15/01/2026 - 15:41

“Il Partito Democratico è al fianco del popolo iraniano che sta dando in questi terribili giorni una lezione di coraggio al mondo intero. Una lotta straordinaria per sconfiggere un regime marcio che sta massacrando il popolo e uccide i suoi figli a migliaia. Gli attivisti e gli artisti ci stanno dicendo con chiarezza che sarà la volontà del popolo, dall’interno, a portare al cambiamento e non gli interventi unilaterali esterni, che secondo alcuni analisti potrebbero essere persino controproducenti. Il nostro compito è sostenere, nella legalità internazionale, la lotta contro il regime teocratico, con sanzioni vere, richiamando le Nazioni Unite all’urgenza di fermare il massacro. E dobbiamo dare voce a questo popolo, alla sua volontà di cambiamento e non di restaurazione. Dobbiamo farlo in Parlamento, per questo ci siamo impegnati in questa risoluzione unitaria. Ci divideremo su un eventuale intervento militare unilaterale, come ci siamo divisi sul Venezuela o sulle timidezze sulle minacce alla Groenlandia, ma se sul sostegno al popolo iraniano e la condanna al regime si può trovare il più ampio consenso possibile, nessuno dovrebbe sottrarsi. Ma non bastano i voti del Parlamento, dobbiamo farlo nelle piazze. È dal 2022 che siamo al fianco del movimento ‘Donna, vita, libertà’. Dov’era la destra in questi anni? Noi saremo in piazza anche domani, a Roma, insieme a coloro che perseguono la via democratica, la libertà e il pieno rispetto dei diritti umani. Ci auguriamo che stavolta ci siano tutte le forze politiche”.

Così il deputato democratico e responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano, commentando il voto favorevole del Pd alla mozione unitaria sull’Iran.

 

15/01/2026 - 13:08

“In politica estera, la maggioranza è divisa e il governo non ha una linea chiara, come dimostrano le tensioni in Parlamento e le divisioni sulle comunicazioni del ministro Crosetto”, afferma il deputato democratico e responsabile esteri del Pd, Peppe Provenzano, che aggiunge: “Ci chiediamo se la Lega di Salvini faccia ancora parte del governo, perché, oltre alle freddezze registrate in Aula, i team di Vannacci, che della Lega è Vice Segretario, sono addirittura scesi in piazza per chiedere una revisione della posizione del governo sull’Ucraina. Mentre noi ci assumiamo la responsabilità di tener fede agli impegni dell’Italia verso un popolo aggredito e verso il diritto internazionale, un partito di Governo sta irresponsabilmente facendo il megafono delle tesi di Putin. In un Paese normale, un Governo normale prenderebbe atto della profonda crisi politica e della figuraccia internazionale. Con quale credibilità – conclude Provenzano – Meloni può andare in missione all’estero per assumere impegni in sede internazionale, mentre un pezzo rilevante della sua maggioranza la sconfessa in piazza?”.

 

10/01/2026 - 10:22

“Tutta la mia solidarietà al Sindaco di Carlentini, in provincia di Siracusa, Giuseppe Stefio, che ha ricevuto una gravissima intimidazione, una busta con un proiettile e minacce dirette alla sua persona e ai suoi familiari. A Giuseppe Stefio vorrei dire che tutta la comunità del Partito Democratico è al suo fianco, certi che il suo impegno andrà avanti con coraggio e determinazione. È urgente che tutte le istituzioni si uniscano per fare chiarezza su quanto accaduto, il crimine, l’illegalità, la violenza e l’intimidazione non prevarranno”. Lo dichiara il Peppe Provenzano, membro della segreteria nazionale del Pd e componente della commissione Antimafia.

