21/05/2025 - 15:23

“Non finiremo mai di stupirci delle elucubrazioni mentali del parlamentare europeo, Roberto Vannacci. Il suo mondo al contrario è pieno di approssimazioni e fesserie che con costanza, questo va riconosciuto, sforna giorno dopo giorno. Oggi ci informa che serve tolleranza zero verso i criminali e lo dice con quell’enfasi di chi ha trovato la ricetta giusta per dare sicurezza ai cittadini a cui nessuno aveva mai pensato. Quello che non dice Vannacci, però, che polemizza con il sindaco di Modena, reo di aver messo in risalto la necessità di affrontare il tema delle diseguaglianze sociali quale premessa per prevenire e contrastare il dilagare della violenza e dell’illegalità, è non fornirci indicazioni su come affermare diritti ed opportunità per tutti i cittadini che la sua destra nega in ogni momento. Dal lavoro alla sanità, dall’ambiente all’informazione, e ovviamente anche al rafforzamento degli organici e dei mezzi sui territori magari elevando in classe A la Questura di Modena. Il primato della destra di Vannacci sono invece i grandi interessi e agitare il fez e il manganello è una modalità ricorrente, per dare una parvenza di attenzione verso la sicurezza dei cittadini. Se poi una parte significativa di popolo è confinata nell’angolo della povertà e delle discriminazioni, quale conseguenze delle scelte scellerate della destra,  poco interessa naturalmente al generale Vannacci e al suo partito di cui è Vicesegretario”.

Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

 

21/05/2025 - 14:59

Una delegazione di deputati del Pd, composta da Laura Boldrini, Valentina Ghio, Rachele Scarpa, Arturo Scotto e Nico Stumpo, che nei giorni scorsi ha preso parte alla carovana per raggiungere il valico di Rafah, ha incontrato questa mattina le associazioni che manifestavano davanti la Camera in Piazza Montecitorio. Un presidio per sottolineare l’importanza della discussione in Aula delle mozioni per il Medio Oriente.
È stata l’occasione per ribadire l’impegno del Partito democratico nel chiedere un’azione diplomatica forte per fermare il governo israeliano a Gaza e per ribadire la condanna all’immobilismo di Meloni. Tacere infatti non è un’opzione e il silenzio della Premier di fronte alle atrocità che si consumano nella Striscia e in Medio Oriente diventa complicità.

21/05/2025 - 14:16

“La situazione dell’editoria italiana è preoccupante e i dati emersi dal Salone del Libro di Torino devono far riflettere il Governo su quanto (non) è stato fatto finora.” Così i deputati democratici Manzi, Iacono, Orfini e Berruto componenti della Commissione Cultura della Camera, che oggi hanno presentato un’interrogazione urgente al Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che sarà chiamato a rispondere domani in Commissione.
“L’impatto delle scelte del Governo, dai tagli alla 18App alla mancata adozione di misure compensative per il settore, sta producendo effetti allarmanti. Lo confermano i dati diffusi dall’Associazione Italiana Editori (AIE), che registrano nei primi quattro mesi del 2025 un crollo del 3,6% nel mercato dell’editoria di varia, con quasi un milione di copie vendute in meno rispetto allo stesso periodo del 2024, e una riduzione della spesa per libri di 15,9 milioni di euro.”
“La nuova ‘Carta della cultura giovani’ e la ‘Carta del merito’, introdotte in sostituzione della 18App, hanno ristretto l’accesso ai benefici, burocratizzato e complicato le procedure, riducendo drasticamente la capacità di spesa in beni culturali da parte dei giovani: nei primi quattro mesi del 2025 gli acquisti con queste carte si sono ridotti di circa 30 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato che conferma il flop del nuovo impianto che non funziona e rischia di impoverire il tessuto culturale ed economico del Paese.”
“Nell’interrogazione – proseguono i deputati dem – chiediamo al ministro quale politica di sostegno il Governo intenda adottare per rilanciare la lettura, semplificare l’accesso alle misure, ristabilire un principio di universalità per il bonus cultura, e soprattutto aprire un confronto con l’intera filiera del libro, dalle case editrici ai librai fino ai bibliotecari, per trovare soluzioni concrete e strutturali. Serve un cambio di passo immediato” concludono.

