“La manovra presentata dal Governo non avrà alcun impatto reale sulle emergenze che gravano sul Paese: dal caro prezzi alla spesa sociale, fino al dramma della casa che colpisce in modo particolare le nuove generazioni. Ancora una volta l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni tradisce le promesse fatte agli italiani, mettendo in campo una ricetta economica debole e fallimentare. Senza il sostegno determinante del PNRR, questa manovra avrebbe già spinto l’Italia verso la recessione. Non c’è una visione di sviluppo, non ci sono investimenti strutturali, né risposte concrete alle difficoltà quotidiane di famiglie, lavoratrici e lavoratori, giovani e pensionati. A rendere il quadro ancora più grave è il metodo scelto dal Governo. Alla Camera dei Deputati la manovra non potrà essere modificata: siamo di fronte all’ennesimo, grave strappo istituzionale. Il Parlamento viene umiliato e ridotto al ruolo di semplice passacarte, chiamato a ratificare decisioni già prese a Palazzo Chigi, senza un vero confronto democratico. Così si indeboliscono le istituzioni e si allontanano i cittadini dalla politica. Il Paese ha bisogno di serietà, partecipazione e scelte coraggiose, non di propaganda e forzature che ignorano i problemi reali dell’Italia”.
Così Silvia Roggiani, componente dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo PD alla Camera dei Deputati e componente della Commissione Bilancio.
“Questo Governo si dimostra forte con i poveri e debole con chi ha di più. Rinnega tutti i capisaldi che la destra proclamava quando era all’opposizione: aumenta le tasse, innalza l’età pensionabile, disinveste sulla sanità pubblica. Altro che difesa dei ceti medi e popolari. La chiusura della procedura di infrazione europea viene usata come foglia di fico per una grande farsa politica, che rinvia i problemi reali del Paese e prepara il terreno a nuove spese elettorali tra un anno, nel mezzo della campagna elettorale. Nel frattempo, l’Italia perde competitività, le disuguaglianze crescono e il sistema produttivo viene lasciato solo. Meloni costringe il Paese a una rappresentazione ingannevole, evitando di affrontare le vere emergenze: lavoro, sanità, industria e giustizia sociale. Così non si governa, si galleggia. E il conto lo stanno già pagando cittadini e imprese”.
Così in una nota Silvia Roggiani, dell’ufficio di presidenza del gruppo del Pd della Camera.
“Questa manovra non affronta i veri problemi dell’Italia e non sta in piedi. Lo abbiamo detto fin dall’inizio”. Così Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio, commenta la legge di bilancio del governo Meloni. “Lo stesso ministro dell’Economia Giorgetti ha ammesso che servivano correzioni, e infatti la manovra è stata di fatto riscritta con un maxi-emendamento da 3 miliardi e mezzo su 18,7 complessivi, presentato fuori tempo massimo”.
“Il governo – aggiunge l’esponente dem - è intervenuto proprio su uno dei punti denunciati dal PD: all’inizio non c’era nulla per le imprese, nulla per la crescita, nulla per una vera politica industriale. Ora hanno messo una pezza, ma senza una visione e senza una strategia per il Paese. Tuttavia, mentre si interviene in modo confuso sul fronte economico, si continua a togliere diritti alle persone. Ancora una volta viene innalzata l’età pensionabile, cancellando diritti e aspettative di chi aveva fatto scelte sulla base di promesse precise. È una doppia beffa per lavoratrici e lavoratori”.
“Questa manovra – conclude Roggiani – non solo è stata riscritta in corsa, ma resta sbagliata nell’impianto: manca una visione di sviluppo e continua a scaricare il peso delle scelte del governo sulle persone”.
“Con l’emendamento alla manovra che taglia 20 milioni l’anno all’emittenza locale e sposta la gestione del Fondo per il pluralismo dal MIMIT a Palazzo Chigi, il Governo infligge un ulteriore colpo al pluralismo dell’informazione. È un atto che indebolisce l’informazione nei territori e smonta un sistema che garantiva equilibrio, trasparenza e presenza delle voci locali: un’altra tappa nella contrazione del pluralismo che denunciamo da mesi.”
