Dichiarazione di Valentina Ghio, vicepresidente deputati Pd
“Fa crescere la precarietà, aumenta le disuguaglianze, non tutela i lavoratori e agevola i contratti precari”. È quando ha dichiarato la vicepresidente del Gruppo PD alla Camera Valentina Ghio in merito al Decreto Lavoro in discussione alla Camera .
“Anziché invertire la rotta, che vede crescere il lavoro povero e precario, con queste misure – prosegue Ghio - il governo faciliterà il rinnovo dei contratti a termine che possono essere prorogati, in assenza di una contrattazione, anche fino a 24 mesi, a scapito di quelli a tempo indeterminato, che non usufruiranno di alcun incentivo. Una misura che, insieme all’innalzamento del limite dei voucher ora portato a 15mila euro annui in alcuni settori, diminuisce fortemente la qualità dei rapporti di lavoro. Segnali chiari - aggiunge l’esponente Dem- di una visione del rapporto di lavoro che va a scapito del lavoratore, che non viene sostenuto e tutelato, ma precarizzato ancora di più”.
Per Ghio “Il mancato sostegno alle persone e ai giovani non occupati amplificherà le disuguaglianze e anziché contrastare la povertà si sceglie di contrastare i poveri e di rendere i giovani sempre più precari e poco tutelati. È questo il futuro che il governo immagina per il Paese? , si è chiesta la parlamentare del Pd. “Come Partito Democratico abbiamo presentato diversi emendamenti per invertire questa rotta, ma sono stati puntualmente respinti e addirittura oggi in commissione ne è stata negata la discussione, con un approccio alla democrazia decisamente discutibile soprattutto su un tema così importante”, conclude Ghio, secondo la quale “per affrontare il tema del lavoro con serietà servono investimenti non tagli, servizi efficienti non misure discriminatorie ma a questo governo non sembra interessare”.
Dichiarazione di Cecilia Guerra, deputata Pd
“L'Italia, purtroppo, è l'unico Paese, in Europa, che, grazie a questo Governo, sarà privo di una misura di contrasto alla povertà di tipo universale e questo decreto Lavoro, su cui sarà messa l’ennesima fiducia, è finalizzato all'esclusione e al lavoro povero e precario, proprio il contrario di quello che è stato detto. E per quanto riguarda la questione sociale non si può certo dire che sia finalizzato all'inclusione , poiché le cosiddette misure di contrasto alla povertà comporteranno che tra i 400.000 e i 500.000 nuclei familiari rimarranno, dopo questo intervento, senza quell'aiuto che prima avevano e che si chiamava reddito di cittadinanza”. Così Maria Cecilia Guerra, del Partito democratico, nel corso della discussione generale, in aula alla Camera, sul Decreto Lavoro. Durissima l’esponente Dem nei confronti di un provvedimento “che riguarda tutta la fascia delle persone fra i 18 e i 59 anni e questo decreto è assolutamente cieco rispetto al fatto che in quella fascia di età ci sono soggetti che hanno disagi anche gravi di diversa natura, quali disagi psichici, percorsi di marginalità, persone senza fissa dimora che prima accedevano al reddito di cittadinanza”. E poi “per quanto riguarda la creazione del lavoro – ha aggiunto Guerra- cosa creiamo se la scelta fondamentale di questo decreto è l'espansione delle possibilità di utilizzare il lavoro a termine che sta diventando una piaga nel nostro Paese.” Per Guerra, “i contratti di lavoro a termine avevano avuto un rallentamento dopo la pandemia, ma invece, negli ultimi 2 mesi, ci dicono i dati dell'Osservatorio sul precariato dell'INPS, ma ce lo dice anche la Banca d'Italia, ancora una volta, hanno ripreso a crescere, così come i lavori stagionali e gli intermittenti. In più, nel lavoro a termine c'è anche una straordinaria incidenza del part time, nel 35 per cento dei casi.” “Se in questo Paese non passa il concetto base che il lavoro va pagato – ha concluso l’esponente del Pd- , non andremo da nessuna parte. Abbiamo un modello di sviluppo centrato sullo sfruttamento delle persone, sulla compressione del costo del lavoro, che ci rende non competitivi, perché purtroppo siamo in concorrenza con Paesi dove c'è ancora più schiavismo che da noi, un moderno schiavismo, ovviamente, e invece perdiamo il treno dell'innovazione, che ci potrebbe dare molto di più.”
