“Si chiamava Paul Neeraj, era un lavoratore di origini indiane e aveva 32 anni. Da più di una settimana era in agonia all’ospedale Ruggi di Salerno. Abbandonato come un sacco di patate davanti al pronto soccorso dai suoi caporali che sono scappati come conigli. Entrambe le gambe erano ormai in cancrena perché esposte a pericolose sostanze chimiche. Una storia simile a quella di Satnam Singh a Latina. Una morte per sfruttamento, i cui mandanti sono ancora ignori. Quel lavoratore è morto il 25 aprile, nel giorno della liberazione dal nazifascismo. C’è ancora tantissimo da fare per mettere in atto i valori della Costituzione. Abbiamo già presentato una interrogazione parlamentare, andremo fino in fondo. Il caporalato è il principale nemico da combattere nei campi e in ogni luogo di lavoro”. Lo dichiara Arturo Scotto capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera.
"Ieri sera centinaia di pratesi sono venuti ad ascoltare Matteo Biffoni. È il segno di un legame forte e reale con la città. E non sorprende: Matteo conosce Prato, ne conosce le difficoltà, sa cosa serve per governarla. Ha indicato una direzione precisa: una Prato che rivendica il suo ruolo in Toscana, in Italia e in Europa, che sa di avere il distretto tessile più grande del continente e che vuole affrontare le sfide che questo comporta. Siamo alle porte di una 'Nuova stagione' e sono convinto che Matteo sia la persona giusta per guidarla, con obiettivi chiari e all'altezza di quella che è la locomotiva economica della Toscana. Per questo ho proposto la sua candidatura e ho lavorato, insieme a tutto il Partito Democratico, per arrivare compatti a questo momento. Ora tutte e tutti al lavoro per il futuro della nostra città".
Lo dichiara Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del PD Prato.
“Non ci devono essere sconti di pena per chi maltratta gli animali. Attendiamo che la magistratura faccia il proprio lavoro e auspichiamo vengano applicate pene severe. Dobbiamo creare una rete importante di collaborazione e solidarietà in cui i cittadini devono denunciare, le forze dell’ordine - che ringrazio - devono intervenire e i magistrati far applicare la legge. Questo è anche il senso dell’intervento che ho fatto alla Camera. Le violenze e le brutalità contro gli animali devono essere fermate. Non ne possiamo più di casi di maltrattamenti e violenza gratuita verso gli animali”. Lo dichiara la deputata del Pd, Patrizia Prestipino, Garante per gli animali di Roma Capitale, commentando la notizia secondo cui a Palestrina un uomo avrebbe preso a calci il suo pastore tedesco fino ad ucciderlo.
“L'ultimo Economic Survey 2026 dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), presentato oggi a Roma, conferma la necessità di una riforma fiscale seria, fondata su equità, semplificazione e contrasto deciso all’evasione. Il punto non è chiedere di più a chi già paga, ma far pagare tutti il giusto e usare il fisco come leva per crescita e coesione sociale.
In Italia persistono sacche rilevanti di sommerso e di concorrenza sleale che danneggiano lavoratori dipendenti, pensionati, imprese corrette e professionisti onesti. Per questo sono condivisibili gli interventi su digitalizzazione dei pagamenti, interoperabilità delle banche dati e semplificazione degli adempimenti. Anche sui regimi agevolati serve equilibrio: contrastare gli abusi, senza penalizzare il lavoro autonomo autentico e le piccole attività.
L’Ocse richiama poi un nodo centrale: il costo del lavoro resta troppo alto, soprattutto per i redditi medio-bassi. È un tema che si lega direttamente alla questione salariale italiana. Non basta ridurre il cuneo fiscale: servono anche retribuzioni dignitose. Per questo riteniamo necessario introdurre il salario minimo legale, come soglia di tutela contro il lavoro povero e contro i contratti pirata, valorizzando al tempo stesso la contrattazione collettiva maggiormente rappresentativa.
