“A quattro anni dall'aggressione russa in Ucraina, un'invasione inaccettabile, che ha provocato milioni di vittime tra civili e militari e messo in discussione l'autonomia e la sovranità di uno Stato e di un'intera popolazione, la diplomazia italiana ha fatto immensi passi indietro. Come Partito Democratico siamo orgogliosi di aver sostenuto da subito la resistenza del popolo e delle istituzioni ucraine per affermare la loro libertà, la loro indipendenza e la forza del diritto internazionale. Come ha ricordato il Presidente Mattarella, è intollerabile che ancora oggi si provino a riscrivere i confini degli Stati con la forza e con i carri armati”. Lo dichiara il deputato Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Unione europea.
“Abbiamo sostenuto con tutte le forme di assistenza necessaria la popolazione ucraina: umanitaria, economico-finanziaria e militare. Ora – sottolinea l’esponente dem - chiediamo un'iniziativa diplomatica di pace sempre più forte e incisiva, con un elemento di chiarezza: non può essere un'intesa raggiunta sulla testa degli ucraini né senza il loro protagonismo. In questi anni l'Italia è purtroppo scivolata nelle retrovie della diplomazia internazionale. Con il presidente Draghi eravamo alla guida del treno insieme ad altri leader europei; ora non abbiamo più una linea, non abbiamo più un protagonismo perché siamo schiacciati sulle posizioni di Trump".
“A rischio – conclude De Luca - c'è la sicurezza, l'autonomia, la libertà e i valori del diritto internazionale che caratterizzano l'intera Europa. Chiediamo una pace giusta, sicura e duratura con garanzie precise: non una resa dell'Ucraina, ma uno strumento per riaffermare la sua autonomia e la sicurezza europea. Chiediamo al governo uno scatto d'orgoglio, che riporti l'Italia là dove le spetta, nel solco della grande tradizione diplomatica che caratterizza il nostro Paese”.
“Quattro anni fa l'Ucraina veniva brutalmente aggredita dalla Russia di Putin. Siamo orgogliosi di aver sostenuto da subito con tutte le forme di assistenza necessarie la resistenza del popolo e delle istituzioni ucraine rispetto ad un attacco inaccettabile all'indipendenza, alla libertà di uno Stato sovrano e ad una violazione grave del diritto internazionale. Il conflitto purtroppo produce ogni giorno vittime innocenti ed enormi sofferenze. È necessario continuare ad aiutare l'Ucraina. Guai a dare segni di cedimento o stanchezza. Il messaggio da inviare oggi è netto: siamo con voi, non allenteremo il nostro sostegno. È in gioco l'esistenza stessa dell'Ucraina, ma anche la sicurezza dell'intera Europa. Continuiamo a chiedere dunque con forza un cessate il fuoco immediato e un tavolo diplomatico per la Pace sempre più incisivo, con la presenza vera e da protagonisti al negoziato di Kiev e di Bruxelles. La Pace non può essere una resa. La Pace dev'essere necessariamente giusta, sicura, duratura. Ne va del nostro futuro e della nostra libertà”. Così il capogruppo del Pd in commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.
"È una buona notizia l'approvazione alla Camera di un mio ordine del giorno durante l’esame del decreto milleproroghe che impegna il Governo a garantire continuità ai progetti del PNRR avviati dagli enti locali e non conclusi entro il prossimo agosto". Così Piero De Luca, deputato del Partito Democratico e capogruppo in Commissione Politiche dell’Unione europea.
“Siamo in una fase decisiva - prosegue De Luca - nel 2026 si chiude il Piano nazionale di ripresa e resilienza e, come chiarito dalla Commissione europea, entro il 31 agosto 2026 dovranno essere raggiunti tutti gli obiettivi in termini di risultati.
"Il Governo ha già rivisto il PNRR a fine 2025, rimodulando diversi interventi. In questo contesto, tanti Comuni, pur avendo avviato i lavori e investito risorse importanti, stanno affrontando ritardi dovuti a burocrazia e inadempienze delle imprese. E rischiano di pagare un prezzo altissimo per responsabilità che spesso non sono loro".
Con l’ordine del giorno approvato con il parere favorevole del Governo, si impegna lo stesso a intervenire con il primo provvedimento utile per assicurare continuità ai progetti avviati e proteggere i bilanci degli enti locali. In particolare, si chiede che tutte le opere che, alla scadenza europea, avranno raggiunto almeno il 30% di avanzamento continuino a essere finanziate con le risorse del PNRR e non vengano riassorbite nel bilancio dello Stato.
