“Per responsabilità nei confronti del comparto della logistica e del nostro Paese abbiamo accettato la riformulazione al nostro ordine del giorno al decreto Milleproroghe, dove abbiamo chiesto, al Governo di impegnarsi a differire al 1° luglio 2026 l’entrata in vigore del contributo da 2 euro sulle spedizioni extra-UE. Ci domandiamo però, rispetto alla riformulazione che recita che il Governo valuterà l’opportunità di correggere il proprio errore, cosa altro debba accadere perché questa maggioranza dia seguito alle dichiarazioni del ministro Giorgetti?
Chiediamo al Governo di intervenire subito per eliminare questa tassa, correggendo al più presto una norma sbagliata, inefficace e dannosa per la competitività del settore italiano della logistica. L’Esecutivo non può limitarsi ad una formulazione all’acqua di rose: deve passare ai fatti e assumersi la responsabilità politica di risolvere subito il problema che lui stesso ha creato. Sin dall’approvazione della legge di bilancio, abbiamo denunciato la follia di questa misura nazionale, che penalizza imprese, operatori logistici e consumatori del nostro Paese. Per comprendere la portata del danno causato dalla destra basta citare il dato di Malpensa, dove l’import è crollato da una media di 5.700.000 kg di dicembre ai 2.500.000 kg di gennaio. Ora non ci sono più alibi. Noi continueremo a vigilare affinché questo impegno non resti la solita promessa vuota del Governo”.
Lo dichiarano Silvia Roggiani e Andrea Casu, sul parere positivo del Governo all’Ordine del Giorno al Dl Milleproroghe che impegna il governo intervenire per differire al 1° luglio 2026 l’entrata in vigore della tassa sui pacchi extra-Ue.
Ogni giorno che passa aumentano danni per imprese italiane
“L’accantonamento del nostro emendamento contro l’assurdo balzello nazionale di 2 euro sui pacchi nel decreto Milleproroghe è una buona notizia per le imprese italiane, per il mondo della logistica e per milioni di consumatrici e consumatori. Dopo tanti annunci finalmente un passo avanti in sede istituzionale per fermare gli effetti negativi di una misura sbagliata e dannosa, che avevamo denunciato con forza sin dall’inizio”.
Lo sottolineano i deputati del Partito Democratico Silvia Roggiani e Andrea Casu, intervenuti nel corso dell’esame del decreto Milleproroghe in seduta congiunta delle Commissioni I e V.
“I dati - hanno dichiarato i deputati Dem - parlano chiaro: a Malpensa l’import è crollato da una media di 5.700.000 kg di dicembre ai 2.500.000 kg di gennaio. Mentre l’Europa sta lavorando a un prelievo di circa tre euro per rafforzare il commercio interno e tutelare il mercato unico, il Governo Meloni ha scelto di introdurre la fallimentare via di un vero e proprio auto-dazio, che colpisce solo le nostre imprese nazionali, deviando i traffici verso altre destinazioni europee. Ora il Governo ritiri definitivamente una tassa in più che sta penalizzando l’Italia proprio nei settori in cui deve correre, non frenare. Continueremo a batterci perché si sostengano innovazione, competitività e diritti dei consumatori e lavoratori, non perché si creino nuovi ostacoli alla crescita”.
"Abbiamo chiesto più volte al governo cosa intendesse fare per la cura della Fip (feline infectious peritonitis), la peritonite infettiva felina, una patologia che colpisce a morte il 96 per cento dei gatti. Nonostante abbiano autorizzato l'uso del Remdesivir, il farmaco che cura questa patologia ma che ha costi elevatissimi, e successivamente l'uso del metabolita GS-441524, un antivirale derivato dal Remdesivir che si può preparare in farmacia su prescrizione veterinaria, le famiglie che possiedono gatti si sentono prese in giro e abbandonate dal governo, che dopo aver fatto il solito show elettorale non è intervenuto in modo pratico ed efficace su molti aspetti connessi all'uso di questi farmaci. C'è il tema del reperimento delle materie prime che non è stato minimamente affrontato dal Governo. C’è il tema del mercato nero, perché rimane il rischio che le famiglie si rivolgano ancora al mercato illegale, oggi a mio avviso con nuovi e maggiori rischi di incappare in prodotti di scarsa qualità. C'è poi il tema dell'aggiornamento dei veterinari stessi; molti veterinari ancora non sanno bene come affrontare la malattia felina, indirizzando sovente le famiglie verso i volontari. Ci sarebbe anche il tema di non disperdere un grande lavoro di monitoraggio e raccolta dati fatto dai volontari, un bagaglio di conoscenza che dovrebbe essere valorizzato. A tutte queste domande al momento il governo non da risposte. Nella lotta per curare i gatti malati di FIP siamo stati i primi a incalzare il governo e a presentare un’interrogazione già lo scorso febbraio 2025. Dopo un anno il governo risponde finalmente ma noi continueremo a chiedere conto di quanto fatto e di ciò che manca da fare per salvare la vita di esseri senzienti". Lo ha detto in Aula la deputata del Pd, Eleonora Evi, in replica al governo che rispondeva ad una interrogazione del Pd a prima Evi, Prestipino e Roggiani.
