“Un cessate il fuoco è sempre un sospiro di sollievo. Ma è una tregua fragile e parziale, che esclude il Libano, a dimostrazione della volontà di Netanyahu di portare avanti una guerra permanente. Tutte le parti ora sono chiamate a rispettare la tregua, ma siamo arrivati a un passo dall’abisso. Quando si minaccia di morte un’intera civiltà, il mondo ha già perso. E questa sconfitta morale è stata inflitta da Donald Trump. Restano i morti civili, la devastazione e un gigantesco fallimento politico di una guerra illegale e contraria ai nostri interessi: il regime è ancora lì, più brutale di prima e con le chiavi di Hormuz ha un’arma geopolitica potentissima. Ora l’Italia sostenga il ritorno alla diplomazia, di un ruolo delle Nazioni Unite e di un protagonismo dell’Europa che è stata irrilevante. Per farlo, però, servirebbe il coraggio di esprimere quel giudizio politico di condanna sull’idea di mondo di Trump e Netanyahu, un mondo di instabilità e guerra. Una condanna che fin qui è mancata”. Lo ha detto il responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano, intervenendo a ‘L’Aria che tira’ su La7.
Quella del Referendum è una vittoria non di uno, ma di un popolo che chiede ora rappresentanza politica. E questo è il lavoro che spetta al centrosinistra. Non si parte da zero perché con le altre forze di opposizione abbiamo collaborato in questi anni e costruito maggioranze per le amministrative.
Per le Politiche saremo pronti con un programma e una coalizione che nessuno oggi più mette in discussione: un’alleanza larga che va rafforzata al centro e che deve individuare insieme le modalità con cui scegliere il candidato o la candidata premier. Per la storia del Pd, le Primarie rimangono uno strumento fondamentale, ma come ha detto la Segretaria Schlein, ora quello che più ci interessa è avanzare proposte per l’Italia. Perché dopo tre anni di governo della destra abbiamo un paese fermo sul piano economico, in difficoltà sul piano sociale e marginalizzato a livello internazionale per aver scelto Meloni di schiacciarsi sulle politiche avventuriste di Trump. È così che costruiremo l’alternativa.
Lo ha detto Peppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri del Partito Democratico, intervenendo a Rainews 24
“L'affare che coinvolge il Sottosegretario alla Giustizia Delmastro, vari esponenti di Fratelli d'Italia in Piemonte, tra cui la Vicepresidente regionale Chiorino, e la figlia di un prestanome del clan Senese è gravissimo e va chiarito, per questo porteremo la vicenda in Commissione Antimafia. Come poteva Delmastro non sapere o non informarsi sul conto del padre di una ragazza di diciotto anni con cui faceva affari? Delmastro ha mai incontrato il padre? E perché non ha dichiarato alla Camera questa società, com’era doveroso fare? E Giorgia Meloni sapeva? E quando ha saputo? Sono interrogativi inquietanti. Delmastro non può più ricoprire una funzione così delicata, ne va della credibilità e dell’onorabilità delle istituzioni”, così il deputato democratico Peppe Provenzano.
"In una democrazia è compito di chi ricopre incarichi istituzionali, soprattutto se di enorme responsabilità come il sottosegretario alla Giustizia Delmastro, con delega al Dap, chiarire se coinvolti in vicende opache e con molte ombre. Secondo ricostruzioni di stampa, Delmastro sarebbe stato in affari con una diciottenne figlia di un prestanome di mafiosi. Oggi tutta la vicenda è stata rivelata dal Fatto quotidiano, e in parte ammessa dallo stesso sottosegretario, che tuttavia si beffa del dovere di dare spiegazioni serie e vorrebbe farci credere che non sapeva chi fosse il padre. Ma davvero prendono per stupidi gli italiani? O è la presunzione di impunità che lo tiene ancora al suo posto di Governo, dopo la condanna in primo grado? Il fatto lo stesso Delmastro, qualche mese fa, con diffamatoria sicumera e sprezzo del ridicolo, aveva detto che "il Pd aveva accettato di fare un inchino ai mafiosi", rende tutto paradossale ma non meno grave. Questa vicenda, che dovrà essere affrontata in Commissione Antimafia, non può essere liquidata come stanno facendo i vertici di Fratelli d’Italia. Perché colpisce la credibilità delle istituzioni, e dunque va chiarita dal Governo, prima del voto di domenica. Se fosse confermata la ricostruzione del Fatto, Delmastro non potrebbe restare un minuto in più al suo posto. Perché chi ricopre incarichi di così grande responsabilità non può avere ombre inquietanti sul proprio operato". Così il deputato Peppe Provenzano, componente della Commissione Antimafia e membro della segreteria nazionale Pd.
