Italia sarà centrale nella prossima sfida elettorale in Europa
“Oggi in Italia ancora c’è chi non prende le distanze dal fascismo. Il Pse è l’unico argine in Europa contro gli estremismi, contro i sovranisti, contro gli amici di Putin e tutti gli euroscettici. Il Pse è una grande famiglia con al suo interno un costante dialogo, convinto della necessità di rafforzare il processo di integrazione europea nei prossimi anni. L’avvio del congresso del Partito socialista europeo a Roma nella casa del Pd è un forte segnale per tutti i socialisti europei che credono nei valori della democrazia e dei diritti in Italia e in Europa contro le destre estreme ed è il riconoscimento delle battaglie che il partito e la segreteria Schlein stanno portando avanti. Il fatto che il Pse abbia scelto Roma per il congresso dimostra che l’Italia sarà centrale nella sfida tra la nostra famiglia politica e la destra”. Lo dichiara Piero De Luca capogruppo Pd in commissione Unione europea a Montecitorio.
“È incredibile vedere come la destra preferisca non disturbare l’amico Orban, piuttosto che pretendere la tutela e il rispetto della dignità umana e dei diritti di civiltà minimi dovuti in Europa nei confronti di una nostra connazionale. Ilaria Salis è tenuta in detenzione in condizioni di grave violazione di tutti gli standard richiesti dalla normativa dell'Unione e il Governo che fa? Continua a mostrarsi timido e afono dopo un anno di ingiustificabile silenzio e disattenzione rispetto a questa vicenda così delicata. Tutto per non disturbare evidentemente Orban e non mettere in discussione l’imbarazzante amicizia con il sovranista presidente ungherese. È vergognoso. Chiediamo che il Governo faccia quanto non fatto finora. Risponda alla strumentalizzazione politica che sta facendo l'Ungheria, con la forza del diritto e dei diritti, attivando tutti gli strumenti procedurali consentiti dalla normativa europea per chiedere ed ottenere l'immediata esecuzione delle misure cautelari per Ilaria in Italia. Allo stesso tempo esprimiamo vicinanza alla famiglia Salis. Anche per le scritte vergognose apparse oggi a Roma e in Ungheria. Nell’Europa e nell'Italia dei diritti tutto ciò non può essere ammissibile”.
“Cosa ha da nascondere Fitto? Perché non vuole riferire in parlamento sullo stato di avanzamento del Pnrr?”. Lo chiede il capogruppo democratico nella commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca dopo che Governo e maggioranza hanno bocciato e rinviato a data da definire la richiesta del Pd di riferire quanto prima sullo stato di attuazione del Pnrr. “Dalla quarta relazione del 22 febbraio e dall'ultimo provvedimento adottato in Cdm - aggiunge De Luca - emerge un quadro molto preoccupante e pericoloso. C'è una forte tensione in maggioranza tra dicasteri sul riparto dei fondi rimodulati, una mancanza di coperture per i progetti cancellati a luglio scorso, nonché un ritardo drammatico nella spesa delle risorse attribuite finora al nostro Paese che si attesta appena al 52%. Fitto ha il dovere di fare chiarezza subito all'Italia”.
“Questa legge riconosce qualcosa che già da tempo è patrimonio della coscienza civica dell'intero Paese, ossia la celebrazione della Festa dell'Unità nazionale il 4 novembre, stessa giornata dedicata alle Forze Armate. L'auspicio è che quella stessa volontà collettiva che fece l'Italia unita, si intrecci indissolubilmente con la storia delle Forze Armate che hanno offerto e offrono ogni giorno un contributo decisivo per garantire pace, libertà, democrazia e coesione nel nostro Paese. Questa proposta di legge è un ringraziamento, e al tempo stesso un omaggio, alla dedizione, all'impegno, al lavoro delle Forze Armate italiane. Così come è, come ci ha ricordato lo stesso Presidente della Repubblica, un ringraziamento per il servizio che rendono per la salvaguardia delle nostre liberi istituzioni e della vocazione dell'Italia a vivere in pace”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Ue, annunciando il voto favorevole del Gruppo democratico alla proposta di legge che riconosce il 4 novembre come la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.
