"Le risorse del Fondo di sviluppo e coesione assegnate alla Regione Toscana sono riparti comunitari. Troviamo francamente sorprendenti le numerose dichiarazioni di esponenti territoriali della maggioranza, che non perdono occasione di criticare le politiche dell'Ue, ma che oggi ringraziano il Governo Meloni per lo stanziamento di fondi europei. Evidentemente tra i colleghi della destra c'è un po' di confusione. Senza poi dimenticare che proprio questo governo ha ritardato l’erogazione dopo aver centralizzato, presso la presidenza del Consiglio, la programmazione dei Fsc togliendo di fatto l'autonomia alle stesse Regioni".
Lo dichiarano la vice presidente dei deputati Pd, Simona Bonafè, e il capogruppo del Partito Democratico in Commissione Ambiente, Marco Simiani.
*Gianassi (Pd): “Salvini parla di sicurezza, ma la destra boccia emendamenti che salverebbero centinaia di vite”*
“Oggi in aula è stato bocciato l’emendamento del Codice della strada che prevedeva l’obbligo di sensori d’allarme sui mezzi pesanti. Si tratta di una gravissima occasione persa da parte della maggioranza, che avrebbe incrementato la sicurezza nelle nostre strade. Il ministro Matteo Salvini parla di sicurezza, ma un intervento come questo, assolutamente ragionevole che andava nella direzione di salvare la vita a centinaia di persone che ogni anno muoiono a causa di impatti con mezzi pesanti sprovvisti di sensore di allarme, è stata respinto, cosa già avvenuto in Commissione trasporti.
I lavori si sono interrotti e riprenderanno martedì prossimo con l’esame degli altri emendamenti, alcuni ancora su questo tema.
Speriamo quindi in un ripensamento da parte del governo e della maggioranza perché la bocciatura di oggi è un atto davvero sbagliato” dichiara il deputato dem Federico Gianassi che ha presentato la proposta emendativa sostenuta dal suo gruppo parlamentare.
Salvini irresponsabile, nuovo codice strada riduce sicurezza per ciclisti
“A ognuno di voi, colleghe e colleghi, sarà successo di vedere passare sotto casa il Giro d’Italia. La carovana di ciclisti che a maggio fa innamorare tutti gli italiani più o meno è composta da 200 atleti. Ora immaginate che, ogni anno, tutti gli anni, quei ciclisti che avete visto passare davanti a voi, vengano uccisi sulla strada. Uno per uno. Tutti. Tutti gli anni una carovana non solo di atleti, ma di nonni, di lavoratori e lavoratrici, di studenti, di bambine e di bambini in bicicletta viene uccisa sulla strada. Questi sono i dati della strage”. Così il responsabile nazionale sport del Pd, Mauro Berruto, è intervenuto in aula alla Camera contro la norma del nuovo codice della strada introduce la distanza di sicurezza di un metro e mezzo per il sorpasso dei ciclisti ma la limita a un generico “ove le condizioni della strada lo consentano”. “Quei 150 cm fanno la differenza tra la vita e la morte” ha concluso Berruto chiedendo all’aula di approvare il suo emendamento che modifica quella “norma irresponsabilmente depotenziante voluta dal ministro Salvini e introduce, veramente, la giusta distanza per il sorpasso dei ciclisti”.
“Sul Pnrr è davvero ridicolo continuare ad esaltarsi richiamando confronti inesistenti. Alla premier Meloni ricordiamo, infatti, che siamo l'unico Paese che ha questa mole di risorse e di corrispondenti obiettivi da raggiungere su base semestrale. I dati sono chiari e smentiscono l'entusiasmo del governo. Dopo mesi passati a riformare la governance per accentrare il controllo a Palazzo Chigi, perdendo di vista l'attuazione dei progetti e degli investimenti, la quarta rata è stata pagata circa 6 mesi dopo la scadenza del 30 giugno. Sulla quinta rata, relativa a progetti da realizzare entro il 31 dicembre 2023, il governo ha ridotto gli obiettivi da raggiungere da 69 a 52 perché in ritardo sul cronoprogramma. Questo ha comportato una drastica riduzione delle risorse che scendono dai 18 miliardi inizialmente previsti a 10,5 per la scadenza di fine anno. Infine, quanto alla spesa dei fondi, la percentuale al 2023 è ben inferiore alle risorse trasferite, essendo pari a circa 45,6 miliardi di euro a fronte dei 101,93 miliardi ottenuti finora dall'Italia, corrispondenti a circa il 52,4% del totale. Insomma, la destra ha prodotto finora un disastro che si vende come un miracolo. Alle spalle degli italiani”.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche europee alla Camera.
