"I lavoratori delle Officine meccaniche Cerutti sono da anni coinvolti in una gravissima crisi che ha visto un susseguirsi di chiusure, riassetti aziendali, pre pensionamenti, creazione di newco. Con la gara di vendita prospettata dai Commissari fallimentari si rischia uno spezzatino industriale che lascerebbe 300 lavoratori senza lavoro e senza ammortizzatori sociali. È necessario l'intervento del ministro del Lavoro Orlando e del ministro dello Sviluppo economico Giorgetti, per evitare che si consumi un vero e proprio disastro sociale, in un contesto economico messo a dura prova anche dalla pandemia”.
Lo dichiara la vice capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Gribaudo, dal presidio dei lavoratori Cerutti a Casale Monferrato. "Abbiamo già presentato - aggiunge la deputata dem - più interrogazioni al precedente governo. A febbraio i sindacati hanno chiesto la convocazione di un tavolo di crisi presso il Mise, che ad oggi non si è ancora tenuto. Da un momento all'altro gli operai potrebbero essere lasciati a casa senza alcun sostegno al reddito. Mi auguro che il governo intervenga rapidamente per indirizzare i Commissari fallimentari e individuare le soluzioni più idonee per i lavoratori di Casale e Vercelli”.
“Si chiudono di nuovo le scuole e, come in un film già visto, con i figli in Dad tutti i disagi ricadono sulle madri, siano esse impiegate, operaie o single. In questa emergenza difficile e per molti aspetti drammatica, occorre fronteggiare la situazione garantendo alle madri lavoratrici congedi, tutele flessibili e incentivi. Le statistiche parlano chiaro, le donne con contratti a tempo determinato sono fuori dal mercato del lavoro dall’inizio della crisi e sono altamente a rischio di povertà. La parità salariale e la parità occupazionale, di fatto, sembrano obiettivi molto distanti. I numeri sono implacabili, le diseguaglianze e il carico di lavoro familiare pesano sempre di più sulle donne. Per invertire la rotta servono azioni straordinarie e di prospettiva. Adesso.”
Così la deputata dem Beatrice Lorenzin, responsabile salute del Partito Democratico.
“Il voto espresso nel consiglio comunale di Padova in favore di Matteo Messina Denaro all’atto della votazione per l’elezione del Garante dei diritti dei detenuti della città è vera e propria apologia di mafia. Un atto di una gravità inaudita per il quale inoltrerò immediatamente una interrogazione urgente alla ministra Lamorgese, affinché avvii ogni accertamento necessario a verificare la riconducibilità di follia al concetto di ‘grave motivo di ordine pubblico’ di cui all’art. 142, procedendo, di conseguenza, alla rimozione del consigliere comunale che si è macchiato di questa infamia. Nel Paese di Falcone e Borsellino chi gioca a osannare la mafia non può essere riconosciuto degno di rappresentare le Istituzioni”.
Così il deputato del Partito Democratico, Carmelo Miceli, componente della Commissione parlamentare antimafia.
"Benissimo ha fatto Draghi a bloccare l'esportazione dei vaccini di Astrazeneca in Australia. Il premier ha applicato la legge e mandato un segnale forte alle aziende. Non si può pensare di non rispettare i tempi di consegna in Europa e allo stesso tempo esportare i vaccini altrove".
Così Beatrice Lorenzin, l'ex ministra della Salute e responsabile Salute del Partito democratico.
“Mi auguro che, dopo questa spiacevole parentesi, la segreteria di Zingaretti possa uscire rafforzata dalla prossima assemblea. Come LiberalPd, e in linea con le parole del nostro presidente Enzo Bianco, sono convinto che le varie sensibilità siano sempre state state una ricchezza del Partito democratico. Confido si possa trovare una sintesi per tornare al più presto, in maniera unitaria, a dare il nostro, fondamentale, contributo per il governo del Paese”.
Così il deputato dem, Santi Cappellani.
