“Con un emendamento improvvisato la destra tenta un colpo di mano per cambiare in anticipo gli organi di governo del Centro Sperimentale di Cinematografia. Un'altra vergogna di una maggioranza ossessionata dalle poltrone e che disprezza l’autonomia delle istituzioni pubbliche”. Lo scrive su Twitter il deputato del Pd Nicola Zingaretti.
"Nessuna nuova misura compensativa destinata dalle imprese agli enti territoriali a seguito dell’installazione di infrastrutture energetiche. La destra ha infatti respinto sia un emendamento che un ordine del giorno al Decreto Rigassificatore che, senza nuove spese per lo Stato, avrebbe garantito ai territori risorse per realizzare opere e promuovere la crescita sostenibile delle comunità locali": è quanto dichiarano i deputati Pd Simona Bonafè, Marco Simiani e Laura Boldrini sul provvedimento approvato oggi, lunedì 17 luglio, dall'Aula di Montecitorio.
"Attualmente le aziende energetiche destinano agli enti territoriali solo l'1 per cento del valore complessivo dell'opera. Si tratta di somme irrisorie rispetto ai profitti e che non risarciscono adeguatamente le zone coinvolte. Governo e maggioranza con questo 'no' insensato e controproducente impediscono di fatto benefici non solo ai comuni dell’Emilia e della Toscana in cui saranno presenti i rigassificatori, ma in tutti i territori coinvolti dalla presenza di nuove infrastrutture energetiche”: concludono.
"Sull'Ilva siamo all'ennesima forzatura da parte del Governo. Una forzatura che come il gioco dell'oca, ci costringe a ricominciare tutto daccapo. Ma per la città di Taranto questo non è un gioco. L'emendamento al decreto infrazioni assume infatti un profilo estemporaneo che non risolve le grandi questioni che attengono al futuro dello stabilimento, dei suoi livelli occupazionali e della ambientalizzazione degli impianti. È la solita manovra elusiva a cui ci ha abituato il Ministro Fitto per prendere tempo, come sta facendo anche sul Pnrr, e di questo siamo preoccupati perché Taranto aspetta risposte certe". Così il deputato e responsabile Sud della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino.
Dichiarazione on. Christian Di Sanzo, deputato Pd
“Sul decreto Rigassificatori avevamo chiesto al Governo delle misure ragionate per sostenere veramente i territori e la transizione ecologica. Avevamo offerto e chiesto collaborazione, ma nei lavori di commissione abbiamo trovato solo chiusura da parte della maggioranza”. Lo afferma l’On. Christian Di Sanzo, deputato del PD, membro Commissione Ambiente della Camera nella dichiarazione di voto sul decreto su rigassificatori e aiuti sulle bollette.
“Purtroppo su questi temi, che dovrebbero unire, abbiamo trovato una maggioranza che ostacola aiuti agli stessi territori che amministra come Piombino. Se le politiche energetiche non sono accompagnate da un vero aiuto non andremo da nessuna parte perché la transizione ecologica si fa insieme ai territori e alle comunità e una politica che non aiuta i territori ma li trascura, non può trovare consenso nel Paese. E infine per quanto riguarda il caro bollette la maggioranza si e’ dimenticata gli interventi più utili per il paese portati avanti fino a oggi. L’azzeramento per gli oneri generali di sistema sparisce per il settore elettrico, in un paese manifatturiero come il nostro si tratta di un colpo gravissimo che danneggia le imprese, quelle del Made in Italy che la maggioranza dice si sostenere solo a parole, ma lo ostacola nei fatti. Il Partito Democratico - ha concluso Di Sanzo- ha mostrato sempre responsabilità sui temi energetici, ma questa responsabilità non la vediamo dal governo che continua ad avere un approccio ideologico. Quando la maggioranza vorra’ discutere di politiche energetiche serie ci troverà pronti , sempre che non sia troppo tardi” .
Destra contro gli interessi di Taranto.
“Ennesimo blitz del governo che con un emendamento presentato in sordina tenta di cancellare la prospettiva della decarbonizzazione per l’ex Ilva di Taranto. Non solo: ancora una volta Palazzo Chigi diventa ‘la stanza dei bottoni’, con buona pace delle promesse fatte da un Ministro dello stesso Governo, si estende lo scudo penale e si permette al socio privato che finora ha osteggiato i progetti di decarbonizzazione di metterci bocca. Insomma, un mix di misure ad hoc per spegnere ogni speranza di transizione ecologica degli stabilimenti siderurgici di Taranto.”
Così in una nota congiunta i parlamentari pugliesi del Partito Democratico Ubaldo Pagano, Marco Lacarra e Claudio Stefanazzi.
“A questo tentativo indegno stiamo cercando di opporre, con i nostri emendamenti, delle iniziative di buonsenso. Oltre alla soppressione di qualsiasi esimente penale, chiediamo che venga approvata una norma che faccia partire per legge un accordo di programma con le istituzioni locali e le comunità; chiediamo che venga effettuata una valutazione dell’impatto sanitario e che, in caso di esito negativo, venga fatto il riesame degli atti che autorizzano l’attività produttiva. Tutto ciò che abbiamo immaginato e ottenuto per Taranto sta venendo a mancare, a partire dai fondi dedicati del PNRR. La filosofia di questa destra è sempre la stessa: l’acciaio vale molto di più dell’ambiente e della salute dei tarantini.”