"È una misura di buon senso per non bloccare cantieri già partiti e non mettere in difficoltà i territori. Adesso il Governo trasformi questo impegno in atti concreti", conclude De Luca.
Il Partito Democratico della Campania esprime profondo cordoglio e commossa vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico, che si è spento questa mattina presso l’Ospedale Monaldi di Napoli.
"È una tragedia drammatica che colpisce l’intera comunità campana e tutto il Paese. Ogni parola è superflua. Ci stringiamo con forza al dolore e all'immensa sofferenza dei genitori e dei familiari". Lo ha dichiarato il deputato Piero De Luca, segretario del PD Campania, a margine dell'assemblea provinciale a Benevento.
"È necessario - ha proseguito - che su quanto accaduto sia fatta piena chiarezza, con massimo rigore e trasparenza, affinché siano accertate tutte le responsabilità. L'impegno di tutti dev'essere rivolto affinché quanto successo non possa e non debba accadere mai più".
“La bocciatura da parte della Corte suprema dei dazi arbitrari adottati da Trump rappresenta una buona notizia per l’economia globale e per il rispetto delle regole democratiche. Le guerre commerciali non tutelano imprese e lavoratori. I dazi imposti per logiche ideologiche o di convenienza politica hanno prodotto solo incertezza e danni alle aziende europee e italiane”. Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Politiche dell’Unione europea alla Camera.
“È grave che in passato esponenti della maggioranza e del Governo italiano abbiano sostenuto che quei dazi potessero addirittura favorire il nostro sistema produttivo, così come l'atteggiamento del Governo Meloni improntato a una preoccupante sudditanza politica e culturale verso un’impostazione sbagliata e dannosa. La sentenza della Corte Suprema USA ribadisce un principio fondamentale: i poteri straordinari non possono essere usati per aggirare o forzare le norme alterando gli equilibri commerciali globali. È una lezione che vale anche per l’Italia. Bisogna difendere il multilateralismo, rafforzare l’Unione europea e tutelare concretamente le nostre imprese esportatrici, che pagano il prezzo più alto delle scelte protezionistiche. La realtà è che il protezionismo indebolisce le filiere, aumenta i costi e penalizza l’export, che per l’Italia è vitale”.
“Serve sostenere una linea europea unita e autorevole, capace di difendere il mercato unico e rilanciare il dialogo commerciale con gli Stati Uniti su basi eque e nel rispetto delle regole. Meno propaganda, più responsabilità istituzionale”, conclude De Luca.
“L’approvazione in Consiglio dei Ministri degli schemi di intese preliminari con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, sull’Autonomia differenziata, rappresenta un atto di arroganza istituzionale che rischia di aprire una frattura profonda nel Paese.
Il Governo e il ministro Roberto Calderoli procedono come se nulla fosse, ignorando i rilievi e i paletti fissati dalla Corte costituzionale e forzando un percorso che presenta evidenti criticità sul piano dell’equilibrio istituzionale e della coesione nazionale. Parlano di “traguardo storico”, ma la verità è che stanno tentando di blindare un’intesa politica dentro la maggioranza, trasformando l’autonomia in una merce di scambio tra alleati sempre più divisi.
Siamo di fronte a un’operazione tutta interna agli equilibri di governo, che mette a rischio l’interesse e l'unità nazionale. Senza curarsi della pronuncia della Consulta, il governo forza la mano in modo vergognoso, pur sapendo che un regionalismo senza garanzie sui livelli essenziali delle prestazioni, sul riequilibrio delle diseguaglianze esistenti, sul finanziamento in generale dei servizi e delle funzioni, rischia di ampliare in modo drammatico ed irreversibile i divari territoriali nel Paese.
Altro che svolta storica: si tratta di una decisione devastante per il Mezzogiorno che ha bisogno di investimenti, infrastrutture, diritti garantiti in modo uniforme, non di una competizione al ribasso tra territori. Continueremo a contrastare con determinazione questo disegno politico che rischia di segnare la fine dell'Italia unita”. Così Piero De Luca, deputato, capogruppo PD in commissione bicamerale questioni regionali.
