“Con l'Opinion sulla Direttiva Stage di cui Nicola Zingaretti è relatore per la commissione CULT votata questa mattina, l’Europa si impegna a combattere gli stage gratuiti e a garantire tutele e diritti a tutti i ragazzi e le ragazze che cercano un’opportunità, di formazione e non come troppo spesso accade di sfruttamento. È una decisione doverosa: non è accettabile che gli stage sostituiscano contratti di lavoro veri e propri, impedendo ai giovani di formarsi adeguatamente e senza ricevere alcun compenso” così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico.
Questa mattina in Commissione Cultura al Parlamento Europeo è stata approvata L'Opinion sulla direttiva sugli stage di cui Nicola Zingaretti è relatore: “Da oltre un anno chiedo che venga calenderizzata la stessa richiesta anche da noi in Italia. Garantire una qualità dei tirocini, con stage retribuiti, regolati da un contratto scritto, impedendo gli abusi, assicura un ambiente di lavoro più equo e trasparente, in cui crescere senza sfruttamento” conclude la deputata dem.
“Il resto d’Europa si sta muovendo. La Spagna di Sánchez ha annunciato un fondo da 14,1 miliardi, Macron in Francia ha chiesto di fermare gli investimenti negli USA. E in Italia? Si minimizza”, dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico.
“Giorgia Meloni dice che non è una catastrofe. Mi domando: se fosse stata all’opposizione, o se negli Stati Uniti a prendere queste decisioni scellerate fosse stato un democratico, la nostra Presidente del Consiglio affermerebbe le stesse cose?” prosegue la deputata dem. “Conoscendo il nazionalismo di bandiera tipico di questa destra, immagino che starebbe urlando allo scandalo, chiedendo protezione per l’Italia e seri interventi”.
Per quanto riguarda la situazione piemontese, la cuneese Gribaudo aggiunge: “Il vicepresidente nazionale di Forza Italia e governatore del Piemonte, Alberto Cirio, non ha nulla da dire sul danno che questa situazione arreca all’economia, in particolare all’agricoltura e all’automotive, settori già in difficoltà? Il Piemonte esporta una buona fetta della sua produzione vitivinicola, ma anche macchinari industriali e componentistica per l’automotive. Per affrontare questa crisi non bastano posizioni ferme, come invocato dal presidente del Piemonte, ma serve un governo unito, capace di fare davvero gli interessi dei cittadini e delle cittadine, non di lisciare il pelo a Trump con frasi accomodanti”.
“La sperimentazione della riforma della disabilità, avviata dal Governo in nove province italiane, sta mostrando gravi criticità che mettono a rischio i diritti delle persone con disabilità. I numeri parlano chiaro: nei primi due mesi del 2025 le richieste di accertamento sanitario si sono più che dimezzate rispetto all’anno precedente, segno che il nuovo sistema sta ostacolando, anziché agevolare, l’accesso alle prestazioni.” Lo dichiarano Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, e Marco Furfaro, responsabile Welfare del PD, che hanno presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di intervenire immediatamente.
“La decisione di trasferire le competenze dalle ASL all’INPS ha creato enormi difficoltà procedurali – proseguono i due esponenti dem – con i medici di base in affanno per la compilazione del nuovo certificato e l’esclusione degli Enti di patronato, che fino a oggi hanno garantito un supporto essenziale e accessibile. A questo si aggiunge una drastica riduzione dei punti di accesso per le valutazioni sanitarie, con effetti disastrosi in province come Firenze, dove si è passati da numerose sedi ASL a soli tre centri INPS.”
“La riforma presenta falle evidenti e il ritardo nell’emanazione dei decreti attuativi non fa che aggravare la situazione. In particolare, resta ancora bloccato il decreto sul progetto di vita individuale personalizzato, uno strumento fondamentale per garantire un reale percorso di inclusione e autodeterminazione per le persone con disabilità. Per questo chiediamo al Governo quali misure urgenti intenda adottare per correggere le criticità emerse, quali azioni saranno messe in campo per garantire una maggiore accessibilità territoriale ai servizi e quali siano le tempistiche per l’emanazione dei decreti attuativi ancora mancanti. Non si può continuare a sperimentare sulla pelle delle persone più fragili” concludono Gribaudo e Furfaro.
