Le immagini che vediamo della carica della Polizia a Torino contro un gruppo di giovani impongono al ministro dell’Interno Piantedosi di fare chiarezza sulla gestione dell’ordine pubblico nel caso di specie. In alcune fasi emerge, infatti, un uso della violenza da parte delle forze dell’ordine che appare del tutto ingiustificato".
Lo scrive il deputato democratico Piero De Luca, segretario del Gruppo Pd per il Pnrrr, riforme e sicurezza.
“Anche sulle delocalizzazioni il governo si è fermato agli annunci: nel decreto Asset c’era la possibilità di rendere maggiormente stringenti ed efficaci le attuali norme ma gli emendamenti che il Pd aveva presentato, prima alla Camera e poi al Senato, non sono mai stati presi in considerazione”. Lo dichiara il deputato dem e segretario regionale Toscana del Partito Democratico, Emiliano Fossi, in merito all’ennesimo decreto su cui il governo ha posto la fiducia.
“Quello che proponiamo da mesi - ha concluso Fossi - sono norme che disincentivano il trasferimento della produzione e promuovono realmente la reindustrializzazione dei siti in crisi: dalla non possibilità per le aziende che delocalizzano di procedere alla rimozione dei macchinari, dei materiali e delle produzioni, fino a che non hanno completamente restituito gli incentivi pubblici ricevuti, allo stanziamento di ulteriori risorse a favore delle imprese in forma di società cooperativa, costituite da lavoratori provenienti da aziende in liquidazione. Con questa destra l’iniziativa parlamentare è stata completamente azzerata, ma non ci arrendiamo. Ripresenteremo gli emendamenti in occasione della Legge di Bilancio sperando in un sussulto d’orgoglio dei colleghi della maggioranza”.
“Quelli che eminenti esponenti del governo raccontano come ‘scontri’ tra studenti e polizia, oggi a Torino, sembrano piuttosto, da quello che osservo in video, cariche ingiustificate e gravi da parte delle forze dell'ordine su manifestanti disarmati che in alcun modo stavano utilizzando violenza nella loro protesta. Addirittura nel video si vede un dirigente della polizia che ordina con queste parole la carica: ‘basta, hanno rotto il c***o, carichiamo’. Come se fosse una ragione sufficiente per fare ricorso alla forza a questo modo”. Lo dichiara la deputata dem Rachele Scarpa in merito alle cariche della polizia a Torino nei confronti di manifestanti in occasione della visita di Giorgia Meloni.
“Ricordo le parole di Meloni, un anno fa – prosegue l’esponente Pd - alla Camera dei Deputati: ‘Difficilmente riuscirò a non provare un moto di simpatia anche per coloro che scenderanno in piazza per contestare le politiche del nostro governo, perché inevitabilmente tornerà nella mia mente una storia che è stata anche la mia’. Mi chiedo se la ‘simpatia’ sia compatibile con queste forme assolutamente antidemocratiche di repressione del dissenso.
“Ancora una volta da parte del governo Meloni – conclude Scarpa - si fa passare come normale quello che si prefigura come un potenziale abuso da parte di alcune frange delle forze dell'ordine. Un fenomeno che fin troppo spesso rimane impunito nel nostro Paese. È questa la garanzia di libertà ed espressione che il governo Meloni vuole esercitare?”.
X di Alessandro Zan, deputato Pd e responsabile diritti del Pd
Oggi studentesse e studenti, anche giovanissimi, mentre legittimamente manifestavano a Torino sono stati caricati e manganellati dalle forze dell’ordine. Piantedosi chiarisca immediatamente l’accaduto: l’uso della forza e della violenza ingiustificata non è tollerabile.
Abbiamo partecipato al tavolo di crisi al MISE convocato per la vertenza della Marelli. Per sostenere le ragioni dei lavoratori, delle loro Organizzazioni Sindacali, della Regione Emilia-Romagna e degli Enti Locali. Nella consapevolezza che è molto importante che tutte le istituzioni, Governo, Regione, Enti Locali e tutte le forze politiche lavorino insieme. Sono a rischio 229 posti di lavoro ed un presidio produttivo di grandissimo valore. L' azienda ha annunciato una sospensione a tempo indeterminato della procedura che la proprietà aveva aperto. Certo è un segnale ma sarebbe stato giusto e necessario che l' azienda avesse revocato e non solo sospeso la procedura. Ora la proprietà è chiamata a dare risposte certe ed a mettere in campo le iniziative di sua competenza per garantire la permanenza dello stabilimento Marelli a Crevalcore e la salvaguardia dei posti di lavoro. La mobilitazione dei lavoratori e dei loro sindacati, delle istituzioni, di tante associazioni e cittadini è stata fondamentale e lo sarà a maggior ragione nei passaggi che ci aspettano.
Noi proseguiremo il nostro impegno a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori."
Così Andrea De Maria, Virginio Merola e Stefano Vaccari deputati PD.