Lo dichiarano i democratici Vinicio Peluffo, vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera e Silvia Roggiani, componente della commissione bilancio della Camera.
“Le TV e le radio locali - proseguono i dem - sono già sotto pressione economica e competitiva. Invece di sostenerle, il Governo crea instabilità e sottrae competenze al ministero responsabile, smentendo perfino gli impegni presi dal Ministro Urso. Chiediamo il ripristino immediato delle risorse e il rispetto delle funzioni del MIMIT”.
“La Lega di Massimiliano Romeo chiede una ‘legge speciale per Milano’ ma quando c’è da votare misure concrete per permettere alla città di funzionare le bocciano. Un comportamento che definire contraddittorio è poco: è un vero e proprio schiaffo”.
Lo dichiara Silvia Roggiani, Segretaria regionale del Partito Democratico della Lombardia e deputata in Commissione Bilancio.
“Ieri sera la maggioranza - prosegue Roggiani - ha respinto in Commissione Bilancio una misura indispensabile per il Comune di Milano per assicurare uniformità, efficienza e un adeguato supporto organizzativo durante i Giochi Olimpici. Si tratta dell’emendamento che avrebbe consentito al personale, e in particolare alla polizia locale, di avere l flessibilità necessaria sugli straordinari nei periodi di massimo impegno operativo. Una norma già prevista per Cortina, Bormio, Livigno e Valdisotto, ma che incredibilmente la maggioranza non ha voluto estendere a Milano, la città che sopporterà una quota rilevantissima di carico logistico, turistico e di sicurezza. Romeo e la Lega continuano a usare Milano come una bandiera quando si tratta di slogan, ma quando bisogna votare norme serie e operative, quelle che servono davvero agli enti locali, preferiscono voltarsi dall’altra parte. Il Partito Democratico continuerà a battersi perché Milano abbia le stesse condizioni concesse agli altri territori olimpici. Non chiediamo privilegi, ma equità e rispetto per un’amministrazione che sta lavorando senza sosta per garantire il successo dei Giochi e l’immagine internazionale del Paese.”
“I nuovi dati sull’andamento dei prezzi mostrano rialzi senza precedenti che rodono sempre di più il potere d’acquisto dei cittadini.
Il costo dei generi alimentari che non smette di salire rappresenta un’emergenza che colpisce in particolare le famiglie più fragili e il ceto medio, che è già schiacciato da anni di stagnazione dei redditi e dall’aumento della pressione fiscale.
Dal governo non arriva nessuna risposta, mentre servirebbero subito interventi reali per contenere l’inflazione: dalla sterilizzazione del fiscal drag, indispensabile per tutelare i redditi da lavoro, all’approvazione della legge sul salario minimo e a politiche sociali forti e strutturali.
La spesa alimentare non è un lusso: è il termometro dello stato reale del Paese. Continuare a ignorare questi segnali significa condannare le famiglie a ulteriori sacrifici e frenare la ripresa dei consumi”.
Così la deputata Silvia Roggiani, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“La Politica economica del governo é un fallimento su tutta la linea. Nessuna riforma concreta ma solo misure che stanno addirittura frenando l’economia: senza il Pnrr l’Italia sarebbe in recessione”. Così una nota della Democratica Silvia Roggiani, componente della commissione Bilancio della Camera.
“Siamo il fanalino di coda in Europa in termini di crescita - aggiunge la dem - un dato preoccupante che sta creando imbarazzi nella maggioranza e non è un caso che in questo scenario il partito della presidente del consiglio apra uno scontro con la più alta carica dello Stato. Le parole di Bignami sono inqualificabili e stonano con il racconto che Meloni va facendo sull’elogio della stabilità. In quale altro paese il partito del presidente del consiglio attacchi frontalmente il presidente della Repubblica?”.
“La manovra del governo Meloni non incide né sulla vita delle persone né sulla crescita del Paese. È una legge di bilancio che non risponde ai bisogni reali di lavoratrici, lavoratori e famiglie. Gli aumenti promessi con il taglio dell’Irpef, tra 138 e 440 euro l’anno, sono irrisori rispetto ai 25 miliardi sottratti con il fiscal drag. Anche sulle pensioni, dopo tanta propaganda, l’aumento di 3,7 euro al mese per le minime si commenta da solo”. Così Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio.