“Ha ragione il Presidente Mattarella: i dazi americani sono un errore profondo. Trovo inquietanti gli effetti che ricadranno sulla nostra economia, ma è altrettanto inquietante il sovranismo di chi appoggia l’amministrazione Trump, lasciando l’Italia e l’Europa in questa situazione”. Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico.
“Al Governo spetterebbe di esprimersi su decisioni cruciali in questo momento, invece Meloni sembra più impegnata a tenere per le maniche Tajani da una parte e Salvini dall’altra - prosegue la deputata dem - Con queste divisioni del Governo e con la logica del doppio forno indeboliamo ancora di più l’Italia, è drammatico politicamente ma lo sarà ancora di più economicamente. Si parla di 23mila aziende a rischio, di 415mila lavoratori e lavoratrici e di 36 miliardi di euro: sono numeri preoccupanti che corrispondono alle vite di centinaia di migliaia di persone”.
“Abbiamo un export importante verso gli USA, intanto la nostra economia non gode di buona salute e le ultime crescite sono dovute al Pnrr e non alle decisioni politiche di Governo. Dalle previsioni uscite oggi, i dazi arresteranno del tutto la crescita: quando il Governo si renderà conto che da queste ore cruciali dipende il futuro dell’Italia e dell’Europa?” Conclude Gribaudo.
“Sono scesa in piazza anche io a Torino, al fianco dei lavoratori e le lavoratrici e dei sindacati per lo sciopero dei metalmeccanici. È vergognoso che il settore non abbia ancora avuto un nuovo contratto nazionale, quando il vecchio è scaduto quasi un anno fa” così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, oggi a Torino al fianco dei sindacati per lo sciopero dei metalmeccanici.
“Queste persone chiedono diritti che ormai dovrebbero essere alla base di qualsiasi contratto di lavoro: salario, tutele, welfare, sicurezza, riduzione dell’orario - prosegue la deputata dem - Invece non si vedeva un passo indietro del genere da oltre vent’anni. Nel frattempo l’Italia è il Paese del G20 con i salari reali più bassi e la povertà, anche tra chi un lavoro ce l’ha, aumenta sempre di più. È solo ridando dignità e qualità al lavoro, abbandonando la propaganda e costruendo nuove frontiere dei diritti, che si cambia la situazione”.
“La favola di Giorgia Meloni è stata smascherata per quella che è: propaganda. La realtà, purtroppo, presenta un quadro ben diverso da quello raccontato dal suo Governo e i dati ISTAT pubblicati oggi ci dicono che nel 2024 il reddito delle famiglie italiane è diminuito in termini reali e che le diseguaglianze di reddito si stanno allargando”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, in merito al report pubblicato questa mattina dall’ISTAT in cui si attesta che nel 2024 il 23,1% della popolazione in Italia è a rischio povertà.
“È l’esempio lampante del fallimento delle politiche economiche e sociali portate avanti da questa destra. Un fallimento che si accompagna all’andamento generale dell’Italia e da cui Meloni non può più nascondersi. Servono strategie chiare e rispetto per tutte le famiglie italiane che necessitano di un cambio di rotta. È la dimostrazione che i dati riportati dal Governo come un successo sull’occupazione in realtà parlano di occupazione povera, che le persone sono povere nonostante lavorino e che va quindi affrontato seriamente il tema dei salari. È solo di pochi giorni fa il report che dimostra che l’Italia è l’ultimo Paese tra quelli del G20 per i salari. Forse il Governo dovrebbe fare un mea culpa: la legge sul salario minimo va approvata subito” conclude la parlamentare dem.