Dichiarazione di Ouidad Bakkali, deputata Pd e componente la Vigilanza Rai
Il contratto di servizio, quello approvato oggi, farà fare molti passi indietro al servizio pubblico e orienterà a rappresentare nei media della Rai non l’Italia che esiste, ma quella che vorrebbe questa Destra: chiusa alle diversità, disposta a proteggere solo certe minoranze sociali e non altre. Definire le discriminazioni è l’unico modo per contrastarle davvero.
Allora bocciano tutti i nostri emendamenti a cominciare da quello che definisce quali discriminazioni nominare : razzismo/abilismo e omotransfobia.
Bocciato anche l’emendamento che chiede una corretta rappresentazione delle culture e la promozione della partecipazione delle persone di origine straniera nella programmazione Rai.
Clamorosa la bocciatura dell’emendamento nel quale chiediamo di mettere al centro della programmazione dedicata ai più giovani l’argomento della dispersione scolastica che fa parte della grande emergenza educativa del nostro Paese.
Avevo presentato un emendamento anche alla letteratura per l’infanzia, pensando che progetti come Nati per Leggere e il lavoro dei pediatri italiani potessero trovare spazio “ nella più grande industria culturale italiana”, ma no, nessuno spazio.
Abbiamo chiesto un impegno perché vi sia maggior promozione delle Istituzioni europee. E ancora, più educazione alla Pace e alla solidarietà, principi che non hanno trovato il favore di questa maggioranza.
Meno sorprendente, ma sicuramente grave, la bocciatura dell’emendamento sul linguaggio di genere e del linguaggio inclusivo nel servizio pubblico Rai.
Sono stati tutti bocciati anche gli emendamenti che tendevano a promuovere i modelli di riferimento femminile e maschile, paritari e non stereotipati, e quelli alle informazioni volte a promuovere il rispetto delle diversità di genere e di orientamento sessuale.
"La Cassazione riconosce che si può fissare una retribuzione proporzionata e sufficiente nella cornice della Costituzione. Si tratta di una sentenza storica. Il Governo non può continuare a far finta di nulla. Per questo continueremo a batterci con forza affinché anche in Italia possa essere fissata una soglia sotto la quale non parliamo di lavoro ma di sfruttamento. Nelle prossime settimane torneremo in aula alla Camera per vedere chi è d'accordo con la maggioranza del Paese, che vuole il salario minimo, e chi invece continua a nascondere la questione salariale". Così il deputato e membro della segreteria nazionale Pd Marco Sarracino.
"L'analisi sulla Nadef della Fondazione Gimbe conferma le preoccupazioni già espresse in queste ore: alla sanità pubblica servono nuovi finanziamenti e invece il governo Meloni taglia la spesa pubblica per il servizio sanitario".
Così la deputata del Partito Democratico, Michela Di Biase.
"Il definanziamento di 2 miliardi di euro - aggiunge - rischia di essere un colpo pesante per il sistema sanitario e per i servizi pubblici di medicina territoriale. Da mesi sentiamo discorsi sulla carenza dei medici e sulle liste di attesa, ma quando si tratta di investire le risorse il governo Meloni si tira indietro. Il diritto alla salute e l'accesso alle cure - conclude - sono sanciti dalla Costituzione, ma possono essere preservati solo con le risorse pubbliche".
Prima di parlare di cose che non conosce il ministro Crosetto farebbe bene ad informarsi e a visitare, se non gli procura l'orticaria, il Sacrario di Marzabotto. Le sue accuse al sindaco della città medaglia d'oro al valor militare per il sacrificio dei suoi abitanti nella lotta di liberazione, Valentina Cuppi, sono davvero inopportune e vergognose. Tanto per chiarire di nuovo come ha fatto la sindaca Cuppi: il Sacrario è identificabile con la Cripta Ossario che il Ministero della Difesa ha ricevuto in consegna dal Demanio dello Stato per la sua custodia e conservazione. Crosetto parla di altre opere che non esistono perché di proprietà del Comune rimane solo il terreno circostante. I caduti per mano della barbarie nazifascista sono raccolti nei loculi ricavati lungo le pareti della cripta, in tombe singole o in urne collettive distinte per località. Pensa il ministro che nel Sacrario ci siano altri edifici, magari pure un punto ristoro? Non sa di cosa parla. Vuole fare una cosa giusta? Affidi la proprietà della Cripta Ossario al comune di Marzabotto e sapranno loro come tutelare quel luogo e come rinnovare la memoria. Lo faccia, se troverà il coraggio giusto, per onorare quelle vittime alle quali la nostra democrazia deve molto.
Lo dichiara il deputato PD Stefano Vaccari, dell'Ufficio di Presidenza della Camera.