30/12/2025 - 13:03

“L’ennesima forzatura antidemocratica per provare ad anticipare la data del referendum. Con un ordine del giorno presentato da Fdi e approvato a notte fonda, dal contenuto del tutto incongruo durante la pessima sessione di bilancio, il governo si impegna a modificare il voto degli italiani all’estero. Con le procedure attuali, infatti, le operazioni di voto dovrebbero partire almeno 15 giorni prima che in Italia, con un lavoro preparatorio che renderebbe impossibile votare a marzo.  Conculcare il diritto di voto di 6 milioni di nostri connazionali, alla vigilia di una consultazione referendaria, precludendo qualsiasi reale informazione sul quesito, rappresenterebbe l’ennesimo vulnus democratico di un Governo impaurito dal possibile esito elettorale e accecato dagli interessi di parte” così una nota del responsabile Esteri del Pd, il deputato democratico Peppe Provenzano.

18/12/2025 - 15:55

“Giorgia Meloni arriva al Consiglio europeo in una posizione di grande debolezza e subalternità. Altro che patriottismo: il rischio concreto è che l’Italia venga relegata a portavoce delle posizioni americane, mentre la maggioranza è spaccata su tutto”. Così Peppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri del Pd.

“Abbiamo – evidenzia l’esponente dem - un vicepremier, Tajani, che sta a parole dalla parte dell’Europa, un altro, Salvini, che è apertamente schierato con la Russia di Putin ed elogiato dal Cremlino. Meloni ha tentato di costruire un ponte tra le due sponde dell’Atlantico, ma quel ponte è crollato in modo indecoroso, come quello sullo Stretto di Messina. L’Italia rischia di abbandonare la sua collocazione storica di protagonista dell’integrazione europea per finire nelle retrovie. Meloni oggi si fa paladina dell’unanimità, del diritto di veto che Orban e i nazionalisti usano per bloccare l’Europa e danneggiare l’Italia. Con questa logica, non avremmo mai avuto il Next Generation EU e i 200 miliardi del PNRR che oggi tengono in piedi la nostra economia. Giorgia Meloni, in tutti questi anni, concretamente, che cosa ha portato a casa? Niente”.

“Le aperture di Trump a Putin e il prospettarsi di una resa mascherata per l’Ucraina hanno alimentato la recrudescenza di Mosca. Siamo i primi a denunciare limiti e ritardi dell’Unione, ma è in Europa che dobbiamo fare la nostra battaglia per costruire una pace giusta ed evitare che la fine della guerra coincida con la fine dell’ordine internazionale basato sulle regole. Purtroppo – conclude Provenzano – vediamo una maggioranza divisa, con Salvini che si fa portatore in Europa della propaganda e degli interessi della Russia di Putin. Così l’Italia non è più protagonista, ma diventa marginale”.

 

10/12/2025 - 18:15

“Trump e Putin non si stanno mettendo d’accordo sulla fine della guerra, che vogliamo tutti, e per primi gli ucraini, ma sulla fine dell’ordine internazionale basato sulle regole. È mancata un’iniziativa diplomatica? Noi la chiediamo da anni. Ma oggi è l’Europa che sta ponendo ai tavoli negoziali le ragioni dell’aggredito e del diritto internazionale. E l’Italia è lì che deve stare per una pace giusta e duratura. Meloni passa il tempo a dire a ucraini ed europei di non rompere con Trump. Dovrebbe dire a Trump di non abbandonare l’Ucraina e non rompere con l’Europa. Reagendo ai suoi attacchi con dignità a difesa dell’interesse nazionale”. Lo ha detto il responsabile nazionale desti del Pd, Peppe Provenzano intervenendo a Tagadà su La7.