"La formalizzazione delle dimissioni di Nicola Zingaretti chiede a tutto il gruppo dirigente del Partito Democratico la capacità di dimostrare grande responsabilità e grande unità. Bisogna dare presto una guida autorevole al PD, scelta unitariamente.
Lo ribadisco: la strada giusta per il Partito Democratico era che Zingaretti restasse Segretario. Auspico che possa ancora ripensare alle sue dimissioni. Certo ora non possiamo perdere tempo: il PD deve più che mai essere in campo. Di fronte alla emergenza della pandemia e alla sfida del nuovo scenario politico rappresentato dal Governo Draghi. Non scordiamo poi che voteranno ad ottobre moltissimi comuni, fra questi alcune delle realtà più importanti del Paese. Un Partito nazionale forte e credibile rappresenta una sponda fondamentale per vincere con il Centrosinistra nelle città che votano. Non sottovalutiamo questo appuntamento elettorale. Molto importante certo per le realtà interessate ma anche per gli equilibri politici a livello nazionale. Serve davvero ora nel PD grande responsabilità e serietà da parte di tutti".
Così Andrea De Maria, deputato Pd e Segretario di Presidenza della Camera.
“Spero che Zingaretti riveda la sua decisione. In questi due anni ha avuto il grande merito di ridare protagonismo al Pd, nonostante la sconfitta elettorale del 2018 sia stata la più pesante della nostra storia. Adesso dobbiamo proseguire con questo lavoro. L’obiettivo deve essere quello di dare al partito un’identità forte e riconoscibile. Il Pd deve essere sempre di più la forza del lavoro, delle piccole imprese, dei giovani, degli ultimi, delle classi sociali più deboli. Servirebbe una rifondazione del partito. Andrebbero ripensate la sua missione, l’organizzazione, il suo radicamento, la sua funzione nella società. Insomma una vera e propria costituente per la costruzione di un soggetto nuovo che sia al passo con un mondo profondamente cambiato”.
Così il vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Michele Bordo, intervistato oggi dalla Gazzetta del Mezzogiorno.
“ È mancato Carlo Tognoli, un grande Sindaco, una grande tristezza, un grande vuoto. Se ne va un pezzo della storia civile e politica di Milano. Sia lieve a Carlo la terra che lo accoglie, un abbraccio ai suoi cari.” Lo scrive su Twitter Emanuele Fiano, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“L’Istat ci consegna dati tragici: le conseguenze sociali e economiche innescate dalla pandemia del Covid hanno già creato un milione di poveri in più. Ma ci dice anche altro di estremamente preoccupante: è aumentata la povertà assoluta nelle famiglie di lavoratori. Sulla carta non sono disoccupati ma in cassa integrazione o hanno la partita Iva, ma a causa del Covid la loro attività è stata sospesa o ridotta. Questo significa che l’impoverimento assoluto riguarda una fetta ampia di famiglie che fino all’anno scorso non erano sulla soglia della povertà. Questo perché tutti i dati ci dicono che la crisi ha colpito molto duramente le donne, che di solito integrano il reddito delle famiglie. Dobbiamo pensare alla estrema vulnerabilità delle famiglie con figli minori, ai bambini e alle bambine e adolescenti le cui famiglie sono precipitate in povertà assoluta e che oggi sono in DAD e soffrono per le condizioni abitative difficili. Penso che la DAD, per quanto necessaria, abbia danneggiato enormemente i ragazzi e le ragazze, psicologicamente e relazionalmente, nell’opportunità di apprendimento e sviluppo delle capacità. Abbiamo il dovere di pensare a urgenti forme di ristoro e di cura per i genitori e per i bambini e le bambine, a qualunque costo. Non possiamo tralasciare il rischio connesso a uno scivolamento verso la povertà di tante persone che in tante zone d'Italia rischiano di essere avvicinati da forme di welfare mafioso che sempre di più si stanno diffondendo, sfruttando proprio debolezze e nuove povertà”.
