16/03/2026 - 18:35

Per la destra italiana i risultati del referendum sono una vera e propria slavina politica. Le dimissioni imposte dalla Meloni sono tardive, ma erano inevitabili. Dice che non vuole più coprire nessuno. Ma perché li ha coperti fin qui? Sembra che Meloni cerchi capri espiratori per rifarsi un’immagine più che fare i conti con quello che è veramente accaduto: un voto del popolo della Costituzione che ha lanciato anche un messaggio chiaro al governo. E che riguarda non singole figure, ma la politica generale del Governo, di cui la Premier è responsabile. Oggi in Europa è stata bocciata l’eliminazione dell’abuso d’ufficio, una delle misure più significative introdotte dal governo in tema di giustizia, coi voti di Fdi. Siamo nel pieno di una crisi politica profonda, di cui Giorgia Meloni dovrebbe affrontare con serietà, senza cercare scorciatoie. E di cui dovrebbe rendere conto in Parlamento. Non con un video su Instagram.

Lo ha detto Peppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri del Partito Democratico, intervenendo a Rainews 24

 

16/03/2026 - 12:39

“Quello che sta succedendo a Radio Rai uno è preoccupante ed è l’ennesimo grave episodio di come la Rai sta diventando una sorta di Radio del regime di tele Meloni. Chiediamo al direttore di Radio Rai 1 di chiarire quanto sta succedendo in merito ai comportamenti della giornalista Annalisa Chirico, alla quale viene concesso di esprimere opinioni politiche, sul referendum, ergendosi a rappresentante della destra di governo, piuttosto che giornalista e conduttrice radiofonica imparziale e democratica”. Così in una nota i parlamentari PD della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai.

16/03/2026 - 10:06

Di taglio delle accise non c’è traccia se non nelle divisioni nel governo. Siamo alle prese con un Decreto bollette del tutto fuori scala, insufficiente quando elaborato con un ritardo di ben otto mesi e ora del tutto inefficace. Sulla proposta delle accise mobili invece ancora nessuna decisione, anzi una spaccatura tra Tajani che chiede l’applicazione e Urso contrario.

Intanto da giorni i prezzi dei carburanti schizzano. Ora siamo al paradosso: si invoca un intervento europeo che proprio in Europa è bloccato dai migliori amici di Meloni come Orban, che comprano gas dalla Russia e si oppongono al superamento del diritto di veto.

La guerra illegale di Trump e Netanyahu la stanno già pagando i cittadini e le imprese italiane, mentre arricchisce i grandi produttori statunitensi. Ma su questo evidentemente il Governo non vuole fare nulla.

Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati, intervenendo ad Agorà su Rai Tre.
 

 

12/03/2026 - 15:47

Subalterno a Trump e spaccato su Russia e UE

“È ridicolo il Ministro Foti che si esercita ad attaccare le opposizioni mentre nel governo regna la più totale confusione e si naviga a vista in politica estera. È un governo imbarazzato e imbarazzante rispetto a Trump, da cui la Premier Meloni non riesce a prendere le distanze neppure quando viola il diritto internazionale, avvia guerre illegali o vuole annettere la Groenlandia. È un governo diviso sul sostegno all'Ucraina e sul rapporto con la Russia, considerando le posizioni filoputiniane di Salvini. È un governo spaccato sull'Europa, sulla difesa comune, sugli Eurobond, sull'eliminazione del diritto di veto. Prima di impartire lezioni agli altri, Foti farebbe bene a guardare in casa propria, ai suoi compagni di sventura, dove le posizioni sono tutt’altro che coerenti. Per non parlare delle tensioni interne che stanno provocando un immobilismo totale sulle risposte da dare all'aumento dei costi economici che colpiscono famiglie e imprese. In un momento così drammatico, questa è la responsabilità che invoca il governo, attaccare e fare polemiche strumentali contro le opposizioni? L'esecutivo provi a recuperare dignità, postura e credibilità nelle sedi internazionali ed europee, se vuole difendere davvero la nostra sicurezza e i nostri interessi in questa fase storica così difficile e delicata”. Lo dichiara il deputato, capogruppo del Partito Democratico in commissione politiche dell’Unione europea, Piero De Luca.

