“Il ministro Tajani smentito dal suo stesso partito in Europa”
Ieri in Parlamento abbiamo visto la solita storia: parole tardive e ancora troppo timide da parte del governo italiano nella condanna al macellaio di Gaza, Benjamin Netanyahu. Tajani non esprime soltanto le contraddizioni interne alla maggioranza di governo, ma è lui stesso in contraddizione. Forza Italia ieri ha votato al Parlamento Europeo una risoluzione che chiede il riconoscimento della Palestina e di appoggiare le sanzioni proposte da Ursula von der Leyen che, seppur in ritardo, comunque rappresentano un passo avanti importante. In Europa Forza Italia è d'accordo alle sanzioni e al riconoscimento della Palestina e il ministro degli Esteri di Forza Italia, nonché vice presidente del Consiglio del nostro Paese, è il protagonista di un'Italia che sta frenando misure e azioni conseguenti per fermare il massacro a Gaza.
Così il deputato Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Partito Democratico.
“Meloni in Tunisia parla con Saied di Piano Mattei e migranti, colpevolmente sorvolando sulle gravi violazioni dei diritti umani testimoniate da numerose inchieste. Ma di quale Piano parla? Evidentemente preferisce il dittatore tunisino al Parlamento, dove sul Piano Mattei è stata presentata una relazione di 20 paginette, prive di un elenco di progetti, cronoprogrammi, fonti di finanziamento, stati di avanzamento, valutazioni, risultati attesi. Dunque, il Piano non è un Piano. E non è nemmeno un documento politico, perché privo di ogni considerazione sulle questioni strategiche, anche sul piano istituzionale e politico che determineranno il futuro dell’Africa. Perché le questioni migratorie non vanno scisse non solo da quelle economiche, ma anche da quelle democratiche e di rispetto dei diritti umani. Piegare alla propaganda il discorso sull’Africa è molto triste e poco serio. Che Meloni senta il dovere di informare Saied meglio del Parlamento italiano si commenta da sé” così il responsabile nazionale Esteri del Pd, Peppe Provenzano.
“Nonostante la costruzione del Ponte Milena sulla SS189, sia stata annunciata nel 2020, gli automobilisti delle province di Agrigento e di Caltanissetta continuano a percorrere una arteria regolamentata da semaforo a senso unico alternato e in pessime condizioni. Le ripercussioni sul tessuto economico e sociale e il conseguente isolamento sono diventate particolarmente gravi. Ciononostante il ministro Salvini, anche nella sua recente vista in Sicilia, continua a parlare solo del Ponte sullo Stretto trascurando il resto della viabilità di competenza governativa, che in Sicilia è al collasso. Solo ieri il ministro è stato a Caltanissetta per inaugurare il ponte sul viadotto di San Giuliano, ma del Ponte Milena nessuna traccia o evoluzione”. Così si legge nell'interrogazione presentata oggi dal deputato Pd Peppe Provenzano (e sottoscritta dai deputati Iacono, Barbagallo e Marino) al ministro delle Infrastrutture sulle legittime sollecitazioni del territorio e delle forze sociali, al fine di realizzare con un cronoprogramma certo per la costruzione del Ponte Milena.
“Sarebbe doveroso – sottolinea il parlamentare dem - che il peggior ministro d'Europa venisse in Sicilia non a fare passerelle ma a spiegare perché il governo abbia tagliato i fondi FSC per la Sicilia per destinarli alla propaganda sul ponte sullo stretto, eliminato i fondi PNRR per i lotti della Ferrovia PA-CT, e perché abbia trasferito 900 milioni destinati alle strade della Sicilia alle regioni del nord”, conclude Provenzano.
“Se l'accordo tra l'Unione europea e il Mercosur è strategico come ci dice il ministro Tajani, allora perché non è stato inserito nel piano d'azione export che ha presentato il suo ministero? Non viene mai citato. Quei 5/7 miliardi in più di export che l'accordo garantirebbe, non sono la risposta migliore ai dazi del vostro caro amico Trump che tendete a minimizzare? 'Caro' non è a caso, perché il prezzo di questa amicizia la pagheranno per 20 miliardi le nostre imprese e i nostri lavoratori con 118mila posti di lavoro in meno. L'accordo con Mercosur non si può rinegoziare, bisogna dire ora sì: il messaggio che dobbiamo dare al mondo è che mentre Trump alza barriere e muri, noi siamo quelli che costruiscono ponti. L’Italia con l'America Latina può avere un legame speciale. E l'Europa può diventare il riferimento di quelli che non vogliono guerre commerciali ma credono, ancora, nella cooperazione economica e pacifica nel mondo”. Lo dice il deputato Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, in replica al ministro Tajani durante il Question time alla Camera.