21/05/2025 - 11:38

"Se esiste ancora il senso di umanità, votate la nostra mozione, non portate l'Italia dalla parte sbagliata della storia". Questo l'appello rivolto alla maggioranza da Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, intervenuta durante il dibattito sulla mozione unitaria Pd-M5s- Avs per fermare lo sterminio del popolo palestinese a Gaza.
"Se Netanyahu può uccidere 53mila persone di cui 17mila bambini, se può annunciare la deportazione di 2milioni di persone, se può radere al suolo il 70 per cento delle infrastrutture, case, ospedali e scuole, se può massacrare 218 giornalisti e 433 operatori umanitari, se può bloccare per 75 giorni ogni aiuto di vitale importanza usando la fame come arma di guerra - ha sottolineato - è grazie all'inerzia della comunità internazionale, dell'Unione europea e di tutti quei governi che fanno finta di non vedere l'orrore e la quantità di crimini commessi a Gaza e in Cisgiordania dall'esercito israeliano.
Questa inerzia e questo mutismo abbiamo voluto rompere con la missione a Rafah, spingendoci fino alle porte di Gaza, raccogliendo le testimonianze dei palestinesi, vedendo con i nostri occhi le tonnellate di aiuti fermi a pochi passi dalla Striscia". "Ieri abbiamo chiesto alla presidente Meloni di essere qui, oggi, per prendere parola su quello che accade a Gaza. Ma non c'è. Ed è gravissimo, stiamo parlando dello sterminio del popolo palestinese, non è una questione abbastanza importante?- ha denunciato Boldrini -. Come è gravissimo che in commissione difesa sia stato approvato l'acquisto di tecnologia militare da Israele mentre a Gaza si compiono crimini di guerra e contro l'umanità. Una vergogna totale. Ed è altrettanto grave che l'Italia non abbia votato a favore della revisione dell'accordo UE - Israele".
"Ma se le parole di disperazione delle persone di Gaza che abbiamo riportato in questa aula per voi hanno un valore, se l'umanità per voi ha ancora un valore, prendete posizione - ha detto rivolgendosi ai banchi della maggioranza -. È ora di prendere posizione, dite no allo sterminio del popolo palestinese. Fatelo adesso ".

21/05/2025 - 11:37

“Noi siamo stati a Rafah, alle porte dell’inferno, dove si sentivano chiaramente le bombe,  dove dal 2 marzo scorso non entra alcun aiuto umanitario, nemmeno la farina per sfamare le bocche dei bambini che a Gaza muoiono di fame.

Il governo Netanyahu fa un annuncio, consentirà l’ingresso di una quantità minima di aiuti umanitari. Quanto basta per ottenere il via libera politico e mediatico per la prosecuzione del piano criminale di invasione nella terra di Gaza.

I sopravvissuti ci hanno detto chiaramente: la fame è molto peggio delle bombe e nelle prossime quarantott’ore 14.000 bambini palestinesi rischiano di morire di fame perché la fame in questo contesto non è solo una conseguenza, è un’arma utilizzata per spezzare un popolo dall’interno, per distruggere la questione sociale, per cancellare la solidarietà.

È un’operazione che mira a trasformare un popolo in una massa disorientata, su cui si pretende che accetti qualunque cosa pur di sopravvivere, anche lo sfollamento forzato, anche la pulizia etnica. Si sta delineando sempre più chiaramente questo tipo di strategia, una strategia di vera e propria demolizione sociale, dietro al disegno più ampio di  far crollare la credibilità morale di un popolo, a convincere il mondo che non è in grado di autogovernarsi per poi imporre una nuova forma di colonizzazione sotto copertura umanitaria, una violenza inaudita che si somma a quella delle bombe che continuano a cadere, alla distruzione deliberata degli ospedali, delle scuole, delle infrastrutture al bombardamento dei campi profughi alla targhettizzazione degli operatori umanitari e dei giornalisti.

Tutto questo accade in diretta sotto gli occhi del mondo.

Com’è possibile che solo questa maggioranza continui a non vedere tutto questo? Serve una soluzione politica e un’azione concreta.

Nel frattempo il nostro paese continua ad acquistare tecnologie da Israele, continua a votare contro la revisione degli accordi di associazione tra Israele ed Unione Europea.
Avete o non avete il coraggio di guardare la sofferenza di cui ci state rendendo complici in faccia?

Avete o non avete il coraggio di intraprendere in questo senso delle azioni politiche concrete e di smetterla con le dichiarazioni timide e con la declamazione della soluzione due popoli e du
e Stati senza che nessuna conseguenza politica?”. Lo ha detto in Aula intervenendo sulle mozioni su Gaza Rachele Scarpa, deputata Pd, che ha partecipato alla missione delle opposizioni a Gaza.

