12/02/2026 - 16:36

“Nella commissione di Vigilanza Rai si sta consumando da mesi uno scempio delle istituzioni. Una situazione grave che dura ormai da un anno e che svuota il ruolo stesso dell’organo parlamentare chiamato a vigilare sul servizio pubblico. La commissione nasce per garantire il rispetto del contratto di servizio e la tutela dei diritti dei cittadini e delle cittadine, a partire dal pluralismo, dalla qualità dell’informazione e dall’autonomia editoriale. Tutte prerogative che oggi vengono sistematicamente compresse”. Lo dice Ouidad Bakkali, deputata del Partito Democratico e componente della commissione di Vigilanza Rai.

“Da un anno – prosegue l’esponente Pd – la maggioranza impedisce di fatto il pieno esercizio delle funzioni di vigilanza, bloccando le audizioni dei vertici Rai e paralizzando l’attività della commissione. È un atteggiamento di arroganza istituzionale che mortifica il Parlamento e le opposizioni”. Per la destra di governo la priorità sembra essere soltanto la gestione delle poltrone e degli equilibri interni, mentre il servizio pubblico viene progressivamente piegato a logiche di occupazione politica. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un’informazione sempre più sbilanciata e un progressivo restringimento del pluralismo, con una Rai che rischia di trasformarsi in uno strumento di propaganda”.

“Le tensioni interne, le denunce dei comitati di redazione, le proteste dei giornalisti e le polemiche sulla qualità dell’offerta informativa dimostrano – conclude Bakkali - un clima preoccupante che non può essere ignorato. È per questo che riteniamo urgente convocare i vertici Rai. Ripristinare trasparenza, rispetto delle regole e pieno pluralismo non è una battaglia di parte, ma una necessità democratica”.

 

09/02/2026 - 18:02

«La ratifica della Convenzione bilaterale tra Italia e Marocco in materia di sicurezza sociale non è più rinviabile. Parliamo di uno strumento di giustizia e di civiltà che riguarda centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che contribuiscono ogni giorno alla crescita del nostro Paese». Lo dichiara Ouidad Bakkali, deputata della Repubblica italiana intervenendo a Rabat al convegno “Verso una convenzione bilaterale di sicurezza sociale tra Italia e Marocco”.

«La comunità marocchina è una delle più numerose, radicate e integrate in Italia – prosegue Bakkali –. Oltre 410 mila persone vivono e lavorano regolarmente nel nostro Paese, versano contributi, sostengono il sistema produttivo e quello previdenziale, ma rischiano di non vedere riconosciuti i diritti maturati nel corso della loro vita lavorativa».

«La Convenzione firmata nel 1994 e mai ratificata dall’Italia – sottolinea la deputata – rappresenta un vuoto normativo che produce effetti concreti e profondamente ingiusti: impossibilità di totalizzare i periodi contributivi, perdita di anni di lavoro regolarmente versati, esclusione dalle prestazioni previdenziali. Una disparità di trattamento che non ha alcuna giustificazione giuridica o tecnica».

«Il sistema previdenziale si fonda su un patto di fiducia – aggiunge Bakkali –: i contributi non sono una tassa, ma un diritto sociale differito. Senza una prospettiva previdenziale certa, quel patto si rompe e il lavoro regolare perde di significato. È anche per questo che la piena attuazione della Convenzione è uno strumento essenziale per contrastare il lavoro nero e rafforzare la legalità contributiva».

«Il Marocco ha già stipulato accordi analoghi con numerosi Paesi europei – conclude Bakkali –. E l’Italia ha appena concluso l’accordo sullo stesso tema con l’Albania. Ratificare la Convenzione significa garantire parità di trattamento tra lavoratori, continuità contributiva, portabilità dei diritti e rafforzare la cooperazione tra i due Paesi. È una scelta di responsabilità istituzionale che migliora la qualità del nostro mercato del lavoro e rende il sistema previdenziale più equo e sostenibile.

Di questo tratta la risoluzione a prima firma Gribaudo e sottoscritta anche da me e che speriamo possa trovare un dialogo positivo con i componenti della maggioranza in commissione lavoro ed esteri>>.