14/11/2025 - 15:30

“Quanto sta emergendo riguardo l'iniziativa ‘Turismo delle radici’ merita una immediata riflessione da parte del ministero degli Esteri. Occorre fare chiarezza subito perché ne va della trasparenza e delle credibilità della stessa Farnesina. Assegnare oltre 200 milioni di euro a progetti che includono stadi, palazzetti, piscine, parchi e infrastrutture sportive, con un’elevata concentrazione guarda caso proprio in Puglia e Campania a ridosso delle elezioni regionali, fa venire più di un sospetto sulle opache modalità di indirizzo di spesa di ingenti risorse pubbliche. In Irpinia, giusto a titolo di esempio, territorio dove opera un consigliere del ministro Tajani, gli interventi ammonterebbero a 69,5 milioni di euro. Sarebbero invece 37 i milioni che andrebbero a Brindisi per un nuovo stadio e il polo sportivo. Veramente la Farnesina ritiene coerenti con le finalità del ‘Turismo delle Radici’ queste spese? Sono stati acquisiti i pareri delle autorità competenti e attivati gli organi di controllo per verificare la congruità delle spese e la legittimità di queste opere?”.

Così il deputato e responsabile Esteri del Partito Democratico, Peppe Provenzano, nel segnalare che sull’intera vicenda il collega Fabio Porta ha presentato un’interrogazione parlamentare, firmata da tutti i membri Pd della Commissione Esteri.

 

13/11/2025 - 16:59

“Secondo fonti di stampa, la Procura della Repubblica di Milano avrebbe aperto un fascicolo d’indagine relativo a un presunto gruppo di cittadini italiani che, tra il 1993 e il 1995, avrebbero partecipato all’assedio di Sarajevo in qualità di cosiddetti “turisti della guerra”: mercenari uniti alle forze militari serbo-bosniache per sparare contro civili inermi. Un reato di omicidio volontario plurimo aggravato dalla crudeltà e dai motivi abbietti, trattandosi di atti riconducibili a crimini contro l’umanità ai sensi del diritto penale internazionale.
I presunti “turisti-cecchini” avrebbero versato somme ingenti per partecipare a azioni di sterminio, arrivando a stabilire un vero e proprio ‘tariffario dell’orrore’, in base al quale ‘i bambini costavano di più, poi gli uomini (preferibilmente in divisa), le donne, mentre gli anziani potevano essere uccisi gratuitamente’. Una vicenda che, se confermata, configurerebbe fatti di estrema gravità morale, storica e giuridica, che ledono la memoria delle oltre 11.500 vittime civili dell’assedio di Sarajevo, che rischia di compromettere i rapporti bilaterali con la Bosnia Erzegovina e di danneggiare la reputazione internazionale del nostro Paese”.
Così si legge nell’interrogazione a prima firma del deputato e responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano con cui si chiede al governo quali forme di cooperazione giudiziaria internazionale intenda attivare con le autorità della Bosnia-Erzegovina per l’acquisizione di atti, testimonianze o prove utili all’indagine e per garantire che episodi di simile disumanità non possano ripetersi e che le vittime dell’assedio di Sarajevo ricevano pieno rispetto e giustizia.

 

22/10/2025 - 18:38

“Lei, presidente Meloni, ha parlato degli orrori di Hamas. In noi provocano sconcerto. Si figuri quando abbiamo sentito paragonare quell'organizzazione terroristica alle opposizioni democratiche del suo Paese. Sarà il suo famoso appello alla responsabilità. Allora le faccio io un appello: nel piano Trump la prospettiva dei due Stati è avvolta nella nebbia e c’è un solo modo per diradarla: riconoscere lo Stato di Palestina, perché significa riconoscere non Hamas ma l'Autorità nazionale palestinese per dargli forza, condannare l'occupazione illegale e l’annessione della Cisgiordania. Lo hanno già fatto più di 150 Paesi e non è degno per l'Italia arrivare per ultima. I crimini compiuti non possono restare impuniti se vogliamo ricostruire l'integrità del diritto internazionale che ha Gaza è stato seppellito. Contro tutto questo si sono mobilitate le opinioni pubbliche. Trump ha detto a Netanyahu ‘non puoi fare la guerra contro tutto il mondo’.  Lui lo ha capito, lei ancora No”.

 

Così il responsabile Esteri della segreteria del Pd, Peppe Provenzano, intervenendo in Aula alla Camera sulle comunicazioni della presidente Meloni.