“Celebriamo – ha aggiunto l’esponente dem - poi lo straordinario impegno profuso nei tanti contesti di crisi di instabilità e di conflitto a livello internazionale. Un impegno, ricordiamolo, che talvolta è stato pagato anche purtroppo col sacrificio della vita, come la strage di Nassiria. A tutti i militari caduti in Patria e all’estero va il nostro affetto, il nostro ringraziamento. Ma attenzione, il 4 novembre celebriamo non il risultato di una guerra, celebriamo il ripudio della guerra come sancito dall'articolo 11 della nostra Costituzione, del valore supremo della pace, che va sempre più tutelato anche a livello europeo, costruendo le condizioni per una Difesa Comune”.
“Non possiamo nascondere – ha concluso De Luca - però, che quell'unità è oggi pericolosamente minacciata dalla proposta di legge sull'Autonomia differenziata. Noi difenderemo quest'unità Nazionale nel Parlamento e fuori. Non consentiremo che si sacrifichi un pezzo di Paese sull'altare della sopravvivenza politica di un governo. Perché altrimenti, ciò che stiamo facendo qui, smette di avere senso. E perché altrimenti, il prossimo 4 novembre, non avremo più nulla da festeggiare: se non il ricordo dell'Italia unita”.
“Le regionali in Sardegna dimostrano che un'alternativa esiste. Il centrosinistra, se unito su programmi e idee, può vincere contro una destra arrogante e dannosa. Buon lavoro ad Alessandra Todde e complimenti a Pd con Elly Schlein per l'impegno e il risultato. Avanti così!” Così su X il deputato democratico, Piero De Luca.
“Due anni dalla barbara aggressione dell'Ucraina. Come Partito Democratico abbiamo condannato da subito con nettezza, senza ambiguità, questo attacco vergognoso, le violenze perpetrate, i crimini commessi. E ci siamo impegnati perché fosse assicurato dall'Italia, insieme alla UE e alla comunità internazionale, pieno sostegno, con tutte le forme di assistenza necessarie, alla popolazione ucraina. L'Europa non ha lasciato solo questo Paese adottando, sia pur superando con fatica talvolta veti interni, sanzioni e azioni straordinarie di aiuto mai messe in campo finora. La battaglia per la resistenza, la libertà, la sovranità dell'Ucraina, è la battaglia per la libertà dell'intera Europa, per la difesa dei nostri diritti fondamentali, dei nostri valori di dignità e democrazia. Abbiamo tutti il dovere di continuare a supportare senza sosta, senza esitazioni, l’Ucraina per ottenere un cessate il fuoco immediato e l'avvio di una forte azione negoziale per una soluzione diplomatica che porti ad una pace giusta e sicura. Ne va del nostro futuro” così il capogruppo democratico nella commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.
“Investire nella difesa è diventata un’esigenza indifferibile per l’Unione. Viviamo una crisi globale, con nuovi conflitti ai confini dell’Europa e non solo, in cui serve un impegno comune, rinviato sin dagli anni 50 del secolo scorso, nella difesa, anche in ottica di deterrenza. Ben venga quindi l’idea degli Eurobond. Non si tratta di avanzare politiche bellicistiche, ma al contrario di rafforzare investimenti e un coordinamento operativo su base comune, allo scopo di rafforzare la capacità di preservare i nostri valori di pace, libertà e democrazia. Oltre che di continuare nella costruzione di una politica estera e di sicurezza comune che porti l’Europa a parlare con una voce sola ed essere sempre più attore protagonista negli scenari globali. Peraltro, come emerge da un dossier di studio del Parlamento UE, gli investimenti comuni nella difesa portano benefici anche economici con guadagni tra i 24 e i 75 miliardi di euro all’anno. Non solo. Con un sistema di appalti congiunti a livello europeo si potrebbe risparmiare fino al 30% della spesa annuale destinata alla difesa dai vari Stati. Risorse che potrebbero essere indirizzate alle politiche sociali e green, oltre che alla ricerca. Mettiamo da parte allora gli ideologismi: investire nella difesa conviene ed è indispensabile per il futuro dell’Europa”, cosi il capogruppo del Pd nella commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.