“I dati Istat sono impietosi: la crescita congiunturale trimestrale del Pil italiano è pari a 0,1%, una briciola che ci porta ad essere sempre più fanalino di coda dell’Unione europea, la cui media di crescita è ben più alta. Ma non è solo l’economia a preoccupare perché anche l’occupazione ha segni negativi coinvolgendo le sole donne e tutte le classi d'età, a eccezione delle 25-34enni. È difficile capire di quali record stia parlando la premier Meloni e dell’eco del suo governo che da troppo tempo nasconde la realtà dietro il mantra ‘va tutto bene’. È l’inerzia e l’incompetenza ad essere ai massimi storici: questo è ciò che Meloni può vantare”. Lo dichiara Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio, commentando la nota dell'ISTAT sull'andamento dell'economia italiana.
“La manovra presentata dal Governo non avrà alcun impatto reale sulle emergenze che gravano sul Paese: dal caro prezzi alla spesa sociale, fino al dramma della casa che colpisce in modo particolare le nuove generazioni. Ancora una volta l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni tradisce le promesse fatte agli italiani, mettendo in campo una ricetta economica debole e fallimentare. Senza il sostegno determinante del PNRR, questa manovra avrebbe già spinto l’Italia verso la recessione. Non c’è una visione di sviluppo, non ci sono investimenti strutturali, né risposte concrete alle difficoltà quotidiane di famiglie, lavoratrici e lavoratori, giovani e pensionati. A rendere il quadro ancora più grave è il metodo scelto dal Governo. Alla Camera dei Deputati la manovra non potrà essere modificata: siamo di fronte all’ennesimo, grave strappo istituzionale. Il Parlamento viene umiliato e ridotto al ruolo di semplice passacarte, chiamato a ratificare decisioni già prese a Palazzo Chigi, senza un vero confronto democratico. Così si indeboliscono le istituzioni e si allontanano i cittadini dalla politica. Il Paese ha bisogno di serietà, partecipazione e scelte coraggiose, non di propaganda e forzature che ignorano i problemi reali dell’Italia”.
Così Silvia Roggiani, componente dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo PD alla Camera dei Deputati e componente della Commissione Bilancio.
“Questo Governo si dimostra forte con i poveri e debole con chi ha di più. Rinnega tutti i capisaldi che la destra proclamava quando era all’opposizione: aumenta le tasse, innalza l’età pensionabile, disinveste sulla sanità pubblica. Altro che difesa dei ceti medi e popolari. La chiusura della procedura di infrazione europea viene usata come foglia di fico per una grande farsa politica, che rinvia i problemi reali del Paese e prepara il terreno a nuove spese elettorali tra un anno, nel mezzo della campagna elettorale. Nel frattempo, l’Italia perde competitività, le disuguaglianze crescono e il sistema produttivo viene lasciato solo. Meloni costringe il Paese a una rappresentazione ingannevole, evitando di affrontare le vere emergenze: lavoro, sanità, industria e giustizia sociale. Così non si governa, si galleggia. E il conto lo stanno già pagando cittadini e imprese”.
Così in una nota Silvia Roggiani, dell’ufficio di presidenza del gruppo del Pd della Camera.
“Questa manovra non affronta i veri problemi dell’Italia e non sta in piedi. Lo abbiamo detto fin dall’inizio”. Così Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio, commenta la legge di bilancio del governo Meloni. “Lo stesso ministro dell’Economia Giorgetti ha ammesso che servivano correzioni, e infatti la manovra è stata di fatto riscritta con un maxi-emendamento da 3 miliardi e mezzo su 18,7 complessivi, presentato fuori tempo massimo”.
“Il governo – aggiunge l’esponente dem - è intervenuto proprio su uno dei punti denunciati dal PD: all’inizio non c’era nulla per le imprese, nulla per la crescita, nulla per una vera politica industriale. Ora hanno messo una pezza, ma senza una visione e senza una strategia per il Paese. Tuttavia, mentre si interviene in modo confuso sul fronte economico, si continua a togliere diritti alle persone. Ancora una volta viene innalzata l’età pensionabile, cancellando diritti e aspettative di chi aveva fatto scelte sulla base di promesse precise. È una doppia beffa per lavoratrici e lavoratori”.
“Questa manovra – conclude Roggiani – non solo è stata riscritta in corsa, ma resta sbagliata nell’impianto: manca una visione di sviluppo e continua a scaricare il peso delle scelte del governo sulle persone”.
