo, che gestisce ora Acciaierie d’Italia attraverso Invitalia, deve vincolare l’azienda a riprendere gli ordini nei confronti di SANAC ponendo fine alla cassa integrazione di centinaia di lavoratori in Sardegna.“ concludono Lai e Meloni.
"La ferrovia Porrettana rappresenta un'arteria fondamentale per la mobilità dei cittadini dell'Appennino Bolognese. Il materiale rotabile utilizzato su tale linea, acquistato con fondi della Regione Emilia-Romagna, è di grande qualità e recentemente rinnovato. La gestione della rete è in capo ad RFI. Si stanno moltiplicando episodi di ritardi e disservizi che creano gravi disagi all'utenza. Visto che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti può assumere iniziative di indirizzo verso RFI, presenterò una interrogazione parlamentare al Ministro Salvini per sollecitare l'attenzione del Governo".
Così Andrea De Maria, deputato PD
“Fermare il declassamento dell’Uffici territoriali delle Dogane di Arezzo e Siena: è inammissibile penalizzare 80 mila imprese che garantiscono oltre un quarto dell’export e dell’import dell’intera Regione per un valore complessivo di quasi 20 miliardi di euro annui”. Così una nota congiunta dei parlamentari del Partito Democratico Marco Simiani, Marco Sarracino e Silvio Franceschelli che hanno depositato sulla vicenda interrogazioni al governo sia alla Camera che al Senato.
“L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - conclude la nota - svolge un lavoro strategico per l’economia e lo sviluppo territoriale. In questo quadro, nel 2002 venne istituto l’ufficio dogane di Arezzo con annessa una sezione operativa territoriale di Siena. Questa istituzione sta garantendo un ruolo decisivo per l’intero comparto produttivo delle due provincie. La notizia di un prossimo piano di riorganizzazione che trasformerebbe l’Ufficio delle Dogane di Arezzo (e della sede operativa di Siena) in struttura subalterna a quella di Firenze, mantenendo per altro la piena autonomia degli altri uffici esistenti in Toscana è incomprensibile e controproducente. Ci opporremo a questa ipotesi che vorrebbe ancora una volta i territori della nostra Regione e le nostre imprese danneggiate dal governo Meloni”.
Il parlamento si appresta a votare la riforma del codice della strada, una riforma molto attesa e allo stesso tempo fortemente criticata dalle associazioni dei familiari delle vittime della strada e quelle della mobilità sostenibile e su cui il Partito Democratico sta portando avanti una battaglia da tempo, affinché il nuovo codice della strada non diventi “codice della strage”.
Parteciperanno: la segretaria del Pd, Elly Schlein; il sindaco di Bologna Matteo Lepore; la responsabile Green della segreteria nazionale, Annalisa Corrado; Andrea Colombo; il capogruppo Pd in commissione Trasporti di Montecitorio, Anthony Barbagallo e tutti i componenti Pd della commissione Trasporti, Casu, Bakkali, Morassut, Ghio. Sarà presente la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga.
Alla conferenza stampa sono stati invitati e parteciperanno anche esponenti delle associazioni che stanno criticando le norme contenute nel nuovo codice della strada.
"L'Unione Europea, soddisfatta della risposte fornite da Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi, rispetto alle accuse di Israele verso 12 dipendenti che avrebbero collaborato con Hamas nel terribile attentato del 7 ottobre e che sono stati licenziati, ha sbloccato i fondi all'agenzia dell'Onu. Anche il Canada e la Svezia hanno ripristinato i fondi a Unrwa. L'Italia, invece, no. Dopo la missione a Rafah, dove abbiamo preso atto della catastrofe in corso a Gaza e visto con i nostri occhi 1500 camion di aiuti bloccati dalle autorità israeliane mentre dall'altra parte i palestinesi muoiono di fame e di malattie, oltre che sotto le bombe, chiediamo che il ministro Tajani venga a spiegarci perché non ripristina i fondi all’Unrwa. Nessun programma, e nessun'altra agenzia o entità dell’Onu può sostituire Unrwa che non è solo distribuzione di aiuti: è scuola, è sanità, è logistica, è amministrazione pubblica. E lo è per quasi 6 milioni di profughi palestinesi, non solo quindi a Gaza, in Cisgiordania ma anche in Giordania, Siria e Libano. E chiediamo, come abbiamo scritto nella lettera alla Presidente Meloni inviata dal valico di Rafah che ad oggi non ha ricevuto risposta, che la premier faccia di più per convincere Netanyahu a porre fine a questa carneficina e che dia seguito alla mozione approvata da questo Parlamento che chiede il cessate il fuoco immediato". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Berruto, Abodi continua nella sua azione a tutela delle lobby della serie A
“È sbagliato, grave e ci opporremo alla possibilità di sponsorizzazione delle squadre di calcio e della pubblicità da parte delle società di scommesse sportive” così il responsabile sport del Pd, il deputato democratico, Mauro Berruto, interviene dopo l’approvazione definitiva del Consiglio dei ministri del decreto legislativo per il riordino del settore dei giochi online. Un provvedimento – sottolinea Berrutto – che presenta molte criticità tra cui la possibilità di destinare alle squadre di Serie A i proventi del fondo creato con la tassazione degli extraprofitti delle società di scommesse legate al calcio. Una soluzione sbagliata nel metodo e nel merito perché quei fondi dovevano essere destinati allo sport di base, bastava che il ministro Abodi desse parere favorevole a una proposta di legge che aveva raccolto consenso trasversale in Commissione. Purtroppo – conclude Berruto - il disegno era chiaro e oggi chiude il cerchio: il governo e il ministro Abodi continuano a eseguire la volontà delle lobby del calcio a danno di tutti gli altri sport”.