“Inserire in sede di ratifica, tra le condizioni di attuazione del Memorandum d’intesa per un partenariato strategico e globale tra l’Unione Europea e la Tunisia, il ripristino dello stato di diritto, dell’indipendenza della magistratura e della normale dialettica democratica, nonché l’immediata liberazione di tutti i prigionieri politici, sindacalisti e attivisti della società civile, la garanzia della libertà di stampa e di manifestazione, la cessazione di campagne d’odio nei confronti dei migranti e il rigoroso rispetto dei loro diritti umani e civili riconosciuti dei Trattati e nelle Convenzioni internazionali”.
È quanto chiede al governo la risoluzione presentata dai deputati del Partito democratico della commissione Esteri.
“Altrimenti - spiega il deputato e responsabile Esteri del Pd, Giuseppe Provenzano - l’unico a guadagnarci da questa operazione di Giorgia Meloni sarebbe Saied. Ma non si aiuta la Tunisia sostenendo il dittatore, esponendoci ai suoi ricatti. Non si possono chiudere gli occhi di fronte a gravi violazioni dei diritti umani. Anche perché la crisi democratica contribuisce alla crisi economica e questo favorirà la fuoriuscita migratoria”.
Dichiarazione di Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente e on. Emiliano Fossi, segretario Pd Toscana
“Il governo non solo ha ammesso di aver tagliato 300 milioni di euro già stanziati per l’Interporto di Livorno ma ha oggi confermato, nonostante i frettolosi annunci del viceministro Rixi, che queste risorse non verranno riassegnate nemmeno con la Legge di Bilancio”. È quanto dichiarano i deputati Pd Marco Simiani ed Emiliano Fossi, rispettivamente capogruppo in Commissione Ambiente e segretario della Toscana del Partito Democratico, sull’ordine del giorno al Decreto Rigassificatori, respinto oggi lunedì 17 luglio dalla Camera dei Deputati.
“Siamo di fronte ad una destra cialtrona e sprovveduta, capace solo di annunci falsi e di menzogne. Prima hanno tolto le risorse di nascosto, poi hanno negato il taglio. Una volta scoperti hanno promesso di rifinanziare l’opera ma oggi, di fronte ad un atto parlamentare ufficiale, hanno votato contro il rifinanziamento dell’interporto. D’ora in poi potranno dire quello che vogliono ma non saranno più credibili”. concludono i deputati Pd.
“Abbiamo trovato un accordo epocale per il rinnovo di A22” si vantava solo ieri il Presidente Fugatti come di un successo da ascrivere alla sua legislatura. In realtà la gara per l’assegnazione della concessione autostradale attraverso progetto di partenariato pubblico privato, preferito dalla sua Giunta alla gestione pubblica attuale, non è ancora in calendario e il Ministro Salvini ha detto nelle settimane scorse di non essere certo di arrivare in tempo con il bando nel 2023. Per questo la Deputata Dem trentina Sara Ferrari ha depositato in Parlamento un’interrogazione al ministro per le Infrastrutture chiedendogli “se ritenga possibile portare a conclusione la procedura di affidamento della concessione della tratta autostradale A22 alla società Autostrada del Brennero, in pendenza di un contenzioso tra le parti (Governo e società Autobrennero) di notevole rilievo finanziario e se, a distanza di più di sei mesi dal varo del decreto Milleproroghe e a quattro dalla data prevista per la conclusione della procedura di affidamento, la ricerca di «una sintesi tra tutte le posizioni», auspicata dal ministro stesso, abbia fin qui prodotto risultati apprezzabili. Si chiede di sapere, inoltre, quali siano i tempi previsti per la trasmissione dei pareri obbligatori dell'autorità di regolazione dei trasporti (Art) e del Cipess e se si prevede che siano rispettati. Infine, chiediamo al ministro se sia ragionevole aspettarsi una conclusione positiva della procedura entro i termini fissati dalla normativa vigente, ovvero sia più realistico prevedere uno sforamento oltre il 30 novembre 2023 e in questo caso quali saranno le determinazioni del governo”.
Presenteremo interrogazione Pd in commissione di Vigilanza
“Non riteniamo sufficienti i provvedimenti disciplinari annunciati dalla Rai dopo le squallide battute sessiste e razziste sentite durante la telecronaca dei mondiali di tuffi. Presenteremo un’interrogazione in commissione di Vigilanza Rai per cercare di capire, oltre alla responsabilità individuale degli infelici protagonisti di questa squallida storia, come sia possibile che queste cose succedano. È incredibile, non ho altre parole.”
Così il deputato democratico Mauro Berruto, responsabile Sport del Pd.