Chiara Gribaudo, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro, ha dichiarato:
“Ancora una volta ci troviamo di fronte a una giornata drammatica: tre lavoratori hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio dovere. Ogni vittima sul lavoro è una sconfitta per il nostro Paese e un dolore incolmabile per le famiglie coinvolte. A loro va il mio più sincero cordoglio e la mia vicinanza.
Non possiamo continuare ad assistere a tragedie che troppo spesso si ripetono senza conseguenze concrete. È indispensabile rafforzare i controlli, investire nella prevenzione e garantire che la sicurezza nei luoghi di lavoro sia una priorità assoluta. Serve un nuovo patto per la sicurezza del lavoro, all’altezza di questa emergenza, e serve subito.
Siamo pronti a confrontarci su quali siano gli strumenti più efficaci per raggiungere questo obiettivo, ma non c’è più tempo da perdere: bisogna agire in fretta. Serve lavorare per misure più efficaci, che mettano davvero al centro la tutela della vita di chi lavora” ha concluso l’onorevole Gribaudo.
“L’Italia ha il risultato peggiore di tutti i Paesi del G20 per quanto riguarda i salari reali, che sono inferiori di 8,7 punti rispetto a quelli del 2008. Nel frattempo il Governo cosa fa? Boccia la legge sul salario minimo, lascia 7 milioni di lavoratori ancora in attesa di contratto e nel pubblico impiego non riconosce il pieno recupero dell’inflazione perduta. Non sono queste le risposte di cui il Paese ha bisogno e i dati emersi oggi dalla ricerca dell’Ilo lo confermano”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, sul Rapporto mondiale sui salari dell'Ilo pubblicato oggi.
“Quanto emerso sul 2024 non è sufficiente: è vero, i salari reali sono cresciuti in media del 2,3%, ma questo non è certo merito delle politiche del Governo, piuttosto dell’inflazione più bassa rispetto agli anni precedenti. Quel dato non basta per compensare il picco del biennio 2022-2023, che non sarà probabilmente mai recuperato - prosegue la deputata Gribaudo - I fondi del Pnrr, che stanno attuando malamente e che non si riuscirà a spendere del tutto perdendo una grande occasione, non dureranno per sempre. Il divario, invece, tra stipendi e costo della vita rimane e ciò si può superare solo con il rinnovo dei ccnl. Invece di passare le giornate a litigare e di sfiduciare i propri ministri, le forze di Maggioranza potrebbero dedicarsi ai reali problemi italiani”.
“L’articolo 34 della nostra Costituzione prevede che 'i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio'. Ma per la Lega non è così. A quanto si apprende da notizie a mezzo stampa, è recente l’approvazione dal consiglio regionale del Piemonte di un ordine del giorno, presentato da Fabrizio Ricca che chiede una ridefinizione nella gestione delle borse di studio universitarie, basate sulla premialità per chi 'studia nel territorio di residenza, al fine di incentivare la formazione locale”. Così si legge nell'interrogazione a prima firma del deputato PD, Mauro Berruto, alla ministra Anna Maria Bernini al fine di garantire il diritto allo studio su tutto il territorio nazionale con i medesimi criteri di erogazione.
“Come fatto notare dal PD della giunta piemontese – continua l'esponente dem - dal vicerettore dell'Università di Torino, Giuseppe Martino Di Giuda, e da diversi professori universitari il 'localismo è la negazione del merito e delle condizioni per far emergere l’eccellenza. Lo studio, il diritto allo studio necessita di territori sconfinati'”. “In altre parole il localismo inteso come premio allo studio è un'aberrazione dello studio stesso, soprattutto in una regione dove, su un totale di circa 130 mila universitari, il 34% arriva o da altre zone d’Italia oppure dall’estero. Il cosiddetto 'diverso', straniero o anche del Sud Italia, non è un potenziale pericolo e non sottrae nulla ai 'locali' piemontesi”, conclude Berruto.
L'interrogazione è stata firmata anche dai deputati PD, Federico Fornaro e Chiara Gribaudo.