 

07/02/2026 - 16:25

“Una vergogna che va denunciata. Gli avete voluto togliere tutto, il volto, il nome, negargli l’inno perché non abbastanza italiano secondo i canoni di telemeloni e del sovranismo identitario che strizza l’occhio al Trump che posta gli Obama con immagini razziste. Gli avete negato anche la lingua araba, perché quel pezzo della storia di Ghali, di tanti di noi, nuovi italiani questa Destra non la riconosce. E invece Ghali esiste! Esistiamo! Esistono centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze che non vogliono essere invisibili, né sulla Rai né nel Paese. Vogliono stigmatizzare un’intera categoria, affibbiare tratti somatici alla categoria dei Maranza, da criminalizzare, silenziare. Isolare. Ma Ghali esiste. Esistiamo e siamo un pezzo di questa italia, con la stessa dignità e diritto a esistere. La sua voce è potente, resterà potente, molto più di Petrecca, di TeleMeloni e della cultura razzista di questa Destra”. Così sui social la deputata democratica Ouidad Bakkali componente della commissione di vigilanza Rai.

18/12/2025 - 16:59

“Di fronte all’aumento delle morti, degli infortuni e delle malattie professionali, la sicurezza sul lavoro non può essere ridotta a un esercizio retorico. Servono atti politici chiari e scelte strutturali”. Lo dichiarano le deputate del Partito Democratico Valentina Ghio e Ouidad Bakkali, presentando l’atto di indirizzo sul decreto sicurezza in discussione alla Camera. “Il lavoro portuale è oggettivamente un lavoro usurante – affermano Ghio e Bakkali – per le condizioni in cui si svolge: turni notturni, lavoro in quota, esposizione a condizioni climatiche estreme, ritmi pressanti e rischi elevati. Continuare a negarne il riconoscimento previdenziale significa voltare le spalle a migliaia di lavoratori e lavoratrici”. Con l’atto di indirizzo, le deputate impegnano il Governo a riconoscere le prestazioni portuali come attività usuranti e a sbloccare immediatamente il fondo per l’anticipo del pensionamento, per il quale da anni vengono accantonate risorse senza alcuna attuazione concreta. “È una scelta di giustizia sociale – spiegano – e una condizione indispensabile per garantire sicurezza, salute e ricambio generazionale nei porti. È paradossale – proseguono – che mentre il Governo annuncia per lunedì 22 dicembre l’approvazione in Consiglio dei ministri di una riforma dei porti, attesa da oltre due anni tra stop and go, annunci e retromarce, continui a ignorare il tema centrale del lavoro. Questa legislatura sta perdendo l’occasione di aprire una vera riforma partendo dalle persone, da chi ogni giorno tiene in piedi i porti con il proprio lavoro, la propria fatica e, troppo spesso, mettendo a rischio la propria vita. Senza il riconoscimento della gravosità del lavoro portuale, senza tutele previdenziali e senza investimenti seri sulla sicurezza – concludono Ghio e Bakkali – ogni riforma resterà un’operazione di facciata. Il Partito Democratico non si accontenterà di annunci: continueremo a incalzare il Governo perché metta al centro il lavoro, la sicurezza e la dignità delle persone”.

 

02/12/2025 - 08:49

“Oggi, Martedì 2 dicembre alle ore 11.00

presso la sala Berlinguer della Camera dei deputati

si terrà una conferenza stampa promossa dalla delegazione dei deputati del Pd appena rientrati dalla missione in Cisgiordania.

Interverranno Mauro Berruto, Laura Boldrini, Ouidad Bakkali, Sara Ferrari, Valentina Ghio e Andrea Orlando

Sono stati quattro giorni intensi di visite e interlocuzioni dai più alti rappresentanti istituzionali ad associazioni, a persone che hanno subito torture e prevaricazioni, espropri di terre e demolizioni di case.

Una situazione drammatica messa in atto dal governo israeliano con l’obbiettivo di annientare e scacciare il popolo palestinese dalla propria terra. È necessario raccontare per denunciare quanto sta accadendo e contrastarlo con le azioni che la politica mette a disposizione.

Sarà presente Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Partito Democratico.

 

21/11/2025 - 13:18

“Il costo della vita è sempre più alto, anche solo per fare la spesa. Per riempire il carrello si stima che il costo sia lievitato a 174 euro in più rispetto a dodici mesi fa. Ma di questo poco importa al governo Meloni, che alternando il disco rotto del ‘tutto va bene e nuovo record storico’ alla continua e perenne campagna elettorale, non dà alcun segnale per venire incontro alle persone con più difficoltà. Dalla sanità abbandonata all’aumento della povertà, ora è il turno del morso dell’inflazione e dell’aumento dei beni di prima necessità. Questo sì che è un record storico ma in negativo”. Lo dichiara in una nota la deputata Pd, Ouidad Bakkali.
“Meloni e governo escano dai soliti schemi ideologici e capiscano, finalmente, che si possono aiutare persone ed economia approvando da subito il salario minimo”, conclude Bakkali.