Serracchiani e De Luca, procedura nomina irrituale, compromette autonomia
“Con la proposta di nomina del fedelissimo di Fitto a membro italiano per la Corte dei Conti europea l’amichettismo sbarca a Bruxelles”, così i democratici Debora Serracchiani e Piero De Luca commentano il parere positivo della commissione per la revisione dei bilanci del Parlamento europeo alla nomina di Manfredi Selvaggi come membro italiano della Corte dei Conti europea. “La procedura di nomina è stata irrituale - sottolineano - il governo ha scelto un fedelissimo del ministro Fitto invece di trasmettere i due nomi individuati, come da prassi, dalla Corte dei Conti italiana. Un atto molto grave, una vera e propria forzatura, che compromette l’indipendenza del componente italiano e che viola le regole istituzionali, come peraltro ingenuamente dichiarato da Fitto nella risposta alla nostra interrogazione parlamentare su caso”.
P. De Luca, C. Stefanazzi: dopo dichiarazioni Cassese, ministro riferisca in parlamento
“Nel corso dell'audizione che si è tenuta oggi pomeriggio presso la Commissione Bicamerale per le Questioni Regionali, il Prof. Cassese, Presidente del CLEP (Comitato per i Livelli Essenziali delle Prestazioni) ha sostenuto che il percorso di attuazione dell'Autonomia Differenziata non può prescindere dall’allocazione di nuove risorse finanziarie. Questo, sempre secondo quanto dichiarato dal Prof. Cassese, consiglierebbe una fase di riflessione sulla reale possibilità di attuare l'Autonomia voluta da Calderoli" dichiarano i Deputati De Luca e Stefanazzi componenti della Bicamerale. "Sempre dell'audizione abbiamo appreso, con sconcerto, che i lavori del CLEP, sono terminati a fine ottobre 2023 e la relativa relazione è stata consegnata in pari data. Troviamo gravissimo che il Ministro Calderoli non abbia reso noti i risultati del lavoro del CLEP, tenendo all'oscuro il Parlamento. Chiederemo che il Ministro venga a riferire con urgenza alla Camera. Troviamo il comportamento di Calderoli oltraggioso delle prerogative del Parlamento. Continua la cortina fumogena intorno ad un provvedimento che rischia di spaccare in 2 il Paese. Apprezziamo e facciamo nostro l'invito del Prof. Cassese ad avviare una fase di lunga e profonda riflessione sulle possibilità che la riforma voluta dalla Lega possa avere attuazione”.
“Un governo totalmente allo sbando nella gestione del Pnrr. Quello che accade ogni giorno, oltre alle notizie che leggiamo e ai dati riportati da fonti accreditate, certificano il fallimento di una destra che continua a fare solo propaganda mentre la realtà parla di ritardi, buchi e continui rinvii. Come quello di un nuovo decreto annunciato da settimane per accelerare la spesa delle risorse del Piano, che non riesce a vedere la luce per incapacità e tensioni interne alla maggioranza. Per colpa del Governo, l’Italia rischia di non riuscire ad attuare progetti già previsti per migliorare servizi essenziali come istruzione, sanità, trasporti, riqualificazione urbana. Sono mesi che i comuni e gli enti locali attendono risposte precise ad esempio sui 10 miliardi cancellati dall'ultima rimodulazione del Pnrr per interventi fondamentali per le nostre comunità. Abbiamo chiesto come Partito democratico più volte al ministro Fitto di riferire ed informare il Parlamento sullo stato attuale reale dell’attuazione del Pnrr ma non abbiamo avuto nessuna risposta. Una mancanza di rispetto totale nei confronti dei cittadini e del Parlamento. Non sono risorse della destra, sono risorse del Paese”. Così il capogruppo democratico nella commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.