Mentre oggi la Commissione UE approva la richiesta di revisione del Pnrr da parte di Francia e Malta, l'Italia non è pervenuta. Si confermano e crescono le nostre preoccupazioni. Era possibile già da mesi presentare le modifiche insieme al ReactEu, ma il Governo continua a ritardare aspettando l'ultimo minuto utile, peraltro senza coinvolgere ancora il Parlamento. Questo perché è in confusione totale sull'attuazione stessa del Piano ed è diviso sulle ipotesi di modifiche da apportare. L'immobilismo di Fitto e Meloni comporterà evidentemente dei ritardi nella valutazione e nell'approvazione finale da parte dell'Europa e soprattutto rallenterà ulteriormente il Piano. L'opposto di quello che serve al nostro Paese.
Così Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
“Milano avrà le competenze previste per la sede di Londra? Altrimenti ci sta dando la buona notizia dell’arrivo di una scatola vuota”.
Lo scrive su Twitter la vicepresidente e deputata dem della commissione Esteri della Camera, Lia Quartapelle, commentando l’annuncio del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che sarà Milano la sede della terza sezione del Tribunale europeo dei brevetti.
“I contorni del presunto tentato golpe in Russia sono tutti da chiarire ma quello che è purtroppo evidente è la marginalità di Giorgia Meloni sullo scenario mondiale. Sicuramente questa situazione è stata alimentata dall’incapacità e dalla mancanza di credibilità, a livello europeo, che il governo italiano ha dimostrato in questi mesi su vicende chiave come l’attuazione del Pnrr e la ratifica del Mes. Va preso atto che questa destra, troppo spesso ambigua e mai compatta anche su posizioni antiputiniane, ha portato il nostro paese fuori dai giochi a livello internazionale”.
Lo ha detto la vicepresidente vicaria dei deputati Pd, Simona Bonafè, ospite de “L’aria che tira” su La 7.
“Abbiamo abbandonato la commissione Lavoro senza che fosse stato dato il mandato al relatore per il decreto Lavoro. La maggioranza ha deciso di non interloquire con nessuno degli emendamenti dell’opposizione e di non dare alcun segnale sulla richiesta di una immediata presenza della ministra Daniela Santanchè in Aula. Ci troviamo di fronte a un governo arrogante che metterà per l’ennesima volta la fiducia su un decreto che taglia il reddito per un milione di poveri, che liberalizza i contratti a termine, che aumenta i voucher. In Aula faremo sentire la nostra voce”. Lo dichiara Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
Dichiarazione di Fabio Porta, deputato Pd eletti presidente Inter gruppo parlamentare Expo 2030
- "L'endorsement del Presidente della Repubblica del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, nei confronti della candidatura della città di Roma come sede di EXPO 2030 è un fatto di straordinaria importanza", ha dichiarato Fabio Porta, Presidente dell'intergruppo parlamentare ROMA EXPO 2030 e della Sezione di amicizia parlamentare Italia-Brasile.
"La dichiarazione di Lula è avvenuta proprio a Roma, dopo che il Presidente del Brasile aveva incontrato il Presidente Mattarella, la Premier Giorgia Meloni e il Sindaco Roberto Gualtieri" ha aggiunto Porta, "e questo carica di un valore ancora maggiore il sostegno del Brasile alla candidatura di Roma. Come Presidente dell'Intergruppo EXPO ROMA 2030 e della sezione Italia-Brasile dell'Unione interparlamentare sarà mia cura dare sostegno e continuità a questo importante impegno del Brasile in tutte le sedi competenti dove sarà possibile fare sentire la nostra voce".
Partecipano: Serracchiani e Sensi
Si svolgerà domani, martedì 27 giugno, alle ore 16, nella Sala Stampa della Camera, la conferenza stampa della deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, e del senatore Filippo Sensi, per illustrare il Ddl “Disposizioni in materia di salute mentale”.
Il disegno di legge, già presentato nel 2017 a firma di Nerina Dirindin e Luigi Manconi, e riproposto nell’ultima legislatura dall’on. Elena Carnevali e dalla senatrice Paola Boldrini, è pensato per dare piena attuazione su tutto il territorio alla Legge 180.