Meno tasse sul lavoro, salari più alti, lotta all’evasione e un sistema fiscale più giusto: è questa la strada per rafforzare consumi interni, occupazione stabile e fiducia nel Paese. La vera sfida è costruire un fisco moderno: meno complicato, più giusto e capace di sostenere sviluppo, occupazione e coesione sociale” così Virginio Merola capogruppo Pd in commissione finanze della camera.
“Quattordici patenti revocate e sei sospese: sarebbe questo il risultato, nel 2025 dell’organo di vigilanza nelle ispezioni sui luoghi di lavoro. Un numero irrisorio rispetto ai dati terrificanti che vediamo ogni giorno sulle morti e gli incidenti sul lavoro. Un fallimento annunciato”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sul report dell’ispettorato del lavoro sulla patente a crediti.
“Quante aziende, delle 400.000 che hanno richiesto la patente, sono state controllate rispetto allo specifico tema di quanto dichiarato? - prosegue la deputata dem - Perché i numeri non tornano e lo strumento, che avrebbe potuto essere realmente utile per la sicurezza dei luoghi di lavoro, evidentemente continua a non funzionare”.
“Avevo fatto un’interrogazione alla ministra Calderone per avere i dati precisi di spese e risultati ottenuti, visto che non risultano pubblicamente disponibili informazioni dettagliate sui costi sostenuti per la realizzazione e la gestione della piattaforma digitale della patente a crediti. La risposta era stata un milione di euro: considerati i risultati, uno spreco. Auspico che dopo questi dati, il Governo inizi ad ascoltare il Parlamento e i correttivi che avevamo suggerito, altrimenti continueranno ad ottenere risultati fallimentari, non solo sulla patente a punti” conclude Gribaudo.
"La cosa che trovo veramente incredibile è che, una volta verificato e certificato che l'articolo 30-bis, della apologia di infedele patrocinio, come è stata definita da alcuni, presenta elementi di anticostituzionalità, tanto che lo stesso governo vuole correggerlo, si scelga di farlo con un nuovo decreto-legge anziché permettere alla Camera di svolgere il suo lavoro. Si sta decidendo deliberatamente di non consentire al Parlamento di intervenire nel merito, e questo è inaccettabile". Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato Andrea Casu, della presidenza del Gruppo PD, intervenendo in dichiarazione di voto sul complesso degli ordini del giorno al decreto Sicurezza.
"È una forzatura dietro l'altra: in Commissione – aggiunge l’esponente dem - abbiamo avuto un solo giorno e abbiamo lasciato sul campo 701 votazioni. In Aula, venti colleghi non sono potuti intervenire in discussione generale e 130 ordini del giorno non sono stati discussi. Eppure i nostri ordini del giorno sono stati costruttivi: abbiamo chiesto di andare oltre sulla sicurezza nel trasporto ferroviario e pubblico locale, raccogliendo le richieste dei lavoratori. Questo lavoro parlamentare voi lo state negando. I numeri parlano chiaro: dal 2022 al 2025 la Polizia di Stato ha perso 2.000 effettivi. Non si può continuare a fare finta che ci siano più risorse e più personale”.
“E intanto – conclude Casu - avete bocciato i nostri emendamenti per lo scorrimento integrale della graduatoria di 2.700 vice ispettori già idonei, con graduatoria vigente fino all'aprile 2027, appellandovi alla mancanza di coperture. Le stesse coperture che trovate per bandire nuovi concorsi. Le risorse servono a pagare i concorsi o a pagare gli agenti? Si agisce sempre sulla repressione, che non funziona, e mai sulla prevenzione, che serve. Avete perso l'ennesima occasione, ma noi continueremo a opporci con tutte le nostre forze".
