“Nordio é stato silenziato dal governo o domani ci metterà la faccia e risponderà personalmente al question time del Partito Democratico sulle “liste di proscrizione” dei magistrati e sulla richiesta dei nomi dei finanziatori del comitato per il No?”. Lo chiede la deputata democratica, responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani dopo la presa di distanza del vicepremier Salvini dalle parole del ministro della Giustizia. Sulla lettera che la Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, ha inviato al Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM), Cesare Parodi, il Pd ha presentato una interrogazione a cui sarà data risolta dal governo domani. “Importante sapere chi risponderà”, sottolinea Serracchiani.
Ecco il testo dell’interrogazione
nella citata comunicazione si inviterebbe l'ANM a rendere noti eventuali finanziamenti ricevuti da privati cittadini, facendo riferimento a un potenziale conflitto di interessi tra magistrati in servizio iscritti all'associazione e sostenitori privati;
un'iniziativa sconcertante, che, provenendo dai vertici amministrativi del Ministero della Giustizia, interviene in una fase di confronto pubblico particolarmente delicata e rischia di rappresentare una forma di pressione nei confronti dei magistrati e dell'ANM e soprattutto dei cittadini che intendono partecipare liberamente al dibattito referendario nel solco delle loro prerogative costituzionali;
la libertà di associazione e di partecipazione politica, nonché il sostegno economico a iniziative referendarie, costituiscono espressione di diritti garantiti dalla Costituzione, che devono essere tutelati da ogni possibile interferenza impropria da parte dell'Esecutivo;
sul sito del Comitato "E' giusto dire NO" è espressamente indicato come la partecipazione al Comitato sia aperta a tutti i cittadini che condividono le sue finalità e i suoi valori, e che possono contribuire con donazioni
"fondamentali per finanziare la diffusione di materiali informativi, l'organizzazione di eventi pubblici e la realizzazione di campagne digitali che possano raggiungere capillarmente l'intero territorio nazionale.";
è pertanto necessario chiarire il ruolo e la responsabilità politica del Ministro della Giustizia rispetto a quanto accaduto: -
S’interroga per sapere:
Se il Ministro sia a conoscenza e condivida
la grave iniziativa assunta dalla Capo di Gabinetto, nonché quali iniziative intenda urgentemente adottare al fine di garantire la correttezza istituzionale con riguardo alla formazione dell'orientamento dei cittadini in merito ad un referendum costituzionalmente previsto dall'articolo 138, nonché per tutelare sia la libertà dei cittadini di partecipare senza condizionamenti al confronto referendario sia la privatezza dei dati che li riguardano, e per scongiurare il rischio di creare e alimentare un clima di pressione nei confronti della magistratura e dei cittadini che voteranno No.