“Le comunità energetiche dovrebbero essere una priorità assoluta in quanto rappresentano un sistema virtuoso che va nel segno della sostenibilità e del risparmio, in un’ottica di consumo dell’energia più sostenibile e responsabile. Purtroppo non lo è per questa destra, che ha respinto prima in commissione e adesso in Aula l’emendamento – poi trasformato in Ordine del giorno – che chiedeva al governo di favorire lo sviluppo delle comunità energetica coinvolgendo gli enti locali. Se vogliamo che gli amministratori siano veramente coinvolti nel processo di transizione energetica questo è un punto fondamentale. Con le comunità energetiche tante famiglie pagherebbero un costo dell’energia notevolmente più basso ma il governo ha respinto anche questa proposta di buon senso. La destra continua a disinteressarsi e a negare aiuto a chi è più in difficoltà”.
Così la deputata Pd Silvia Roggiani intervenendo in Aula sul DL enti territoriali-settore energetico.
Finite le passerelle ci saremmo aspettati misure concrete e immediate. Invece a quasi tre mesi l’Emilia Romagna aspetta ancora di sapere quali risorse saranno messe a disposizione dei comuni, delle famiglie e delle imprese. Per questo anche oggi nella riunione di segreteria ho ribadito tutti i limiti del decreto che sta per arrivare in Aula alla Camera. Di fronte alle vaghe promesse e ai ritardi, noi abbiamo idee chiare: la richiesta è per ristori al cento per cento, come promesso dalla Meloni a pochi giorni dall'alluvione.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Dichiarazione di Virginio Merola, capogruppo Pd Commissione Finanze della Camera
Mentre la corte dei conti certifica il fallimento della politica dei condoni e il mancato introito per lo Stato e mentre si assiste da inizio anno a una caduta delle entrate fiscali, Salvini rilancia i condoni e li chiama pace fiscale: le entrate non coperte dai condoni o le pagano i contribuenti in regola o si mettono sul debito pubblico, cioè sulle spalle dei giovani. Fanno un deserto del futuro del Paese e lo chiamano pace.
Dichiarazione on. Bakkali Ouidad, deputata Pd
Mentre eravamo in piazza al fianco delle donne che chiedono giustizia e condannano le assurde sentenze di questi giorni che colpevolizzano le donne, come nel caso di Carol Maltesi o derubricano a questione di tempo e di secondi le molestie subite da una studentessa, il servizio pubblico offre il peggior contributo possibile e alimenta quella cultura patriarcale e misogino dove le radici di tutto questo affondano.
Oltre a questo non mancano nemmeno razzismo, stereotipi e bodyshaming.
La Rai dovrebbe contribuire a migliorare la cultura del nostro Paese, promuovere il rispetto delle persone, della convivenza civile del pluralismo sociale e culturale tenendo conto dell’articolazione complessa delle nostre comunità in termini di genere, generazioni, culture plurali, diversità religiosa e contrastare ogni tipo di violenza.
In pochi minuti invece si è concentrato il peggio in termini di toni, linguaggio e volgarità.
In vigilanza Rai chiederemo chiarimenti e depositeremo un’interrogazione.
Il governo con questo decreto riconosce che la crisi energetica è un problema, ma non mette in campo alcuna soluzione per famiglie e imprese, né sembra avere una strategia per una vera transizione verde che sia giusta e a misura di tutti. Come Partito Democratico ribadiamo come anche su questo provvedimento si è ripetuta una tendenza che ormai il governo ha fatto propria: si apre alle opposizioni pubblicamente, ma poi si rifiuta ogni forma di collaborazione. Per questo i nostri tentativi di migliorare questa legge sono stati rispediti al mittente. Abbiamo chiesto che venissero aumentate le misure a supporto di Piombino e Ravenna, che ospiteranno i rigassificatori con l’aumento dall’1% al 2% del valore dell’opera, da destinare ai territori stessi. Ma anche questa richiesta è caduta nel nulla. Mentre i prezzi delle bollette rimangono alti, le misure adottate dalla maggioranza sono parziali e poco efficaci. Potevate prolungare i crediti d’imposta per l’acquisto di energia elettrica e gas a favore delle imprese, energivore e non. Potevate azzerare i costi di gestione anche per la spesa energetica e non solo di quella del gas. Potevate adottare molte misure per continuare a tenere basse le bollette, utilizzando i fondi destinati ad altri provvedimenti spot, come la Flat Tax incrementale. In realtà la vostra linea, il vostro programma di governo è rimandare sine die, fare l’opposizione anche quando siete al governo e poi pensare di risolvere dando la colpa a Bruxelles e dicendo che "batterete i pugni in Europa". Una tattica che ad oggi non sembra vi abbia portato qualche risultato.
Così il deputato del Pd Claudio Mancini, intervenendo in Aula per la dichiarazione di voto sulla fiducia.
Non è il tempo a decidere una violenza. Flashmob contro la sentenza che assolve un uomo che ha “toccato” una giovane studentessa solo qualche secondo. La molestia non è goliardia ma sempre un abuso. Con Intergruppo Donne e Differenza Donna per una legge più severa.
Lo ha scritto su Twitter Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, dopo aver partecipato alla mobilitazione contro sentenze sessiste.