“Questa riforma non guarda al futuro ma è solo un testo lacunoso e dannoso che mina la sicurezza delle persone e non affronta i veri problemi e le principali cause di morte sulla strada: la velocità e la distrazione”. Lo hanno detto oggi Elly Schlein e i deputati democratici della commissione trasporti di Montecitorio Anthony Barbagallo, Roberto Morassut, Andrea Casu e Ouidad Bakkali nella conferenza stampa alla Camera contro il Nuovo Codice della Strada a cui hanno partecipato anche Annalisa Corrado, Responsabile Ambiente del Pd, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e rappresentanti di Legambiente e delle diverse associazioni dei familiari e delle vittime della strada.
Un Codice che parla al secolo scorso che non tiene conto delle possibilità delle nuove tecnologie, che distrugge gli sforzi fatti negli ultimi anni sulla mobilità sostenibile e lo sharing. Una riforma che pone la dittatura delle automobili al centro dell’intera normativa. Una vera follia legislativa che attacca l'autonomia dei sindaci, negando gli investimenti sul Tpl e imponendo anche vincoli e imposizioni su dove fare le piste ciclabili.
"Il Pd ha illustrato una serie di proposte alternative messe a punto insieme alle associazioni di settore. Questo governo ci sta portando nella direzione opposta a quella che servirebbe. La riforma è sbagliata, il ministro Salvini si fermi”, ha concluso Elly Schlein ribadendo che il Pd continuerà a appoggiare le mobilitazioni contro questa riforma.
Maggioranza ritarda ancora parere su norma che impone trasferimento tassa extraprofitti società scommesse a sport di base
La commissione Finanze della Camera ha rinviato, ancora una volta, il parere sulla proposta di legge Berruto sul fondo per lo sport di base alimentato dagli extraprofitti delle società di scommesse sportive. Per il deputato democratico, responsabile nazionale sport del Pd, Mauro Berruto: “questa proposta deve essere discussa in aula. E questi continui rinvii sono la conferma di quanto siano profonde le divisioni nei gruppi di maggioranza su questo tema e, più in generale, sull'azione del Ministro Abodi che è tutta appiattita sulle lobby delle società di serie A a danno della promozione e valorizzazione dello sport di base”.
Servirebbe bagno di verità per affrontare questa dramma”
Sono sorprendenti e rammaricano le parole della ministra Roccella sulla difficoltà di “trovare un ospedale dove andare a partorire piuttosto che uno dove andare ad abortire”. Peccato che sia un dato opposto alla realtà descritta dai consultori: sei ginecologi su dieci sono obiettori e, soprattutto al Sud, le donne sono costrette a cambiare città per fare la loro scelta, mentre la Ru486 si trova in modo diffuso solo in tre Regioni. Ma ancora più incredibile è quando Roccella afferma che il governo ha fatto la sua parte sul tema della natalità, intervenendo su congedi, asili, decontribuzioni.