18/11/2025 - 12:05

“Ad oggi c'è una grande discrepanza tra il piano di grandi assunzioni sbandierato dal governo e l'effettiva carenza di personale presso le Procure della Repubblica con una media nazionale di scopertura del 30,63%, con punte oltre il 46% a Ravenna. Sono elementi di emergenza che in molti casi impediscono la fornitura di servizi essenziali e garantire l'accesso e la risposta della Giustizia” Lo dichiara in replica ad una sua interrogazione urgente, la deputata ravvenate del Pd, Ouidad Bakkali.
“In alcuni casi – sottolinea la parlamentare - a sopperire la mancanza di personale amministrativo è la stessa polizia giudiziaria a collaborare in forma integrativa e, da questo punto di vista, città come Ravenna sono in grande difficoltà per il mantenimento della legalità e della capacità delle indagini di medio e lungo periodo”.
“C'è un'evidente compressione dei diritti per chi è soggetto coinvolto o sotto indagine o sotto processo giudiziario. Oggi il governo fornisce nuovi numeri sulle assunzioni che il Pd continuerà ad attenzionare sperando che non siano le solite promesse, poi non mantenute. Queste sono le questioni riguardanti la giustizia che dovrebbero essere priorità del governo e non la riforma ideologica che non risolve mezzo problema”, conclude Bakkali.

 

 

12/11/2025 - 13:02

“Il ministro ci aveva già dato qualche indizio sul suo approccio non solo alle istituzioni, ma anche al mondo dell’educazione, e lo fece qualche tempo fa, appena nominato ministro. Disse che umiliare un ragazzo o una ragazza poteva essere uno strumento utile per educarlo. Ecco, oggi, anche qui, non solo ha umiliato se stesso, ma ha umiliato l’istituzione che rappresenta. Noi chiediamo scuse, non ricostruzioni mistificate. Chiediamo che legga la norma, perché leggendo quel comma 5 si capisce una cosa molto chiara: nella gerarchia delle fonti, le linee guida non possono superare una legge dello Stato. Ed è in questo luogo che si legifera. Abbia quindi rispetto della Camera e dell’istituzione che rappresenta.” Lo ha dichiarato la deputata del Partito Democratico, Ouidad Bakkali, intervenuta in Aula durante il dibattito sul consenso informato.

 

10/11/2025 - 16:53

“Nel suo intervento alla Camera, durante il dibattito sulla mozione sulla libertà di informazione, Mollicone ha trasformato la discussione in un attacco frontale contro Report e contro tutto il giornalismo d’inchiesta, definendolo “militante” e “di parte”. Un linguaggio violento e un atteggiamento che la dicono lunga sull’idea che il governo ha del ruolo della stampa libera. E non è un caso che a intervenire sia stato proprio il presidente della Commissione Cultura della Camera — lo stesso che, in più occasioni, ha mostrato fastidio di fronte alle domande scomode dei giornalisti. È la prova evidente di una linea politica: silenziare chi indaga, delegittimare chi racconta. Mollicone arriva perfino a giustificare l’invasione politica della Rai e i ritardi nella nomina della sua governance. Mai era accaduto che il servizio pubblico restasse così a lungo senza un presidente di garanzia, mentre la Commissione di Vigilanza Rai resta bloccata dai veti della maggioranza. La libertà di stampa non è un fastidio da sopportare: è la misura della democrazia di un Paese. E oggi, purtroppo, il governo e la sua maggioranza sta dimostrando di non tollerarla” così una nota della deputata Ouidad Bakkali, componente democratica della commissione di Vigilanza Rai a margine della discussione sulla libertà di stampa.

07/11/2025 - 16:32

“Gli scioperi e le vertenze sempre più frequenti in Rai dimostrano un deterioramento delle relazioni industriali e della situazione di sostenibilità economica di un'azienda pubblica ormai sotto sequestro del Governo Meloni. Siamo ad un vero e proprio degrado, un depauperamento dell’area editoriale, siamo alla mortificazione dei diritti dei giornalisti. Vengono offerti stipendi troppo bassi a nuovi apprendisti. Non basta nemmeno più la teleMeloni tax per risollevare l’azienda”. Lo dichiara in una nota Ouidad Bakkali, deputata Pd della commissione di Vigilanza sulla Rai.

