"A tre anni dall'avvio delle azioni per l’implementazione della misura contro il caporalato e il superamento degli insediamenti abusivi, non è ancora stata sottoscritta alcuna convenzione con i Comuni beneficiari. È inaccettabile che le amministrazioni locali, dopo aver rispettato ogni scadenza e richiesto più volte chiarimenti, restino nell'incertezza. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro del Lavoro, chiedendo risposte chiare e tempi certi". Così Chiara Gribaudo, Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, annuncia la presentazione dell’atto in Parlamento.
L’interrogazione chiede conto dello stato di avanzamento delle attività, del mancato convenzionamento con i Comuni nonostante il ripetuto invio dei Piani di Azione Locale (PAL) e della possibilità di ottenere una proroga dei termini di realizzazione, oggi fissati al primo trimestre del 2025.
Spiega l’Onorevole Gribaudo: "Nonostante a dicembre il commissario Falco in audizione presso la Commissione da me presieduta ci avesse annunciato che il contributo sarebbe arrivato entro gennaio e per i primi comuni addirittura entro il 2024, riscontriamo che ad oggi gli impegni non sembrano rispettati. Il tempo passa e i territori si trovano in difficoltà per i ritardi del Governo. Sappiamo che tre Comuni hanno già rinunciato ai fondi, scoraggiati da un processo farraginoso e senza garanzie. Il Governo deve dire chiaramente se intende proseguire con questa misura o se prevede di individuare altre coperture finanziarie. Non possiamo permettere che il grande impegno e le risorse già investite dai Comuni vadano sprecati, ma più in generale non si può lasciare insoluto un problema che riguarda la dignità di lavoratrici e lavoratori e la legalità nel settore agricolo, tanto più nel momento in cui ci sono i fondi".
"L'Italia ha il dovere di rispettare gli impegni presi nel contrasto al caporalato. Non possiamo accettare che, mentre si moltiplicano i tavoli e le richieste di aggiornamento ai Comuni, la situazione sui territori resti immobile. Il Governo non può più rimandare: servono risposte immediate" conclude la vicepresidente nazionale del PD.
“Condivido molto la relazione della Segretaria Elly Schlein, in particolare sulla politica estera e sui referendum.
“Viviamo in un Paese in cui la produzione industriale cala, ma si contano ancora tre morti al giorno sul lavoro. È una battaglia che tiene insieme tutto: riguarda i nuovi cittadini, spesso impiegati nei settori più a rischio, e riguarda tutti i lavoratori che chiedono tutele, salari dignitosi e condizioni di lavoro sicure. Il Partito Democratico deve essere in prima linea per un lavoro di qualità, ben retribuito e sicuro"
“Quello sulla cittadinanza è fondamentale. Ne va del futuro del Paese e dell'Europa, è una battaglia di civiltà per riconoscere il presente che già esiste, dei nostri figli che vanno già a scuola insieme ai figli di migranti che devono essere uguali agli altri anche per legge.
“Sul lavoro non mi interessa discutere del passato. Abbiamo il compito di rilanciare le nostre proposte. Voglio aggiungerne una: una campagna ad hoc sulla sicurezza, fatta in più lingue perché spesso le vittime dei subappalti selvaggi della destra sono stranieri. Così teniamo insieme le diverse battaglie.”
Questa la sintesi dell’intervento di Chiara Gribaudo, vice presidente nazionale alla Direzione Nazionale del Partito Democratico, intervenuta da remoto “per dimostrare come si possa fare politica pur essendo neo mamme, nonostante qualche consigliera comunale di Fratelli d'Italia non sia d'accordo. Esserci e partecipare è il primo messaggio politico.”
“Le parole della consigliera di Fratelli d’Italia Silvia Colombo sono inaccettabili e rappresentano una visione antiquata e discriminatoria della politica. Dire a una donna che, se è incinta o malata, deve dimettersi significa escludere di fatto dalla vita istituzionale chi vive momenti delicati della propria vita. Esprimo piena solidarietà alla consigliera Matilde Tura, che ha sollevato una questione di buon senso e civiltà: garantire la partecipazione da remoto a chi affronta una gravidanza a rischio o è neogenitore dovrebbe essere una misura naturale per un’istituzione che voglia davvero essere inclusiva” lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del PD.