 

21/05/2025 - 11:11

“Non resta niente nella striscia di Gaza, in un lembo di terra sette volte più piccolo della città di Roma, dove vivono più di 2 milioni di persone; un assedio di carattere medievale, dove la fame e le malattie sono usate come un’arma per una guerra atroce, ingiustificabile e senza obiettivi se non uno, l’annessione di tutta Gaza e la deportazione di un intero popolo, un disegno criminale che viene portato avanti con la complicità di larghi strati della comunità internazionale che hanno certificato tutta la loro impotenza e tutta la loro ambiguità.

Abbiamo visto con i nostri occhi le migliaia di camion spiaggiati a pochi chilometri dal valico, aiuti bloccati da 70 giorni, non entra uno spillo, persino i palloni di calcio sono considerati dall’esercito israeliano, superflui e pericolosi e non possono entrare.

La domanda è quanto per noi conta una vita umana, quanto conta per questo governo, quanto è grande l’abisso di civiltà che siamo disposti a tollerare? Oggi il ministro della difesa italiano intima a Netanyahu di fermarsi, peccato che non ci spieghi come.

Siamo stanchi di interviste che sono utili solo per lavarsi la coscienza. Serve una pressione politica che il governo italiano ha scelto razionalmente di non esercitare; al contrario si sottrae alla dichiarazione di 17 paesi europei per sospendere il trattato di cooperazione e addirittura sceglie di acquistare tecnologie di cybersecurity da un governo sotto accusa dalla corte di giustizia internazionale e dalla corte penale internazionale.

Avete il dovere di rispondere alle opposizioni che unite chiedono una svolta: riconoscete lo stato di Palestina, date una risposta ad un popolo a cui è stata conculcata ogni prospettiva di esistenza. Se non vogliamo che la formula “due popoli due Stati” sia solo astratta retorica questo è il passo da fare subito senza esitazioni.

Continuate a ripetere come un mantra “food for Gaza” ma non spiegate perché quella formula non ha funzionato.

Avete tradito una storia di dialogo, di mediazione che per decenni l’Italia ha sempre svolto. Avete scelto invece un altro campo, quello della guerra, fuori dalla costituzione repubblicana e ci avete portato anche fuori dal diritto internazionale. Ci avete fatto precipitare nella spirale dell’odio e della morte ma noi non ve lo consentiremo”. Lo ha detto in Aula intervenendo sulle mozioni su Gaza Arturo Scotto, deputato Pd, che ha partecipato alla missione delle opposizioni a Gaza.

 

21/05/2025 - 11:02

“Con l’ennesima forzatura, la maggioranza decide di imbavagliare il Parlamento, imponendo la tagliola sugli emendamenti al DL Sicurezza e limitando drasticamente i tempi di intervento. È una scelta molto grave, che mortifica il confronto democratico e impedisce di discutere un provvedimento pieno di criticità, riconosciute anche all’interno della stessa maggioranza, come dimostrano i numerosi emendamenti presentati e poi ritirati per evitare fratture. Governo e maggioranza sono allergici al dissenso e blindano un testo palesemente incostituzionale e repressivo, attaccano il ruolo del Parlamento e zittiscono il dissenso, dentro e fuori le istituzioni” così la capogruppo democratica nella commissione affari costituzionali, Simona Bonafè.

21/05/2025 - 11:01

“L'Italia deve essere all'altezza del proprio ruolo e il governo Meloni non può continuare a voltarsi dall'altra parte di fronte a ciò che sta accadendo a Gaza o non votare la revisione degli accordi con Israele proposta dall'UE altrimenti diventa complice. Non permettiamo, come ci ha detto il responsabile del Centro palestinese dei diritti umani, che la Palestina diventi la tomba del diritto internazionale”. Lo ha detto Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo sulla mozione per il rispetto del diritto internazionale affinché due popoli possano vivere in pace e autodeterminazione e perché il governo italiano intervenga a scongiurare lo sfollamento forzato da Gaza, la liberazione degli ostaggi da parte di Hamas e la protezione della popolazione civile.
“Dopo la netta condanna dell'attacco di Hamas del 7 ottobre – sottolinea l'esponente del Pd - dal governo italiano non sono seguite condanne altrettanto nette nei confronti dei crimini di guerra del governo Netanyahu. A Gaza ogni giorno si muore, non c'è cibo né ambulanze per soccorrere i malati. Gli aiuti vengono bloccati dal governo israeliano perché ritenuti 'pericolosi' anche se sono semplici generatori di corrente, filtri per depurare l'acqua infetta e sedie a rotelle per gli amputati”. “Non è possibile continuare a negare il massacro della popolazione di Gaza o la deportazione dalla propria terra. Servono azioni concrete per fermare il massacro e la deportazione di un popolo”, conclude Ghio.