“Dopo le parole del ministro Tajani – sottolinea l'esponente dem - siamo curiosi di aspettare anche la risposta di Lollobrigida che solo pochi giorni fa si era dichiarato contrario all'accordo con il Mercosur. L'ambiguità del governo sta indebolendo la posizione del nostro Paese. Servono compensazioni in agricoltura? Va bene. Serve un rafforzamento dei controlli, anche. Ma le opportunità per tutta l’economia e per l’industria, in un continente ricco di materie prime critiche, non si possono sprecare. E poi dobbiamo tener conto dei dati di realtà. La quota di carne bovina prevista nell'accordo equivale all'1,6% dell'intera produzione europea. Un dato che dovrebbe preoccupare solo per la nuova strategia della bresaola che ha in mente Lollobrigida”, conclude Provenzano.
“La decisione annunciata dal gruppo bancario Intesa Sanpaolo di "remotizzare" l’unica filiale esistente sull’isola di Salina ha suscitato le proteste di cittadini e istituzioni”. Lo denuncia il deputato del Partito Democratico Peppe Provenzano, annunciando la presentazione di un’interrogazione parlamentare, sottoscritta anche dai deputati Barbagallo, Iacono, Marino e Porta, indirizzata ai Ministri per gli Affari europei, per la Protezione civile e per l’Economia.
“Il ridimensionamento di un presidio come quello in oggetto in una piccola isola determina come conseguenza enormi disagi per i correntisti e per le imprese in un territorio economicamente dinamico» – prosegue Provenzano – sottolineando come «la remotizzazione della filiale pregiudica l'accesso a un servizio essenziale e aggrava il processo di spoliazione dei servizi che penalizzano le comunità che risiedono sull’isola”.
Nell’interrogazione si evidenzia che “le isole minori non possono continuare a subire scelte che le marginalizzano e che alimentano il processo di spopolamento”, e si ricorda come la stessa istituzione di una Commissione parlamentare per il contrasto agli svantaggi derivanti dall’insularità rappresenti “il segnale della necessità di una attenzione maggiore e più incisiva nei confronti di questi territori”.
Per questo, conclude Provenzano, “abbiamo chiesto al Governo quali tempestive iniziative intenda attivare, supportando le istituzioni locali al fine di scongiurare la chiusura della filiale di Salina e garantire la presenza di uno sportello bancario pienamente operativo nell’interesse dei cittadini e del tessuto economico presente sull’isola”.
“Dobbiamo fermare questa guerra che può avere conseguenze incalcolabili e non possiamo accettare che l’uso della forza si sostituisca alla politica, alla diplomazia, al diritto internazionale. Questa è la posizione dell’Italia, la sua tradizione, il sentimento del nostro popolo e Giorgia Meloni deve presentarla al G7 con coraggio e senza ambiguità”. Lo ha detto Giuseppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri e cooperazione internazionale del Pd, intervistato a Montecitorio.
“L'obiettivo di questa guerra è quello di rendere impossibile la vita dei palestinesi sulla loro terra. Che cosa fa il governo italiano per fermare tutto questo? Le parole del ministro Tajani non bastano più: sono parole timide, imbarazzate e imbarazzanti. C'è bisogno di atti, di azioni concrete. Confortare la coscienza, con le parole vaghe e i minuti di silenzio, non servono ai palestinesi che aspettano la condanna a morte collettiva inflitta dal governo di Israele. Gaza ci riguarda, non è solo l'attacco definitivo alla Palestina, è un attacco ai pilastri della nostra civiltà e dell'umanità”. Lo dice il deputato Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, in replica al ministro Tajani sull'informativa sullo stato di Gaza.
“Sono gli ultimi giorni di Gaza – ha sottolineato l'esponente dem - le parole del ministro Tajani erano forse buone 19 mesi fa, 50mila morti fa. Tajani parla di aiuti umanitari ma l'unico vero aiuto è fermare Netanyahu. Il governo italiano ha sbagliato completamente la lettura politica di quello che stava avvenendo in Palestina. Ha continuato a parlare fino a ieri di legittima lotta al terrorismo, ma le azioni indiscriminate a Gaza, i bombardamenti di scuole e ospedali, gli assassini di operatori umanitari e di giornalisti, l'operazione 'Nuovo Ordine in Libano' che ha colpito le truppe italiane e l'allargamento del conflitto in Medio Oriente, raccontavano un'altra verità incontrovertibile. Netanyahu deve rispendere dei propri crimini, proprio perché noi non accetteremo mai che si confondano le responsabilità di un governo con un intero popolo. C'è un'altra Israele che prova repulsione, come ha detto Liliana Segre, nei confronti del governo Netanyahu e della sua guerra infinita. E lei non ha avuto nemmeno il coraggio di pronunciare quel nome”.