“Abbiamo presentato 166 emendamenti al decreto sull’alluvione. Proposte basate sul confronto che abbiamo avuto in queste settimane con la popolazione colpita, con le aziende, con gli enti locali. Si tratta di puntuali norme che possono dare sostanza al provvedimento per l’emergenza alluvione dopo i molti ritardi, colpevoli e non spiegabili, del governo. La preoccupazione e i disagi aumentano di giorno in giorno per la gente colpita perché sia sull’emergenza da affrontare, sia per avviare la urgente ricostruzione, finora, oltre a ritardi e uscite imbarazzanti da parte di membri del governo, non abbiamo visto nulla. Niente sul commissario, niente per la struttura commissariale. E’ ora che la presidente Meloni si assuma le sue responsabilità e svolga il suo ruolo di guida del governo: accogliere le nostre concrete proposte sarebbe un primo positivo segnale”. Lo dichiara il deputato democratico Andrea Gnassi.
“Abbiamo chiesto in commissione Lavoro che la ministra Daniela Santanchè venga immediatamente in Aula. Votiamo il dl lavoro, che interviene anche nel settore del turismo, facendo un regalo enorme alle imprese attraverso la detassazione degli straordinari e dei turni notturni a carico della fiscalità generale. Quasi una norma ad personam: pertanto chiediamo che venga immediatamente a riferire in Aula”. Lo dichiara Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, durante l’esame del decreto Lavoro, che procede a rilento, senza che si sia ancora votato un emendamento dopo 50 minuti dall’inizio dei lavori.
Il collega Molinari, sempre attento, questa volta si è distratto e gli è sfuggito qualche passaggio. Forse è dovuto al fatto che né la Lega né gli altri partiti di maggioranza si siano presentati in commissione Esteri in occasione dell'ultima seduta, per fuggire dalle proprie responsabilità ed evitare spaccature interne. Ci permettiamo di ricordare che l'iter in commissione non è appena iniziato ma si è appena definito con l'approvazione del testo base a prima firma del Partito democratico. Il disegno di legge è calendarizzato il 30 giugno in assemblea ed è diritto delle opposizioni ottenerne l'esame. È ora che governo e maggioranza si assumano le proprie responsabilità, invece di continuare a fare il gioco delle tre carte con argomenti e azioni strumentali che non fanno bene alla credibilità del nostro Paese.
Così Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
Se il Gay pride ha una connotazione “politico-ideologica”, come dice in una nota di oggi la deputata di Fratelli d'Italia Carolina Varchi, è perché curiosamente c’è una parte politica che ritiene che ci sia chi non abbia diritto ad essere ciò che è. Che non sia un* cittadin* che possa chiedere libertà e diritti. E che la sua presenza, basti, per arrecare offesa al partito di Governo.
In realtà il Pride non è una manifestazione politica, è solo un momento di orgoglio, gioia e condivisione e fanno bene quegli enti che forniscono patrocinio. Ha fatto bene il Comune di Palermo, perché non ha fatto altro che sostenere un evento che ha oggi anche una sua funzione importantissima nella società.
Credo che il problema di Varchi sia un altro: ogni cosa che non piace ai suoi non può e non deve esistere. E se esiste, deve restare lontano dallo sguardo. Che non dia fastidio.
Così la deputata del Pd Giovanna Iacono.
Non c’è niente da formalizzare per avere in Aula la Ministra Santanché. Le opposizioni glielo chiedono da giorni e ora anche il Governo di cui fa parte. Venga in Aula a spiegare i comportamenti inaccettabili verso i lavoratori delle sue aziende e a rispondere alle domande del Partito Democratico.
Lo ha scritto su Twitter Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati.
Non potevamo mancare oggi in Piazza del Popolo, al fianco della CGIL e di tantissime altre associazioni, realtà sociali e politiche, cittadine e cittadini, per il diritto alla salute e per la difesa e il rilancio della sanità pubblica.
Salute è accesso e qualità del servizio sanitario nazionale. Salute è sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro. Salute è benessere psicologico. È un diritto universale, che va garantito a chiunque a prescindere dal reddito. Da questo governo abbiamo visto solo tagli, immobilismo, spinte alla privatizzazione: oggi siamo in piazza.
Così la deputata del Pd Rachele Scarpa.
"Il governo - nonostante il Covid abbia mostrato tutta la debolezza del nostro sistema sanitario, nonostante ci siano milioni di italiani che non riescono a curarsi per mancanza di reddito o per liste di attesa infinite - ha deciso di definanziare la sanità pubblica.
Il disegno è chiaro: si curerà bene e subito chi potrà permettersi di pagare un privato. Gli altri, non gli interessano.
Noi siamo in piazza per combattere questa follia. E per riaffermare il valore della sanità pubblica. Il diritto alla cura è previsto dalla Costituzione e deve essere garantito a tutte e tutti, non può essere determinato dalla dichiarazione dei redditi".
Lo scrive in un tweet Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione affari sociali e componente della segreteria nazionale.