 

12/03/2026 - 11:13

"Abbiamo presentato un’interrogazione in Commissione di Vigilanza rivolta all'Amministratore Delegato della Rai per fare piena luce sull'assunzione di Giada Balloch. Secondo quanto si apprende da organi di informazione, la Balloch risulterebbe contrattualizzata dall'azienda con una modalità 'ibrida' in qualità di social media manager. L’obiettivo della collaborazione sarebbe il rilancio dei contenuti di 'Domenica In' al fine specifico di promuovere sui social l’immagine di Tommaso Cerno, attuale direttore de 'Il Giornale', volto del programma della domenica di Rai1 e conduttore della striscia quotidiana '2 di picche' su Rai2."
"Il caso appare estremamente opaco sotto il profilo della trasparenza e dell'opportunità. Giada Balloch è infatti figlia di Stefano Balloch, esponente di spicco di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia, il quale risulta unito civilmente dal 2022 proprio a Tommaso Cerno. Ci troviamo di fronte a un intreccio di rapporti politici e personali che solleva interrogativi inquietanti sulla gestione delle risorse del servizio pubblico e sulle modalità di selezione del personale."
"Con il nostro atto ispettivo chiediamo all'Ad Rai di conoscere ufficialmente quale sia stata la modalità di reclutamento di Giada Balloch e in base a quali comprovate competenze sia stata scelta. È necessario chiarire se, in questa selezione, abbiano influito i legami di parentela con esponenti del partito di maggioranza e i rapporti personali con il conduttore di cui la stessa Balloch dovrebbe promuovere l’immagine. La Rai non può essere utilizzata per assecondare logiche familiari o di fazione."

Così i componenti del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza Rai.

 

12/03/2026 - 11:00

“Basta comunicati e piagnistei: ci dia una data precisa, ci convochi a un tavolo e noi ci saremo”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su Rainews24, da cui ha lanciato l’appello a Giorgia Meloni.

“Noi non ci siamo mai negati e non ci negheremo al confronto, ma dall’altra parte non c’è una reale intenzione di aprire il tavolo - ha proseguito la deputata dem - Ieri alla Camera Meloni non si è resa disponibile, è stato solo un bluff”.

“È evidente che non è una reale proposta di collaborazione ma il solito vittimismo, dietro cui ormai siamo abituati vedere trincerarsi gli esponenti la maggioranza. Noi ci siamo: convocateci” ha concluso Gribaudo.

 

11/03/2026 - 16:04

“Il presidente del Senato Ignazio La Russa non ne azzecca una. Dovrebbe avere più rispetto del Parlamento e del ruolo che ricopre. La Russa chieda scusa al senatore Nicita e a tutto il Parlamento”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera e di Vigilanza sulla Rai.

11/03/2026 - 12:36

"Sono più di 19mila, secondo stime del governo ucraino e di organizzazioni umanitarie, i bambini e le bambine ucraine deportate dall'esercito russo in territori della Federazione o nei territori ucraini occupati.
Una cifra spaventosa che potrebbe essere molto più alta perché solo la Russia ha i numeri reali di questa tragedia.
Oggi, al Comitato diritti umani della Camera che presiedo, abbiamo audito Maksym Maksymov, responsabile dei progetti di "Birng Kids Back UA", l'organizzazione voluta dal presidente Zelensky proprio per riportare a casa queste bambine e questi bambini.
Quello che succede loro, una volta prelevati dagli orfanotrofi o strappati alle loro famiglie e alla loro rete sociale, è un percorso di cancellazione dell‘identità che viene distrutta con l'indottrinamento, con la modifica dei documenti, perfino il luogo e la data di nascita vengono cambiati perché risultino nati in Russia. Gli effetti psicologici su bambini e bambine sono devastanti.
il dott. Maksymov ci ha riferito perfino di casi di suicidio tra i ragazzi più grandi che hanno tentato, senza riuscirci, di tornare in Ucraina.
Finora il progetto Bring Kids Back UA, a cui collaborano organizzazioni umanitarie, imprese e anche paesi stranieri tra cui l'Italia, è riuscito a riportare in Ucraina 2032 bambine e bambini.
Questo crimine orrendo è oggetto di un'inchiesta della Corte penale internazionale che ha emesso un mandato di cattura nei confronti di Putin. Ma il rimpatrio incondizionato di tutti questi bambini e bambine è un passaggio non trattabile per una società giusta, come ha sottolineato il dott. Maksymov". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