“L’incendio che ha colpito il Teatro Sannazaro è una tragedia che ferisce Napoli e l’intero Paese. Quando si spegne una luce della cultura, è l’Italia tutta a perdere un pezzo della propria anima”. Così Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Partito Democratico della Campania, interviene dopo il grave incendio che ha danneggiato lo storico teatro napoletano. “Raccolgo e sostengo con convinzione l’appello lanciato dal sovrintendente della Fondazione Petruzzelli. La proposta di destinare una parte dei ricavi del Festival di Sanremo alla ricostruzione del Sannazaro è un’idea seria, concreta e di grande impatto simbolico. Napoli è culla della canzone italiana e della cultura teatrale: legare il Festival di Sanremo a un gesto di solidarietà verso uno dei suoi teatri storici sarebbe un segnale forte di unità nazionale. Chiediamo al Governo e alla Rai di battere un colpo. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha assicurato un intervento rapido: ora servono impegni chiari e risorse concrete. Accanto all’azione istituzionale, è fondamentale promuovere una grande campagna di mobilitazione per reperire i fondi, coinvolgendo tutti gli attori e le istituzioni anche culturali e del mondo dello spettacolo. Il Teatro Sannazaro non è solo un luogo fisico: è un presidio di identità, memoria e creatività che brillava nel cuore di Napoli e deve tornare a farlo al più presto. La cultura napoletana è patrimonio mondiale, e la sua tutela è una responsabilità collettiva. Fare della prossima edizione di Sanremo anche un momento di solidarietà nazionale sarebbe un messaggio potente: la cultura non si lascia sola. Napoli non si lascia sola e anche la Rai dovrebbe dare il suo contributo”.
Draghi e Letta indicano la rotta
Siamo orgogliosi, come italiani, che personalità come Mario Draghi e Enrico Letta abbiano indicato con chiarezza la rotta per il futuro dell’Europa. Al vertice informale di ieri hanno tracciato una linea netta: di fronte a sfide economiche, sociali, geopolitiche e di sicurezza senza precedenti, l’unica risposta efficace è rafforzare l’Unione, il suo mercato interno, la sua competitività.
Per difendere famiglie, imprese e lavoro serve un salto politico: procedere verso un’Europa federale. È una sfida esistenziale. O si costruiscono gli Stati Uniti d'Europa o resteremo irrilevanti e indifesi rispetto all'aggressività economica della Cina, agli attacchi militari di Putin e anche alle minacce di Trump. La linea proposta dalla Premier Meloni d'intesa con il cancelliere tedesco Merz va nella direzione opposta: rafforzare il potere dei singoli Stati e ridimensionare l'Unione. È una posizione sbagliata e dannosa per gli interessi nazionali.
Noi riteniamo indispensabile superare l’unanimità in Consiglio e abolire il diritto di veto che oggi paralizza decisioni strategiche. Bisogna sostenere poi cooperazioni rafforzate tra Stati che vogliono andare avanti, come accaduto con l’euro e con Schengen. E lavorare ad un nuovo Next Generation – da 800 miliardi l’anno – per finanziare anche in futuro case, ospedali di comunità, asili nido, scuole, transizione energetica e digitale. Non è una battaglia ideologica, è una scelta di responsabilità. Senza debito comune, senza Eurobond, questi investimenti semplicemente non si fanno.
Fratelli d’Italia non sostenne il Next Generation EU. Oggi Meloni è disposta a lavorare per debito europeo e nuovi investimenti comuni? È pronta a sostenere l’abolizione del veto e il superamento dell’unanimità? Il futuro dell’Europa non può essere ostaggio delle divisioni interne alla maggioranza né di posizioni subalterne rispetto a Trump. È in gioco la nostra libertà, la capacità di sostenere le nostre imprese e difendere il nostro modello sociale. Noi del PD sappiamo da che parte stare”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione affari europei, ad Agorà su Rai 3
“No al diritto di veto che paralizza l’Unione europea. Sì a debito comune per investimenti europei e cooperazioni rafforzate per avanzare verso gli Stati Uniti d’Europa. Chiederemo alla Premier Meloni di confrontarci in Parlamento su queste sfide decisive per il futuro dell'Europa e per i nostri stessi interessi nazionali”. Lo afferma Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione Affari Europei della Camera, alla vigilia del vertice Ue.
“L'Europa è di nuovo di fronte a un bivio: cambiare rilanciando le sue ambizioni o accettare un lento declino. Non possiamo limitarci a resistere: occorre rilanciare l’opzione federale dell’Unione europea come unica risposta credibile alle sfide globali. Per questo chiediamo un bilancio europeo più forte, con un piano di investimenti comuni da circa 800 miliardi l’anno, da realizzare anche con debito comune e nuove risorse proprie, per assicurare l'autonomia strategica, sostenere la competitività, rafforzando al tempo stesso la coesione sociale e territoriale dell'Unione”.