“Sul fronte del pubblico impiego – prosegue l’esponente dem – il governo ha stanziato appena 50 milioni per il rinnovo dei contratti negli enti locali, una cifra del tutto insufficiente a riconoscere il valore del lavoro pubblico. Allo stesso tempo, ha operato tagli pesanti al trasporto pubblico locale, colpendo direttamente le grandi città e i cittadini che ogni giorno si spostano per lavorare o studiare”.
“Parliamo – conclude Roggiani – di 50 milioni tagliati alla metro C di Roma, 15 milioni in meno per la metro 4 di Milano e altri 15 milioni per i collegamenti tra Napoli e Afragola. Il governo che si proclama vicino alle città in realtà le penalizza, tagliando risorse strategiche per la mobilità sostenibile e per la transizione ecologica. Il Partito Democratico darà battaglia in Parlamento per cambiare questa manovra sbagliata, ingiusta e miope”.
“Esecutivo intervenga subito per stanziare risorse promesse”
“Con un livello di dilettantismo inarrivabile, la destra prima annuncia i fondi per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego negli enti locali, indicati dalla stessa Premier Meloni in conferenza stampa come una priorità per i nostri territori, e poi nella bozza della legge di bilancio che circola in queste ore quei fondi spariscono. È la propaganda che supera di molto la realtà. Una scelta che lascia senza parole e che, se confermata, rappresenterebbe un colpo durissimo per i Comuni, già schiacciati da tagli e vincoli di bilancio. Chiediamo al Governo di chiarire immediatamente e di garantire il rinnovo dei contratti, per riconoscere il valore del lavoro pubblico nei territori e assicurare ai cittadini servizi efficienti e di qualità.”
Lo dichiara la deputata Silvia Roggiani, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“Dopo due leggi di bilancio che hanno già colpito duramente gli enti locali, ora servono risposte vere e non l’ennesima propaganda. La penultima manovra ha tagliato un miliardo di spesa corrente, l’ultima un miliardo e 350 milioni, chiedendo nuovi accantonamenti a Comuni, Province e Città metropolitane. Eppure gli amministratori si trovano ad affrontare emergenze sempre più gravi, come quella della casa, mentre il governo rivendica appena 30 milioni in due anni per il fondo affitti e morosità incolpevole, quando due anni fa le risorse erano 350 milioni e nel 2023 ci sono stati oltre 40mila sfratti”. Lo dichiara Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio.
“Il governo Meloni – prosegue l’esponente dem - ha trasformato tutto in propaganda, tagliando fondi essenziali e scaricando sui sindaci problemi che dovrebbe gestire direttamente, come la sicurezza urbana. Allo stesso modo, sul personale comunale ha previsto la possibilità di aumentare gli stipendi, ma senza stanziare un solo euro per farlo. È una politica miope, che colpisce proprio quei territori che ogni giorno garantiscono servizi ai cittadini nonostante i tagli e l’assenza di risorse adeguate”.
“Emblematico – conclude Roggiani – è anche l’azzeramento del fondo per le piccole opere, oltre 50 milioni che servivano ai comuni sotto i 5.000 abitanti, dove vive il 70% della popolazione italiana. Era un fondo vitale per manutenzioni di scuole e strade: oggi non esiste più. È urgente restituire agli enti locali strumenti e risorse per governare, non continuare a indebolirli”.
“Apprendiamo da fonti di stampa, che riportano la bozza del Dl anticipi, che il Governo intenderebbe prolungare anche per il 2026 la possibilità per i Comuni di incrementare la tassa di soggiorno, trattenendone però il 30%. Il principio è totalmente sbagliato: in questo modo si scaricano sui Comuni oneri e responsabilità, trattenendo a Roma una parte del gettito che invece dovrebbe restare sul territorio”.