Dispiace contraddire la ministra, ma in Italia i posti per gli asili nido sono sempre meno, con una media di 27 per ogni 100 bambine e bambini. Una situazione particolarmente complessa per tutte le famiglie, ma soprattutto nel Mezzogiorno e nelle aree interne. Su questo tema, il governo Meloni non ha dedicato nulla in manovra, anzi con il Pnrr hanno tagliato 100.000 posti di asili nido. I contributi sui congedi non sono strutturali, ma insufficienti e relativi al solo anno 2024. Per quanto riguarda la decontribuzione, la manovra la prevede per le lavoratrici con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, per le madri di tre figli fino al compimento di 18 anni del più piccolo, o per quelle con due figli fino al compimento di 10 anni dell’ultimo nato. E le autonome? E quelle a tempo determinato? Come sempre la propaganda finisce quando incontra la realtà. Servirebbe un bagno di verità e di umiltà per affrontare insieme e bene il dramma della natalità, che è davvero un problema enorme per il futuro del nostro paese.
Così la deputata democratica della commissione Affari sociali, Ilenia Malavasi.
“La Premier, nemmeno oggi, ha perso l’occasione per ricordarci che della Toscana le interessa poco: si presenta con un’ora di ritardo e porta alla Toscana solo la ripartizione di fondi Ue, atto dovuto di risorse già disponibili. Non un euro in più dal suo governo, che continua a dimenticare i toscani: su sanità, alluvione, trasporti e tanto altro ancora una volta nessuna risposta. I 683 milioni di euro per la Toscana dei Fondi di sviluppo e coesione sono un atto dovuto, non c’è un soldo in più dal governo ma solo la ripartizione di risorse europee stanziate da Bruxelles”.
Lo dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana, Emiliano Fossi, sulla firma tra governo e Regione Toscana dell’accordo sul Fondo Sviluppo e coesione.
“La premier - aggiunge - è venuta a fare campagna elettorale, ma non abbocchiamo: Giorgia Meloni ha portato una borsa vuota e continua ad utilizzare il suo ruolo istituzionale per la propaganda. La Toscana e i Toscani hanno bisogno di risposte, a partire dalle richieste del governatore Giani, a cui va il nostro sostegno per le difficoltà in cui sta operando e tutta la nostra solidarietà per il poco rispetto che Meloni ha dimostrato oggi nei suoi confronti e dell’istituzione che rappresenta: basta bugie e passerelle del governo, in questo anno e mezzo il governo ha soltanto penalizzato la Toscana. La lista è lunghissima: dalle mancate risorse per i danni causati dalle alluvioni (oltre 2 miliardi di danni) ai tagli alla sanità (200 milioni per il payback mai trasferiti); dalle grandi opere definanziate (interporto Livorno e Tramvia Firenze solo per citarne alcune), ai 400 milioni di euro di progetti Pnrr sottratti; dai colpevoli ritardi per l’istituzione della Zls allo stop del Biotecnopolo di Siena. Potremmo continuare questo elenco ancora - conclude - ma non smetteremo mai di far presente al governo che i Toscani meritano rispetto, non chiacchiere”.
“Il presidente Mollicone ha perso un’occasione per tacere. Prima di blaterale presunte coperture politiche del Pd a terroristi palestinesi, avrebbe almeno potuto leggere le motivazioni con cui la Corte d’appello de L’aquila, proprio oggi, ha negato l’estradizione a Anan Yaeesh, il palestinese oggetto di una nostra interrogazione parlamentare che, non entra minimamente nel merito delle accuse, ma chiede di negare l’estradizione a causa delle gravi condizioni di trattamento dei palestinesi nelle carceri israeliane”. Così le deputate democratiche, Laura Boldrini e Ouidad Bakkali, che hanno firmato l'interrogazione, insieme ai deputati di Avs e M5s. “La nostra posizione – sottolineano – non è diversa da quella della Corte d’Appello de L’Aquila che, oggi, ha motivato il diniego all’estradizione proprio sottolineando ‘il rischio di trattamenti crudeli, disumani o degradanti, o comunque ad atti che configurano la violazione dei diritti umani’. “Invece di attaccare il Pd – aggiungono le democratiche - Mollicone dovrebbe piuttosto interrogarsi sul perché, solo un mese fa, il ministro Nordio, contro il volere dei giudici, ha negato l’estradizione a un prete accusato di crimini contro l’umanità in Argentina. Non accettiamo critiche da chi, per basse speculazioni politiche, applica un indecente doppiopesismo. Tutto questo è ancora più grave – concludono Boldrini e Bakkali – visto che Mollicone dovrebbe ricoprire un incarico di garanzia nel parlamento italiano”.