09/03/2026 - 18:00

"Accendete un faro sui minorenni detenuti nelle carceri russe di cui nessuno parla". E' questo l'appello che oggi Aleksandra "Sasha" Skochilenko mi ha rivolto oggi in un incontro. Aleksandra Skochilenko è una giovane artista russa, arrestata poco dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia perché, insieme ad altri attivisti, aveva sostituito delle targhette nei supermercati con bigliettini che riportavano frasi come “Basta guerra! Nei primi tre giorni, sono stati uccisi 4.300 soldati russi. Perché la TV non ne parla?”.
Per questo, è stata condannata a sette anni di reclusione. E' stata liberata dopo due anni e mezzo di detenzione nell'ambito di uno scambio di prigionieri, grazie anche alla campagna che sua madre ha coraggiosamente portato in tutta Europa, Italia inclusa.
Oggi Aleksandra, che è stata riconosciuta tra i Giusti da Gariwo, vive in Germania e sta continuando la sua battaglia contro la guerra in Ucraina, contro il regime russo e perché si parli dei detenuti politici in Russia. Tra loro, diversi minorenni, come Arsenij Turbin, arrestato a 15 anni per avere detto no alla guerra. Adesso ha 17 anni e le sue condizioni di detenzione sono inaccettabili. Purtroppo, spesso le famiglie di queste ragazze e questi ragazzi non denunciano per timore di ritorsioni sui loro figli. Sta all'opinione pubblica, a noi, ai governi europei, alla comunità internazionale tenere alta l'attenzione su questi detenuti perché è grazie alla pressione mondiale che possono essere liberati.
Insieme a lei c'era anche Boris Belenkin, tra i fondatori di Memorial, l'associazione che custodisce la memoria delle persecuzioni avvenute sotto il regime sovietico, chiusa dal governo russo e dichiarata illegale. Tra le attività di Memorial, c'è l'affissione delle targhe "Ultimo indirizzo" in corrispondenza delle ultime abitazioni note dei perseguitati dal regime sovietico prima e russo oggi. Tra loro, anche la giornalista Anna Politkovskaja la cui targa, però, è stata divelta per ben 24 volte a riprova di come si voglia cancellare il suo nome dalla memoria e dalla storia". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

08/03/2026 - 21:58

“Il settore della pesca rimane in grande difficoltà e oggi a problemi strutturali mai risolti (come i mancati indennizzi per il fermo pessca del 2024 e del 2025) si aggiunge il forte rincaro del gasolio legato alle tensioni internazionali e alla guerra in Iran. Una situazione che rischia di mettere definitivamente in ginocchio molte imprese, in particolare della Toscana”: è quanto dichiara il capogruppo Dem in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani, dopo aver incontrato a Porto Santo Stefano e Porto Ercole (in provincia di Grosseto) le associazioni dei pescatori per fare il punto sulle principali criticità del comparto.

“Parliamo di un settore strategico che da anni chiede risposte senza ottenerle e che oggi vive una fase di emergenza. Anche i ritardi nei pagamenti dei ristori segnalati dal Ministero dell’Agricolturaconfermano le difficoltà del comparto. Servono interventi immediati, a partire da agevolazioni concrete e dal ripristino del credito di imposta sui carburanti, come fatto all'indomani della guerra in Ucraina, per sostenere lavoratori e imprese che rischiano di non riuscire più a sostenere i costi di uscita in mare”: conclude.

 

07/03/2026 - 19:54

La salvaguardia dei principi costituzionali e l'analisi critica delle riforme che interessano il sistema giudiziario non sono tecnicismi per addetti ai lavori, ma rappresentano oggi una priorità assoluta per il dibattito democratico e per la tenuta civile del Paese. È quanto emerso con forza durante l’incontro pubblico tenutosi questa mattina presso l’Hotel Novotel di Caserta, che ha visto una sala gremita di cittadini e attivisti riuniti per approfondire le ragioni del "No" alla riforma della giustizia proposta dal Ministro Nordio. Il dibattito ha visto la partecipazione di Roberto Fico, Presidente della Regione Campania, il capogruppo del Partito Democratico al Senato, Francesco Boccia, il deputato Stefano Graziano e il Consigliere regionale Marco Villano.
"Siamo di fronte a una riforma che rischia di alterare profondamente l’equilibrio dei poteri nel nostro Paese, minando l’indipendenza di un pilastro della Repubblica", ha dichiarato Stefano Graziano, capogruppo PD alla Commissione Difesa e Vigilanza RAI, a margine dell’iniziativa. "Questa mobilitazione - ha aggiunto - è un'occasione fondamentale di riflessione collettiva per ribadire la necessità di una giustizia che sia sempre al servizio del cittadino e della legalità, nel pieno rispetto dell'architettura democratica della nostra Repubblica. Non permetteremo che il diritto dei cittadini a una giustizia imparziale venga sacrificato sull'altare di interessi politici di parte".

06/03/2026 - 17:22

Una croce celtica, simbolo del nazifascimo al Tg2. La sfoggia il giornalista Andrea Romoli, alle 20.30
Figlio dell’ex sindaco di Gorizia Ettore Romoli (Forza Italia). Nel 2020 commentò con toni non proprio neutri la vicenda di un prete ucciso da un tunisino. È quanto si apprende su X. I vertici Rai chiariscano immediatamente quanto riportato. Non è accettabile che un giornalista che dovrebbe essere garante dell’informazione democratica sfoggi in pompa magna una spilla simbolo del nazifascismo”. Così in una nota i capigruppo delle opposizioni in commissione di vigilanza sulla Rai Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S), Maria Elena Boschi (Iv) e Peppe De Cristofaro (Avs)”.