“L’indagine sulla tragedia di Calenzano, condotta dal Procuratore di Prato Luca Tescaroli, sta facendo emergere criticità significative legate alla sicurezza. Secondo la Procura, le quattro esplosioni al deposito sarebbero state un evento prevedibile ed evitabile, con gravi conseguenze per i lavoratori coinvolti.
”A questo si aggiunge un ulteriore aspetto dell’inchiesta, relativo al presunto tentativo di ostacolare le indagini da parte di uno degli indagati. È fondamentale garantire piena trasparenza su quanto accaduto e sulle responsabilità connesse.
“Per questo, da ieri sto valutando di chiedere a ENI di partecipare a una audizione presso la Commissione alla Camera perché è necessario che l’azienda fornisca chiarimenti in merito agli eventi di quel giorno e ai comportamenti tenuti successivamente.
Lo ha dichiarato l’onorevole Chiara Gribaudo, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, intervenendo all’iniziativa “Just Culture Sicurezza e Lavoro” organizzato dal Comitato Italiano Just Culture presso gli uffici della Rappresentanza del Parlamento Europeo a Roma.
Ricordate la “protesta delle tende”? Era il 2023 quando, in tantissime università italiane, studenti e studentesse si mobilitarono per contrastare il caro affitto e chiedere investimenti sugli studentati pubblici.
“Una protesta giusta, che appoggiamo, perché riguardava un argomento fondamentale all’interno del diritto allo studio. Anche per questo nella stesura del PNRR prevedemmo 60mila nuovi alloggi entro il giugno 2026.
“Oggi un report dell’Unione degli Universitari ci informa di come il Governo Meloni, che all’epoca non ascoltò gli studenti liquidandoli con le solite frasi di circostanza che la destra usa per delegittimare ogni protesta, abbia effettivamente finanziato solamente 11.275 posti letto. Circa 228 milioni di euro a fronte di 1,2 miliardi di risorse complessive stanziate.
“In sostanza, denuncia l’associazione studentesca, dopo il PNRR si avrà solo lo 0,5% in più di copertura reale di posti pubblici. Il report, che vi invito a leggere e vi metterò nelle storie appena disponibile online, affronta anche temi su a chi vanno, effettivamente, i soldi stanziati. Insomma, come dicono loro stessi, “è tutto sbagliato”.
“Non vederci una chiara scelta politica sarebbe miope. Questa è la destra. Oltre alla sanità favoriscono la privatizzazione dell’istruzione: nell’Italia di Meloni si cura e studia solo chi può permetterselo.”
Lo dichiara in un post sui social network Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del PD.
“Abbiamo espresso, come Partito Democratico, la nostra piena solidarietà al Presidente della Repubblica, che rappresenta un faro per il Paese e dovrebbe esserlo per tutte le forze politiche. È inaccettabile che il nostro Capo dello Stato venga trascinato in una campagna di disinformazione che mira a destabilizzare le istituzioni democratiche. Il suo intervento andava contestualizzato ed era assolutamente pertinente rispetto a ciò che sta accadendo nel mondo.”
Lo ha dichiarato Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, intervenendo a Metropolis, il talk di Repubblica TV.
“Non solo ribadisco il mio sostegno al Presidente Mattarella, ma condanno fermamente anche l’attacco russo. Sono preoccupata dal linguaggio ormai sdoganato in diretta tv, dal modo in cui si legittimano parole e atteggiamenti che appartengono alla retorica di Trump e alla propaganda russa. Da una parte vediamo una destra sovranista, dall’altra un dittatore: due facce della stessa minaccia alla democrazia. Per questo, oggi più che mai, dobbiamo prestare la massima attenzione alla difesa delle nostre istituzioni democratiche.”
“La digitalizzazione porta nuove sfide, ma anche opportunità che non possiamo ignorare per la sicurezza sul lavoro". Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico e presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro, è intervenuta alla presentazione della ricerca del Progetto PrePara con INAIL, Fondazione Di Vittorio, Sapienza Università di Roma, IAL e il coinvolgimento di CGIL, CISL e UIL, al Politecnico di Milano.