“Oggi abbiamo depositato un'interpellanza urgente firmata dai parlamentari del Pd, Avs, M5s sugli aiuti umanitari alla popolazione di Gaza. Dopo il viaggio a Rafah abbiamo visto con i nostri occhi quanto sia grave che migliaia di camion siano ancora bloccati al valico, molti dei quali finanziati dall’Ue. Chiediamo al Governo italiano di muoversi per aprire il valico agli aiuti e rivedere la scelta di sospendere i fondi all’agenzia umanitaria delle Nazioni Unite Unrwa che si occupa dell’assistenza umanitaria dei rifugiati palestinesi. L’Italia non può restare ferma e il nostro governo afono di fronte a questa tragedia”. Così Arturo Scotto che ha partecipato alla missione parlamentare insieme ai deputati democratici Alessandro Zan, Ouidad Bakkali, Laura Boldrini, Sara Ferrari, Valentina Ghio, Andrea Orlando.
“Perché modificare una norma, quella sui ballottaggi nei comuni, che ha dimostrato di funzionare bene e di dare ai cittadini la possibilità di scegliere l'amministratore più rappresentativo? L’emendamento della Lega che stravolge l'attuale impianto in un Decreto legge, eliminando il ballottaggio per l'elezione del sindaco se una lista o una coalizione raggiunge il 40 per cento, per giunta a pochi mesi da nuove tornate elettorali, dimostra ancora una volta lo scarso senso delle istituzioni che ha questo partito. Ci opporremo con tutte le nostre forze”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca.
“L’intenzione della Lega di abolire i ballottaggi nei comuni nell’ambito di un decreto legge governativo è inaccettabile perché tale misura non presenta i caratteri di necessità e urgenza propri di un decreto legge. È una spallata ad una legge vigente approvata dal Parlamento nella centralità della sua funzione legislativa sulle grandi leggi che informano l’ordinamento”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
La Lega in Commissione al Senato tenta l’ennesimo blitz, questa volta per cancellare il ballottaggio nei Comuni. L’ennesima forzatura fatta solo per regolare i conti dentro la maggioranza. Fermatevi se avete un minimo di rispetto per le istituzioni.
Lo ha scritto X Chaira Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Il ministro Nordio denuncia un fatto di estrema gravità: per il governo Meloni le risorse economiche per la giustizia sono limitate perché il ministero è visto dall’attuale esecutivo importante nella forma ma 'non gradito' nella sostanza” così il capogruppo del Pd nella commissione giustizia della Camera, Federico Gianassi, e la responsabile Pd del Nazareno, Debora Serracchiani, commentano quanto dichiarato dal ministro Nordio nel corso del suo intervento durante la visita odierna alla Corte d’Appello di Roma dove ha detto: “Le risorse sono limitate perché vi è scarsa attenzione finanziaria, è un ministero importante nella forma e non gradito nella sostanza”. “La presidente Meloni – concludono i dem - deve assolutamente chiarire queste gravi dichiarazioni di Nordio”.
“Il ministro Nordio denuncia un fatto di estrema gravità: per il governo Meloni le risorse economiche per la giustizia sono limitate perché il ministero è visto dall’attuale esecutivo importante nella forma ma 'non gradito' nella sostanza” così il capogruppo del Pd nella commissione giustizia della Camera, Federico Gianassi, e la responsabile Pd del Nazareno, Debora Serracchiani, commentano quanto dichiarato dal ministro Nordio nel corso del suo intervento durante la visita odierna alla Corte d’Appello di Roma dove ha detto: “Le risorse sono limitate perché vi è scarsa attenzione finanziaria, è un ministero importante nella forma e non gradito nella sostanza”. “La presidente Meloni – concludono i dem - deve assolutamente chiarire queste gravi dichiarazioni di Nordio”.