18/09/2025 - 14:45

Bene stop al Porto di Ravenna

“Esprimo il mio pieno sostegno e la mia gratitudine al  Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, alla Presidente della Provincia di Ravenna Valentina Palli e al Sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni per la presa di posizione chiara e coraggiosa contro il transito di armamenti destinati a Israele attraverso il porto di Ravenna. Avuta la conferma che siano in arrivo container con armi ed esplosivi da imbarcare dalle banchine del porto di Ravenna verso Israele la mobilitazione è stata immediata per chiederne il blocco. Il nostro porto non può e non deve diventare complice della fornitura di armi verso scenari di guerra e di violazioni sistematiche del diritto internazionale. Consentire che container di materiale bellico transitino da Ravenna significherebbe tradire la storia e i valori di una città che ha fatto della Resistenza, della pace e dell’accoglienza la propria identità.

Significa anche compiere una violazione della legge 185 e del principio costituzionale all’art.11 che impone il ripudio della guerra, significherebbe chei ministeri interessati e le dogane continuano ad operare come se nulla fosse.  La legge è chiara si parla anche di transito e quelle armi verso Israele non possono passare. Ravenna non vuole essere complice di un genocidio, quello in corso a Gaza, nè di un piano feroce e barbaro di pulizia etnica, insostenibile sempre, ancora di più se vergognosi ministri come Smotrich parlano di “miniere d’oro” e affari immobiliari. Per questo sostengo con forza la richiesta avanzata alle autorità competenti e a Sapir di assumere ogni iniziativa utile per impedire il passaggio di armamenti, così come la proposta di inserire nel codice etico principi vincolanti di pace e rispetto dei diritti umani. Proprio in questi giorni in cui il Commissario Fitto diserta pavidamente il tavolo per decidere sulle sanzioni a Israele, oggi in cui chiediamo al governo che il Ministero della Difesa e le parti israeliane escano dal progetto Undersec e il Ministro Salvini risponde che non è affar suo, oggi che dall’Aula di Montecitorio abbiamo chiesto che Meloni venga a chiarire la posizione del governo italiana e capire se il nostro Paese voterà oppure no questo primo balbettante pacchetto di sanzioni a Israele, Ravenna incarna la postura che vorremmo vedere in tutte le Istituzioni italiane e a tutti i livelli.

In un momento dove il Governo italiano non assume alcuna posizione, vedere rappresentata la dignità e l’umanità dalle Istituzioni locali e regionali che rappresentano la Repubblica, nei lavoratori della portualità che hanno segnalato l’arrivo del carico mi inorgoglisce come ravennate e come parlamentare italiana”. Cosi la deputata democratica Ouidad Bakkali.

 

24/08/2025 - 13:02

Presentata interrogazione su destinazioni navi ong.

“Condivido pienamente le parole del sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni: non si può accettare che la gestione degli sbarchi e la destinazione delle navi ong venga piegata a logiche elettorali o propagandistiche, come ha ben spiegato il ministro Tajani nelle dichiarazioni che rassicurano il sindaco di Ancona che non arriveranno più navi nel porto marchigiano. Quindi il criterio è il colore politico dell’amministrazione locale? A tal proposito, ho presentato un’interrogazione in merito a questa vicenda”. Così la deputata ravennate del Partito Democratico Ouidad Bakkali, componente della commissione Trasporti.

“Le città, come Ravenna – sottolinea l’esponente dem - hanno sempre fatto la loro parte con responsabilità e umanità, collaborando con le istituzioni competenti per garantire accoglienza e sicurezza. È grave constatare che alcune scelte del governo sembrino rispondere più a calcoli politici che non alla tutela delle persone. Se ad Ancona si evita l’arrivo delle navi in vista delle elezioni regionali, questo significa scaricare tutto il peso su altri territori, senza alcuna equità e senza una visione nazionale. Non ci sono mai stati criteri nelle assegnazioni e dopo le parole di Tajani si comprende che esiste solo una logica, quella del tornaconto elettorale”.

“Per questo – conclude Bakkali - sostengo con forza la richiesta del sindaco Barattoni di convocare al più presto un tavolo nazionale dei porti sicuri: serve una strategia condivisa, che metta al centro i diritti delle persone e la responsabilità delle istituzioni, la capacità di gestione e organizzazione del fenomeno, non il tornaconto di parte. La propaganda del governo Meloni non ferma gli sbarchi, mentre si continuano a sprecare risorse pubbliche in operazioni assurde, disumane e totalmente irrazionali come quella in Albania. È il momento di una politica seria, che affronti il fenomeno migratorio con umanità, responsabilità, efficacia organizzativa e rispetto delle comunità locali“.