“Non c'è pace senza l'Ucraina - ha aggiunto - e non c'è sicurezza senza l'Europa. Lo diciamo dal primo giorno, ma qual è l'iniziativa dell’Italia e dell'Europa? Il vertice tra Trump e Putin, che dovrebbe tenersi in Ungheria, non deve ripetere l'errore dell'Alaska, il cui unico esito è stata una rilegittimazione di Putin sul piano internazionale che lui ha usato per continuare a massacrare l’Ucraina, i civili inermi, chi eroicamente resiste. Questo provoca lo sdegno credo di tutto il nostro Parlamento. Ma una cosa è certa, il Vannacci supporter del macellaio del Cremlino non lo troverete qui tra i nostri banchi. Qui non troverete gli amici di Orban che sono amici di Putin. Meloni - ha concluso - continua a rimproverare l'immobilismo dell'Europa, ma quell'immobilismo è il frutto degli egoismi nazionali delle destre al governo e di una Commissione europea che vi corre dietro. E del potere di veto che volete difendere”.

 

17/10/2025 - 08:30

“L’attentato contro Sigfrido Ranucci e la sua famiglia è un fatto di una gravità inaudita, un attacco diretto alla libertà di stampa e al diritto dei cittadini di essere informati. Esprimo la mia solidarietà a Ranucci, alla sua famiglia e alla redazione di Report.

Chi colpisce un giornalista colpisce la democrazia. Serve una condanna unanime e serve riflettere sul clima che da troppo tempo si alimenta contro chi fa informazione libera e coraggiosa. La libertà di informare va difesa sempre”. Così il democratico Peppe Provenzano componente della Commissione Nazionale Antimafia.

 

14/10/2025 - 15:25

“Chiediamo un’informativa urgente del ministro Piantedosi per i fatti drammatici che sono accaduti questa settimana a Palermo, dove è stato ucciso il ventenne Paolo Taormina. La sua colpa è stata quella di non essersi girato dall'altra parte e di essere intervenuto a difesa di un altro ragazzo. Un’emergenza che non riguarda soltanto Palermo ma tutta Sicilia, con casi a Catania e nel siracusano. Ormai tutti hanno un'arma e le rassicurazioni del governo non trovano alcun riscontro nella realtà. A preoccuparci è anche il brutto clima che avanza sempre più, questa mitologia mafiosa che emerge da intercettazioni e video, il tutto nel silenzio del governo. Ci ha colpito inoltre anche il comportamento del governo regionale. Domenica scorsa uno dei leader dell'opposizione in Sicilia è stato messo sotto scorta non perché ha litigato con un vicino di casa, ma perché ha accusato il governo regionale di precise connivenze con la criminalità organizzata. Dal presidente Schifani non è giunta alcuna dichiarazione di solidarietà. Quindi c'è un’evidente sottovalutazione del fenomeno. Ecco perché è necessario che il ministro Piantedosi venga in Parlamento”.

Così i deputati democratici Giuseppe Provenzano e Anthony Barbagallo, che è intervenuto in Aula sull’ordine dei lavori.

 

14/10/2025 - 13:30

“Oggi a Gaza c'è una tregua, che dà sollievo e speranza. Noi la chiediamo da due anni. Ma tra la tregua e la pace ci sono ancora passaggi difficili e molte incognite. E c'è un passaggio essenziale: il riconoscimento della Palestina”, ha dichiarato il responsabile nazionale esteri del Pd, il deputato Peppe Provenzano, intervenendo questa mattina a Sky24. “Quanto sta accadendo a Gaza – ha proseguito Provenzano – con la resa dei conti tra bande e Hamas, rende urgente coinvolgere l’Autorità Nazionale Palestinese, garantendo il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione. L’Italia, l’Europa, tutta la comunità internazionale devono impegnarsi ora per il raggiungimento delle altre parti dell’accordo. In questo quadro, il riconoscimento della Palestina è  garanzia dell’approdo del processo alla soluzione due Stati, l’unica che assicura vera pace. Meloni continua a dire che non è ancora il momento: non vorremmo che l’Italia fosse l’ultimo Paese a riconoscere lo Stato di Palestina”