21/05/2025 - 10:39

“Nodo di Roma in tilt per guasto elettrico con ritardi che già alle 10 di mattina arrivano a superare le due ore e caos nelle stazioni per la mancanza di informazioni e assistenza. Presenteremo interrogazione per chiedere conto al Ministro Salvini di tutti i disagi e i disservizi che stanno subendo passeggeri e lavoratori” così il vicepresidente della commissione trasporti della Camera, il deputato democratico, Andrea Casu.

21/05/2025 - 08:45

«Mimmo Cecchini ha unito con rigore il pensiero, l’azione e l’istituzione. Dal 1993 al 2001 è stato assessore all’Urbanistica nella giunta Rutelli. In quella stagione innovativa e dirompente, Mimmo fu molto più che un assessore: ne fu l’autentico interprete. Nel campo della pianificazione urbanistica è stato padre di strumenti fondamentali: la Variante di Salvaguardia, la Variante a Verde e Servizi, il Piano delle Certezze e infine il Nuovo Piano Regolatore, approvato dalla giunta e proposto al Consiglio alla fine della consigliatura Rutelli. Immaginava e progettava la città attorno a spazi pubblici di qualità, convinto che la regia pubblica dovesse essere al centro della trasformazione urbana. E alla sua visione risposero architetti di fama mondiale – Richard Meier, Renzo Piano, Zaha Hadid – che condividevano con lui quell’idea di città aperta e solidale. A lui dobbiamo la salvaguardia del verde e la realizzazione di molti dei parchi che oggi rendono vivibili le nostre periferie urbane: Parco di Centocelle, Parco di Veio, Parco della Caffarella, solo per citarne alcuni. Mimmo era un combattente. Non era incline ai compromessi, soprattutto quando si trattava di difendere ciò che riteneva giusto. Ma faceva dell’ascolto un tratto fondamentale e distintivo della sua azione di governo. A molti di noi ha detto: “Fate bene anche una cosa piccola, perché anche quella contribuisce a fare cose grandi.” A Stella e Silvia, giunga il mio cordoglio e quello di quest’Aula. Ti ricorderemo, Mimmo. I romani ti ricorderanno, con affetto e con riconoscenza. Perché Roma, anche grazie a te, è diventata un po’ più giusta, più bella, più nostra.» così la deputata Pd Michela Di Biase commemorando Mimmo Cecchini alla Camera dei Deputati.

20/05/2025 - 20:13

“Nonostante l’aumento dell’occupazione, l'Italia è il paese che ha i tassi di partecipazione al mercato del lavoro più bassi d’Europa, in particolare fra le donne e i giovani. Ma l’Italia in Europa vanta anche il record negativo di avere i salari più bassi d’Europa": è quanto dichiara la vice presidente dei deputati Pd Simona Bonafè intervenendo oggi, martedì 20 maggio a Roma, nel corso del "Meeting Made in Italy - Unire le eccellenze per avere l'eccellenza" organizzato dalla Confederazione Aepi.

"Le nostre imprese devono sostenere elevati costi energetici e gli incentivi sull’innovazione tecnologica per agganciare la rivoluzione verde e digitale, come Industria 5.0, si sono rivelato un flop. Servono politiche industriali efficaci per sostenere realmente le Pmi che rappresentano la spina dorsale produttiva ed occupazionale del paese e l'eccellenza del Made in Italy nel mondo": conclude Simona Bonafè.

 

20/05/2025 - 19:59

“Che cosa significa italianità? Dove la troviamo? Tra le comunità all’estero, nella lingua, nelle tradizioni, nell’italiano parlato in Brasile o in Argentina? Ma se vogliamo davvero una definizione comune di identità, è solo una: emigrazione”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo Pd, esprimendo il voto contrario dei dem durante le dichiarazioni di voto finale al dl Cittadinanza.