Così la deputata Silvia Roggiani della presidenza del gruppo del Partito democratico alla Camera.“Il turismo crea ricchezza che finisce allo Stato - aggiunge la deputata Pd - mentre ai Comuni restano i costi e gli effetti dell’overtourism. La tassa di soggiorno dovrebbe servire a compensare questi squilibri, ma il Governo Meloni sceglie di metterci le mani sopra, sottraendo il 30% delle risorse per finanziare spese che dovrebbero essere già coperte dal bilancio statale, come l’assistenza ai minori non accompagnati. La destra parla di autonomia ma nei fatti impone una visione centralista e distorta dei rapporti tra Stato e Comuni. È un ennesimo gioco a tre carte: si parla di rafforzare i territori, ma si continua a svuotarli”.
“Come Partito Democratico - conclude - continueremo a difendere il principio che le entrate generate localmente restino ai Comuni, per migliorare i servizi, valorizzare il patrimonio culturale e sostenere un turismo davvero sostenibile”.
“Con una disinvoltura impressionante, la maggioranza cancella o minimizza i tagli che ha fatto ai Comuni e poi ha persino la faccia tosta di vantarsi di piccoli, irrilevanti stanziamenti. Il governo Meloni ha tagliato un miliardo di euro di spesa corrente ai Comuni con la legge di bilancio 2024 e un altro miliardo e 350 milioni con quella del 2025. Risorse fondamentali per i servizi essenziali”.
Lo ha dichiarato in Aula la deputata Silvia Roggiani, prima firmataria della mozione di minoranza in materia di sostegno agli enti locali e agli amministratori, nel corso della dichiarazione di voto alla Camera.
Il governo – ha proseguito la deputata dem – ha cancellato il fondo per le piccole opere nei Comuni più piccoli e ha tagliato 1.900 interventi del Pnrr, nonostante siano stati proprio i Comuni a realizzare con maggiore efficacia questi progetti. C’è poi la presa in giro sul tema della casa, dove il governo ha tagliato il Fondo sostegno affitti e morosità incolpevole, portandolo da 350 milioni a soli 30 milioni in due anni, e annunciato un piano casa da 660 milioni che partirà, semmai partirà, solo nel 2027, a fine legislatura, mentre nel frattempo ci sono già 40 mila sfratti nell’ultimo anno. Anche sul tema dei minori stranieri non accompagnati si continua a scaricare le responsabilità sui sindaci, lasciando soli i Comuni di fronte a un’emergenza che andrebbe invece gestita con risorse e strumenti nazionali adeguati”.
“Invece di assumersi le proprie responsabilità – ha concluso Roggiani – la destra continua a scaricare i problemi sui sindaci e sulle sindache. Noi oggi accogliamo le riformulazioni della maggioranza ma la aspettiamo alla prova della legge di bilancio: lì vedremo se per loro la priorità saranno davvero le nostre comunità locali o se si tratta ancora una volta della solita propaganda”.
La propaganda del governo Meloni si scontra con la realtà dei numeri.
“Il governo Meloni aveva promesso meno tasse, ma la realtà racconta un’Italia diversa da quella della propaganda. Oggi la pressione fiscale ha raggiunto un livello record, pari al 42,5%: italiane e italiani sono tra i più tassati d’Europa e, allo stesso tempo, tra i più poveri. Un cittadino su dieci vive in condizione di assoluta povertà, senza che l’esecutivo abbia introdotto misure concrete per sostenere chi fa più fatica. Nessun salario minimo, nessun aiuto per chi non riesce ad accedere alle cure, mentre la spesa sanitaria resta tra le più basse in Europa e sotto la media OCSE”.
Così Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della Commissione Bilancio, intervistata sui canali social dei deputati dem, che aggiunge: “Alla vigilia della legge di bilancio, ci auguriamo un cambio di rotta. Serve un Paese che metta al centro le persone, non che le lasci indietro”.
Sul tema della cosiddetta “pace fiscale”, l'esponente Pd è netta: “È indegno parlare di pace fiscale in un Paese in cui a pagare sono sempre i soliti, spesso senza ricevere in cambio servizi e diritti. Siamo alla quarta rottamazione: lo stesso viceministro Leo ha ammesso che questi strumenti sono stati utilizzati in modo furbesco da chi avrebbe potuto pagare e non lo ha fatto. Non serve l’ennesimo condono: serve che tutti paghino il dovuto e che si introduca una tassa sugli extraprofitti delle banche, per finanziare servizi e diritti a favore delle persone”.