Per il Pd è “urgente superare l’unanimità, procedere al completamento del mercato unico e costruire una vera politica estera e di difesa comune europea”. I democratici propongono infine di integrare l’articolo 11 della Costituzione per rendere esplicita la partecipazione dell’Italia all’Ue.
“La scomparsa del professor Luigi Nicolais rappresenta una perdita profonda per la comunità scientifica, per le istituzioni e per tutti coloro che ne hanno condiviso il percorso umano e professionale. È stato uno scienziato di fama internazionale, un accademico insigne, un civil servant, che ha ricoperto diversi incarichi pubblici, dando sempre lustro al Paese. Accanto ai numerosi ruoli istituzionali, Luigi Nicolais è stato anche uno degli artefici della nascita del Partito Democratico, contribuendo con il suo pensiero, la sua esperienza e la sua cultura riformista alla costruzione di un progetto politico fondato sull’idea che sapere e innovazione, giustizia sociale e qualità delle istituzioni siano pilastri indispensabili ed inseparabili di una democrazia moderna. Un innovatore, un riformista autentico. La sua eredità di rigore intellettuale, senso delle istituzioni, valori, competenze e impegno civile, che continueranno a ispirare quanti credono nella centralità della conoscenza per il progresso politico e civile del Paese”.
Così il deputato democratico e segretario del Pd Campania, Piero De Luca, intervenendo in Aula in occasione della commemorazione di Luigi Nicolais.
In merito alla sconcertante scritta apparsa oggi a Bagnoli durante una manifestazione, il segretario regionale del Partito Democratico della Campania, onorevole Piero De Luca, ha espresso a nome di tutto il partito una ferma e netta condanna per il messaggio intimidatorio e violento indirizzato al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, al quale va la piena solidarietà e vicinanza del Partito Democratico campano.
«La libertà di manifestazione e di espressione del pensiero, caposaldo della nostra democrazia, va sempre difesa e garantita», ha dichiarato De Luca. «Ma essa non ha nulla a che vedere con offese, minacce, violenze e aggressioni di qualsiasi genere, che devono essere stigmatizzate, respinte e contrastate con la massima fermezza».
De Luca e Graziano: assenza requisiti genera gravi responsabilità, giù le mani da patrimonio UNESCO
“Di fronte a scelte gravi e opache, il Ministro Giuli evita il confronto pubblico e istituzionale, sottraendosi al dovere di rispondere e rendere conto delle proprie azioni.
Per questo motivo abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare, chiedendo che il Ministro riferisca direttamente nelle sedi parlamentari in merito alle nomine politiche nei Consigli di amministrazione dei musei statali.
Tentare di piegare a logiche politiche un sistema culturale che rappresenta un’eccellenza mondiale e che tutto il mondo ci invidia è un atto grave e irresponsabile. Un atto fuori dalla legge che parla chiaro quando dice che devono essere nominate personalità dichiara fama nella gestione del patrimonio culturale. Vogliamo vedere i curricula delle recenti nomine. Giù le mani dalla Reggia di Caserta. Le scelte compiute rischiano di compromettere non solo la qualità e la neutralità della gestione, ma anche il mantenimento stesso dei requisiti necessari al riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Quella messa in atto da Giuli è una modalità di gestione del patrimonio culturale pubblico che espone i nostri beni più preziosi a rischi inaccettabili e mina la credibilità delle istituzioni. Il patrimonio culturale italiano non è terreno di spartizione politica. È un bene comune da tutelare con competenza, trasparenza e rispetto” così i deputati democratici Piero De Luca e Stefano Graziano che hanno depositato un’interrogazione parlamentare sul caso.
Qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione parlamentare depositata
Interrogazione parlamentare
Al Ministro della Cultura – Per sapere –
premesso che:
• la Reggia di Caserta è un istituto dotato di autonomia speciale ed è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, con conseguente obbligo di rispetto dei principi di tutela, indipendenza gestionale, trasparenza e neutralità amministrativa previsti dalle convenzioni e dalle linee guida UNESCO;
• il decreto del Ministro della Cultura (DM 23/12/2014) in materia di governance dei musei autonomi e di composizione dei Consigli di amministrazione stabilisce che i componenti dei CDA debbano essere individuati tra soggetti di chiara e comprovata fama, in possesso di specifiche competenze ed esperienze nella gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, nel rispetto dei principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa, come previsto dall’articolo 97 della Costituzione;
• Tale esperienza è necessaria vista la delicatezza e l’importanza delle funzioni del Consiglio di amministrazione di un museo autonomo che: determina le linee di ricerca e gli indirizzi tecnici dell’attività, in coerenza con le direttive del Ministero della Cultura; adotta lo statuto; approva la carta dei servizi, i programmi annuali e pluriennali e ne verifica la sostenibilità finanziaria; approva il bilancio di previsione, le variazioni e il conto consuntivo, incidendo sulla gestione economica; valuta e monitora i servizi affidati in concessione rispetto ai progetti di valorizzazione del direttore.
• Per l’ampiezza e la delicatezza di tali funzioni, il CDA deve essere composto da figure indipendenti, di comprovata competenza e piena neutralità, soprattutto in presenza di un sito patrimonio UNESCO.
• le linee guida UNESCO in materia di gestione dei siti iscritti nella World Heritage List impongono una rigorosa separazione tra indirizzo politico e gestione dei beni culturali, richiedendo che gli organismi di governo operino in condizioni di piena autonomia tecnica e scientifica, al fine di evitare interferenze di natura partitica che possano compromettere l’integrità del bene e la credibilità internazionale del Paese;
considerato che:
• con decreto datato 30 gennaio 2026 sono state rese note le nomine dei nuovi componenti del Consiglio di amministrazione della Reggia di Caserta, tra i quali figurerebbero soggetti espressione diretta di forze politiche, come nel caso del coordinatore cittadino Fdi a Caserta;
• tali nomine hanno sollevato forti perplessità, non solo degli scriventi, circa il rispetto dei requisiti di competenza, indipendenza e neutralità previsti dalla normativa vigente, nonché circa l’aderenza ai protocolli di gestione UNESCO;
• una gestione percepita come politicizzata di un bene riconosciuto patrimonio dell’umanità potrebbe esporre l’Italia a rilievi formali da parte degli organismi UNESCO competenti e, nei casi più gravi, all’avvio di procedure di monitoraggio rafforzato o di infrazione, con un grave danno all’immagine, alla credibilità e agli interessi culturali del nostro Paese;
si interroga il Ministro della Cultura per sapere:
1. quali siano i criteri adottati per la nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione della Reggia di Caserta e se tali criteri siano pienamente coerenti con quanto previsto dal decreto ministeriale in materia di governance dei musei autonomi;
2. se intenda rendere pubblici i curricula vitae completi dei neo nominati componenti del CDA della Reggia di Caserta, al fine di consentire una verifica trasparente del possesso dei requisiti di chiara e comprovata fama nella gestione e tutela del patrimonio culturale;
3. se ritenga compatibile con i principi di imparzialità, autonomia e neutralità gestionale la nomina di soggetti con incarichi politici o di partito all’interno degli organi di amministrazione di istituti culturali dello Stato, in particolare quando si tratti di siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO;
4. se il Ministero abbia valutato i possibili rilievi da parte dell’UNESCO in relazione alle suddette nomine e quali iniziative intenda assumere per scongiurare il rischio di procedure di infrazione o di danni reputazionali per l’Italia;
5. quali misure intenda adottare per garantire che la gestione dei musei e degli istituti culturali statali rimanga estranea a logiche di appartenenza politica e sia orientata esclusivamente all’interesse pubblico, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale nazionale.
De Luca e Graziano presentano interrogazione. “Vogliamo vedere i curricula, legge parla chiaro: possono essere nominati solo esperti di chiara fama nella gestione del patrimonio culturale”
“Quanto accaduto alla Reggia di Caserta è estremamente grave e rappresenta l’ennesima conferma di una strategia che il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sta portando avanti su tutto il territorio nazionale: la politicizzazione di istituzioni che dovrebbero, per loro natura e per legge, rimanere fuori da ogni logica di parte”.
Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Piero De Luca e Stefano Graziano, che già nella giornata di ieri hanno sollevato il caso.
“I musei e gli istituti culturali dello Stato – proseguono – non sono proprietà dei partiti politici né strumenti di propaganda. Sono luoghi che devono operare esclusivamente nell’interesse pubblico, con l’obiettivo della tutela, della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio culturale, agendo con piena autonomia e con la massima neutralità di giudizio”.