"Il badge elettronico di cantiere, il tesserino parlante e i dispositivi digitali di segnalazione potrebbero evitare tragedie come Brandizzo. È urgente applicare le conclusioni della Commissione d'inchiesta sulla sicurezza sul lavoro, partendo dalle grandi aziende come RFI. Eppure, le nostre proposte per rendere obbligatori questi strumenti non sono stati minimamente considerati dal Governo in Legge di Bilancio. Chi ha paura della trasparenza e della sicurezza?"
Gribaudo ha poi rilanciato la proposta di una Procura unica del Lavoro per migliorare le indagini sugli infortuni e garantire giustizia alle vittime: "Le piccole procure spesso mancano di competenze tecniche. Con la digitalizzazione, sarà sempre più essenziale saper interpretare dati e tecnologie per tutelare i lavoratori".
"Non è la tecnologia il nemico, ma l’assenza di regole e di una cultura della sicurezza", ha concluso Gribaudo.
“L’export del Nord Ovest crolla del 2%, con un -0,9 da Piemonte, Basilicata, Campania e Abruzzo solo per l’automotive, ed è una pessima notizia che si lega in generale a tutto il Paese ma che non mi stupisce” - così si è espressa Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, sui dati ISTAT sul commercio estero, che registrano un -0,4% nel 2024.
“La crisi che l’industria dell’auto sta vivendo nella nostra Regione - continua la parlamentare piemontese - è innegabilmente collegata a una mancanza di prospettive e di piani strategici che mostrano tutta l’inadeguatezza di questo Governo che a ottobre ha tagliato il fondo di ben 4,6 miliardi per il settore e alle vertenze che ci raccontano condizioni di lavoro precarie, cassa integrazione e diritti mancati per lavoratori e lavoratrici.”
“All’Italia servono strategie chiare, non propaganda: i nodi vengono sempre al pettine con dati oggettivi, cos’altro serve per cambiare direzione? L’unica certezza è che il Governo di Giorgia Meloni e quello regionale di Alberto Cirio si stanno dimostrando inadeguati” conclude la deputata dem.
Solo propaganda e retorica ma nessun rispetto per le donne
“La consigliera per le pari opportunità, in base all'articolo 1 della legge 162 del 2021 avrebbe dovuto rendicontare entro il 30 giugno 2024 sull'andamento delle certificazioni per la parità di genere ma non lo ha mai fatto. Dalla ministra Roccella otteniamo risposte già note sui giornali e non del perché tale rendicontazione non ci sia stata. La ministra è venuta in Aula a fare la solita manfrina fatta di propaganda e retorica”. Così la deputata dem Chiara Gribaudo intervenendo in replica alla ministra Roccella durante il Question Time alla Camera sulla parità salariale di genere.
“La verità è che questo governo non ha alcuna intenzione di occuparsi del gap tra donne e uomini nel mercato del lavoro e i suoi ministri preferiscono rilasciare interviste sul gender. L'unico gender che al Pd interessa è il gender gap salariale in questo Paese”.
“Roccella - continua la parlamentare Pd rispondendo alla ministra sui dati Istat - parla di dati positivi sull'occupazione femminile ma nasconde che la crescita è legata al lavoro precario e povero. Siamo il Paese d'Europa con il più basso tasso occupazionale femminile perché il governo Meloni lavora contro le donne con la liberalizzazione dei contratti di somministrazione, l'abrogazione dell'esenzione Irpef alle prestazioni di baby-sitting di welfare aziendale, l'aumento dell'Iva sui prodotti igienico-sanitari femminili e sui pannolini. Questo governo ha cancellato 'Opzione donna', non finanzia i consultori e inserisce le stanze dell'ascolto per non lasciare le donne libere di scegliere”. “Questo governo ha tagliato fondi sugli asili nido presenti sul Pnrr e, in ritardo di un anno, solo l'altro ieri ha reso note le risorse sul reddito di libertà per le donne. Voi non guardate al futuro del Paese e, soprattutto, non portate rispetto alle donne”, conclude Gribaudo.