Per la destra italiana i risultati del referendum sono una vera e propria slavina politica. Le dimissioni imposte dalla Meloni sono tardive, ma erano inevitabili. Dice che non vuole più coprire nessuno. Ma perché li ha coperti fin qui? Sembra che Meloni cerchi capri espiratori per rifarsi un’immagine più che fare i conti con quello che è veramente accaduto: un voto del popolo della Costituzione che ha lanciato anche un messaggio chiaro al governo. E che riguarda non singole figure, ma la politica generale del Governo, di cui la Premier è responsabile. Oggi in Europa è stata bocciata l’eliminazione dell’abuso d’ufficio, una delle misure più significative introdotte dal governo in tema di giustizia, coi voti di Fdi. Siamo nel pieno di una crisi politica profonda, di cui Giorgia Meloni dovrebbe affrontare con serietà, senza cercare scorciatoie. E di cui dovrebbe rendere conto in Parlamento. Non con un video su Instagram.
Lo ha detto Peppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri del Partito Democratico, intervenendo a Rainews 24
interrogazione al Governo su visita a Roma tra il 15 e il 18 marzo
«Secondo quanto riportato da La Stampa, l’imprenditore statunitense Peter Thiel sarebbe atteso a Roma tra il 15 e il 18 marzo per una serie di incontri riservati. Si tratta di uno degli investitori più influenti nel settore tecnologico globale e tra i promotori di Palantir Technologies, società che sviluppa piattaforme avanzate per l’integrazione e l’analisi di grandi quantità di dati utilizzate anche da governi e agenzie di sicurezza. Per questo presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo se siano previsti incontri ufficiali o istituzionali con la Presidente del Consiglio o con membri dell’esecutivo e se amministrazioni pubbliche italiane o società partecipate dallo Stato abbiano rapporti contrattuali, collaborazioni o progetti con società riconducibili a Thiel, a partire da Palantir. Nel contesto della crescente competizione geopolitica e tecnologica sui dati, sull’intelligenza artificiale e sulle infrastrutture digitali è fondamentale garantire la massima trasparenza su eventuali interlocuzioni con grandi operatori tecnologici globali, soprattutto quando si tratta di tecnologie che possono incidere su ambiti sensibili come sicurezza, difesa, sanità, trasporti, infrastrutture e gestione dei dati pubblici».
Dichiarano in una nota Peppe Provenzano responsabile Esteri, Europa, Cooperazione internazionale del Partito Democratico ed Andrea Casu, deputato PD e vicepresidente della commissione trasporti, poste e comunicazioni della Camera.
“Siamo l'unico Paese al Mondo che aveva un Ministro della Difesa in uno scenario di guerra a sua insaputa, e il caso Crosetto non è personale, ma è politico e istituzionale, e riguarda l'intero Governo. Riguarda l'intero Governo se, in mezzo a una guerra, abbiamo il Ministro degli esteri che ci dice: “Non so dov'è il Ministro della Difesa, spero che torni presto”. Riguarda il Governo se il Ministro Crosetto dice che i servizi non potevano non sapere e i servizi segreti dicono che non sapevano nulla. Se c'è un problema tra il Ministro della Difesa e l'autorità delegata ai servizi, in un frangente così delicato e drammatico, bisogna discuterne in Parlamento”. Così in aula alla Camera, il deputato democratico, responsabile esteri del Pd, Peppe Provenzano.
“Ieri l'audizione dei Ministri Tajani e Crosetto è stata inutile, perché si sono presentati come due osservatori, commentatori di fatti che conosciamo tutti: non hanno indicato una linea di politica estera. Ecco perché deve venire la Presidente Meloni a farlo in Parlamento, non al TG5, e dirci con chiarezza qual è il giudizio del Governo sul caos della guerra nel Mediterraneo, quali le conseguenze per il nostro Paese, quali le azioni che vuole compiere”. Lo ha detto intervenendo oggi in aula alla Camera il deputato democratico, responsabile esteri del Pd, Peppe Provenzano. “Nessuno – ha aggiunto - rimpiange il dittatore sanguinario Khamenei: noi siamo al fianco del popolo iraniano. E ci siamo sempre stati, non da oggi. Ma la destra crede che la democrazia si esporta con le bombe? Proprio la storia di quella regione ci racconta di drammatici fallimenti e crescita del fondamentalismo. Possiamo almeno discutere delle conseguenze, dei rischi per il mondo e per noi della guerra permanente di Trump e Netanyahu, il macellaio di Gaza? Meloni venga in Parlamento a chiarire dove vuole collocare l’Italia in questo frangente della storia. Cosa vuole fare? Offrire le basi per una guerra illegale dalle conseguenze incalcolabili? Vogliamo parole chiare”.