Serracchiani, De Luca: motivazioni insufficienti, è stata forzatura
“La risposta del ministro Fitto alla nostra interrogazione sulla procedura di nomina del membro italiano per la Corte dei Conti europea è del tutto insoddisfacente. Le motivazioni confermano, al contrario, che il governo ha scelto un fedelissimo invece di trasmettere i due nomi individuati, come da prassi, dalla Corte dei Conti italiana. Una vera e propria forzatura”. Così i democratici Debora Serracchiani e Piero De Luca commentano la risposta del ministro Fitto alla loro interrogazione parlamentare per fare luce sulla procedura che ha portato alla nomina alla Corte dei conti europea del Capo della struttura di missione del ministero per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR. “Il ministro Fitto – rendono noto i deputati - ha risposto sottolineando che la scelta è ricaduta su Carlo Alberto Manfredi Selvaggi dal momento che i due nomi indicati dalla Corte dei conti italiana, ossia Giovanni Coppola e Maria Annunziata Rucireta, non avevano “un’età anagrafica compatibile con l’espletamento dell’interno mandato di sei anni”. Una risposta del tutto insoddisfacente – commentano - dal momento che l’ordinamento europeo prescinde dalla legislazione nazionale sui limiti di età (come peraltro dimostra l'età anagrafica del membro attuale). Inoltre, il nome indicato dal governo, la cui autonomia - che è requisito fondamentale - è del tutto discutibile, non avrebbe neanche partecipato alla procedura interna della Corte dei conti italian
“Trovo positivo il confronto che si è svolto oggi in direzione. Condivido l'impegno a continuare ad assicurare pieno sostegno alla resistenza ucraina, al fine di giungere quanto prima ad una pace giusta e sicura. Così come l’unanime consapevolezza della necessità di costruire un'Europa sempre più forte, solidale e coesa per affrontare al meglio le sfide e le problematiche del nostro tempo. Oggi abbiamo confermato anche la nostra ferma e convinta opposizione al patto scellerato della destra tra Premierato e Autonomia differenziata secessionista che distrugge l'unità nazionale. Così come valuto molto utile e costruttiva l'apertura ad un confronto su possibili modifiche all'attuale disciplina elettorale degli amministratori locali, nel quadro di un assetto istituzionale complessivo da modulare in modo equilibrato e coerente”. Così il deputato Piero De Luca, intervenendo oggi durante la Direzione del Partito Democratico.
“Tra scelte di politica economica e proposte di riforma, la destra sta smantellando le istituzioni democratiche e spaccando l’Italia, creando cittadini di serie A e di serie B. Basta guardare ai fatti: dalla legge di bilancio che ha tagliato i servizi, aumentato le tasse e sta bloccando la crescita, al Pnrr insabbiato e rimodulato dal governo che ha cancellato miliardi per comuni, asili, ospedali e case di comunità. Per non parlare delle riforme. L'Autonomia differenziata - così come è stata pensata - è devastante per il Sud: distrugge l'unità nazionale con l'ipotesi di residuo fiscale e senza il previo finanziamento dei Livelli essenziali delle prestazioni. Ovvero di quei servizi scolastici, sanitari, sociali, infrastrutturali, che dovrebbero essere garantiti a tutti i cittadini in modo omogeneo in ogni area del Paese. Ci opporremo con tutte le nostre forze. Lo stesso faremo per l'altra riforma, frutto di un patto scellerato tra Lega e Fdi, quella sul Premierato. Altro progetto folle che rafforzerà il potere nelle mani di un’unica persona, rendendo ancora più subalterno il Parlamento e creando un conflitto enorme con il ruolo di garanzia e di equilibrio del Presidente della Repubblica. Questa destra insomma, dietro ad una sfacciata propaganda, si sta confermando davvero pericolosa per l’Italia. Faremo un'opposizione dura per evitare che portino a compimento questi piani”, così il deputato dem Piero De Luca, capogruppo Commissione Politiche UE alla Camera, intervenendo stamattina a Omnibus su La7.
Le dichiarazioni di Crippa tradiscono la vera natura della Lega. Non riescono a staccarsi dal legame con Putin, la cui difesa d'ufficio è del tutto fuori luogo e fuori tempo. La voce di Navalny, morto per le sue idee di libertà, non si spegne ma continuerà a risuonare con forza.
“L'atteggiamento del Governo rispetto a centinaia di sindaci e amministratori è stato inaccettabile. Si è sottratto al confronto rispetto a richieste legittime e sacrosante sullo sblocco dei Fondi Sviluppo e Coesione che spettano al Sud e sui rischi dell'autonomia secessionista per l'unità nazionale. Invece di ascoltare, incontrarli e dare risposte concrete, la destra preferisce fuggire e lasciare gli amministratori soli con i blocchi della polizia”. Così il deputato democratico, Piero De Luca.