“Il sindaco dice che da tredici anni si lavora così. Ma il mondo è andato avanti e bisognerebbe ricordarsi che la tecnologia serve proprio a questo: rendere più accessibili le istituzioni e permettere a tutte e tutti di partecipare. Se vogliamo più donne in politica – prosegue Gribaudo – dobbiamo creare le condizioni affinché possano conciliare l’impegno istituzionale con la vita personale. Il diritto alla rappresentanza non può essere riservato solo a chi non ha difficoltà o responsabilità familiari.”“Ci auguriamo che Fratelli d’Italia prenda le distanze da queste parole e che il Comune di Treviglio faccia un passo avanti garantendo strumenti adeguati alla partecipazione di tutte e tutti” conclude la deputata dem.
“Due anni fa la strage di Cutro: il rovesciamento dell’imbarcazione portò alla morte di 94 migranti a pochi metri dalle coste italiane. Tra di loro 30 bambini. Un numero parziale perché, ancora oggi, non si sa quanti siano i dispersi mai ritrovati.
“Ancora oggi chiediamo verità e giustizia. Lo ha fatto anche la Segretaria @EllySchlein, presente a Cutro per la commemorazione della strage. Perché i soccorsi non sono partiti subito? Cosa o chi l’ha impedito? Com’è stato possibile far annegare tutte queste persone a pochi metri dalla costa? Ci sono processi in corso, ma le domande non sono giudiziarie ma politiche. Ricordiamo bene la conferenza stampa del Governo lì, le parole che furono usate, la freddezza.
“In 2 anni nel Mediterraneo sono morte altre 5400 persone secondo i dati OIM, UNICEF e UNHCR. Una strage figlia, anche, della continua criminalizzazione delle ONG, di chi viene accusato di salvare vite umane o addirittura spiato dagli spyware.
“L’esempio sono i pescatori di Cutro, di Lampedusa, di ogni luogo di mare e di frontiera. Donne e uomini che, con coraggio e senza pensare alla nazionalità o alla provenienza di chi sta naufragando, ha un principio saldissimo: in mare le vite si salvano, sempre. Ad ogni costo” lo scrive in un post sui social Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del PD.
L’onorevole Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico in risposta alle recenti modifiche apportate dal Governo per le persone con disabilità ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"È inaccettabile che il Governo continui a utilizzare il decreto Milleproroghe per rimandare riforme fondamentali per le persone con disabilità. La decisione di posticipare ulteriormente l'attuazione dei progetti di vita personalizzati e partecipati, previsti dalla Legge 227/2021, rappresenta un grave passo indietro nei diritti e nell'autodeterminazione di queste persone.
"Questi progetti personalizzati sono strumenti essenziali per garantire alle persone con disabilità una vita dignitosa e autonoma. Rimandare l'implementazione significa ignorare le esigenze di chi quotidianamente affronta barriere e discriminazioni. Inoltre, il meccanismo di riconoscimento unificato dell'invalidità, già dimostratosi inefficace nelle province pilota, viene prorogato senza le necessarie revisioni, perpetuando un sistema inadeguato e penalizzante.
"È evidente che il Governo preferisce mantenere lo status quo, evitando di affrontare le vere criticità del sistema. Questo atteggiamento non solo rallenta il percorso verso l'inclusione, ma tradisce anche le aspettative di migliaia di famiglie che attendono da anni riforme concrete. Chiediamo con forza che si abbandoni la pratica delle proroghe ingiustificate e si dia finalmente priorità alle politiche che promuovono l'autonomia e la partecipazione attiva delle persone con disabilità nella società."
Il sottosegretario alla Giustizia Delmastro, condannato a otto mesi per violazione del segreto d’ufficio è l’ennesimo punto più basso raggiunto dagli esponenti del Partito e del Governo di Giorgia Meloni.
Si dimostrano totalmente inadeguati in qualunque ruolo siano chiamati a rispondere di un minimo di responsabilità.
Ora tocca a Delmastro che farebbe bene a dimettersi immediatamente, se ancora esistesse un po’ di decenza. Così la vicepresidente del partito democratico Chiara Gribaudo.