“Dopo mesi di ignavia, l'Europa prova a fare un passo, ma a mancare è il governo Meloni quando una maggioranza di paesi europei chiede di rivedere l'accordo tra Ue e Israele e il governo italiano vota contro. Dite che quello che fa il governo israeliano è inaccettabile? E allora perché siete contro le sanzioni? Perché non interrompete l’accordo di cooperazione militare con Israele? Se siete per i due stati perché bocciate il riconoscimento dello Stato di Palestina? Non è demagogia, è solo logica e politica. È giustizia”, conclude Provenzano.
“La memoria si appanna non solo se si dimentica di ricordare, ma anche se è inondata da fiumi di retorica. Non voglio nemmeno commentare un Ministro che, nella giornata di oggi, durante la cerimonia ufficiale, ha voluto celebrare soprattutto la sua militanza nel Fronte della Gioventù. Ma anche dagli altri membri del Governo, presenti stamattina a Palermo, abbiamo ascoltato solo retorica e nemmeno un impegno su ciò che concretamente servirebbe nel contrasto alla mafia, a cominciare dal correggere gli errori compiuti da questa destra, come le norme sugli appalti (non solo sul Ponte) o quelle sul limite di 45 giorni alle intercettazioni sulla ricerca dei latitanti”.
Lo dichiara Giuseppe Provenzano, responsabile esteri e cooperazione internazionale del Pd e membro della commissione antimafia, che ha partecipato alla commemorazione ufficiale a Palermo a 33 anni dalla strage di Capaci.
“Oggi la destra ha respinto la nostra mozione che chiedeva condanne e sanzioni per fermare il Governo israeliano. Poche ore dopo arrivano gli spari su una delegazione diplomatica e sul nostro vice console. Il Governo italiano chiede di chiarire. Ma è tutto chiaro. E voi non fate nulla per fermarli” così su X il responsabile nazionale Esteri del Pd, Peppe Provenzano.
“La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, venga in Aula a confrontarsi con una parola: Gaza. Meloni è sparita. È l’unica leader europea che non parla di Medio Oriente mentre il gabinetto di guerra di Benjamin Netanyahu ha annunciato la massiccia invasione della Striscia. Netanyahu rivela la sua natura e realizza ciò che l’ultradestra messianica in Israele ha sempre chiesto: la vera occupazione della Striscia, la deportazione dei palestinesi, l’assedio totale, l’uso degli aiuti umanitari come arma di guerra, qualcosa che non ha precedenti nella storia recente. Questo è un piano di sterminio e va fermato.” Così il deputato Peppe Provenzano, responsabile Esteri del PD, intervenendo in Aula di Montecitorio.
“Abbiamo il dovere – continua Provenzano – di rompere il silenzio su Gaza. Per il popolo palestinese. E anche perché c’è un’altra Israele che ripudia la guerra infinita di Netanyahu, un’altra Israele che, per usare le parole di Liliana Segre, prova repulsione nei confronti di questo governo di estrema destra.” Il responsabile Esteri dem critica duramente il governo: "Il ministro Tajani ha trovato il tempo di invitare gli italiani a non partecipare ai referendum, ma non ha detto una parola su Gaza. Il governo si è trincerato dietro la formula dei due Stati – sottolinea l'esponente dem – che, se non accompagnata da una condanna di quanto accade oggi a Gaza, suona sempre più insopportabilmente retorica. Se tace il governo, parli il Parlamento. Parli ciascuno di noi. Di fronte al popolo italiano abbiamo il dovere di assumerci la responsabilità di fare, o almeno di dire qualcosa per porre fine a questo inferno. Noi non possiamo chiudere gli occhi. Perché rimanere in silenzio su Gaza non è solo un’immorale omissione. È complicità", conclude Provenzano.
“I vertici della Regione Siciliana, assenti alla commemorazione per Pio La Torre e Rosario Di Salvo, sono ancora in tempo a spegnere le polemiche. Si rechino qui, in via Vincenzo Li Mull, a rendere omaggio a chi è caduto sotto i colpi del terrorismo politico mafioso, perché si batteva per una Sicilia libera e giusta” così il deputato democratico, Peppe Provenzano, componente della commissione antimafia che aggiunge: “una politica senza memoria è una politica senza impegno”
“Se per Giorgia Meloni il presidente turco Erdoğan – che fa incarcerare gli oppositori, attacca i diritti fondamentali, reprime con violenza la minoranza curda e soffoca ogni forma di dissenso – è un modello politico con cui stringere accordi, allora abbia il coraggio di dirlo apertamente agli italiani”. Lo dichiara in una nota il responsabile nazionale Esteri del Partito Democratico, Peppe Provenzano. “In una conferenza stampa senza domande, da Giorgia Meloni non abbiamo ascoltato una sola parola sull’arresto del leader dell’opposizione, il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, e sugli altri oppositori politici in prigione . È un silenzio che offre piena legittimazione diplomatica a chi reprime la democrazia e calpesta i diritti fondamentali. Nel giorno del rapporto di Amnesty international sui diritti umani questo silenzio è ancora più assordante”.