 

16/09/2025 - 15:59

“Noi non possiamo andare avanti come se nulla fosse mentre Gaza brucia. Il mondo intero guarda attonito e sgomento e si chiede cosa fanno i governi, cosa fanno le istituzioni. Per questo chiediamo alla presidente del consiglio di rendere comunicazioni a quest’aula, non le solite informative di qualche ministro, ma comunicazioni ad horas in cui ciascuno di noi è chiamato a votare da che parte della storia vuole che sia l’Italia.
È un dovere di ciascuno di noi, nel giorno in cui persino una commissione delle Nazioni Unite parla di genocidio. L’invasione di Gaza con l’esodo della popolazione è un crimine di aggressione che merita la condanna unanime di questo Parlamento. Ma non basta. Abbiamo non solo il dovere morale ma anche l’obbligo giuridico internazionale di fermare tutto questo. Per questo servono azioni concrete, sanzioni durissime, sospendere ogni accordo. Chiediamo di convocare l’ambasciatore israeliano per esprimere condanna formale, comunicare le nostre decisioni, tra cui il riconoscimento dello stato di Palestina. E che un attacco alla Flottilla verrà considerato un attacco anche a noi. Con colpevole ritardo, l’Europa si è svegliata dall’immobilismo annunciando misure contro il Governo Israeliano. Il governo italiano non continui a opporsi. Oggi l’inazione non è più un’opzione, è complicità. Noi vi piace questa parola? Nemmeno a noi. Allora venite e agite. Agiamo insieme. L’Italia, per storia e geografia, non può essere complice”. Lo ha detto in Aula intervenendo in apertura di seduta Giuseppe Provenzano, deputato e responsabile nazionale Esteri del PD.

16/09/2025 - 13:12

“Gaza brucia. Persino dalle Nazioni Unite parlano di genocidio. L’invasione di Netanyahu è un crimine dalle conseguenze enormi. Va punito e va fermato, anche perché porta la guerra nel Mediterraneo. Servono atti urgenti, sanzioni durissime. Giorgia Meloni smetta di opporsi in Europa e di accodarsi a Trump. L’Italia non può essere complice” così il responsabile nazionale Esteri del Pd, Peppe Provenzano parlando ai Tg.

13/09/2025 - 13:36

"Ma quando Giorgia Meloni dice che in politica estera ha rimesso l’Italia al posto che le spetta, a cosa si riferisce esattamente? Ai ripetuti silenzi, su ogni scenario di crisi, in attesa di capire gli umori di Trump? All’inerzia e all’ignavia sul Medio Oriente, dove non ha fatto nulla, nulla, per fermare il suo amico Netanyahu, il macellaio di Gaza? Altri paesi stanno prendendo il nostro posto nel dialogo con il mondo arabo. Meloni, forse per non sentire gli strali di Vannacci, non ha avuto nemmeno il coraggio in Parlamento di difendere la scelta grave e sbagliata di impegnarsi alla NATO per spendere il 5% in spese militari. Ma forse rivendica il 15 a zero sui dazi Usa? Quando voleva fare la pontiera con Trump e invece ha contribuito alla resa dell’Europa, tanto il prezzo della sua amicizia politica lo pagheranno le imprese e i lavoratori. La Premier confonde il protagonismo diplomatico dell’Italia con il suo personale. La diplomazia non sono le cene di gala, è strategia, autonomia, coraggio di compiere scelte nei momenti più difficili. L’Italia ne è stata maestra per un lungo periodo. Giorgia Meloni, schiacciata su Trump, ha dilapidato una lunga tradizione che aveva fatto del nostro paese un protagonista assoluto nella costruzione di pace nel Mediterraneo". Così in una nota Peppe Provenzano, deputato, responsabile Esteri del Partito democratico.

Pagine