Ancora una volta una inchiesta del giornale Fanpage mostra una aggressione verbale di rara violenza. Le parole della destra e dei suoi giovani nei confronti della segretaria Elly Schlein lasciano l’amaro in bocca ma non lasciano sorpresi. Giorgia Meloni può ancora tollerare che nel suo partito si usino questi toni e questi auguri di morte nei confronti degli avversari politici? Forse è il momento di chiudere la sezione giovanile di quel partito.
Solidarietà alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein.
Lo scrive in una nota la vicepresidente nazionale del Partito Democratico Chiara Gribaudo.
“Quando abbiamo chiesto la proroga del fondo per il professionismo femminile in Legge di Bilancio, il governo ci ha voltato le spalle. Oggi, dopo due mesi, nel Milleproroghe viene finalmente recuperata – seppur parzialmente – una misura che avrebbe dovuto essere garantita sin dall’inizio. Un primo passo importante, certo, ma la verità è che se non avessimo alzato la voce questa battaglia non sarebbe neanche arrivata in Parlamento.”
Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, commentando la decisione del governo di prorogare per un anno il fondo per il professionismo sportivo femminile.
“Siamo felici che il fondo sia stato prorogato – prosegue Gribaudo – ma questo risultato arriva con un colpevole ritardo. Due mesi fa il governo bocciava il nostro emendamento, salvo poi fare marcia indietro sotto la pressione delle calciatrici e della Figc e di chi, come noi, non ha mai smesso di portare avanti questa battaglia. Una battaglia giusta, che non può fermarsi a un intervento tampone: servono almeno tre anni di programmazione per dare stabilità e prospettive al settore.”
Continua la parlamentare del PD: “È stato imbarazzante assistere al teatrino politico di queste lunghe settimane. Ci auguriamo che questo sia solo il punto di partenza di un impegno serio per il professionismo femminile, senza più passi indietro. E soprattutto, che il governo impari ad ascoltare quando le proposte sono nell’interesse dello sport e delle atlete, senza fare discorsi di bandierine politiche.
"In questi giorni le Azzurre della nazionale di calcio sono ad allenarsi a Coverciano, lì dove questa battaglia ha trovato una voce importante e le voglio ringraziare. Il loro impegno, il loro coraggio e la loro determinazione hanno fatto la differenza. Ora il nostro compito è continuare a sostenere il professionismo femminile, senza stop & go, ma con un vero piano di crescita per il futuro ” conclude Chiara Gribaudo.
“Con la scomparsa di Mimmo Lucà perdiamo un uomo che ha dedicato la sua vita alla difesa dei lavoratori, alla giustizia sociale e alla dignità delle persone più fragili. Un cristiano sociale autentico, che ha saputo coniugare valori e azione politica con passione e coerenza.
“Nel suo lungo impegno in Parlamento, Mimmo ha portato sempre avanti le istanze dei più deboli, con un'attenzione costante alle politiche sociali e ai diritti dei lavoratori.
“Ma Mimmo Lucà non è stato solo un grande parlamentare: è stato un punto di riferimento per il Piemonte e, in particolare, per il Torinese, a cui ha dedicato il suo impegno politico e sociale. Battendosi per la sua crescita e per la tutela dei diritti delle persone e delle comunità locali.
“Ci lascia un esempio prezioso di politica intesa come servizio, una lezione che dobbiamo portare avanti. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio più sincero abbraccio.”
Lo ha dichiarato in una nota sui social network la Vicepresidente Nazionale del PD Chiara Gribaudo
“L'intervento della Commissione di Garanzia sugli scioperi relativamente ai servizi minimi essenziali nel settore ferroviario non solo rischia di penalizzare i diritti dei lavoratori, ma finisce per indebolire anche i sindacati rappresentativi che, come sempre, hanno rispettato le regole. Non si combattono gli scioperi selvaggi con nuove restrizioni, ma con azioni concrete e una seria legge sulla rappresentanza sindacale, che tuteli davvero i lavoratori e non chi cerca di cavalcare l’ondata di malcontento senza alcun mandato democratico”. Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico.