 

03/07/2025 - 16:58

“In risposta alla surreale nota stampa di Bonguerrieri urge rispondere perché la solita pratica di propaganda e disinformazione che questo governo pratica si fermi e smetta di speculare sulla pelle di alluvionati e dei territori. Nessuna schizofrenia, patologia che eviterei di tirare in ballo nel rispetto di chi ne soffre davvero. La malafede invece la rimandiamo al mittente, ovvero a coloro che da una parte usano toni trionfalistici approvando migliorie che vi chiediamo da due anni e che avete sempre, voi sí, rifiutato o ignorato. Oggi arrivate, dopo aver ripristinato un clima collaborativo che avevate contribuito ad avvelenare con le accuse dei vostri ministri a regione e sindaci - questo governo non è un bancomat, accuse di mala gestione, conferenze stampa in piena emergenza per polemizzare contro chi stava salvando vite, ricordate? Siamo al secondo Commissario in due anni, il quale con spirito repubblicano sta lavorando a stretto contatto con regione e sindaci e che grazie a questa cooperazione si sono fatti significativi passi in avanti. A loro, ai territori, ai sindaci, ai comitati degli alluvionati va il sostengo per aver lavorato nonostante tutto e nonostante le mancanze e le migliorie che solo oggi avete concesso loro dopo due anni di richieste. Il decreto risulta insufficiente sulla prospettiva, quella chiedono i cittadini, sapere se potranno rimanere nei propri territori perché le Istituzioni stanno realmente affrontando la crisi climatica e le sue conseguenze con serietà e responsabilità. Questo il punto che abbiamo reputato gravemente insufficiente e che ha motivato il voto contrario. Lasci stare quindi i malati psichiatrici e se ci chiedete se siamo in malafede allora no, siamo coerenti ed esigenti per i nostri territori e per il diritto a restare dei nostri cittadini e delle nostre imprese” così la deputata democratica Ouidad Bakkali.

03/07/2025 - 15:12

“Il dialogo e il confronto nel merito della proposta e del testo sono il cuore del nostro lavoro nell’Istituzione parlamentare e non mancheranno. Non sia un altro dibattito agostano, come lo fu lo scorso anno, parliamo di vite e storie vere di ragazzi e ragazze che nascono, crescono qui e non si vedono riconosciuti come cittadini e come italiani e questo comporta reali sofferenze e concrete discriminazioni. Siamo pronti a confrontarci, a dialogare perché possano esserci miglioramenti concreti.

Noi abbiamo una proposta di legge depositata con proposte molto chiare sia per quanto riguarda sia lo ius soli che lo ius scholae, punto sul quale si esprime la proposta di Forza Italia che è chiaramente lontana dalla nostra per i tempi e per gli aspetti di meritocrazia che lega il diritto alla cittadinanza all’esperienza scolastica di questi ragazzi e ragazze. Questo percorso per parte nostra sarà affrontato tenendo aperto il dialogo anche con le associazioni e i movimenti che da anni promuovono questa riforma perché possano partecipare e continuare ad esprimere le loro proposte alle quali continueremo a dare voce”

Così la deputata democratica Ouidad Bakkali che chiede a Fi la calendarizzazione parlamentare della proposta.

 

02/07/2025 - 18:25

“Oggi la Camera ratifica l’ennesimo decreto sugli eventi catastrofali. Un testo non all’altezza delle emergenze che stiamo vivendo, a partire dalla mancanza di prospettiva e organicità. Un provvedimento che ha un approccio sbagliato e di corto respiro, che aggiusta i precedenti decreti anche grazie a proposte che il Pd aveva presentato ormai due anni fa, se parliamo dei territori alluvionati, e un anno fa, se ci riferiamo ai territori dei Campi Flegrei. Richieste che erano giunte dai territori e dai loro amministratori. Bene almeno che la maggioranza abbia compreso che commissariare i governi locali non paga né elettoralmente, né sul fronte della ricostruzione e della prevenzione”.

Così la deputata democratica Ouidad Bakkali, intervenendo in Aula alla Camera per annunciare il voto contrario del Pd al Dl Alluvioni.

“Un programma straordinario di riduzione del rischio idraulico e idrogeologico da un miliardo in dieci anni - ha aggiunto - è un segnale insufficiente, disarticolato e non in grado di rendere efficace una strategia nazionale, che purtroppo continuiamo a non avere. Non si garantisce così il diritto a restare nei propri territori. Non si contrasta in questo modo l’abbandono progressivo di molte zone a partire da quelle collinari, spesso all’origine della forza devastatrice di fango e acqua che arrivano a valle. Anche sui Campi Flegrei nessuna strategia chiara: siamo al terzo decreto dopo 10mila scosse, 130 edifici inagibili e una popolazione in allarme. In questo modo - ha concluso - il negazionismo climatico e l’approccio emergenziale continuerà a fare morire le persone e a portare distruzione e disperazione nei nostri territori”.

 

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