“Pensando all’interesse dell’Italia, serve che il governo si metta subito a lavorare a una strategia per la crescita e la competitività. Meloni e Giorgetti hanno perso 4 anni: uno spreco imperdonabile che, nella situazione globale di instabilità, costerà caro al nostro paese”. Lo scrive su X la deputata del Pd, Lia Quartapelle, vicepresidente della commissione Esteri della Camera.
"La relazione presentata da ANAC offre indicazioni preziose e richiama l’attenzione su un dato rilevante: il forte ricorso agli affidamenti diretti, come evidenziato anche dal presidente Giuseppe Busia, è una tendenza che va osservata con attenzione, perché trasparenza e confronto competitivo restano elementi essenziali per assicurare qualità, efficienza e un corretto utilizzo delle risorse pubbliche": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera Marco Simiani a margine dell'evento svolto oggi a Montecitorio.
"Allo stesso tempo il tema degli appalti è strettamente legato anche alla sicurezza sul lavoro, che deve rimanere una priorità assoluta. Rafforzare i controlli, investire nella digitalizzazione dei cantieri e garantire procedure chiare significa non solo migliorare la spesa pubblica, ma anche tutelare concretamente lavoratrici e lavoratori. È su questo equilibrio tra semplificazione, trasparenza e sicurezza che dobbiamo continuare a lavorare".
“Sotto la maschera della semplificazione burocratica, il governo sta dando vita a una figura ibrida e pericolosa: il mandatario d'affari del rimpatrio. Non chiamateli legali, chiamateli intermediari di partenze”.
Così la deputata del Pd, Francesca Viggiano, sul comma 3 bis all’articolo 30-bis, che garantisce compensi a chiunque, munito di semplice mandato, accompagni uno straniero verso il rimpatrio.
“Il testo - aggiunge - è un capolavoro di ambiguità calcolata. Evita accuratamente le parole ‘avvocato’ o ‘difensore’ per sdoganare la figura del generico ‘rappresentante legale munito di mandato’. Questo significa che chiunque, senza titoli o iscrizione ad albi e senza alcun vincolo deontologico, potrà operare come un vero e proprio agente di rimpatrio. Si apre il mercato a società private, operatori opachi e figure para-professionali che non rispondono a nessun codice etico, ma solo alla logica del profitto. Il punto di caduta politica è gravissimo: il compenso è legato all’esito, in barba a secoli di cultura giuridica. Non ci sarà più assistenza, ma persuasione. È la fine della garanzia giuridica. Un avvocato che tradisce il mandato risponde davanti alla legge e all’Ordine. Un mandatario qualunque - conclude - risponde solo al suo portafoglio: non lo permetteremo”.
Trent’anni fa l’Italia voltava pagina. Con la vittoria dell’Ulivo guidato da Romano Prodi si apriva una stagione di speranza, di responsabilità e di riforme, fondata su un’idea chiara: unire le forze progressiste per modernizzare il Paese e rafforzarne la democrazia.
Quella vittoria non fu un incidente della storia: fu il frutto di un lavoro politico serio, di una coalizione che seppe mettere da parte le differenze per costruire qualcosa di più grande. Per parlare alla borghesia, ai cattolici democratici, ai riformisti di ogni provenienza, senza inseguire le posizioni più radicali ma senza nemmeno rinnegarle.
Ha lasciato un’eredità enorme: l’ingresso nell’eurozona, le riforme del welfare, una credibilità internazionale ritrovata. Trent’anni dopo, quella stagione non è nostalgia.
Quella esperienza ha dimostrato che quando il centrosinistra è capace di essere largo, credibile e radicato nella società, può guidare l’Italia con serietà e visione europea. Oggi, in un contesto profondamente cambiato, quello spirito resta una bussola: costruire unità, difendere i diritti, promuovere sviluppo sostenibile e giustizia sociale.
Ricordare l’Ulivo non è solo un esercizio di memoria, ma un impegno per il presente e per il futuro. Perché l’Italia ha ancora bisogno di una politica che unisca, che ascolti e che sappia guardare lontano.
Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Torno ad esprimere la più ferma condanna per la grave aggressione subita dalla troupe di Report durante lo svolgimento della propria attività giornalistica a Monzambano, in provincia di Mantova, fuori dal macello Mario Troni. Colpire un operatore con un bastone di ferro e distruggere una telecamera non è solo un atto di violenza inaccettabile, ma rappresenta un attacco diretto alla libertà di informazione, pilastro fondamentale della nostra democrazia. È indispensabile che venga fatta piena luce, in tempi rapidi, sia sull’episodio violento, sia sulle criticità emerse nel servizio realizzato da Giulia Innocenzi. Le immagini e le testimonianze raccolte sollevano interrogativi seri che meritano risposte chiare da parte delle autorità competenti. Il giornalismo di inchiesta svolge un ruolo essenziale nel garantire trasparenza e legalità, soprattutto in ambiti delicati come quello della filiera agroalimentare. Tentare di ostacolarlo con la violenza è un segnale allarmante che non può essere tollerato. A Giulia Innocenzi e all’operatore Giovanni De Faveri va la mia piena solidarietà e vicinanza. Difendere il loro lavoro significa difendere il diritto dei cittadini a essere informati e la qualità stessa della nostra democrazia”.
Così il deputato dem e segretario di presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Ora davvero basta. Il tempo sta per scadere. Le settimane e i mesi guadagnati solo grazie alle mobilitazioni dei lavoratori e dei sindacati nella vertenza Trasnova non possono essere vanificati dalla superficialità di Stellantis e del governo. I lavoratori e le loro famiglie aspettano soluzioni industriali e produttive. Ne va del futuro di un territorio che non può continuare a perdere maestranze e competenze. Chiediamo dunque per l’ennesima volta che si arrivi ad un tavolo serio di confronto su soluzioni industriali definitive che vedano Stellantis e il Governo metterci la faccia per garantire prospettive occupazionali e non assistenziali ai lavoratori Trasnova”.
Così i deputati democratici, Marco Sarracino, della segreteria nazionale del Pd, e Artuto Scotto, capogruppo in commissione Lavoro.
Abbiamo chiesto e ottenuto la sospensione dell’esame dell’emendamento sull’avvocatura in attesa dell’esito dell’incontro in corso tra Governo e Quirinale”. Lo riferisce il Partito Democratico nel corso dei lavori in Commissione a Montecitorio, su richiesta della capogruppo Chiara Braga.
I dem denunciano un iter “compresso e forzato”, con il provvedimento “trattenuto a lungo al Senato” e l’approvazione di norme ritenute “palesemente sbagliate e incostituzionali”.
Sul nodo avvocatura, il Pd sottolinea che il Parlamento “non può lavorare alla cieca” su una disposizione ancora oggetto di interlocuzioni istituzionali.
Per i democratici, proseguire senza chiarimenti avrebbe rischiato di trasformare il lavoro parlamentare in una “farsa”, in assenza di elementi certi sugli sviluppi del confronto al Colle.
“Registriamo - ha concluso Braga - che la maggioranza è allo sbando”.
Lettera al Presidente per convocare commissioni.
E’ in corso un tentativo da parte della maggioranza di indebolimento del procedimento legislativo che sempre più rischia di compromettere la capacità dell’Assemblea di deliberare in modo pienamente informato, anche su aspetti sensibili come diritti fondamentali e profili costituzionali.
È quanto denuncia una lettera al Presidente Fontana contro la decisione di non convocare le commissioni per i pareri sul Decreto Sicurezza inviata da Chiara Braga e Luana Zanella, capigruppo del Pd e di Avs alla Camera dei Deputati.
Di seguito il testo della lettera.