“Questa non è la strada giusta per garantire la continuità dei servizi ferroviari. I disagi, purtroppo ricorrenti, che interessano il trasporto su rotaia vengono spesso imputati agli scioperi, ma bisogna ricordare che altre volte si tenta di nascondere l'incapacità del ministro e delle istituzioni di affrontare le vere criticità del sistema ferroviario, attribuendo colpe ai sindacati”, ha aggiunto Gribaudo.
“La verità - continua la parlamentare piemontese - è che gli scioperi, soprattutto quelli organizzati dai sindacati rappresentativi, sono una forma di legittima protesta e non vanno criminalizzati. Al contrario, servono investimenti reali, riforme e un piano di sviluppo che permetta al settore di rispondere alle necessità dei cittadini. In questo contesto, un sistema delle fasce di garanzia che penalizzi i lavoratori è un ulteriore passo indietro. La vera sfida è tutelare i diritti dei lavoratori, a cominciare dal rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto a gennaio del 2024, senza ostacolare il loro legittimo diritto di scioperare e senza continuare a criminalizzare chi lotta per condizioni di lavoro più dignitose”.
Infine conclude la deputata dem: “Il nostro impegno sarà quello di portare avanti la proposta di una legge che rafforzi la rappresentanza sindacale, che consenta alle organizzazioni maggiormente rappresentative di giocare un ruolo fondamentale nel dialogo sociale. Solo così si potrà trovare una soluzione ai disagi nel settore ferroviario e in altri comparti senza danneggiare i diritti di chi lavora e si impegna ogni giorno”.
“Meloni ha mentito al Paese. Non è vero che lei, Piantedosi, Nordio e Mantovano abbiano ricevuto un avviso di garanzia ma una semplice comunicazione come prevede la legge per informare che è stato presentato un esposto. Non c’è nessun complotto di una presunta Magistratura politicizzata, come la Premier vuole far credere: è solo un atto dovuto che la destra cavalca politicamente” lo dichiara sui social là vicepresidente nazionale del PD Chiara Gribaudo.
Si chiede poi la parlamentare dem: “La Premier ha mentito perché non sa rispondere a due domande ben precise: perché hanno liberato il torturatore libico Almasri? Perché un trafficante di essere umani, accusato dalla Corte Penale Internazionale di crimini gravissimi, è stato rimpatriato con un volo di Stato?”
“Il giochino è chiaro, siamo di fronte a un’arma di distrazione di massa. Infatti hanno preso la palla al balzo per evitare di affrontare l’Aula di Montecitorio, dopo la pessima figura di Piantedosi la settimana scorsa al Senato. Bugie e vittimismo sono la cifra stilistica di questa pessima destra. Possono provare a mentire sui social ma ora la Premier deve venire in Parlamento a riferire e, per cortesia, a dire la verità” conclude Gribaudo.
“Inaccettabilità delle troppe morti sul lavoro e ruolo ancora marginale delle donne in Italia. Le parole di Margherita Cassano, Presidente della Cassazione, nel discorso di apertura dell'anno giudiziario sono da ascoltare, fare nostre e tradurre in atti politici concreti” lo dichiara su X (ex Twitter) Chiara Gribaudo, Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia.
“Ho letto con una certa sorpresa - dichiara la vicepresidente nazionale del Partito Democratico Chiara Gribaudo - le parole del commissario straordinario del Terzo valico Calogero Maugeri in riferimento alla morte, nel 2023, del lavoratore Salvatore Cucè.”
“Ad oggi - spiega la Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia - non abbiamo nessun elemento che permetta di valutare le ragioni dell’incidente che ha coinvolto e ucciso Cucè all’interno degli scavi della galleria di Voltaggio. Né dall’inchiesta della magistratura alessandrina che è ancora in corso, né dal Ministero dei trasporti e delle infrastrutture che ho interrogato nei mesi scorsi e che ancora non si è pronunciato. Invece le parole di Maugeri alludono a errori commessi dagli operai nel corso delle loro operazioni, rivendicando anche come elementi a sostegno di questa tesi il fatto che il cantiere non è stato posto sotto sequestro e le lavorazioni sono proseguite fino ad oggi.”