“Per queste ragioni – annunciano De Luca e Graziano – presenteremo un’interrogazione parlamentare per conoscere nel dettaglio i curricula dei neo nominati componenti del Consiglio di Amministrazione della Reggia di Caserta che risultano espressione diretta di forze politiche, come nel caso del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia. Riteniamo doveroso verificare il pieno rispetto delle normative vigenti, che prevedono la nomina nei CDA di persone di chiara e comprovata fama nella gestione e nella tutela del patrimonio culturale. La vicenda assume contorni ancora più allarmanti – aggiungono – se si considera che la Reggia di Caserta è un bene patrimonio dell’umanità UNESCO. I protocolli di gestione UNESCO sono estremamente rigidi e impongono una assoluta neutralità gestionale. Le decisioni assunte dal Ministro Giuli potrebbero esporre il nostro Paese a rilievi e persino a una procedura di infrazione in sede UNESCO, con un danno gravissimo per l’immagine e la credibilità dell’Italia. Quello messo in campo dal Ministro – concludono De Luca e Graziano – è un atto politicamente e istituzionalmente irresponsabile. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a logiche di appartenenza politica: va tutelato, valorizzato e gestito nell’interesse esclusivo della collettività”. Così Piero De Luca e Stefano Graziano Deputati del Partito Democratico alla Camera.
Piero De Luca (Pd): Nominato nel Cda il coordinatore di Fdi di Caserta
“Serve un chiarimento politico immediato, ma anche un approfondimento amministrativo serio. Non è possibile che il ministro Giuli utilizzi i musei statali come strumenti di occupazione politica, piazzando amici ed esponenti di partito e politicizzando istituzioni che dovrebbero essere autonome e libere. La misura è colma, la lista é troppo lunga”.
Lo dichiara Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Partito Democratico, commentando la pubblicazione del decreto di nomina dei componenti del Cda della Reggia di Caserta.
“Come emerge dal decreto di nomina, nel CDA della Reggia di Caserta figura il coordinatore di Fratelli d’Italia a Caserta. È una modalità di gestione imbarazzante e inaccettabile, soprattutto quando riguarda un luogo simbolo dello Stato e patrimonio culturale riconosciuto dall’UNESCO”.
“Non siamo di fronte a un caso isolato, é una pratica che si sta diffondendo su scala nazionale: Giuli si avvale della delega alla Cultura per fini politici e per sistemare dirigenti e amici di partito. Una deriva mai vista prima”.
“Il Ministro Giuli deve chiarire immediatamente: la Reggia di Caserta e il patrimonio culturale dello Stato non possono essere trasformati in strumenti di propaganda politica, ma sono beni pubblici che devono essere tutelati e gestiti nel rispetto dell’autonomia, della competenza e della trasparenza”.
“Ancora una volta il governo Meloni dimostra tutta la propria inadeguatezza di fronte a un’emergenza che colpisce duramente il Mezzogiorno. Quanto emerso dall'intervento di Musumeci oggi conferma ciò che denunciamo da tempo, l'indifferenza verso i territori interessati e l'abbandono ancora una volta del Sud. Di fronte ai drammatici danni causati dal maltempo abbiamo chiesto la sospensione nel milleproroghe dei tributi e dei contributi per le popolazioni colpite, ma dal governo arriva invece il condono. Abbiamo chiesto risorse adeguate per la messa in sicurezza dei luoghi e il sostegno economico ad imprese e famiglie, invece dal Governo appena 100 milioni a fronte di circa 2 miliardi di danni complessivi”.
“Di fronte a migliaia di sfollati, infrastrutture devastate e territori messi in ginocchio, la risposta dell’esecutivo si riduce all’ennesimo condono e a provvedimenti tampone che non affrontano le cause strutturali della fragilità del territorio. È una scelta politica precisa: invece di investire sulla prevenzione, sulla messa in sicurezza e sulla ricostruzione, si continua a perdere tempo e a scaricare le responsabilità. Come ha denunciato oggi in Aula la segretaria Elly Schlein, la solidarietà non si annuncia, si finanzia, la ricostruzione non si promette, si fa. Anche la sicurezza delle comunità del Sud, a partire da Niscemi e dai territori colpiti dal ciclone Harry, è sicurezza nazionale. Non bastano più passerelle dall’alto, annunci o buone intenzioni, servono azioni concrete”.
Così Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Partito Democratico della Campania.