06/03/2026 - 12:53

“Vorrei esprimere tutta la mia solidarietà al direttore di Fanpage Francesco Cancellato. Ora è fondamentale che si faccia chiarezza e luce su quanto sta emergendo dalle indagini della procura. Perché Cancellato ed altri giornalisti sono stati spiati? E soprattutto da chi sono stati spiati? In un paese democratico è inaccettabile che accadano queste cose. Il governo e la presidente Meloni intervengano in modo netto per tutelare la democrazia e la libertà di informazione e di espressione di tutto il popolo italiano”. Lo dichiara in una nota Stefano Graziano capogruppo pd in commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai e in commissione Difesa della Camera.

06/03/2026 - 12:37

“Parlo come parlamentare, ma soprattutto come cittadina di Taranto e come madre. La città è costretta da decenni a vivere un conflitto innaturale: quello tra il diritto al lavoro e il diritto alla salute. Il costo umano è stato altissimo: 11 morti sul lavoro negli ultimi dodici anni, l'ultimo dei quali lo scorso 2 marzo. A questo si aggiunge l'allarme dello studio Sentieri, che certifica un eccesso di malattie infantili legato all'inquinamento, trasformando il futuro dei bambini in una promessa fragile”.

Così la deputata democratica, Francesca Viggiano, intervenendo in Aula nella discussione sull'interpellanza urgente per l’ex Ilva ha che riportato al centro il dramma di Taranto, Genova e Novi Ligure.
L'interpellanza denuncia la mancanza di visione strategica da parte del governo. A preoccupare le recenti ammissioni del ministro della Giustizia, che ha dichiarato di non conoscere il provvedimento del Tribunale di Milano che dispone la chiusura dell'area a caldo a partire dal 24 agosto 2026.
"Se un membro del Consiglio dei Ministri - aggiunge Viggiano - non ha contezza di un atto che potrebbe fermare il più grande stabilimento siderurgico d’Europa, significa che il Governo non ha una strategia".
Anche l'ipotesi di vendita al fondo statunitense Flacks Group viene accolta con estrema cautela. “Mancano - spiega la deputata dem - un piano industriale dettagliato, impegni vincolanti sulla decarbonizzazione e garanzie per gli 8.500 lavoratori”.
Nell’interpellanza si chiedono risposte immediate su fatti precisi. Le nubi rosse sui quartieri: Chiarimenti urgenti sulle emissioni anomale registrate tra il 20 e il 22 febbraio 2026. La cassa integrazione: Soluzioni per i 4.450 lavoratori (di cui 3.800 a Taranto) che vivono in una "sospensione della vita" lunga dodici mesi. I debiti verso l'indotto: Interventi per sanare il trattamento discriminatorio verso le imprese creditrici locali.
"Nessuna strategia industriale - conclude Viggiano - potrà mai giustificare un'altra morte. Se lo Stato deve intervenire, deve farlo per proteggere i cittadini e non per socializzare i costi e privatizzare i profitti. Perché l'obiettivo non può più essere solo produrre acciaio, ma rendere la produzione finalmente compatibile con la vita”.

 

03/03/2026 - 19:31

"Intervengo a nome del Partito Democratico per ricordare che in data 23 febbraio ho formalmente chiesto che la ministra del Lavoro venga in Aula a riferire sulla tenuta finanziaria e demografica della previdenza pubblica. Ad oggi, non abbiamo ricevuto una risposta su quando intenda farlo". Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Pd Mauro Laus, intervenendo a fine seduta.

"Parliamo – ha aggiunto l’esponente dem - del futuro previdenziale di milioni di lavoratori. Parliamo dell'equilibrio tra generazioni. Parliamo della sostenibilità dell'INPS nei prossimi decenni. E il Parlamento resta senza informazioni e senza calendario. Nel frattempo assistiamo a un progressivo svuotamento del ruolo legislativo, spesso ridotto a ratificare decisioni già prese altrove. E ora si affacciano anche tentativi di indebolire il controllo giurisdizionale. Se i poteri dello Stato devono restare tre, il Parlamento non può essere quello silenzioso".

"Per questo — ha concluso Laus — torneremo qui ogni settimana, finché la ministra non verrà in Aula a riferire sulla tenuta finanziaria e demografica della previdenza pubblica. Perché riferire al Parlamento non è una cortesia. È un dovere".

 

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