“Non capisco - si interroga Gribaudo - quale piega voglia prendere il ragionamento di Maugeri che, ricordo, è Commissario straordinario del Governo e parla in questa veste quando si esprime sul Terzo Valico. Da lui ci aspetteremmo parole di maggior riguardo sulla sicurezza sul lavoro dal momento che gestisce un cantiere le cui gallerie sono classificate in classe 2 di pericolosità, la più elevata, per il rischio di esalazioni di gas metano e a questo si aggiunge la complessa catena di appalti e subappalti che caratterizza il cantiere che rappresenta, come purtroppo spesso accade nei grandi cantieri, un potenziale amplificatore dei rischi legati a carenze di comunicazione e possibili rischi di economie sui costi della sicurezza.”
“Intendo ribadire che siamo stanchi di assistere ai continui tentativi di trovare la spiegazione degli incidenti sul lavoro nell’'errore umano - tanto più prima delle conclusioni delle indagini - e mi auguro che l'inchiesta sia rapida ed faccia emergere con chiarezza le responsabilità specie, se ci sono state, organizzative. Come già detto in precedenza la realizzazione di una grande opera pubblica come il Terzo Valico è fondamentale per il territorio interessato ma anche per il Paese e per l’Europa ma questo non può esimerci da attuare le massime misure di prevenzione e sicurezza” conclude la deputata dem.
“Nei giorni scorsi è stato lanciato, da parte di amministratori locali, un appello ai parlamentari piemontesi per sostenere una proroga di un anno per la rendicontazione degli interventi relativi al programma di “messa in sicurezza dei ponti esistenti e realizzazione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza sul bacino del Po“. La mia risposta a questo appello è naturalmente sì” afferma la vicepresidente nazionale del Partito Democratico Chiara Gribaudo.
“La proroga - ragiona la parlamentare cuneese - consentirebbe alle stazioni appaltanti di completare l’iter necessario per procedere alla aggiudicazione degli interventi infrastrutturali interessati. In mancanza della proroga si rischierebbe di vanificare, per alcuni interventi, il lavoro finora condotto per poter realizzare l’opera. ANCI e Upi chiedono una proroga tecnica. Politicamente significa considerare che tra pandemia e crisi internazionali, opere importanti e impegnative come quelle previste da questo piano hanno avuto ritardi che non sono stati dovuti a inefficienze”
Gribaudo ricorda poi l’iter del “Piano”: “Il piano ponti del Po nasce dal Governo Gentiloni ed è stato ampliato con il Ministro Giovannini. E’ stato il primo piano di investimenti per rimettere in sicurezza opere strategiche che collegano aree importanti del paese dal punto di vista sociale ed economico. Concedere questa proroga significa permettere a queste opere di essere realizzate ma anche di modernizzare il sistema dei trasporti di queste aree, che sono strategiche, infatti parliamo dei ponti che tengono insieme aree territoriali e sistemi economici su cui il Paese deve continuare ad investire.”
“Non possiamo permettere che le conseguenze della crisi sanitaria di cinque anni fa e le crisi internazionali interrompano un percorso che si è mostrato fin qui virtuoso” conclude la deputata dem.
“Ci sono almeno tre buone ragioni per essere soddisfatti dell’approvazione dell’Accordo tra Italia e Albania. Anzitutto per le lavoratrici e i lavoratori tanto albanesi quanto italiani che ora possono totalizzare i periodi di assicurazione nei due Paesi per ottenere prestazioni sociali, a partire dalle pensioni e non solo. In secondo luogo perché ci siamo impegnati perché si colmasse il ritardo accumulato negli anni lavorando con le associazioni dei cittadini di origine albanese e premendo per calendarizzare il provvedimento in Commissione. Infine perché viene riconosciuta la vicinanza territoriale, storica e culturale con un Accordo che prevede il riconoscimento di diritti dopo aver passato mesi a discutere del fallimentare e costosissimo progetto del Governo per costruire centri di detenzione per migranti proprio in Albania. Ora auspichiamo che si lavori con lo stesso metodo anche su altri accordi sospesi o richiesti da altri paesi. Ad esempio il Perù, la Colombia, l’Ecuador, il Cile e il Brasile con cui occorre rinnovare la convenzione.” Lo dichiara la vicepresidente del Partito Democratico Chiara Gribaudo al termine delle votazioni sull’Accordo tra Italia e Albania per la sicurezza sociale dei lavoratori.