“Con l’emendamento alla manovra che taglia 20 milioni l’anno all’emittenza locale e sposta la gestione del Fondo per il pluralismo dal MIMIT a Palazzo Chigi, il Governo infligge un ulteriore colpo al pluralismo dell’informazione. È un atto che indebolisce l’informazione nei territori e smonta un sistema che garantiva equilibrio, trasparenza e presenza delle voci locali: un’altra tappa nella contrazione del pluralismo che denunciamo da mesi.”
Lo dichiarano i democratici Vinicio Peluffo, vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera e Silvia Roggiani, componente della commissione bilancio della Camera.
“Le TV e le radio locali - proseguono i dem - sono già sotto pressione economica e competitiva. Invece di sostenerle, il Governo crea instabilità e sottrae competenze al ministero responsabile, smentendo perfino gli impegni presi dal Ministro Urso. Chiediamo il ripristino immediato delle risorse e il rispetto delle funzioni del MIMIT”.
“La Lega di Massimiliano Romeo chiede una ‘legge speciale per Milano’ ma quando c’è da votare misure concrete per permettere alla città di funzionare le bocciano. Un comportamento che definire contraddittorio è poco: è un vero e proprio schiaffo”.
Lo dichiara Silvia Roggiani, Segretaria regionale del Partito Democratico della Lombardia e deputata in Commissione Bilancio.
“Ieri sera la maggioranza - prosegue Roggiani - ha respinto in Commissione Bilancio una misura indispensabile per il Comune di Milano per assicurare uniformità, efficienza e un adeguato supporto organizzativo durante i Giochi Olimpici. Si tratta dell’emendamento che avrebbe consentito al personale, e in particolare alla polizia locale, di avere l flessibilità necessaria sugli straordinari nei periodi di massimo impegno operativo. Una norma già prevista per Cortina, Bormio, Livigno e Valdisotto, ma che incredibilmente la maggioranza non ha voluto estendere a Milano, la città che sopporterà una quota rilevantissima di carico logistico, turistico e di sicurezza. Romeo e la Lega continuano a usare Milano come una bandiera quando si tratta di slogan, ma quando bisogna votare norme serie e operative, quelle che servono davvero agli enti locali, preferiscono voltarsi dall’altra parte. Il Partito Democratico continuerà a battersi perché Milano abbia le stesse condizioni concesse agli altri territori olimpici. Non chiediamo privilegi, ma equità e rispetto per un’amministrazione che sta lavorando senza sosta per garantire il successo dei Giochi e l’immagine internazionale del Paese.”
“I nuovi dati sull’andamento dei prezzi mostrano rialzi senza precedenti che rodono sempre di più il potere d’acquisto dei cittadini.
Il costo dei generi alimentari che non smette di salire rappresenta un’emergenza che colpisce in particolare le famiglie più fragili e il ceto medio, che è già schiacciato da anni di stagnazione dei redditi e dall’aumento della pressione fiscale.
Dal governo non arriva nessuna risposta, mentre servirebbero subito interventi reali per contenere l’inflazione: dalla sterilizzazione del fiscal drag, indispensabile per tutelare i redditi da lavoro, all’approvazione della legge sul salario minimo e a politiche sociali forti e strutturali.
La spesa alimentare non è un lusso: è il termometro dello stato reale del Paese. Continuare a ignorare questi segnali significa condannare le famiglie a ulteriori sacrifici e frenare la ripresa dei consumi”.
Così la deputata Silvia Roggiani, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“La Politica economica del governo é un fallimento su tutta la linea. Nessuna riforma concreta ma solo misure che stanno addirittura frenando l’economia: senza il Pnrr l’Italia sarebbe in recessione”. Così una nota della Democratica Silvia Roggiani, componente della commissione Bilancio della Camera.
“Siamo il fanalino di coda in Europa in termini di crescita - aggiunge la dem - un dato preoccupante che sta creando imbarazzi nella maggioranza e non è un caso che in questo scenario il partito della presidente del consiglio apra uno scontro con la più alta carica dello Stato. Le parole di Bignami sono inqualificabili e stonano con il racconto che Meloni va facendo sull’elogio della stabilità. In quale altro paese il partito del presidente del consiglio attacchi frontalmente il presidente della Repubblica?”.
“La manovra del governo Meloni non incide né sulla vita delle persone né sulla crescita del Paese. È una legge di bilancio che non risponde ai bisogni reali di lavoratrici, lavoratori e famiglie. Gli aumenti promessi con il taglio dell’Irpef, tra 138 e 440 euro l’anno, sono irrisori rispetto ai 25 miliardi sottratti con il fiscal drag. Anche sulle pensioni, dopo tanta propaganda, l’aumento di 3,7 euro al mese per le minime si commenta da solo”. Così Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio.