“La sentenza 2772 della Cassazione di Torino che indica la necessità di un salario minimo costituzionale è storica. E richiama tutta la politica a una risposta adeguata sulle retribuzioni e sulla necessità di chiudere con la vergogna dei contratti pirata attraverso una legislazione moderna sulla rappresentanza. Il prossimo 17 ottobre la nostra legge torna in Parlamento dopo la vergognosa sospensiva da parte della destra. Nessuno può tirarsi indietro davanti all’emergenza del lavoro povero. La destra la smetta di scappare e si confronti davvero con la necessità di una legge sul salario minimo legale”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Ennesimo decreto aspiratutto del Governo. Il Parlamento ridotto a un tritacarte. Il governo Meloni record assoluto in percentuale per decreti approvati con la fiducia. Commissioni parlamentari ridotte a cinghie di trasmissione. Così non è più un Parlamento. C’è un tema di salute istituzionale. I presidenti delle Camere debbono garantire il rispetto delle aule e degli organi parlamentari. Si ascoltino i rilievi del Presidente della Repubblica”. Così il deputato Pd Roberto Morassut, intervenendo nel dibattito generale sul Decreto Asset.
“I dati - continua - dimostrano che in meno di un anno il Governo ha occupato metà dei lavori d’aula con decreti e fuduce. Il resto delle leggi approvate hanno riguardato ratifiche o commissioni parlamentari d’inchiesta. Neanche con i Governi delle grandi emergenze finanziare, pandemiche e energetiche degli scorsi anni, si era arrivato a tanto. Si pone un problema generale di salute del Parlamento. Oggi ancora un decreto aspiratutto senza un criterio organico. Così si sgretola l’autorevolezza e la dignità delle aule”.
“Allarmati da disimpegno e mancanza di strategia chiara”
Il commento del ministro Crosetto all’intervista dell’amministratore delegato di Acciaierie d’Italia è sorprendente e soprattutto preoccupante. Ricordiamo a Crosetto che il suo governo è in carica da ormai un anno e che ci aspetteremmo che, oltre a denunciare la chiusura degli altoforni dell’Ex Ilva e la cassa integrazione degli operai, se ne occupasse mettendo in campo una strategia chiara di politica industriale su un asset fondamentale del Paese. La settimana scorsa, proprio perché allarmati dal disimpegno dell’esecutivo Meloni, come Gruppo PD abbiamo fatto richiesta urgente di svolgere le audizioni del presidente Franco Bernabè e dei ministri del governo competenti. Non si può più temporeggiare, è il momento di agire subito per scongiurare il rischio di una chiusura.
Così Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera.
Il Gruppo del Pd in Vigilanza Rai vota contro il parere del relatore Maurizio Lupi sul contratto di servizio Rai. Ci sono criticità per le quali non possiamo che esprimere la nostra contrarietà. Non sono state accolte infatti le nostre proposte volte, solo per fare degli esempi, a introdurre maggiori garanzie su principi e valori legati ai temi dei diritti e sul pluralismo; sono stati respinti persino gli emendamenti sul valore dell’istruzione, sul contrasto al cyber bullismo e sul tema della biodiversità.
Necessario secondo noi, inoltre, specificare il concetto di 'digital public media company' che nel testo è descritto solo come 'digital media company'.
Anche gli emendamenti sul ruolo di RaiFiction e RaiPlay nell’industria dell’audiovisivo e come specchio del pluralismo sociale non hanno trovato spazio. Nello stesso modo, la richiesta di partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori anche nella rappresentanza prevista del cda RAI non è stata accolta così come la proposta di creazione volontaria di un Organo di vigilanza. No, infine, anche agli emendamenti sul contrasto ai conflitti di interesse e sulla trasparenza. Una serie di risposte negative che motivano con chiarezza il nostro voto e la decisione del nostro relatore Antonio Nicita di rimettere il mandato.
Dispiace che i 5 stelle abbiano votato diversamente dalle altre opposizioni.
Così in una nota i componenti democratici della commissione Vigilanza Rai.
La sanità pubblica gratuita e per tutti è un diritto sancito dalla Costituzione. È un bene prezioso per proteggere i più fragili e una società che invecchia in fretta. Colpirla pesantemente come certifica la fondazione GIMBE è un attacco al diritto alla salute dei cittadini.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“E’ evidente che la vicenda giudiziaria di Elena Improta e di suo figlio nato con disabilità a seguito del parto abbia creato un paradosso normativo su cui il Parlamento è chiamato a riflettere e confrontarsi; e soprattutto che non siano sufficienti apprezzamenti o vaghi impegni per sostenere concretamente una famiglia che trovato la forza ed il coraggio di trasformare una drammatica vicenda personale in una progetto solidale di accoglienza, di inclusione e speranza rivolto alle altre persone con disabilità”: è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani, intervenendo oggi martedì 3 ottobre a Montecitorio sulla discussione della sua interrogazione.
“Chi ritiene di aver subito un danno grave durante il parto non può aver paura di difendersi perché potrebbe essere costretto a pagare ingenti spese processuali (come accaduto ad Elena Improta) e le conseguenze non possono ricadere nel caregiver che si occupa non solo di suo figlio ma di tante famiglie in difficoltà. Mi appello alla sensibilità di tutte le forze politiche affinchè si raggiunga una soluzione condivisa, rispettosa dei poteri sanciti dalla Costituzione”: conclude Marco Simiani