Dopo quasi un anno governo inadempiente su rimborsi a famiglie e imprese
“Quanto dichiarato oggi dalla vicepresidente della regione Emilia Romagna, Irene Priolo, in commissione ambiente alla Camera fa emergere la distanza tra le promesse e i fatti del governo per la ricostruzione e il rimborso dei territori alluvionati”. Così in una nota la capogruppo democratica, Chiara Braga insieme ai deputati Simiani, Gnassi, Bakkali, Vaccari, Andrea Rossi, e Curti che sottolineano come: “a quasi un anno dall’alluvione che ha colpito le regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche, ancora non vi sono certezze né sulle risorse né sulle procedure di semplificazione che avrebbero dovuto garantire tempi rapidi di intervento. Mancano ancora le ordinanze sul credito d’imposta che è stato approvato in legge di bilancio e quella per i ristori al terzo settore. Preoccupa, infine, il modo opaco con cui il governo sta gestendo la durata del mandato del commissario Figliuolo, che scadrà a giugno, e su cui il governo non ha ancora fornito indicazioni. Non possiamo correre il rischio di alimentare un orizzonte di incertezza ormai insostenibile per territori, famiglie, imprese e terzo settore o, ancora peggio, dover ricominciare daccapo tutto. Da Fdi assistiamo, ancora una volta, a un irresponsabile scaricabarile sulla regione quando il partito della presidente del consiglio dovrebbe riflettere sull’inadempienza del governo e sulle mancate promesse della Meloni, che aveva assicurato il tempestivo 100% dei rimborsi alle famiglie e alle imprese, che ad oggi sono ancora pressoché a zero”.
Lo scrive su X Alessandro Zan, deputato Pd e responsabile Diritti del Partito democratico
In Senato continua la crociata della destra contro le famiglie arcobaleno: la gpa reato universale è un modo in più per attaccare le persone lgbtqia+. Le priorità della destra, mentre sempre più persone rinunciano a curarsi e non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena.
"Dopo un anno da quando ho depositato l’interrogazione al ministro della Protezione civile Nello Musumeci, i cittadini siciliani hanno la certezza di essere stati abbandonati al loro destino dopo i danni causati dal maltempo tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. L’inefficienza della Regione Sicilia prima e il disinteresse del governo nazionale poi, hanno lasciato centinaia di persone senza alcun sussidio o ristoro. Abbiamo più volte segnalato come fossero inaccettabili i ritardi per la proclamazione dello stato di emergenza da parte della Regione e inadeguate le risorse messe a disposizione per i ristori dalla stessa. E oggi nella risposta di Musumeci alla mia interrogazione, abbiamo la prova di quanto pensavamo: per gli eventi del 2022 si è perso troppo tempo nel completare l’iter necessario, tanto da aver fatto venire meno il carattere di urgenza, mentre per gli eventi di inizio 2023 non sono stati ritenuti tali e gravi da giustificare l’estensione dello stato di emergenza nazionale. Un ennesimo schiaffo alla Sicilia da parte di questo governo fallimentare e a trazione settentrionale. Tutto sulle spalle di cittadini, agricoltori e imprenditori a cui era stato raccontato che un asse Palermo - Roma avrebbe fatto bene alla Sicilia". Così la deputata siciliana del Pd, Giovanna Iacono.