Così in una nota il parlamentare del Partito Democratico Paolo Lattanzio, coordinatore dell’Intergruppo parlamentare Infanzia e Adolescenza.
“L'attuale crisi sanitaria, economica e sociale causata dalla pandemia impone di concentrare tutti gli sforzi politici sul lavoro enorme che attende il Parlamento e il governo, per difendere la salute dei nostri cittadini, sostenere l'economia e preparare la futura ripartenza dell'Italia. Il Partito Democratico ha il dovere di rivolgere ogni energia su questo impegno gravoso e straordinario, abbandonando conflitti, divisioni interne o discussioni autoreferenziali. Il modo migliore per affrontare i problemi aperti è rimanere uniti. Compattiamoci dunque in questo momento difficile intorno a Nicola Zingaretti e rilanciamo la nostra azione nell'interesse delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese italiane, raccogliendo tutti insieme la sfida di dare al Partito Democratico un'identità forte, chiara e percepibile dai cittadini. È in gioco il futuro dei Democratici e il destino stesso del nostro Paese”. Così il deputato dem Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche europee della Camera.
“Sono stati due anni intensi in cui il Partito Democratico si è fatto carico dei problemi del Paese con spirito unitario. L’annuncio delle dimissioni di Nicola Zingaretti è la spia che il correntismo divisivo è al suo limite. Spero che questa decisione possa essere archiviata in spirito di unità”. Lo scrive su twitter il deputato del Pd, Gianluca Benamati
“L’amarezza del segretario è comprensibile per i continui attacchi, anche all'indomani di voti unanimi degli organismi, ma c'è un Paese in grande difficoltà e un Partito da rilanciare e ripensare in un tempo nuovo davanti a sfide inedite, c'è un'agenda politica da rimettere al centro. Nicola resti al suo posto e guidi la nostra comunità nei passaggi che saranno necessari, anche per cambiare il Pd e una degenerazione correntizia distruttiva, lo faccia come la stragrande maggioranza del nostro popolo gli ha chiesto esprimendogli grande fiducia al congresso”.
Lo dichiara Susanna Cenni, deputata toscana e responsabile Agricoltura del Partito democratico.
“Le dimissioni di Nicola Zingaretti vanno respinte. Da un Partito Democratico che deve ritrovare la sua coesione in un momento difficile per il Paese, e confermare il senso di responsabilità che lo ha contraddistinto nella gestione e nel superamento di una delicata crisi politica. Nicola deve rimanere al suo posto per affrontare le altre grandi sfide che attendono l’Italia, il governo e il Partito”. Così il deputato dem Andrea Frailis, componente delle commissioni Difesa e Agricoltura di Montecitorio.
“Un PD che smette di occuparsi del Paese per occuparsi solo di se stesso è un PD che tradisce la sua missione.
Le dimissioni di Nicola Zingaretti sono l’estremo richiamo contro questo pericolo. Si ricompongano le fratture e si mettano da parte le polemiche. Si ritrovi attorno a Nicola Zingaretti quell’unità indispensabile per consentire al Pd di affrontare con la massima responsabilità il governo del paese in questa difficile fase di pandemia.”
Così in una nota il deputato dem, Alberto Losacco.
“Il gesto delle dimissioni di Nicola Zingaretti, che in questi mesi ha sempre svolto il suo lavoro con grande generosità e il massimo coinvolgimento di tutti, è comprensibile. Non è facile resistere di fronte a questo stillicidio di attacchi, molti dei quali strumentali, che dura ormai da settimane. I nostri militanti non ne possono più di questa corsa al posizionamento interno. Il PD ha bisogno di parlare al Paese, di ridefinire la sua funzione nella società non di un’altra resa dei conti. Nicola Zingaretti ha il grande merito di aver risollevato il partito in questi due anni drammatici, dopo la peggiore sconfitta elettorale di sempre. L’assemblea nazionale del PD deve respingere le sue dimissioni e chiedergli di andare avanti”.
Così il vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Michele Bordo.