“Vorrei esprimere piena solidarietà e vicinanza all’arcivescovo di Palermo Lorefice, oggetto di attacchi violenti sui social per aver espresso il suo pensiero, nell’esercizio del suo ministero.
Sono parole piene di umanità, quelle di don Corrado Lorefice, che denunciano la strage di migranti che si consuma nel Mediterraneo, l’indifferenza di chi avrebbe la responsabilità politica, in Italia e in Europa, di fermare questa sistematica omissione di soccorso verso i naufraghi.
Uomini di Chiesa come Lorefice, testimoni quotidiani del Vangelo, non hanno certo bisogno di difensori politici. Ma è dovere di tutti noi difendere la libertà di chi richiama le istituzioni al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale da ogni forma di intimidazione e violenza” così il deputato democratico, componente della commissione Antimafia Peppe Provenzano.
Alla presenza del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, questa mattina alle ore 11.30 presso la Sala della Regina, Peppe Provenzano, Rosy Bindi e Giovanni Salvi presenteranno il libro di Miguel Gotor “L’omicidio di Piersanti Mattarella”. Coordina Fiorenza Sarzanini. Sarà presente l’autore.
“Ci aspettavamo che oggi la presidente Meloni a Niscemi e il governo in Aula si presentassero con un nuovo decreto. Una cosa seria, perché stanziare 33 milioni per oltre 2 miliardi di danni nella solo Sicilia non è serio. Ma non fa ridere. Oggi il ministro Musumeci dà la colpa al fato, ai mali storici della Sicilia, al comune di Niscemi e in definitiva ai cittadini. Ma lui non è un modesto epigono di Verga. É stato presidente della Regione e ora ministro da 3 anni e mezzo. Noi avevamo stanziato miliardi contro il dissesto idrogeologico, voi li avete tagliati e sul piano di adattamento climatico non avete messo un euro”. Lo dichiara il deputato siciliano del PD, Peppe Provenzano in replica al ministro Ciriani durante il Question Time alla Camera.
“In Sicilia se piove frana, se non piove è siccità – sottolinea il parlamentare dem – e Musumeci non se la deve prendere con il fato ma con la cattiva politica della Regione Sicilia, che quelle risorse non le ha spese mentre distribuisce mancette. Una regione immobile, sommersa dalle inchieste, che non ha le carte in regola neanche per gestire l'ordinario, figuriamoci lo straordinario”. “Serve un’assunzione dì responsabilità nazionale. Fin qui è mancata. Si metta da subito uno stop ai tributi per i cittadini e imprese colpite – continua Provenzano - ristori veri, una gestione efficace dell'emergenza e della ricostruzione con un trattamento specifico a Niscemi, servono competenze altissime. Si usino le risorse del Ponte sullo Stretto stanziati per il 2026 perché, al di là di quello che si pensa su un progetto inutile e dannoso, non verranno mai spese. Non è benaltrismo, è serietà. Non si tratta di prendere soldi dai siciliani, ma di restituirli per le vere priorità. E restituite anche i 4 miliardi sottratti della decontribuzione o i 2,5 miliardi tagliati ai comuni del Sud o i 3,5 miliardi tagliati dal fondo perequativo. Questo governo ha abbandonato il Sud e ridotto la Sicilia alla marginalità. Non è la natura che presenta il conto. È il prezzo che stanno pagando i siciliani per carenze di anni. Noi non li lasceremo soli e ve ne chiederemo conto”, conclude Provenzano.
“I 100 milioni stanziati dal Governo per le tre regioni colpite dal ciclone Harry sono del tutto insufficienti rispetto ai danni provocati dal maltempo. Nella sola Sicilia i danni stimati sono di oltre un miliardo, a cui va aggiunto il dramma della frana di Niscemi che avevamo chiesto venisse specificamente affrontato con lo stato di emergenza. Evidentemente la Presidente Meloni sta sottovalutando una situazione gravissima. Servono interventi importanti, sospensione dei tributi, risorse adeguate e procedure efficaci per l’emergenza e la ricostruzione che deve partire immediatamente. In questi casi la paura più grande delle popolazioni colpite è il senso di abbandono. E no, questa non è una risposta all’altezza della situazione”, così il deputato democratico Peppe Provenzano, che nei giorni scorsi aveva effettuato i sopralluoghi nelle aree colpite, commenta quanto emanato oggi dal Cdm.