“Massima vicinanza e solidarietà al Circolo Aniasi, al suo segretario Ludovico Manzoni e a tutta la comunità del PD milanese per la violenta intimidazione subita mercoledì scorso durante un’iniziativa pubblica.”
“Non saranno quattro teppisti incappucciati a toglierci la voglia e la forza di continuare a dibattere, incontrarci e fare politica. A pochi giorni dal 25 aprile questi episodi sono ancora più inquietanti e ci ricordano come i valori dell’antifascismo, della democrazia e della nostra costituzione vadano difesi ogni giorno.”
La dichiara Peppe Provenzano, responsabile esteri, europa e cooperazione internazionale del Partito Democratico
"Chiediamo una informativa urgente del ministro degli Esteri Tajani sulla violazione della tregua a Gaza e sui crimini di guerra che da allora sono stati commessi sotto gli occhi di tutto il mondo. Queste ultime settimane stanno cancellando decenni di diritto internazionale e ci vorranno decenni per ricostruirne la credibilità. Ogni giorno uomini e donne saltano in aria, vengono bruciati vivi, sepolti sotto le macerie delle bombe. L'assedio di Gaza è la negazione della sopravvivenza di una intera popolazione. L'estrema destra israeliana rivendica un disegno di pulizia etnica. Vuole l'annientamento dell'intera popolazione a Gaza e l'annessione della Cisgiordania. La deliberata esecuzione di 15 operatori sanitari a Rafah, sepolti sotto la sabbia, accanto alle ambulanze distrutte, è un attacco alla pace e alla civiltà. La responsabilità di tutto questo orrore ha un nome e un cognome, Benjamin Netanyahu. Ma c'è una ulteriore responsabilità politica e morale: quella di lasciare che un criminale come Netanyahu venga accolto in territorio europeo come ha fatto il vostro amico Victor Orban, garantendo l'impunità e negando la giustizia internazionale assicurata dalla corte penale internazionale che anche il Governo italiano vuole delegittimare. E ieri in quello stesso studio ovale che ha umiliato il leader del popolo ucraino, Gaza è diventata solo uno straordinario valore immobiliare da possedere e un criminale di guerra è stato accolto con tutti gli onori. Ma l'onore dell'Europa si sta perdendo con i silenzi, con l'inerzia, con la doppia morale. Il silenzio del nostro governo macchia anche l'onore dell'Italia.
Non si può restare in silenzio. Si possono proporre sanzioni contro il governo Netanyahu, si può riconoscere lo stato di Palestina, si può mettere al bando in Europa ogni invio di armi in Israele e chiedere la sospensione dell'accordo Ue-Israele per manifesta violazione dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Quando i nostri figli ci chiederanno cosa abbiamo fatto per mettere fine a questi crimini ciascuno di noi sarà chiamato a rispondere e noi non vogliamo trovarci dalla parte di quelli che avrebbero potuto fare anche solo qualcosa e non l'hanno fatta". Lo ha detto in apertura dei lavori d'Aula, Giuseppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri del Partito democratico.
“Dopo giorni di silenzio sulle dichiarazioni offensive dell’amministrazione Trump, che ha definito gli europei “parassiti”, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha finalmente preso posizione. Ma invece di difendere l’Italia e l’Europa da un attacco ingiurioso, ha scelto di schierarsi con gli Stati Uniti, accettando supinamente le offese e addossando ogni colpa alla classe dirigente europea. Questa presa di posizione è sconcertante. Di fronte a insulti che colpiscono l’intero continente, compresa l’Italia, ci si sarebbe aspettati una reazione di orgoglio e difesa della sovranità nazionale ed europea. Invece, la Presidente del Consiglio ha minimizzato la minaccia di Trump e persino giustificato gli attacchi di Vance. Una posizione sempre più subalterna agli interessi americani. Non era quella che giurava di difendere l’interesse nazionale? Sì, quello degli altri…” così il responsabile nazionale esteri del Pd, il deputato democratico, Peppe Provenzano.