“Sul fronte del pubblico impiego – prosegue l’esponente dem – il governo ha stanziato appena 50 milioni per il rinnovo dei contratti negli enti locali, una cifra del tutto insufficiente a riconoscere il valore del lavoro pubblico. Allo stesso tempo, ha operato tagli pesanti al trasporto pubblico locale, colpendo direttamente le grandi città e i cittadini che ogni giorno si spostano per lavorare o studiare”.
“Parliamo – conclude Roggiani – di 50 milioni tagliati alla metro C di Roma, 15 milioni in meno per la metro 4 di Milano e altri 15 milioni per i collegamenti tra Napoli e Afragola. Il governo che si proclama vicino alle città in realtà le penalizza, tagliando risorse strategiche per la mobilità sostenibile e per la transizione ecologica. Il Partito Democratico darà battaglia in Parlamento per cambiare questa manovra sbagliata, ingiusta e miope”.
“Esecutivo intervenga subito per stanziare risorse promesse”
“Con un livello di dilettantismo inarrivabile, la destra prima annuncia i fondi per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego negli enti locali, indicati dalla stessa Premier Meloni in conferenza stampa come una priorità per i nostri territori, e poi nella bozza della legge di bilancio che circola in queste ore quei fondi spariscono. È la propaganda che supera di molto la realtà. Una scelta che lascia senza parole e che, se confermata, rappresenterebbe un colpo durissimo per i Comuni, già schiacciati da tagli e vincoli di bilancio. Chiediamo al Governo di chiarire immediatamente e di garantire il rinnovo dei contratti, per riconoscere il valore del lavoro pubblico nei territori e assicurare ai cittadini servizi efficienti e di qualità.”
Lo dichiara la deputata Silvia Roggiani, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“Dopo due leggi di bilancio che hanno già colpito duramente gli enti locali, ora servono risposte vere e non l’ennesima propaganda. La penultima manovra ha tagliato un miliardo di spesa corrente, l’ultima un miliardo e 350 milioni, chiedendo nuovi accantonamenti a Comuni, Province e Città metropolitane. Eppure gli amministratori si trovano ad affrontare emergenze sempre più gravi, come quella della casa, mentre il governo rivendica appena 30 milioni in due anni per il fondo affitti e morosità incolpevole, quando due anni fa le risorse erano 350 milioni e nel 2023 ci sono stati oltre 40mila sfratti”. Lo dichiara Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio.
“Il governo Meloni – prosegue l’esponente dem - ha trasformato tutto in propaganda, tagliando fondi essenziali e scaricando sui sindaci problemi che dovrebbe gestire direttamente, come la sicurezza urbana. Allo stesso modo, sul personale comunale ha previsto la possibilità di aumentare gli stipendi, ma senza stanziare un solo euro per farlo. È una politica miope, che colpisce proprio quei territori che ogni giorno garantiscono servizi ai cittadini nonostante i tagli e l’assenza di risorse adeguate”.
“Emblematico – conclude Roggiani – è anche l’azzeramento del fondo per le piccole opere, oltre 50 milioni che servivano ai comuni sotto i 5.000 abitanti, dove vive il 70% della popolazione italiana. Era un fondo vitale per manutenzioni di scuole e strade: oggi non esiste più. È urgente restituire agli enti locali strumenti e risorse per governare, non continuare a indebolirli”.
“Apprendiamo da fonti di stampa, che riportano la bozza del Dl anticipi, che il Governo intenderebbe prolungare anche per il 2026 la possibilità per i Comuni di incrementare la tassa di soggiorno, trattenendone però il 30%. Il principio è totalmente sbagliato: in questo modo si scaricano sui Comuni oneri e responsabilità, trattenendo a Roma una parte del gettito che invece dovrebbe restare sul territorio”.
Così la deputata Silvia Roggiani della presidenza del gruppo del Partito democratico alla Camera.“Il turismo crea ricchezza che finisce allo Stato - aggiunge la deputata Pd - mentre ai Comuni restano i costi e gli effetti dell’overtourism. La tassa di soggiorno dovrebbe servire a compensare questi squilibri, ma il Governo Meloni sceglie di metterci le mani sopra, sottraendo il 30% delle risorse per finanziare spese che dovrebbero essere già coperte dal bilancio statale, come l’assistenza ai minori non accompagnati. La destra parla di autonomia ma nei fatti impone una visione centralista e distorta dei rapporti tra Stato e Comuni. È un ennesimo gioco a tre carte: si parla di rafforzare i territori, ma si continua a svuotarli”.
“Come Partito Democratico - conclude - continueremo a difendere il principio che le entrate generate localmente restino ai Comuni, per migliorare i servizi, valorizzare il patrimonio culturale e sostenere un turismo davvero sostenibile”.