“Dietro i numeri del bilancio si nascondono scelte politiche profonde, e quei numeri ci parlano della vita concreta delle persone. La propaganda del governo non può nascondere la realtà: l’Italia non sta meglio, anzi famiglie e imprese sono sempre più in difficoltà. I dati Istat ci dicono che quasi un italiano su dieci vive in povertà assoluta, e tra loro il 14% sono bambini e adolescenti. L’Eurostat certifica che oltre il 10% dei lavoratori sono poveri, anche a tempo pieno, mentre il governo ha cancellato la proposta di salario minimo e rinunciato a dare risposte concrete. Sul fronte della sanità, 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi e le liste d’attesa sono sempre più lunghe”.
Così Silvia Roggiani, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula alla discussione generale sul Rendiconto e Assestamento.
“Nonostante la propaganda - ha aggiunto - la spesa sanitaria in rapporto al Pil resta sotto la media europea e Ocse. La crescita economica è ferma: produzione industriale in calo da oltre due anni, previsioni di crescita ridimensionate allo 0,5% nel 2025 e 0,7% nel 2026. Anche il Pnrr è stato sprecato: sono stati tagliati più di 100mila posti nido, un’occasione persa per il Paese e un peso scaricato ancora una volta sulle donne. Mentre la pressione fiscale resta al 42,5%, record dal 2020, il governo continua con condoni e rottamazioni, arrivati ormai alla quarta edizione in tre anni. E mentre le banche registrano utili stratosferici, si rifiuta di introdurre una tassa sugli extraprofitti che potrebbe restituire risorse a cittadini e servizi. Questi sono i numeri che ci avvicinano alla prossima legge di bilancio. Dobbiamo dare un’anima ai numeri: l’anima di un Paese che si occupa di chi non ha lavoro, di chi lavora ma è sfruttato, di chi non riesce a pagare l’affitto, dei giovani che lasciano l’Italia e delle donne che rinunciano a una famiglia perché il peso della cura grava solo su di loro. Questo - ha concluso - è il vero senso della politica, e su questo il governo Meloni continua a mancare l’appuntamento”.
Il governo, rispondendo alla nostra interrogazione in commissione Ambiente sui progetti di raccolta delle bottiglie di plastica monouso finanziati con il PNRR e il raggiungimento degli obiettivi europei, ha fatto il gioco delle tre carte mischiando dati e percentuali per creare volutamente confusione. Noi avevamo chiesto di conoscere i dati aggiornati relativi alla raccolta di bottiglie di plastica attraverso gli ecocompattatori, ed il relativo contributo ai tassi complessivi di raccolta per conseguire gli obiettivi UE, ma il governo ci ha risposto solo con la percentuale di materiali riciclabili raccolti in tali ecocompattatori, nel tentativo di magnificare dei risultati invece deludenti. Inoltre, gioca con le interpretazioni delle norme europee, citando deroghe, che tuttavia dalla lettura del Regolamento europeo sugli imballaggi sarebbero solo temporanee e non esentano dal conseguimento dell'obiettivo finale del 90%, di fatto facendoci solo perdere tempo. Questo atteggiamento di chiusura è molto pericoloso perché il sistema di deposito cauzionale (DRS) è al momento l’unica strategia efficace per raggiungere l’obiettivo europeo vincolante di raccolta del 90% di bottiglie di plastica e lattine al 2029. Il fatto che ben 17 paesi europei lo abbiano già implementato e diversi altri hanno già annunciato la sua introduzione è eloquente. L'Italia rischia di perdere leadership nell’economia circolare e rimanere indietro con numerose conseguenze: spesa pubblica per la plastic tax, costi che gravano sui comuni per gestire il littering, gas serra da incenerimento delle plastiche e relativi costi riversati sulla collettività. Come Partito democratico abbiamo lavorato ad una proposta di legge a prima firma Roggiani per chiedere di introdurre quanto prima un sistema di deposito cauzionale in Italia.
Così i deputati del Pd Evi, Simiani, Curti, Ferrari e Roggiani.