Egregio Presidente, Roma, 20 aprile 2026 Al Presidente della Camera dei deputati On. Lorenzo FONTANA SEDE con la presente si intende sottoporre alla Sua attenzione una questione di particolare rilievo concernente le modalità di esame del disegno di legge A.C. 2886, recante la conversione del decreto-legge in materia di sicurezza. Come è noto, il corretto svolgimento del procedimento legislativo, anche con riferimento ai disegni di legge di conversione dei decreti-legge, presuppone il pieno coinvolgimento delle Commissioni parlamentari competenti, sia in sede referente sia in sede consultiva, al fine di garantire una valutazione approfondita, sistematica e tecnicamente adeguata dei contenuti normativi. Nel caso di specie, il provvedimento è stato assegnato in sede consultiva alle Commissioni III (Affari esteri), IV (Difesa), V Bilancio e Tesoro), VI (Finanze), ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria, VII (Cultura), IX (Trasporti), XI (Lavoro), XII (Affari sociali), XIV (Politiche dell'Unione europea). Tuttavia, allo stato, risultano convocate per l'espressione del prescritto parere unicamente le Commissioni III (Affari esteri) e V (Bilancio e Tesoro), mentre le ulteriori Commissioni assegnatarie non risultano poste nelle condizioni di esercitare le proprie prerogative. È ben noto come nella prassi parlamentare non manchino precedenti di provvedimenti pervenuti all'esame dell'Assemblea in assenza dei pareri delle Commissioni in sede consultiva. Tuttavia, nel caso in esame, tale circostanza si inserisce in un quadro procedurale già compromesso, alla luce delle modalità con cui il decreto-legge è stato esaminato nel precedente ramo del Parlamento e della inaccettabile ristrettezza dei tempi disponibili presso la Camera. In tale contesto, la mancata attivazione della sede consultiva determinerebbe un ulteriore vulnus al corretto procedimento legislativo, incidendo in modo rilevante sulla pienezza del coinvolgimento delle Commissioni competenti, sulla qualità complessiva dell'istruttoria parlamentare e sulla possibilità per l'Assemblea di deliberare su un testo adeguatamente istruito sotto tutti i profili rilevanti, inclusi quelli costituzionali, ordinamentali, finanziari e di tutela dei diritti fondamentali. Alla luce di quanto sopra esposto, si chiede pertanto che la Presidenza voglia valutare l'opportunità di assumere le necessarie iniziative affinché tutte le Commissioni competenti in sede consultiva siano tempestivamente convocate e possano esprimere i rispettivi pareri sul disegno di legge A.C. 2886, in coerenza con le finalità di garanzia e di qualità della legislazione sottese al sistema delineato dal Regolamento della Camera. Confidando nella Sua attenzione al rispetto delle prerogative parlamentari e delle garanzie procedurali, si porgono distinti saluti.
Chiara Braga, Luana Zanella
“Desidero rivolgere, a nome mio personale, un sincero e sentito ringraziamento a S.E. Tserendorj Narantungalag per il lavoro svolto in Italia in questi anni e per il contributo offerto al rafforzamento dei rapporti tra i nostri due Paesi”. Lo dichiara Nicola Carè, presidente della sezione bilaterale di amicizia parlamentare Italia-Mongolia, in occasione della conclusione del mandato dell’Ambasciatrice della Mongolia in Italia.
“Nel corso di quasi quattro anni di servizio – aggiunge Carè – l’Ambasciatrice Narantungalag ha accompagnato con intelligenza, sensibilità istituzionale e spirito di dialogo una fase importante delle relazioni tra Italia e Mongolia, consolidando un legame fondato su rispetto, cooperazione e amicizia”.
“Il suo impegno ha rafforzato non solo il dialogo diplomatico, ma anche quello parlamentare, culturale e umano. A lei va il mio grazie più sincero; da parte dell’Italia, il saluto riconoscente di chi ne ha apprezzato la dedizione, la misura e la capacità di costruire ponti autentici tra i nostri popoli. Le auguro ogni bene per il futuro, certo che il segno lasciato dal suo mandato resterà vivo e prezioso nei rapporti tra Italia e Mongolia”, conclude il parlamentare dem.