“Rischiamo – ha aggiunto l'esponente - di avere più italiani fuori dall’Italia che in Italia. Ve ne accorgete solo ora? Siete mai stati in un paesino dell’Appennino o delle Alpi dove gli iscritti all’AIRE superano i residenti? Sapete come si chiama questo? Spopolamento. Dal 1876 al 1975, sono partite 27 milioni di persone. E oggi abbiamo superato i 35 milioni. Dal 1868 al 1955, l’Italia liberale, fascista, repubblicana, ha firmato 184 accordi di emigrazione, una cinquantina fuori dall’Europa. E oggi? Questo governo preferisce spezzare il legame con le nostre comunità nel mondo”.

“Il governo – ha concluso Ricciardi - parla di sicurezza nazionale, ma come spiegherà ai bellunesi, veneti, bergamaschi, umbri, lucchesi, marchigiani, abruzzesi, siciliani, laziali, cilentani, salentini e calabresi che i loro figli e nipoti, doppi cittadini, rischiano di non essere più italiani? A chi ha reso celebre il gelato, insegnato mestieri in Europa, inventato il fish and chips, fatto conoscere la pizza, lavorato nelle fabbriche tedesche e pagato con la vita a Marcinelle, ora voi dite che non trasmetteranno più la cittadinanza italiana. Diteglielo voi, ai vostri vicini, che i loro discendenti rischiano di perdere l’identità italiana. Non è una questione di sicurezza. Questo è un fallimento politico. Il vero pericolo per l’italianità nel mondo non sono gli italiani all’estero. Siete voi”.

 

20/05/2025 - 19:32

“La scelta del Governo italiano di astenersi sul voto all’OMS sulla gestione delle pandemie è da un lato antistorica e sbagliata, dall’altro è figlia della cultura no vax che anima gran parte della maggioranza. Non solo: è l’ennesima dimostrazione che i partiti che ci governano sono tenuti insieme da un unico collante, il desiderio di potere. Sulle questioni importanti, sulla politica estera, sulla salute, su temi interni come il terzo mandato, su tutte le grandi questioni delicate hanno posizioni molto diverse e divisive. Questa maggioranza è spaccata: ancora una volta ce lo dimostrano. Quando iniziano ad occuparsi degli italiani e delle italiane e non delle liti di famiglia?”.

 

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, in diretta al talk di Repubblica Metropolis.

 

20/05/2025 - 19:06

Nella relazione dell’Anac, la fotografia di un Paese che mette in difficoltà la lotta alla corruzione, riduce le gare e la concorrenza, aumenta i subappalti a cascata che indeboliscono la sicurezza sul lavoro. E nonostante questo accumula ritardi su attuazione del PNRR.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.

 

20/05/2025 - 18:28

Sara Ferrari, deputata del Partito Democratico eletta in Trentino-Alto Adige, storica esperta della regione e già consigliera regionale per 15 anni al fianco di colleghi di lingua tedesca interviene sul caso della neo sindaca di Merano e il tricolore.

“Chi conosce l’Alto Adige – dichiara Ferrari – sa quanto siano delicati gli equilibri che, dal dopoguerra, tengono insieme pacificamente abitanti di lingua italiana e tedesca, dopo la stagione della snazionalizzazione fascista. In questo contesto, il gesto dell’ex sindaco sconfitto, di imporre fisicamente la fascia tricolore alla nuova prima cittadina, è stato chiaramente una forzatura. Un comportamento provocatorio che non avrebbe mai avuto nei confronti di un uomo eletto della SVP. La reazione della sindaca Katrin Zeller è stata sbagliata, e se ne è gia’ scusata. Sono sicura che, in una terra in cui valori e simboli etnici e identitari – e i loro significati – sono frutto di vicende storiche terribili e disumane, e rendono il senso e i ricordi delle sofferenze patite, Zeller saprà scegliere con convinzione di esibirli sempre tutti, rendendo loro onore. Leggere in questo episodio un voluto vilipendio alla nostra bandiera, senza sapere che i sindaci SVP, in genere, usano come simbolo della loro carica il medaglione con lo stemma del Comune, come previsto dalla normativa sugli enti locali, significa assecondare una strumentalizzazione nazionalista di cui la destra altoatesina è da sempre maestra. Personalmente, mi aspetto che d’ora in poi si discuta delle cose che la prima cittadina di Merano riuscirà a fare nel suo incarico piuttosto che dello scivolone in cui è incappata nel giorno della sua investitura”.

 

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