La riapertura del fronte di frana a Niscemi è una ferita per un’intera comunità, a cui va la nostra solidarietà e vicinanza. Centinaia di sfollati, rischio di isolamento del paese, la situazione è drammatica. Chiediamo al Governo di inserire la frana di Niscemi nella dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per le devastazioni causate dal ciclone Harry. Nei giorni scorsi, come parlamentari siciliani del Pd, avevamo presentato un’interrogazione per chiedere al Governo gli interventi urgenti e necessari per la protezione civile e la messa in sicurezza del paese colpito, non abbiamo ricevuto risposta. Ma oggi non è il momento delle polemiche. Abbiamo presentato due emendamenti al milleproroghe per sospendere i tributi delle popolazioni colpite dalla devastazione in Sicilia e restituire subito ai siciliani un miliardo impegnato sul Ponte di Salvini - che nel 2026 è inutilmente buttato perché comunque non sarà mai speso - per gli interventi di ricostruzione. Tutto questo va esteso anche a Niscemi” così il deputato democratico Peppe Provenzano.
“Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri della Protezione civile, delle Infrastrutture e dell’Ambiente per chiedere chiarimenti urgenti sulla grave frana che il 16 gennaio scorso ha colpito il territorio di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, mettendo a rischio abitazioni, infrastrutture e la sicurezza di cittadine e cittadini”.
Così i deputati democratici, Peppe Provenzano e Giovanna Iacono.
“La vicenda di questi giorni - aggiungono - riporta drammaticamente alla memoria quanto già accaduto nel 1997, quando un’altra frana colpì Niscemi causando ingenti danni e l’evacuazione di circa 400 persone. Nonostante allora fossero state adottate misure straordinarie di protezione civile, il versante ovest – oggi nuovamente interessato dal dissesto – presentava già evidenti condizioni di instabilità.
Con l’interrogazione chiediamo al Governo di chiarire se esistano progetti esecutivi per la stabilizzazione dei versanti, se siano state richieste o ottenute risorse finanziarie e se siano stati effettuati studi geologici aggiornati. E, soprattutto, quali interventi urgenti si intendano mettere in campo per il ripristino in sicurezza della Strada provinciale 12, arteria fondamentale per il territorio. La sicurezza delle persone non può dipendere da interventi tampone o da promesse rimaste sulla carta. È indispensabile conoscere lo stato reale della programmazione e delle risorse disponibili, e soprattutto, avviare finalmente opere strutturali di messa in sicurezza. Niscemi non può continuare a vivere nell’emergenza permanente. Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione e l’iter della nostra interrogazione - concludono - mantenendo costante il confronto con le istituzioni preposte e con la Protezione civile”.
“Cosa pensa la maggioranza di destra che sta governando il Paese della sospensione della ratifica dell’accordo sui dazi tra l’Unione Europea e Stati Uniti in risposta alle scelte del presidente Donald Trump? Il ministro Tajani è favorevole come il Ppe ha annunciato di fare al Parlamento europeo? O la linea è quella di Fdi che lo ritiene un errore? Non è serio liquidare quanto sta accadendo con un problema di comprensione, come ha fatto Meloni, fingendo di non capire che Trump rappresenta una minaccia. Servivano parole chiare che non sono arrivate: ‘la Groenlandia non si tocca’, e di fronte a quanto sta accadendo non basta limitarsi a dire che non si condivide. Abbiamo trasformato la politica estera dell'Italia in una attesa di capire quello che dice Trump. Il governo italiano invece di mediare obbedisce, la sua accondiscendenza ha portato a dazi che sono un danno. Ma c’è un fatto nuovo: c’è un pezzo di Europa che per la prima volta vuole reagire e le forze politiche hanno il dovere di dire da che parte stanno. L’Italia invece di stare in prima linea invita a chinare il capo e questo è il contrario del patriottismo, è vassallaggio contro i nostri interessi nazionali”.
Così il deputato dem, Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, intervenendo in Aula per chiedere che Giorgia Meloni svolga comunicazioni alla Camera e al Senato prima del Consiglio straordinario Ue di giovedì.